jeudi 4 juin 2026

Il ruolo dell'implicito nella retorica della comunicazione quotidiana

 Sappiamo ormai come la comprensione degli argomenti per essere convincenti sia legato alla conoscenza delle premesse, delle comparazioni influenti in quel contesto, le espressioni idiomatiche adoperate, le parole predilette. Inoltre è importante adattare la sintassi, il lessico e le analogie o altre figure retoriche. Allo stesso modo, è rilevante formulare i messaggi nella maniera più convenevole per i nostri interlocutori.

Strutturare il proprio pensiero, ossia la disposizione dei nostri argomenti.
Si potrebbe chiedere ad esempio a un parlante " secondo lei, quanti argomenti sono necessari per essere convincenti?" In qualità di oratore\oratrice, l'essenziale risiede nella capacità di adattamento al contesto e al soggetto dell'intervento.
Per esempio prendiamo un discorso di François Hollande pronunciato durante la sua campagna elettorale come modello di discorso in contesto:
Vogliamo costruire una Francia del domani, una Francia del lavoro, del merito, dello sforzo, in cui il diritto di ognuno si appoggia sull'uguaglianza per tutti. Una Francia della giustizia in cui il denaro sarà al servizio e non padrone della patria. Una Francia della solidarietà, in cui ogni figlio della repubblica non verrà abbandonato. Vogliamo una Francia del civismo in cui ognuno dovrà chiedersi cosa può fare per la nazione e non aspettare tutto dalla nazione. Una Francia della diversità in cui i figli degli immigrati saranno orgogliosi. 
Questo discorso è totalmente comprensibile all'interno della cornice " campagna elettorale".
Un discorso concatenato in modo causale sarebbe invece pronunciato in questo modo: " la paura porta alla rabbia, la rabbia porta all'odio, l'odio porta alla sofferenza".

Il ruolo dell'implicito nella nostra comunicazione quotidiana
Se prendiamo la frase " fa un po' freddo qua" siamo portati a leggere tra le righe che una persona abbia freddo e vorrebbe che qualcuno nelle vicinanze potesse chiudere la finestra o la porta per rimuovere la causa del freddo.
In questo esempio notiamo come l'implicito consente di dire qualcosa senza accettare la responsabilità di averla detta, in altre parole permette di beneficiare dell'efficacia della parola e dell'innocenza del silenzio."
L'implicito di un testo si ritrova nella scelta del nostro lessico, sintassi e persino nella scelta fonica delle parole.
Per capire l'importanza dell'implicito occorre tenere a mente due regole fondamentali nell'ambito della retorica: - ciò che viene puntualizzato è ciò che non va da sé; - tutto ciò che viene enunciato è proprio quello che viene messo in discussione.
La scelta delle parole
Ogni parola ha una sua denotazione e connotazione. Per denotazione indichiamo il senso letterale di una parola, la quale può essere definita e capita da tutti. Al contrario, la connotazione indica l'insieme delle rappresentazioni che vengono associate alla parola e sulle quali possono esserci delle divergenze o dei disaccordi.
Ad esempio, le parole " opera", " manuale", " libro" posseggono la stessa denotazione poiché ognuna indica un oggetto fatto da una copertina con delle pagine rilegate composte da un testo o da immagini. Al contrario, questi termini presentano ognuno una connotazione leggermente diversa: ad esempio, si tende a prendere in prestito l'opera completa di Kant, portare al mare un romanzo e chiedere a un amico quale sia l'ultimo libro letto. La parola " opera" o " manuale" evoca una lettura seria ed esigenza, un romanzo è qualcosa di più leggero e la parola libro è di natura più neutra. La possibilità di giocare sull'articolazione tra denotazione e connotazione, la lingua ci offre la possibilità di dire le stesse cose in tanti modi diversi. Le parole vanno scelte nella nostra argomentazione in linea al loro significato e delle rappresentazioni che portano con sé.
Le rappresentazioni delle parole servono per colorare, sfumare e alterare il nostro ragionamento. È molto importante scegliere la connotazione del nostro lessico perché una scelta erronea ha la forza di rovinare la nostra linea argomentativa. Infatti è importante non pronunciare delle parole con forti connotazioni negative come agonia, ladro, fraudolente, fregatura ma è necessario esprimere sempre la nostra onestà, irreprensibile, ligio alla legge. Ad esempio per difendere la mia onesta potrei affermare che " le sue affermazioni sono scandalose nei confronti di una persona che rappresenta l'onestà in persona. Oppure invece di mettere in luce l'incompetenza di una persona si può sottolineare la lentezza nell'attuazione di questo progetto.
Un modo per difendersi dall'implicito è quello di segnalare la sua presenza affermando ad esempio " evocare il mio coinvolgimento senza avere il coraggio di sostenerlo apertamente è indegno. La sua pochezza non è altro che il tentativo disperato di nascondere il vuoto delle sue proposte politiche.

Ad esempio, delle espressioni come " non è male", " non è affatto stupido", " non temere, non stressarti, non c'è problema, non dimenticare niente" mettono tutte in luce una negatività nel comportamento dell'altro. Al contrario, sarebbe meglio affermare " è andata bene, è un'ottima idea, andrà tutto bene, ci conviene, pensa a fare le tue cose".
Le parole da noi usate determinano la nostra percezione del mondo. Siamo noi che dobbiamo provare a re-incantarlo e questo potrebbe essere il contributo della retorica.
Ad esempio se dico " un anno e mezzo oppure diciotto mesi" dico la stessa cosa ma non sembrano la stessa cosa nella nostra percezione. Un altro esempio è quello di dovere pagare dei costi sociali oppure delle prestazioni sociali. La possibilità di imporre le proprie parole è fondamentale. La stessa cosa avviene quando parliamo di impiegato o collaboratore. In questo caso, l'impiegato necessita di un datore di lavoro e rimanda ad una gerarchia sociale all'interno del quadro di lavoro, mentre la parola " collaboratore" rimanda ad una forma di noleggio della propria forza lavoro ( prestazione) in cui il contratto funge da mediatore tra datore e lavoratore.
La battaglia delle parole rappresenta un ascendente importante nella guerra delle idee.

La scelta dei verbi come forma di responsabilità nella retorica

La scelta dei verbi nella retorica

All'interno della retorica, il verbo ricopre il ruolo di distribuire all'interno d el discorso la responsabilità dei parlanti. La condivisione della responsabilità dell'azione dentro la frase. Il verbo indica chi fa cosa, chi è chi, chi diventa che cosa. Il verbo realizza questa relazione tra un soggetto e un oggetto. Il verbo colloca le responsabilità all'interno di un enunciato. A volte esplicitare le responsabilità è il modo migliore mentre in altre occasioni può essere pericoloso, volgare o ridicolo. Anche in questo caso va tenuto a mente le due regole d'oro della retorica, ossia quello che viene puntualizzato è quello che non va da sé e quello che viene enunciato è quello che viene messo in discussione.
Il pronome " noi" di umiltà è una tecnica valida per togliere la responsabilità dai fatti contestati. Di fatto, i pronomi giocano un ruolo importante nel distribuire la responsabilità e pertanto hanno un peso importante. Ad esempio, l'uso dei verbi impersonali consente di non precisare il soggetto dell'azione. Ad esempio " occorre, è necessario, bisogna" sono verbi che non indicano nessuno in modo particolare e rappresentano pertanto dei semplici auspici con nessuna responsabilità nella loro attuazione.
Lo stesso fenomeno può avvenire con l'uso della forma passiva. Ad esempio la frase " il gatto mangia il topo" diventa al passivo " il topo è mangiato dal gatto" come se il gatto non avesse nessuna responsabilità in questa azione.
Questi procedimenti impliciti come la scelta dei verbi, i pronomi, l'uso delle forme passive consentono di allontanare l'agentività all'interno della frase.  È necessario cercare di ottenere i meriti senza metterlo in luce e dall'altra parte bisogna allontanare i torti senza dare l'impressione di non volere essere responsabile. L'intento è quello di lasciare l'impressione di vaghezza, confusione e imprecisione.
La scelta della modalizzazione

Nella linguistica, la modalizzazione indicano l'inizio dei procedimenti che consentono al parlante di portare un giudizio sui propri enunciati dal punto di vista della plausibilità, rilevanza ed esattezza. Un enunciato può indicare qualcosa di certo, probabile o impossibile; può indicare un proferimento di tipo prioritario, secondario o superfluo, vero, dubbioso o erroneo.
Per comodità di linguaggio viene definito come discorso modalizzato quando tende a presentare se stesso come soggetto a discussione. Al contrario, si parla di discorso assertivo quando viene asserito in maniera affermativa. Per comunicare il carattere modalizzato o assertivo di un enunciato disponiamo di numerosi strumenti linguistici. La coniugazione, l'uso modale dell'indicativo, condizionale, imperativo. Gli stessi avverbi come " certamente, obbligatoriamente", i verbi come " dovere, sembrare, potere". La sintassi delle frasi può essere di tipo interrogativo, interronegativo, imperativo ma ancora più rilevante sono le nostre intonazioni, attitudini, le nostre facce.
Ad esempio se diciamo " ce la farà, deve farcela, può farcela, potrebbe farcela, non potrebbe farcela! deve sul serio farcela? Si potrebbe continuare all'infinito questa lista mostrando come questi strumenti linguistici ci consentono di esprimere con precisione quello che pensiamo in merito a ciò di cui parliamo. Quando pronunciamo degli enunciati fattuali, gli strumenti di modalizzazione consentono di cogliere la complessità e tutte le sfumature. Non è necessario sempre modalizzare o essere assertivo per evitare di suscitare resistenza nell'altro interlocutore.
Il principio di resistenza viene innescato quando le richieste degli altri vengono pronunciate in modo troppo assertivo.

Gli individui sotto attacco tendono a rifiutare le proposte degli altri perché quando la forza assertiva è eccessiva, la volontà di convinzione diventa controproducente. La possibilità di alternativa spinge all'adesione più facilmente le persone poiché mettere in rilievo la tua libertà di scelta consente di aderire più facilmente.

L'arte di formulare delle richieste

Si potrebbe esordire affermando che " la scelta dei suoni delle parole è importante per toccare l'anima delle persone". La bellezza linguistica delle parole è un mezzo per la retorica. Le assonanze, le allitterazioni, la paranomasia sono note nell'ambito dell'analisi del testo poetico in ambito scolastico. L'uso delle assonanze rende più convincente il discorso poiché la coerenza dei suoni suggerisce una coerenza di senso.

Impastare le parole
Le immagini nel discorso si collegano al tema dell'analogia. Questo consiste nel segnalare una similitudine tra due cose differenti. Le parole del tipo " come, simile indicano una comparazione.

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