bibliografia di italiano per stranieri
https://www.arcobalenoweb.org/wp-content/uploads/2012/09/MANUALE-DI-LINGUA-ITALIANA.pdf
bibliografia di italiano per stranieri
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2 aprile 2021
Buona sera a tutti. Ringrazio e saluto Vito Crimi, i parlamentari nazionali, europei, i sindaci, i vari amministratori locali, i consiglieri regionali e tutte le amiche, gli amici che ci stanno seguendo.
Prima di illustrare le linee del nuovo progetto, condivido con Voi alcune riflessioni sul cammino sin qui percorso.
Il Movimento5Stelle ha scritto pagine importanti della più recente storia politica italiana.
Se volgete indietro lo sguardo potete essere orgogliosi. Potete mantenere lo sguardo fiero di chi non ha tradito le aspettative che aveva suscitato.
Alcuni errori commessi, alcune ingenuità a cui vi siete esposti - ma chi non li commette - non valgono a oscurare le tante battaglie e riforme che avete combattuto e realizzato in direzione di un'Italia più moderna, più verde e vivibile, più giusta e solidale.
Il Movimento5stelle ha espresso una carica innovativa rispetto al sistema politico italiano, una forza d'urto così potente che questa novità ha finito per contaminare anche altre forze politiche, innescando una spirale virtuosa, che ha contribuito a scacciare via sacche di privilegio, alcuni radicati luoghi comuni, caratteristici di una visione distorta e degenerata della politica, espressione di quella che io chiamerei "mala-politica".
Tra i vostri meriti più grandi vi è quello di avere richiamato l'attenzione sull'etica pubblica, l'onestà dei comportamenti, che ormai appariva quasi esiliata dal dibattito politico. Avete riportato in auge una tensione morale che ha costretto tutti i partiti a misurarsi con i concetti di "onore e disciplina", che la nostra Costituzione reputa fondamentali quando si è chiamati a svolgere pubbliche funzioni.
Molte delle riforme che avevate preannunciato nel vostro programma di azione, ne cito solo alcune: il reddito di cittadinanza, la riduzione del numero dei parlamentari, l'anticorruzione, l'eco-bonus, la lotta all'evasione e al recupero delsommerso anche attraverso l'incremento dei pagamenti digitali, e tantissime altre, sono ormai legge e contribuiscono a definire un Paese più civile, più verde, più solidale.
Non solo.Avete contribuito a imprimere una importante svolta nel percorso europeo: con i vostri voti determinanti avete permesso l'insediamento della Commissione von der Leyen, che sta perseguendo un forte indirizzo politico in direzione delle transizioni energetiche e digitali e di una maggiore equità sociale.
E' anche per queste ragioni che oggi sono qui, a confrontarmi con Voi.
Abbiamo convissuto, fianco a fianco, condividendo due esperienze di governo. Lavorando sempre con spirito di leale collaborazione, con costante determinazione, con sano pragmatismo.
Abbiamo affrontato mille difficoltà, facendoci carico anche di carenze e manchevolezze strutturali accumulate nel corso degli anni. Abbiamo sempre cercato di rimanere concentrati sulle riforme più utili a migliorare il nostro Paese e le condizioni di vita dei cittadini.
Abbiamo affrontato da ultimo, per oltre un anno, questa gravissima emergenza pandemica, che ancora sta correndo. Abbiamo lavorato con grande impegno e responsabilità per tutelare la salute dei cittadini e proteggere, al contempo, il nostro tessuto sociale e produttivo; anzi, abbiamo provato a renderlo ancora più resiliente.
Quando è terminata la mia seconda esperienza di governo, ho avuto subito chiara la modalità della mia uscita da Palazzo Chigi: non era possibile volgere le spalle alle sofferenze degli italiani; era urgente favorire la nascita di un nuovo governo per porre fine a una crisi incomprensibile, provocata in modo irresponsabile nel pieno di una pandemia e di una gravissima recessione economica.
Ma vi confesso che non avevo ancora chiara una visione sul mio futuro impegno in politica.
Già allora, però, ricevetti, anche da molti di voi, tante sollecitazioni. Feci a caldo una promessa: "Io ci sono e ci sarò". E non voleva essere una minaccia.
Dietro questa affermazione non c'era ancora una precisa idea su questo "esserci".
Ma avvertivo netta l'intuizione, la intima convinzione che un mio impegno politico sarebbe partito da questa esperienza comune, da questa fruttuosa collaborazione.
Oggi sono qui perché, dietro sollecitazione di tanti, tantissimi di Voi, a partire da Beppe Grillo, ho accettato di cimentarmi in una sfida tanto complessa quanto affascinante.
Questa sfida la racchiudo in un concetto ben preciso: "Rifondare il Movimento5Stelle".
"Rifondare" è un concetto che non utilizzo a caso. Introduce una prospettiva impegnativa, perché non significa limitarsi a operare un restyling, un rinnovo superficiale al fine di incrementare il consenso.
"Rifondare" non è concetto compatibile con una operazione di marketing politico.
"Rifondare" significa puntare, tutti insieme, a compiere una completa, coraggiosa opera di "rigenerazione" del Movimento, che non rinneghi il passato e i valori che vi hanno portato sin qui. Anzi. Deve essere un'opera che valorizza l'esperienza fatta e i coraggiosi traguardi già raggiunti, ma sia capace di interpretare una nuova stagione politica e proiettare il neo-Movimento in una dimensione strategica, che lo renda laboratorio privilegiato di idee e progetti diretti a elaborare e a realizzare un nuovo modello di sviluppo che punti non più solo a indici di crescita di produttività, ma a una nozione ampia e incisiva di "prosperità". Un modello di sviluppo che realizzi condizioni effettive di benessere equo e sostenibile per tutti i membri della comunità, che declini la transizione energetica e digitale già in atto, secondo logiche e strategie mirate a ridurre le tante diseguaglianze, che sacrificano gli interessi dei più vulnerabili e fragili, delle donne, dei giovani, ma anche di tutti coloro che vivono nei vari Sud del Paese, che non possiamo identificare solo con il Meridione ma dobbiamo allargare anche alle tante aree interne del Centro e del Nord, ai paesini montani, ai borghi a rischio di abbandono.
In queste settimane ho iniziato a elaborare delle proposte su cui sarà fondamentale confrontarsi nei prossimi giorni. Anzi vi anticipo che dopo la pausa pasquale avvierò una serie di incontri per raccogliere i vostri suggerimenti.
Per quanto mi riguarda, vedo un neo-Movimento chiamato, ambiziosamente, a indicare una rotta con cui tutte le forze politiche, le migliori energie civili e culturali dovranno misurarsi. Vedo una forza politica che esprimerà una forza irradiante non solo sul piano interno ma anche europeo e internazionale, capace di coinvolgere altre forze politiche e movimenti culturali che, a tutte le latitudini del mondo, abbiano interesse a condividere un'agenda politica profondamente intrisa di una cultura integralmente ecologica e di giustizia sociale, particolarmente attenta all'anticorruzione e all'etica pubblica, per offrire un destino migliore alla nostra generazione e alle generazioni future.
Sono problemi che non possiamo affrontare solo con approccio domestico. Occorre anche una visione più ampia, europea e internazionale.
Ma veniamo al neo-Movimento.
Dobbiamo muovere da due punti fermi.
Quanto al primo punto, Vi anticipo che Vi proporrò una Carta dei principi e dei valori, in modo che chi vorrà aderire, d'ora in poi, a questa nuova forza politica, non abbia dubbi sulla chiara identità del progetto politico, sulle specifiche caratteristiche e finalità della proposta politica.
Vi proporrò anche una rivisitazione delle originarie cinque stelle. Quelle nate dalla Carta di Firenze del 2009, infatti, risentono molto delle prime esperienze comunali. Nessuna di esse è da rinnegare. Sono tutte ancora oggi valide. Rimarranno cinque, ma questa nostra costellazione deve allargare il suo orizzonte ideale.
Vi richiamo alcuni dei pilastri che ritroveremo nella Carta dei principi e dei valori:
Non voglio anticiparvi altro. Ma nella Carta dei principi e dei valori troveremo la bussola per orientarci nei tanti progetti e nelle tante scelte che la buona politica, quella che guarda esclusivamente al bene comune, è chiamata a operare.
Riscriveremo insieme i diritti dei lavoratori, fermi allo Statuto del 1970, per affrontare con piena consapevolezza politica, le profonde trasformazioni che stanno attraversando il mondo del lavoro.
Scriveremo insieme, per la prima volta, una Carta dei diritti degli imprenditori, che hanno bisogno di tempi certi e di norme chiare per poter programmare i loro investimenti e per recuperare i debiti della P.A.
Finiremo di scrivere insieme la Carta delle persone con disabilità, che avevamo iniziato a scrivere al governo e non abbiamo fatto in tempo a terminare.
Scriveremo insieme un catalogo di diritti digitali, premessa indispensabile per affrontare il problema della autonomia strategica, della sovranità digitale e così realizzare, con maggiore fiducia, la transizione digitale, senza penalizzare i diritti fondamentali della persona.
Aggiorneremo il catalogo dei diritti dei consumatori, in modo da evitare che rimangano meri "consumattori passivi" schiacciati dalle logiche di mercato, ma possano diventare "consumautori", liberi e consapevoli delle loro scelte e delle loro prerogative.
Parteciperemo con convinzione al percorso comune europeo. Evitando l'atteggiamento passivo di chi dice sempre sì per non scontentare strategie già definite, ma mostrando la piena consapevolezza di chi, Paese fondatore, ha le carte in regola e la lungimiranza per indicare i punti di forza, ma anche le varie manchevolezze della casa comune europea.
Vogliamo essere protagonisti nella scrittura della nuova agenda europea, sollecitando tutti a convergere su un modello che non è più solo di "economia sociale di mercato", ma di "economia eco-sociale di mercato", nella consapevolezza che la funzione dei pubblici poteri non può ridursi solo a impedire la concentrazione dei poteri economici, ma deve garantire anche la protezione dell'ambiente e tutelare le scelte libere e consapevoli dei consuma-autori.
Nel fare tutto questo avremo grande cura delle parole. Un nuovo modo di fare politica deve iniziare dall'attenzione alle parole e al linguaggio, che sono importanti per migliorare i legami di integrazione e rafforzare la coesione sociale.
In passato, il Movimento è ricorso anche a espressioni giudicate aggressive.
L'assalto al palazzo, la forza di rottura che avete interpretato non potevano essere giocati di fioretto.
Ma ogni fase ha la sua storia.
Dobbiamo essere consapevoli che la politica non deve lasciarsi accecare dalla polemica, dalla superficialità degli scambi. Deve cercare la profondità di pensiero, il confronto rispettoso delle opinioni altrui. Con le parole giuste possiamo contribuire ad arricchire l'esperienza culturale della intera comunità. Non dobbiamo mai sottovalutare la potenza trasformativa delle parole.
Quanto al secondo punto, che riguarda l'aspetto organizzativo, Vi proporrò un nuovo statuto contenente una proposta organizzativa che non rinneghi i punti di forza dell'esperienza "leggera" propria di un movimento, ma allo stesso tempo possa spiegare tutte le potenzialità tipiche di una struttura ben articolata e adeguatamente organizzata sul piano funzionale.
Dobbiamo avere un chiaro assetto interno, con ripartizione inequivoca dei compiti, insomma una struttura organizzativa che ci aiuti a definire con chiarezza la linea politica e l'incisività di azione. Tutto questo ci permetterà di essere più efficaci e incisivi negli obiettivi politici, che riguarderanno il livello delle iniziative nazionali, internazionali e locali.
Nel fare questo dobbiamo evitare di ricadere nei limiti della "forma-partito" tradizionale, che mostra evidenti segnali di crisi e varie inadeguatezze.
Avremo regole ben rigorose che contrasteranno ancor più risolutamente del passato la formazione di correnti interne, di cordate varie. La scelta della democrazia digitale ci consente un confronto diretto, senza la mediazione di correnti interne che, inevitabilmente, finiscono per cristallizzare sfere di influenze e posizioni di potere.
Care amiche e cari amici, non abbiamo neppure bisogno di associazioni varie. Il nostro impegno politico e culturale viviamolo interamente nel nuovo Movimento, dove avremo tante occasioni di confronto.
Oltre agli organi attuali, avremo peraltro articolazioni interne con tantissime posizioni in cui ciascuno di voi e, confido, anche tante nuove amiche e nuovi amici, secondo i propri talenti, le proprie inclinazioni e le proprie sensibilità potrete dare il proprio contributo alla vita associativa.
Ad esempio ci sarà un dipartimento che si occuperà a tempo pieno dei rapporti con partiti e forze politiche stranieri, che curerà scambi e condivisione di progetti con movimenti e forze culturali che sono in Europa e in giro per il mondo.
Avremo un Centro di formazione permanente, molto articolato al suo interno, dove ci sarà un settore che curerà il coinvolgimento e lo scambio di idee e progetti con personalità scientifiche e culturali, italiane e straniere, che possono contribuire ad allargare i nostri orizzonti di azione e di progettazione. Un altro settore del Centro sarà dedicato a Gruppi di lavoro permanenti che abbracceranno tutte le aree tematiche, in modo che alimenteremo la nostra azione politica sulla base di iniziative meditate, senza nessuna improvvisazione. I Forum, le "Piazze delle Idee" che saranno i nostri polmoni permanenti con la società civile, faranno riferimento a questi Gruppi di lavoro, divisi per settori di attività. Avremo inoltre un altro settore del Centro dedicato alla condivisione delle migliori pratiche per gli amministratori locali, in modo che i progetti di riforma e le iniziative più fruttuose possano circolare ed essere riprodotte, senza ripartire ogni volta da zero.
Nel Centro di formazione permanente potremo lavorare e interagire tutti e godremo della costante presenza di personalità e consulenti scientifici di primario livello. E su questo ho ricevuto già le prime entusiastiche adesioni.
Avremo infine una struttura organizzata anche sul piano territoriale, con un chiaro raccordo tra l'organizzazione centrale e le articolazioni territoriali, attraverso referenti regionali e territoriali, perché abbracciare il principio della democrazia digitale non significa necessariamente sposare anche il dogma della assenza di riferimenti territoriali. Non possiamo concepire una forza politica come poggiata "su rami sospesi sul vuoto", per usare una espressione di Italo Calvino.
Mi avvio a conclusione.
Il nuovo Movimento a cui penso sarà accogliente ma intransigente.
Intransigente perché questa inclusione non dovrà mai condurci a negoziare i nostri principi e a scolorire i nostri valori.
In questo affascinante percorso dovremo liberarci anche di alcuni equivoci, ambiguità, ingenuità e anche - aggiungo - di talune cattive interpretazioni, che qualcuno ha voluto malevolmente ricavare.
Ad esempio: la regola uno vale uno. E' il fondamento della democrazia, il traguardo del suffragio universale: tutti devono potersi esprimere, devono poter partecipare alla vita politica democratica del Movimento e del Paese. Ma quando si tratta di designare rappresentanti del popolo in posizioni di rilievo pubblico, quando si tratta di assumere funzioni istituzionali di responsabilità, occorrono persone oneste, ma anche competenti e capaci.
Ancora. La democrazia diretta, soprattutto in forma digitale, è la novità più importante, l'aspetto più rivoluzionario introdotto dal Movimento. Va promossa e perseguita. Le nostre scelte fondamentali continueranno a passare dall'espressioni di voto attraverso una piattaforma digitale. Ma questo deve accompagnarsi a due considerazioni: a) la democrazia rappresentativa, per quanto in crisi non appare eliminabile, va però rafforzata e migliorata; b) la democrazia digitale è frutto di una tecnologia che non è "neutra"; chi governa i processi, chi possiede e gestisce i dati, attraverso quali modalità vengono selezionati e trattati; sono tutte operazioni altamente sensibili e delicate, che richiedono massima trasparenza e chiarezza.
Concludo.
Un passaggio rifondativo suscita molte aspettative, speranze, anche inquietudini.
Faremo in modo, tutti insieme, di non disperdere gli sforzi, gli slanci, anche gli entusiasmi che il cammino sin qui percorso ha suscitato. Faremo in modo di valorizzare le tante buone intuizioni di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio, in tema di transizione ecologica e di democrazia digitale.
Il nostro futuro avrà salde radici.
Chiedo a tutti voi, a tutti gli iscritti, a tutti coloro che partecipano a questa nuova stimolante intrapresa di continuare a fare ricorso, ieri come oggi, come sempre, a due fondamentali qualità: onestà e coraggio. Onestà perché qualsiasi iniziativa politica è credibile e sostenibile solo se portata avanti con trasparenza, con rettitudine, con correttezza. E poi coraggio perché le sfide che attendono il Paese, le urgenze dei cittadini richiedono coraggio, che è una qualità che non solo invoca determinazione di intenti, ma anche generosità d'animo. Auguri di buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie.
https://www.repubblica.it/politica/2021/04/02/news/giuseppe_conte_m5s_discorso_integrale-294754653/
Buonasera a tutti.
Voglio prima di tutto ringraziare la Croce Rossa Italiana, Aeroporti di Roma, la regione Lazio e l’Istituto Lazzaro Spallanzani che hanno contribuito ad allestire questo centro vaccinale. Un grazie anche all’Ing. Rita Adelfio e al Dott. Valerio Mogini, che mi hanno accompagnato durante la visita.
A voi, come a tutti i medici, gli infermieri e i volontari che lavorano instancabilmente in tutti i presidi sanitari d’Italia, va la più profonda riconoscenza mia e di tutto il Paese.
A più di un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ci troviamo
purtroppo davanti a una nuova ondata di contagi. Nell’ultima settimana,
si sono registrate 150.175 nuove infezioni, a fronte delle 130.816 della
settimana precedente – un aumento di quasi il 15%. In queste due
settimane, l’incremento dei ricoverati positivi al virus è stato di
quasi 5.000 persone, e il numero di pazienti in terapia intensiva è
cresciuto di oltre 650 unità.
Questi dati ci impongono la massima cautela per limitare il numero di
morti e impedire la saturazione delle strutture sanitarie. Il ricordo di
quanto accaduto la scorsa primavera è vivo, e faremo di tutto per
impedire che possa ripetersi. Sulla base dell’evidenza scientifica, il
governo ha adottato oggi misure restrittive che abbiamo giudicato
adeguate e proporzionate.
Lo abbiamo fatto con un decreto legge, che vedrà il Parlamento pienamente coinvolto nella discussione. Le nostre scelte sono state condivise più volte nella Conferenza Stato-Regioni, nello spirito di massima collaborazione tra i diversi livelli dell’amministrazione. L’ultima riunione è avvenuta questa mattina, subito prima del Consiglio dei Ministri.
Qualche giorno fa ho ringraziato gli italiani per la loro infinita
pazienza. Sono consapevole che le misure di oggi avranno conseguenze
sull’istruzione dei figli, sull’economia e sullo stato anche psicologico
di noi tutti. Sono necessarie per evitare un peggioramento che
renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti. Ma, a queste
misure, si accompagna l’azione di governo a sostegno di famiglie e
imprese e l’accelerazione della campagna vaccinale, che sola dà speranza
di uscita dalla pandemia.
Per venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo deciso, già
nel decreto legge di oggi, di garantire il diritto al lavoro agile per
chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena.
Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà
riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo
baby-sitting. Il decreto che comprende tutte le altre misure di
sostegno all’economia è previsto per la settimana prossima. Per questo i
32 miliardi già autorizzati sono interamente impegnati.
Ma non basta. Ho intenzione di proporre al Parlamento, in occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanza, un nuovo scostamento di bilancio. Le misure previste nel decreto legge sono corpose, coprono una platea più ampia e arriveranno rapidamente. Tra i provvedimenti più significativi, c’è il prolungamento della cassa integrazione guadagni, un più ampio finanziamento degli strumenti di contrasto alla povertà, per sostenere i “nuovi poveri”, coloro che sono diventati maggioranza nelle file della Caritas. Agli autonomi e alle partite IVA che hanno patito perdite di fatturato riconosceremo contributi in forma più semplice e immediata, senza criteri settoriali.
L’altro impegno che ho preso con i cittadini è quello di dare nuovo vigore alla campagna vaccinale.
Nella giornata di ieri, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha bloccato un
lotto di vaccini AstraZeneca, dopo la segnalazione di alcuni gravi
eventi avversi. È una decisione precauzionale, in linea con quanto fatto
in altri Paesi europei, e che dimostra l’efficacia dei sistemi di
farmacovigilanza. Il parere dell’AIFA, condiviso dagli scienziati, è che
non ci sia alcuna prova che questi eventi siano legati alla
somministrazione del vaccino. L’Agenzia Europea per i Medicinali sta
esaminando i casi sospetti, ma ha anche consigliato di proseguire col
suo utilizzo. Qualunque sia la decisione finale dell’EMA, posso
assicurarvi che la campagna vaccinale proseguirà con rinnovata
intensità.
Ad oggi, si vedono già i primi risultati di questa accelerazione. Solo nei primi undici giorni di marzo è stato somministrato CIRCA il 30% di tutte le vaccinazioni fatte finora. Il ritmo giornaliero attuale è di circa 170.000 somministrazioni al giorno. L’obbiettivo è triplicarlo presto. Abbiamo già ricevuto 7,9 milioni di dosi, ma contiamo su una forte accelerazione nelle prossime settimane, anche a seguito della recente approvazione del vaccino Johnson & Johnson. Inoltre, di oggi è la conclusione del primo contratto tra un’azienda italiana e un’azienda titolare di un brevetto.
Continueremo a sviluppare la capacità produttiva di vaccini in
Italia. L’Unione Europea ha preso degli impegni chiari con le case
farmaceutiche e ci aspettiamo che vengano rispettati. In queste
settimane abbiamo preso decisioni forti nei confronti delle aziende in
ritardo con le consegne. Seguiteremo a farlo, per difendere la salute
degli italiani.
Il nostro obbiettivo, in accordo con il ministro della Salute, Roberto
Speranza, il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e il
Commissario straordinario all’emergenza, Generale Francesco Paolo
Figliuolo, è quello di utilizzare tutti gli spazi utili disponibili per
le vaccinazioni.
Ci si potrà vaccinare non solo negli ospedali, ma anche nelle aziende, nelle palestre e nei parcheggi come questo di Fiumicino.
In Italia sono già operativi 1694 siti vaccinali fissi e altri verranno individuati. Per questo cambio di passo, avremo bisogno dell’aiuto di molti. Penso prima di tutto ai medici generali, specialisti e specializzandi, con cui abbiamo già sottoscritto accordi a tal fine. Ma anche ai medici competenti delle aziende, ai medici sportivi e agli odontoiatri. Opereranno nel pieno rispetto dei protocolli medici, per garantire somministrazioni rapide e sicure. Il loro contributo è centrale per il successo di questa campagna, come lo è già stato in tutte le altre fasi della pandemia, ma fondamentale è la partecipazione di tutti i cittadini. Pensiamo solo che con una vaccinazione diffusa potremo fare a meno di restrizioni come quelle che abbiamo dovuto adottare.
Collaborazione decisiva è anche quella con le regioni. Lo Stato,
attraverso il Commissario straordinario e la Protezione Civile, si farà
carico di intervenire in tutte le situazioni di difficoltà. Il principio
è quello della sussidiarietà, nel rispetto delle prerogative che la
Costituzione assegna a ogni livello dell’amministrazione pubblica.
L’Italia ha scelto di cominciare la sua campagna vaccinale dal personale
delle strutture sanitarie, che deve poter operare in sicurezza,
nell’interesse di tutti.
Abbiamo poi proceduto a vaccinare nelle Residenza Sanitarie
Assistenziali, dove vivono i nostri concittadini più fragili. Infine,
abbiamo dato priorità agli ultra-ottantenni, insieme a chi opera nella
scuola, nell’università e nel soccorso pubblico. Mentre completeremo la
vaccinazione di queste categorie, procederemo rispettando un ordine dato
dall’età e dalle condizioni di salute.
A tutti, chiedo di aspettare il proprio turno, come ha fatto in maniera esemplare il Presidente della Repubblica.
È un modo di mostrarci una comunità solidale, proteggendo chi più ha
da temere per gli effetti della pandemia. Pur consapevole delle
difficoltà, oggi voglio darvi un messaggio di fiducia e forza.
Questo governo vi accompagnerà con la stessa intensità mostrata nel suo primo mese di lavoro.