Fiat presenta la nuova Panda
Elkann: 'Pieno sostegno a Marchionne'. Proteste Slai Cobas e Fiom contro piano del Lingotto
"Ribadisco qui l'impegno mio e della mia famiglia a sostenere gli sforzi di Sergio Marchionne che hanno l'obiettivo di fare Fiat-Chrysler un grande gruppo che fa grandi automobili". Lo ha affermato John Elkann aprendo a Pomigliano l'incontro per presentare la nuova Panda.
La storia di Pomigliano smentisce "il luogo comune che nel Mezzogiorno non si voglia lavorare, non è vero". "Oggi - ha detto Elkann - è un giorno di festa, il nostro futuro è fatto di prodotti. Abbiamo successo e vogliamo continuare ad averlo. La Panda è un esempio concreto di questo. Qui investiamo 800 milioni di euro, è un segno concreto che l'unico modo per fare investimenti nelle auto è avere le condizioni di competitività".
Quattro operai di Fabbrica Italia Pomigliano hanno consegnato al responsabile commerciale Fiat la prima Panda realizzata nello stabilimento e completamente autografata dai lavoratori.
In questa agenzia "Ansa" vediamo come l'aggettivo dimostrativo “qui” segnali la localizzazione del prodotto soprattutto per un'azienda che predilige costruire nelle località dove le condizioni salariali sono migliori per la firma Fiat e peggiori per gli operai ( costi e benefici economici sono in sintonia spesso con i costi e i benefici previsti dall'analisi pragmatica). le parole del presidente della FIAT segnalano una valorizzazione per la faccia collettiva dell'Italia e del mezzogiorno in sintonia con la storia italiana della Fiat. La competitività in questa presentazione significa un modo di attaccare la faccia degli operai, i quali non sono certi i colpevoli delle lacune della dirigenza nell'orientare in modo efficace le loro scelte industriali e dei modelli di produzione.
Per ottenere una valorizzazione della faccia positiva degli operai è stato chiesto di consegnare la prima Panda realizzata nello stabilimento così come di apporre la loro firma come atto benefico alla loro faccia collettiva di tipo positiva.
Pragmatica di questa agenzia Ansa
La topicalizzazione della tematica con la sua nominalizzazione all'inizio dell'enunciato serve per conferire maggiore peso alla faccia collettiva della FIAT. La dichiarazione del presidente della fiat conferisce un beneficio alla faccia positiva dell'amministratore delegato Sergio Marchione, il quale ha subito dei colpi alla sua faccia negativa da parte dei sindacati presenti all'interno della fabbrica Fiat. L'elenco delle sigle sindacali rappresenta un modo di conferire faccia positiva e beneficio per il loro operare in difesa della faccia collettiva degli operai coinvolti nel nuovo contratto di lavoro della Fiat denominata con il suo luogo di produzione ossia il Lingotto per segnalare anche la sua distanza dai luoghi di produzione.
Per conferire peso al proprio atto linguistico si utilizza la storia facendo ricorso alla storia collettiva di una nazione divisa tra il nord e il sud del paese dove vige uno stereotipo culturale sulla scarsa attitudine al lavoro dei meridionali. L'azienda Fiat mette in discussione questo postulato con la finalità di conferire beneficio alla faccia positiva della Fiat come attore capace di andare contro-corrente in questo ed altri momenti della storia economica italiana. Questo enunciato rappresenta una forma di beneficio ma anche un costo per la faccia di quei lavoratori coinvolti all'interno della fabbrica. Infatti il messaggio del presidente della fiat non è rivolto al mondo degli operai ma piuttosto al mondo della stampa mentre l'operai potrebbe vivere tali periodi in modo contraddittorio in termini di faccia positiva. "Oggi" intesa come deissi spaziale presente in questo avverbio di tempo indica il fatto che ieri o nel passato ci sono stati dei momenti di difficoltà per l'azienda e per gli operai mentre oggi è un giorno di festa e quindi di speranza. L'azienda non costruisce automobili ma prodotti e questo è un peso per la faccia positiva degli operai perché gli operai sono legati alla macchina che sentono come una loro realizzazione mentre il prodotto simboleggia qualcosa molto più immateriale e capace di spostamenti nel tempo e nello spazio. Questo è un atto di minaccia per la faccia negativa del mondo operai e per le sigle sindacali impegnate in questo scontro con la dirigenza fiat. La Fiat ha successo mentre non può dire certamente la stessa cosa chi lavora per la Fiat. Tuttavia il messaggio che si intende fare passare è quello di sposare il successo della fiat per conferire dei vantaggi alla faccia positiva degli operai che potranno ottenere dei giovamenti da questo lavoro anche andando contro le loro condizioni di lavoro.
mardi 20 décembre 2011
ANALISI PRAGMATICHE: TABU' versus Civiltà
Fornero: 'Pronti a dialogo spiace reazione sindacati'
'Su di me linguaggio di un brutto passato di cui non siamo orgogliosi. Dispiaciuta e sorpresa'
La dichiarazione di Fornero comporta un beneficio per la faccia positiva del mondo sindacale accettando di iniziare la concertazione ma allo stesso tempo cerca di non subire troppo i costi per la sua faccia positiva mettendo in evidenza i costi per la faccia positiva del sindacato in questo dato contesto storico. La Ministra Fornero subisce i costi per la sua faccia negativa tramite l'utilizzo di un registro linguistico che comporta dei danni alla sua persona. L'elemento da tenere presente è l'aspetto di contrasto tra " su di me" e "non siamo" collocando in contrasto il peso di certi atti linguistici sulla faccia collettiva del paese mentre il risultato di questo comportamento linguistico è un danno alla sua persona.
Osserviamo il sostantivo "scontro" come modalità di conferire peso al proprio intervento giornalistico e per caricare di peso le azioni politiche in questo ambito legislativo dato la storicità della legge sul codice del lavoro. Il fatto di elencare la genesi della legge serve per conferire peso alla faccia positiva della stessa norma, la quale merita il rispetto di tutti gli attori della concertazione.
Ancora una volta viene adoperato il sostantivo SCONTRO all'interno della personificazione del rapporto tra due enti astratti come il governo e le imprese da una parte e i sindacati dall'altra parte. La domanda da porsi è: A chi frutta questo scontro prima di iniziare a parlare di un tema? La mia interpretazione sostiene che serva soltanto ad aumentare i futuri costi da pagare in termini di faccia positiva per il sindacato, il quale deve subire i costi per gli attacchi orchestrati anticipatamente dal governo e confindustria in modo tale da fare capire bene e forte ai lavoratori dell'urgenza di cambiare il mondo del lavoro in Italia, così come la qualità del lavoro nello stesso paese.
Il procedimento retorico dell'antitesi viene ribadito sia nelle parole della presidentessa della Confindustria Emma Marcegaglia così come in quelle della segretaria della CGIL Susanna Camusso
" nessun tabù" contrapposto a " è una norma di civiltà" . Interessante cogliere come il tabù faccia parte del linguaggio pre-moderno e pre-democratico mentre l'enunciato della Camusso rientra nel linguaggio dei diritti e doveri sanciti dalla costituzione e quindi rientra in un quadro di riferimento di tipo giuridico e moderno, in quanto la società moderna si fonda sul rispetto delle regole.
Le affermazioni di questa agenzia Ansa del 20 Dicembre 2011 cercano di contestualizzare le varie affermazioni dei protagonisti di questa bagarre politico-sindacale. L'Ansa recita:
ROMA - E' già scontro sull'articolo 18, la norma dello Statuto dei lavoratori del 1970 che disciplina il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. Scontro tra governo e sindacati, ma anche tra sindacati e imprese, prima ancora che si apra il tavolo sulla riforma del mercato del lavoro.
Le affermazioni della Ministra Fornero cercano di ottenere dei benefici per la sua persona mostrando il suo disinteresse alle probabili minacce ricevute da parte di qualche sigla sindicale mentre il vero costo per la sua faccia sarebbe di rispondere alla richiesta di civiltà fatta dalla cgil mentre la confindustria vuole eliminare i tabù nella concertazione salariale. Invece si tente di fare pagare i costi per le mancate riforme sulla faccia collettiva del paese Italia prigioniero del suo passato.
Le parole di Bonanni segnalano l'inutilità di tale reazione in quanto tali propositi fanno parte della retorica durante le negoziazioni o nella fase di pre-negoziazione in modo tale da fare capire fino in fondo le conseguenze delle proprie scelte politiche. Insomma è un modo per fare capire il prezzo da pagare per ottenere i benefici previsti da tale comportamento giuridico.
"Nessun tabù", dice il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "E' una norma di civiltà", insiste all'opposto il leader della Cgil, Susanna Camusso. Commenta il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, "rammaricata" ma anche "dispiaciuta e sorpresa" per un linguaggio di "un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi": "la reazione" dei sindacati, afferma, "non la capisco, e mi preoccupa anche molto non sul piano personale, ma per le sue implicazioni per il Paese".
Bonanni segnala il gioco delle parti con le sue parole e segnala che la preoccupazione è dei lavoratori e non certamente di chi si limita a legiferare sulla pelle dei lavoratori e quindi sui costi della faccia negativa del lavoratore. Questa riforma diventa difficile da approvare quando il costo della manovra viene sostenuto dalle magre buste paghe dei lavoratori, ai quali si chiede ancora di pagare con l'accettazione di una riforma dello statuto del lavoratore inteso come un attacco costoso alla faccia collettiva di una categoria professionale che subisce già tutte le angherie del mondo imprenditoriale italiano.
Le conseguenze delle scelte compiute dal Ministro Fornero vengono sintettizate nella riformulazione della nozione di persona della ministra, la quale diventa " maestrina" ossia una categoria di persona percepita in questo dato contesto come una persona incapace di interagire con la realtà effettive delle cose piuttosto che di rifuggirsi nel come dovrebbero essere le cose.
Alle sue parole replica il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: "Mi dispiace che reagisca in questo modo: ad essere preoccupati siamo noi". Già in mattinata, Bonanni aveva sostenuto la contrarietà a mettere mano all'articolo 18: dopo la manovra, "discussa con nessuno", che ha già colpito lavoratori e pensionati, è la sua posizione, "si aizza la protesta su una materia che si sa problematica", "spinosa". I sindacati chiedono piuttosto di far pagare di più il lavoro precario.
E' questa la vera sfida, afferma Bonanni, rivolgendosi alla "maestrina" Fornero. In serata, dopo le parole del ministro, rincara: "Mi hanno sconcertato". Si tratta di una riforma del mercato del lavoro annunciata "mediaticamente": così "si apre una rottura prima di arrivare alla discussione". E' una "situazione incresciosa", che avrebbe richiesto "più cautela" e a Fornero dice ancora: "Doveva essere molto più accorta" Al contrario, d'accordo con Fornero si dice Marcegaglia: "Non ci sono più totem, non ci sono più tabu" sull'articolo 18; la riforma del mercato del lavoro "va affrontata" con "molta serietà, pragmatismo e senza ideologia", anche per riportare il Paese a crescere, afferma. Alle sue affermazioni si contrappone la posizione di Camusso, a strenua difesa dell'articolo 18: è "una norma di civiltà che impedisce le discriminazioni ed esercita una forma di deterrenza per tutti. Un paese democratico e civile non può rinunciarvi".
Le affermazioni della Marcegaglia servono a mitigare i suoi propositi che rimangono inalterati, ossia che il codice del lavoro va modificato per fare aumentare i benefici alle persone che non lavorano e eliminare i vantaggi per le persone protette dal welfare odierno tutto incentrato sulle persone occupate mentre niente o poco viene concesso alle persone fuori dal mercato del lavoro. L'atteggiamento della Confindustria viene ribadito nella sua volontà di mitigazione tra il governo e il sindacato.
Posizioni antitetiche, dunque. Ma, subito il numero uno degli industriali tiene a sottolineare: "Non c'é alcun attacco ai sindacati". "Il clima di scontro non aiuta". C'é solo la necessità, sostiene, di modificare un mercato del lavoro che "oggi palesemente non funziona", in cui "abbiamo una forte rigidità in uscita che non ha eguali in Europa ed un eccesso di flessibilità in entrata che penalizza i giovani e le donne; e abbiamo degli ammortizzatori sociali che vanno rivisti in parte". Uno stato di fatto in cui, dice ancora, "un'azienda fa fatica ad assumere o assume di meno". Il punto è comunque, per il presidente di Confindustria, andare alla trattativa senza "chiusure preconcette".
Notiamo nel paragrafo finale come il luogo di negoziazione denominato come "tavolo" sia un luogo dalla connotazione positiva nel mondo della politica in quanto in tale luogo occorre individuare un percorso condiviso da tutti e non pensare ad aizzare le barricate durante il negoziato. Infatti tale prospettiva viene ribadita nelle seguenti parole: spirito di collaborazione e atteggiamento costruttivo" i quali sono termini per conferire beneficio alla faccia del governo mentre per il sindacato sono forme di attacchi alla sua faccia negativa in quanto è stato già precedentemente attaccato dalle parole sulla riforma presentata in tv ( ossia l'unico luogo dove si fa politica in Italia) e quindi devono accettare i costi per le parole proferite sia dalla Fornero così come dalla Marcegaglia. La successione di verbi come " ci auguriamo, speriamo e chiediamo sono tutti atti linguistici commissivi ossia che tendono a modificare la sostanza del mondo con il quale intendiamo interagire ( il sindacato in questo caso).
Al tavolo - che potrebbe aprirsi "anche prima" di gennaio, come fa sapere la stessa Fornero - "ci siederemo con grande spirito di collaborazione, con grande atteggiamento costruttivo. Ci auguriamo, speriamo e chiediamo che anche il sindacato faccia la stessa cosa", aggiunge Marcegaglia. Un tavolo in vista del quale Fornero invita al dialogo ma "senza preclusioni": "Per quanto mi riguarda io non ho preclusioni, bisogna però che non ne abbiamo altri".
'Su di me linguaggio di un brutto passato di cui non siamo orgogliosi. Dispiaciuta e sorpresa'
La dichiarazione di Fornero comporta un beneficio per la faccia positiva del mondo sindacale accettando di iniziare la concertazione ma allo stesso tempo cerca di non subire troppo i costi per la sua faccia positiva mettendo in evidenza i costi per la faccia positiva del sindacato in questo dato contesto storico. La Ministra Fornero subisce i costi per la sua faccia negativa tramite l'utilizzo di un registro linguistico che comporta dei danni alla sua persona. L'elemento da tenere presente è l'aspetto di contrasto tra " su di me" e "non siamo" collocando in contrasto il peso di certi atti linguistici sulla faccia collettiva del paese mentre il risultato di questo comportamento linguistico è un danno alla sua persona.
Osserviamo il sostantivo "scontro" come modalità di conferire peso al proprio intervento giornalistico e per caricare di peso le azioni politiche in questo ambito legislativo dato la storicità della legge sul codice del lavoro. Il fatto di elencare la genesi della legge serve per conferire peso alla faccia positiva della stessa norma, la quale merita il rispetto di tutti gli attori della concertazione.
Ancora una volta viene adoperato il sostantivo SCONTRO all'interno della personificazione del rapporto tra due enti astratti come il governo e le imprese da una parte e i sindacati dall'altra parte. La domanda da porsi è: A chi frutta questo scontro prima di iniziare a parlare di un tema? La mia interpretazione sostiene che serva soltanto ad aumentare i futuri costi da pagare in termini di faccia positiva per il sindacato, il quale deve subire i costi per gli attacchi orchestrati anticipatamente dal governo e confindustria in modo tale da fare capire bene e forte ai lavoratori dell'urgenza di cambiare il mondo del lavoro in Italia, così come la qualità del lavoro nello stesso paese.
Il procedimento retorico dell'antitesi viene ribadito sia nelle parole della presidentessa della Confindustria Emma Marcegaglia così come in quelle della segretaria della CGIL Susanna Camusso
" nessun tabù" contrapposto a " è una norma di civiltà" . Interessante cogliere come il tabù faccia parte del linguaggio pre-moderno e pre-democratico mentre l'enunciato della Camusso rientra nel linguaggio dei diritti e doveri sanciti dalla costituzione e quindi rientra in un quadro di riferimento di tipo giuridico e moderno, in quanto la società moderna si fonda sul rispetto delle regole.
Le affermazioni di questa agenzia Ansa del 20 Dicembre 2011 cercano di contestualizzare le varie affermazioni dei protagonisti di questa bagarre politico-sindacale. L'Ansa recita:
ROMA - E' già scontro sull'articolo 18, la norma dello Statuto dei lavoratori del 1970 che disciplina il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. Scontro tra governo e sindacati, ma anche tra sindacati e imprese, prima ancora che si apra il tavolo sulla riforma del mercato del lavoro.
Le affermazioni della Ministra Fornero cercano di ottenere dei benefici per la sua persona mostrando il suo disinteresse alle probabili minacce ricevute da parte di qualche sigla sindicale mentre il vero costo per la sua faccia sarebbe di rispondere alla richiesta di civiltà fatta dalla cgil mentre la confindustria vuole eliminare i tabù nella concertazione salariale. Invece si tente di fare pagare i costi per le mancate riforme sulla faccia collettiva del paese Italia prigioniero del suo passato.
Le parole di Bonanni segnalano l'inutilità di tale reazione in quanto tali propositi fanno parte della retorica durante le negoziazioni o nella fase di pre-negoziazione in modo tale da fare capire fino in fondo le conseguenze delle proprie scelte politiche. Insomma è un modo per fare capire il prezzo da pagare per ottenere i benefici previsti da tale comportamento giuridico.
"Nessun tabù", dice il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "E' una norma di civiltà", insiste all'opposto il leader della Cgil, Susanna Camusso. Commenta il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, "rammaricata" ma anche "dispiaciuta e sorpresa" per un linguaggio di "un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi": "la reazione" dei sindacati, afferma, "non la capisco, e mi preoccupa anche molto non sul piano personale, ma per le sue implicazioni per il Paese".
Bonanni segnala il gioco delle parti con le sue parole e segnala che la preoccupazione è dei lavoratori e non certamente di chi si limita a legiferare sulla pelle dei lavoratori e quindi sui costi della faccia negativa del lavoratore. Questa riforma diventa difficile da approvare quando il costo della manovra viene sostenuto dalle magre buste paghe dei lavoratori, ai quali si chiede ancora di pagare con l'accettazione di una riforma dello statuto del lavoratore inteso come un attacco costoso alla faccia collettiva di una categoria professionale che subisce già tutte le angherie del mondo imprenditoriale italiano.
Le conseguenze delle scelte compiute dal Ministro Fornero vengono sintettizate nella riformulazione della nozione di persona della ministra, la quale diventa " maestrina" ossia una categoria di persona percepita in questo dato contesto come una persona incapace di interagire con la realtà effettive delle cose piuttosto che di rifuggirsi nel come dovrebbero essere le cose.
Alle sue parole replica il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: "Mi dispiace che reagisca in questo modo: ad essere preoccupati siamo noi". Già in mattinata, Bonanni aveva sostenuto la contrarietà a mettere mano all'articolo 18: dopo la manovra, "discussa con nessuno", che ha già colpito lavoratori e pensionati, è la sua posizione, "si aizza la protesta su una materia che si sa problematica", "spinosa". I sindacati chiedono piuttosto di far pagare di più il lavoro precario.
E' questa la vera sfida, afferma Bonanni, rivolgendosi alla "maestrina" Fornero. In serata, dopo le parole del ministro, rincara: "Mi hanno sconcertato". Si tratta di una riforma del mercato del lavoro annunciata "mediaticamente": così "si apre una rottura prima di arrivare alla discussione". E' una "situazione incresciosa", che avrebbe richiesto "più cautela" e a Fornero dice ancora: "Doveva essere molto più accorta" Al contrario, d'accordo con Fornero si dice Marcegaglia: "Non ci sono più totem, non ci sono più tabu" sull'articolo 18; la riforma del mercato del lavoro "va affrontata" con "molta serietà, pragmatismo e senza ideologia", anche per riportare il Paese a crescere, afferma. Alle sue affermazioni si contrappone la posizione di Camusso, a strenua difesa dell'articolo 18: è "una norma di civiltà che impedisce le discriminazioni ed esercita una forma di deterrenza per tutti. Un paese democratico e civile non può rinunciarvi".
Le affermazioni della Marcegaglia servono a mitigare i suoi propositi che rimangono inalterati, ossia che il codice del lavoro va modificato per fare aumentare i benefici alle persone che non lavorano e eliminare i vantaggi per le persone protette dal welfare odierno tutto incentrato sulle persone occupate mentre niente o poco viene concesso alle persone fuori dal mercato del lavoro. L'atteggiamento della Confindustria viene ribadito nella sua volontà di mitigazione tra il governo e il sindacato.
Posizioni antitetiche, dunque. Ma, subito il numero uno degli industriali tiene a sottolineare: "Non c'é alcun attacco ai sindacati". "Il clima di scontro non aiuta". C'é solo la necessità, sostiene, di modificare un mercato del lavoro che "oggi palesemente non funziona", in cui "abbiamo una forte rigidità in uscita che non ha eguali in Europa ed un eccesso di flessibilità in entrata che penalizza i giovani e le donne; e abbiamo degli ammortizzatori sociali che vanno rivisti in parte". Uno stato di fatto in cui, dice ancora, "un'azienda fa fatica ad assumere o assume di meno". Il punto è comunque, per il presidente di Confindustria, andare alla trattativa senza "chiusure preconcette".
Notiamo nel paragrafo finale come il luogo di negoziazione denominato come "tavolo" sia un luogo dalla connotazione positiva nel mondo della politica in quanto in tale luogo occorre individuare un percorso condiviso da tutti e non pensare ad aizzare le barricate durante il negoziato. Infatti tale prospettiva viene ribadita nelle seguenti parole: spirito di collaborazione e atteggiamento costruttivo" i quali sono termini per conferire beneficio alla faccia del governo mentre per il sindacato sono forme di attacchi alla sua faccia negativa in quanto è stato già precedentemente attaccato dalle parole sulla riforma presentata in tv ( ossia l'unico luogo dove si fa politica in Italia) e quindi devono accettare i costi per le parole proferite sia dalla Fornero così come dalla Marcegaglia. La successione di verbi come " ci auguriamo, speriamo e chiediamo sono tutti atti linguistici commissivi ossia che tendono a modificare la sostanza del mondo con il quale intendiamo interagire ( il sindacato in questo caso).
Al tavolo - che potrebbe aprirsi "anche prima" di gennaio, come fa sapere la stessa Fornero - "ci siederemo con grande spirito di collaborazione, con grande atteggiamento costruttivo. Ci auguriamo, speriamo e chiediamo che anche il sindacato faccia la stessa cosa", aggiunge Marcegaglia. Un tavolo in vista del quale Fornero invita al dialogo ma "senza preclusioni": "Per quanto mi riguarda io non ho preclusioni, bisogna però che non ne abbiamo altri".
mardi 25 octobre 2011
ITALIAN NATIVE TEACHER WITH PHD IN ITALIAN LINGUISTIC FOR ENGLISH SPEAKER
Dear Reader of this blog,
teacher expert in Italian language for foreigners available for private or group lesson for anyone interesting in improving understanding, speaking Italian or for understanding Italian society.
Feel free to contact me for any needs about Italian aspect of language and culture (politics, diplomacy, economic and literature aspect).
For information:
Edoardo Natale
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PROFESSEUR DE LANGUE ITALIENNE POUR FRANCOPHONE EN ITALIE
Aux lecteur de ce Blog,
professeur expert de langue italienne pour parlants francophones se rend disponible pour donner des cours de groupe ou individuelle pour toute personne intéressé à approfondir ces connaissances de langue italienne pour la communication orale, écrite, la conversation quotidienne et pour le travail.
Pour plus d'informations:
Edoardo Natale
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Edoardo Natale
DOCENTE ESPERTO DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI
Ai lettori di questo Blog,
docente esperto di lingua italiana per stranieri per approfondire le vostre conoscenze linguistiche, socio-culturali o per meglio capire la società italiana tramite l'uso della lingua italiana disponibile per impartire lezioni individuali o di gruppo a studenti provenienti da tutto il mondo.
Aspetto le vostre richieste per migliorare la vostra capacità di comunicazione, di comprensione, di analisi del testo italiano.
Per ogni informazione contattare:
Edoardo Natale
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lundi 3 octobre 2011
Teaching Philosophy Statement
Teaching Philosophy Statement
My passion for teaching is the result of many cultural experience around the world. This experience give to me the awareness that language without context or cultural grammar between people make not significant to learn a foreign language. This is why during my class I stress all the time the notion of appropriateness, context, social distance and system of politeness during the text class presentation. Indeed, I strongly believe that student have to be actor in class, in term of be proactive during role-playing, scenario invention and conversation analysis.
All this element represent my way of seeing second language education where grammar and pragmatic walk side by side with the strong help of lexical expression and memory.
My passion for teaching is the result of many cultural experience around the world. This experience give to me the awareness that language without context or cultural grammar between people make not significant to learn a foreign language. This is why during my class I stress all the time the notion of appropriateness, context, social distance and system of politeness during the text class presentation. Indeed, I strongly believe that student have to be actor in class, in term of be proactive during role-playing, scenario invention and conversation analysis.
All this element represent my way of seeing second language education where grammar and pragmatic walk side by side with the strong help of lexical expression and memory.
LA MIA DIDASSI QUOTIDIANA
La mia didassi quotidiana
La mia pratica didattica si fonda sul mettere al centro lo studente. Lo studente deve sentirsi il fulcro della lezione con la sua partecipazione attiva a tutte le mie attività didattiche.
Solitamente cerco sempre di iniziare il corso con un brain-storming della lezione precedente oppure con una attività iniziale utile per iniziare la lezione. Ad esempio l’utilizzo del materiale non linguistico presente in ogni unità didattica rappresenta un punto iniziale molto utile per attivare le conoscenze dello studente. In queste occasioni viene richiesto l’attivazione del proprio mondo enciclopedico come elemento di pre-comprensione del lavoro. Una volta ultimata questa fase di riscaldamento scolastico possiamo porre al centro della didassi il momento di comprensione del testo con vari ascolti del materiale audio presente nel testo dell’unità didattica.
Durante quei momenti di ascolto viene richiesto da parte mia la scrittura delle parole chiavi o delle parole capite durante l’ascolto. Oppure viene richiesto di disegnare le parole che sono state capite o mimate alla fine dell’ascolto. Alla fine dell’ascolto, in funzione del livello degli studenti vengono poste delle domande di comprensione generale del testo da parte dell’insegnante oppure da parte di un gruppo di studenti ad un altro gruppo di studenti. La tipologia di queste domande verte sulle famose domande da giornalista, vale a dire: chi, perché, come, quando, dove, le motivazioni, il movente, i personaggi, il contesto extra-linguistico e il contesto linguistico.
Dopo la fase di ascolto con i suoi esercizi passiamo alla fase di produzione orale o di riproduzione orale del testo con la costituzione di vari piccoli gruppi in classe da costituire per svolgere le attività di role-play con la semplice riproduzione del testo possibilmente memorizzando il testo con una particolare attenzione nel ricreare un contesto fisico simile a quello preposto nel testo originale.
Una variante di questo testo può essere la riproduzione del testo scritto con delle varianti pensate dagli studenti.
L’ultimazione di questa fase di lavoro conduce al momento di fissazione degli elementi linguistici rinvenuti nel testo con degli esercizi di individuazione del materiale linguistico presente oppure di esclusione\inclusione del materiale linguistico, con l’uso in situazione di questo materiale linguistico. Questa prassi di usare il materiale linguistico nel contesto appropriato risulta molto importante nella mia didassi in quanto permette di calibrare al meglio il proprio agire linguistico.
Una volta conclusa la fase di ripasso degli elementi linguistici si può proporre un esercizio di controllo del lavoro compiuto in classe con un esercizio di sfida alla classe come ad esempio il gioco di chi risponde per primo.
La mia pratica didattica si fonda sul mettere al centro lo studente. Lo studente deve sentirsi il fulcro della lezione con la sua partecipazione attiva a tutte le mie attività didattiche.
Solitamente cerco sempre di iniziare il corso con un brain-storming della lezione precedente oppure con una attività iniziale utile per iniziare la lezione. Ad esempio l’utilizzo del materiale non linguistico presente in ogni unità didattica rappresenta un punto iniziale molto utile per attivare le conoscenze dello studente. In queste occasioni viene richiesto l’attivazione del proprio mondo enciclopedico come elemento di pre-comprensione del lavoro. Una volta ultimata questa fase di riscaldamento scolastico possiamo porre al centro della didassi il momento di comprensione del testo con vari ascolti del materiale audio presente nel testo dell’unità didattica.
Durante quei momenti di ascolto viene richiesto da parte mia la scrittura delle parole chiavi o delle parole capite durante l’ascolto. Oppure viene richiesto di disegnare le parole che sono state capite o mimate alla fine dell’ascolto. Alla fine dell’ascolto, in funzione del livello degli studenti vengono poste delle domande di comprensione generale del testo da parte dell’insegnante oppure da parte di un gruppo di studenti ad un altro gruppo di studenti. La tipologia di queste domande verte sulle famose domande da giornalista, vale a dire: chi, perché, come, quando, dove, le motivazioni, il movente, i personaggi, il contesto extra-linguistico e il contesto linguistico.
Dopo la fase di ascolto con i suoi esercizi passiamo alla fase di produzione orale o di riproduzione orale del testo con la costituzione di vari piccoli gruppi in classe da costituire per svolgere le attività di role-play con la semplice riproduzione del testo possibilmente memorizzando il testo con una particolare attenzione nel ricreare un contesto fisico simile a quello preposto nel testo originale.
Una variante di questo testo può essere la riproduzione del testo scritto con delle varianti pensate dagli studenti.
L’ultimazione di questa fase di lavoro conduce al momento di fissazione degli elementi linguistici rinvenuti nel testo con degli esercizi di individuazione del materiale linguistico presente oppure di esclusione\inclusione del materiale linguistico, con l’uso in situazione di questo materiale linguistico. Questa prassi di usare il materiale linguistico nel contesto appropriato risulta molto importante nella mia didassi in quanto permette di calibrare al meglio il proprio agire linguistico.
Una volta conclusa la fase di ripasso degli elementi linguistici si può proporre un esercizio di controllo del lavoro compiuto in classe con un esercizio di sfida alla classe come ad esempio il gioco di chi risponde per primo.
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