Gu 1990 aggiunge delle massime per descrivere meglio la cortesia linguistica cinese
Massima di denigrazione del sé
Denigra te stesso
Eleva l’altro
La massima di allocuzione
Rivolgiti al tuo interlocutore con una forma di allocuzione appropriata
Le massime di tatto
Sul piano delle motivazioni, minimizza i costi per l’altro
Sul piano conversazionale, massimizza i benefici ricevuti
Le massime della generosità
Sul piano motivazionale, massimizza i benefici per l’altro
Sul piano conversazionale, minimizza i costi per sé.
mercredi 21 décembre 2011
le massime di cortesia di Leech (1983)
le massime di cortesia di Leech del 1983 vanno insieme alle massime di Grice.
Le massime di tatto
Minimizza i costi per l’altro; massimizza i benefici per l’altro
Massima di generosità
Minimizza i benefici per sé e massimizza i costi per sé.
Massima di approvazione
Minimizza le critiche per l’altro e massimizza i complimenti per l’altro
Massime di modestia
Minimizza i complimenti per sé. Massimizza i complimento per l’altro
Massima di accordo
Minimizza il disaccordo tra sé e l’altro
Massimizza l’accordo tra sé e l’altro
Massima di simpatia
Minimizza l’antipatia tra sé e l’altro
Massimizza la simpatia tra sé e l’altro
Le massime di tatto
Minimizza i costi per l’altro; massimizza i benefici per l’altro
Massima di generosità
Minimizza i benefici per sé e massimizza i costi per sé.
Massima di approvazione
Minimizza le critiche per l’altro e massimizza i complimenti per l’altro
Massime di modestia
Minimizza i complimenti per sé. Massimizza i complimento per l’altro
Massima di accordo
Minimizza il disaccordo tra sé e l’altro
Massimizza l’accordo tra sé e l’altro
Massima di simpatia
Minimizza l’antipatia tra sé e l’altro
Massimizza la simpatia tra sé e l’altro
Grice, Paul (1975) Logic and conversation
Massime di Grice (1975)
Le massime di quantità
Rendi il tuo contributo informativo quanto richiesto
Non rendere il tuo contributo più informativo di quanto richiesto
Le massime di qualità
Non dire quello che credi essere falso
Non dire quello che non puoi provare
La massima di relazione
Rendi il tuo contributo rilevante/pertinente
Le massime di maniere
Sii perspicace e in modo particolare:
evita l’oscurità
evita l’ambiguità
sii breve
sii ordinato
Le massime di quantità
Rendi il tuo contributo informativo quanto richiesto
Non rendere il tuo contributo più informativo di quanto richiesto
Le massime di qualità
Non dire quello che credi essere falso
Non dire quello che non puoi provare
La massima di relazione
Rendi il tuo contributo rilevante/pertinente
Le massime di maniere
Sii perspicace e in modo particolare:
evita l’oscurità
evita l’ambiguità
sii breve
sii ordinato
I principi di Kim sulle costrizioni interazionali.
I principi di Kim sulle costrizioni interazionali.
Impegno nel divieto/evitare di ferire i sentimenti dell’ascoltatore , ossia in Brown e Levinson la faccia positiva dell’ascoltatore.
Impegno nel divieto/evitare di imposizione, ossia faccia negativa dell’ascoltatore
Impegno nel divieto di valutazione negativa dell’ascoltatore ( faccia positiva dell’ascoltatore)
Impegno per la chiarezza di Grice nella massima della maniera
Impegno per l’efficienza ( Canary and Spitzbergs, 1989, raggiungere lo scopo/compiere il proprio compito.
Due categorie nei principi di sociopragmatica interazionale
Scopi comunicativi
Risoluzione del problema/ realizzazione del proprio scopo
Minimizzazione di problemi o inconvenienti per se stessi
Minimizzazione di problemi o inconvenienti per l’altra persona
Mantenimento o rafforzamento della propria faccia
Mantenimento o rafforzamento della faccia dell’altra persona
Minimizzazione del conflitto e mantenimento di cordiali relazioni
Riconoscimento dei propri diritti
Riconoscimento dei diritti dell’altra persona
Raggiungimento delle proprie necessità
Raggiungimento tramite le altre persone delle loro necessità
Impegno nel divieto/evitare di ferire i sentimenti dell’ascoltatore , ossia in Brown e Levinson la faccia positiva dell’ascoltatore.
Impegno nel divieto/evitare di imposizione, ossia faccia negativa dell’ascoltatore
Impegno nel divieto di valutazione negativa dell’ascoltatore ( faccia positiva dell’ascoltatore)
Impegno per la chiarezza di Grice nella massima della maniera
Impegno per l’efficienza ( Canary and Spitzbergs, 1989, raggiungere lo scopo/compiere il proprio compito.
Due categorie nei principi di sociopragmatica interazionale
Scopi comunicativi
Risoluzione del problema/ realizzazione del proprio scopo
Minimizzazione di problemi o inconvenienti per se stessi
Minimizzazione di problemi o inconvenienti per l’altra persona
Mantenimento o rafforzamento della propria faccia
Mantenimento o rafforzamento della faccia dell’altra persona
Minimizzazione del conflitto e mantenimento di cordiali relazioni
Riconoscimento dei propri diritti
Riconoscimento dei diritti dell’altra persona
Raggiungimento delle proprie necessità
Raggiungimento tramite le altre persone delle loro necessità
Il metodo SPEAKING di Dell Hymnes
Il metodo SPEAKING di Dell Hymnes
Il nostro metodo deve tenere insieme una duplice dimensione dell’interazione verbale: vale a dire tenere insieme il codice impiegato dai parlanti e i sistemi socioculturali dove agiscono questi parlanti. Si potrà constatare più in avanti che questi due codici sono riflessivi, ossia sono due sistemi semiotici che si aiutano reciprocamente: senza il sostegno dell’uno, l’altro non avrebbe molta efficacia comunicativa.
Il primo compito da parte nostra è di definire delle unità d’analisi valide per lo studio della lingua nel suo contesto socioculturale. Per esempio, nella linguistica strutturale, la frase o l’enunciato ha da tempo preso il ruolo di unità d’analisi ma manca sempre una considerazione del contesto socioculturale.
Per Hymes, è molto importante distinguere tra gli eventi sociali il ruolo del linguaggio all’interno di quella cornice sociale e comunicativa. Per esempio, il ruolo del linguaggio durante un evento sportivo ha un ruolo secondario se lo confrontiamo con il suo ruolo all’interno di una telefonata, un processo, un esame o un’intervista. All’interno dello stesso evento bisognerà distinguere gli eventi legati direttamente all’uso del linguaggio con quelli che ne sono dipendenti.
Per esempio, durante un “viaggio in treno” si potrebbe analizzare se, come e quali temi vengono scelti nella conversazione: richiesta di aprire il finestrino, l’offerta di una sigaretta, lo scambio di cortesia. Quindi, la linguistica etnografica si occuperà di “eventi linguistici” e non di situazioni linguistiche con lo scopo di mantenere le due dimensioni insieme.
Questa è la prospettiva di studio
S (situation) : 1 situazione/ 2 scena
P (participans): 3 parlante o emittente/ 4 mittente/5 ascoltatore, o ricevente, o uditorio/6 destinatario
E (ends): 7 scopi–risultati/ 8 scopi–fini
A (act of sequences): 9 forma del messaggio/ 10 contenuto del messaggio
K (key): 11 chiave
I (instrumentalities): 12Canale/ 13 forme di parlata
N (norms): 14 norme di interazione/ 15 norme di interpretazione
G (genres): 16 Generi
Il nostro metodo deve tenere insieme una duplice dimensione dell’interazione verbale: vale a dire tenere insieme il codice impiegato dai parlanti e i sistemi socioculturali dove agiscono questi parlanti. Si potrà constatare più in avanti che questi due codici sono riflessivi, ossia sono due sistemi semiotici che si aiutano reciprocamente: senza il sostegno dell’uno, l’altro non avrebbe molta efficacia comunicativa.
Il primo compito da parte nostra è di definire delle unità d’analisi valide per lo studio della lingua nel suo contesto socioculturale. Per esempio, nella linguistica strutturale, la frase o l’enunciato ha da tempo preso il ruolo di unità d’analisi ma manca sempre una considerazione del contesto socioculturale.
Per Hymes, è molto importante distinguere tra gli eventi sociali il ruolo del linguaggio all’interno di quella cornice sociale e comunicativa. Per esempio, il ruolo del linguaggio durante un evento sportivo ha un ruolo secondario se lo confrontiamo con il suo ruolo all’interno di una telefonata, un processo, un esame o un’intervista. All’interno dello stesso evento bisognerà distinguere gli eventi legati direttamente all’uso del linguaggio con quelli che ne sono dipendenti.
Per esempio, durante un “viaggio in treno” si potrebbe analizzare se, come e quali temi vengono scelti nella conversazione: richiesta di aprire il finestrino, l’offerta di una sigaretta, lo scambio di cortesia. Quindi, la linguistica etnografica si occuperà di “eventi linguistici” e non di situazioni linguistiche con lo scopo di mantenere le due dimensioni insieme.
Questa è la prospettiva di studio
S (situation) : 1 situazione/ 2 scena
P (participans): 3 parlante o emittente/ 4 mittente/5 ascoltatore, o ricevente, o uditorio/6 destinatario
E (ends): 7 scopi–risultati/ 8 scopi–fini
A (act of sequences): 9 forma del messaggio/ 10 contenuto del messaggio
K (key): 11 chiave
I (instrumentalities): 12Canale/ 13 forme di parlata
N (norms): 14 norme di interazione/ 15 norme di interpretazione
G (genres): 16 Generi
LA SOCIOPRAGMATICA DI SPENCER-OATEY
Spencer-Oatey sostiene che l'uso del linguaggio fatto dalle persone non è soltanto influenzato da fattori contestuali immediati, come la distanza (D), il potere relativo (P) e il grado di imposizione (R) ma anche dall'importanza di principi socioculturali.
Alcuni di questi principi socioculturali agiscono ad un livello più alto di altri fattori e ci aiutano a gestire le motivazioni basiche dell'interazione tra le persone: l'importanza accordata alla faccia, i diritti e i doveri ( incluse le considerazioni sui costi e benefici).
Ad un altro piano ci sono dei principi di Sociopragmatica Interazionale (SIP ) che possiamo definire come secondari in quanto riflettono lo stile personale, l'essere diretti o indiretti, umili-affermati, calorosi/coinvolgenti oppure freddi/distanti.
Quindi in sintesi gli elementi centrali dei principi socioculturali sono: la faccia, i diritti e i doveri, i compiti, mentre sul piano secondario della (SIP) abbiamo: essere diretti-indiretti e/o chiari-vaghi; cordiali-distanti; modesti-affermati; abitudinari-novità.
Alcuni di questi principi socioculturali agiscono ad un livello più alto di altri fattori e ci aiutano a gestire le motivazioni basiche dell'interazione tra le persone: l'importanza accordata alla faccia, i diritti e i doveri ( incluse le considerazioni sui costi e benefici).
Ad un altro piano ci sono dei principi di Sociopragmatica Interazionale (SIP ) che possiamo definire come secondari in quanto riflettono lo stile personale, l'essere diretti o indiretti, umili-affermati, calorosi/coinvolgenti oppure freddi/distanti.
Quindi in sintesi gli elementi centrali dei principi socioculturali sono: la faccia, i diritti e i doveri, i compiti, mentre sul piano secondario della (SIP) abbiamo: essere diretti-indiretti e/o chiari-vaghi; cordiali-distanti; modesti-affermati; abitudinari-novità.
CORTESIA LINGUISTICA E ARTICOLO 18
Lavoro:Di Pietro,art.18 atto civilta'
Fare chiarezza su soldi distribuiti 'a pioggia' ad imprese
ROMA, 20 DIC - ''Non ha alcun senso cancellare l'articolo 18 che e' un atto di civilta' per lavoratori e imprese. Non serve mettere gli uni contro le altre ma piu' imprese sane e piu' posti di lavoro''. Lo afferma il leader Idv Antonio Di Pietro. ''Bisogna fare chiarezza - chiede Di Pietro - sui 45-50 miliardi che vengono distribuiti a pioggia sulle imprese senza sapere che fine fanno e che cosa producono. Quei soldi devono essere usati per rilanciare il sistema delle imprese sane''.
Dato il contesto nel quale s'inscrive questo titolo notiamo come il titolo scelto per evidenziare le parole dell'onorevole Di Pietro serva a fare pagare un costo alla faccia positiva di Confindustria e alla Ministra Fornero sulla loro proposta di modificare l'articolo 18 del codice del lavoro inteso come atto di minaccia per la faccia collettiva del mondo operaio.
Il sintagma "fare chiarezza" offre una minaccia per la faccia positiva di chi distribuisce i contributi dello stato senza verificare l'impatto di tali finanziamenti e pertanto compie un atto di minaccia alla faccia positiva del Ministero in quanto istituzione e soltanto in modo indiretto all'attuale Ministra Fornero. L'espressione "non ha alcun senso" è di nuovo un atto di minaccia molto forte per la faccia positiva di confindustria e del Ministro Fornero in quanto implica le loro decisioni come appartenente ad un modo di pensare privo di civiltà e quindi molto lesivo per la loro faccia positiva intesa come possibilità di essere attori protagonisti positivi della riforma del modo del lavoro. L'inutilità delle proposte venute fuori dal governo e sostenute da parte di Confindustria esplicitato dalle parole di Di Pietro rappresenta un ulteriore atto molto lesivo in termini di cortesia linguistica nei riguardi dell'operato del governo, il quale dovrebbe concedere dei benefici alla faccia positiva delle imprese sane e alle imprese creatrici di nuovi posti di lavoro. Questo enunciato intende dire che esistono molte imprese che non sono sane ossia non rispettano le regole della legalità compiendo un atto di minaccia per la faccia negativa delle altre aziende che rispettano al contrario le regole. Inoltre ci sono aziende sostenute dal governo che non soltanto non creano posti di lavori ma licenziano i loro operai causando un atto minaccia per la faccia collettiva del governo incapace di conferire benefici alla faccia positiva delle aziende meritorie compiendo un atto di minaccia per la faccia collettiva del popolo italiano secondo il pensiero espresso dall'onorevole Di Pietro.
Fare chiarezza su soldi distribuiti 'a pioggia' ad imprese
ROMA, 20 DIC - ''Non ha alcun senso cancellare l'articolo 18 che e' un atto di civilta' per lavoratori e imprese. Non serve mettere gli uni contro le altre ma piu' imprese sane e piu' posti di lavoro''. Lo afferma il leader Idv Antonio Di Pietro. ''Bisogna fare chiarezza - chiede Di Pietro - sui 45-50 miliardi che vengono distribuiti a pioggia sulle imprese senza sapere che fine fanno e che cosa producono. Quei soldi devono essere usati per rilanciare il sistema delle imprese sane''.
Dato il contesto nel quale s'inscrive questo titolo notiamo come il titolo scelto per evidenziare le parole dell'onorevole Di Pietro serva a fare pagare un costo alla faccia positiva di Confindustria e alla Ministra Fornero sulla loro proposta di modificare l'articolo 18 del codice del lavoro inteso come atto di minaccia per la faccia collettiva del mondo operaio.
Il sintagma "fare chiarezza" offre una minaccia per la faccia positiva di chi distribuisce i contributi dello stato senza verificare l'impatto di tali finanziamenti e pertanto compie un atto di minaccia alla faccia positiva del Ministero in quanto istituzione e soltanto in modo indiretto all'attuale Ministra Fornero. L'espressione "non ha alcun senso" è di nuovo un atto di minaccia molto forte per la faccia positiva di confindustria e del Ministro Fornero in quanto implica le loro decisioni come appartenente ad un modo di pensare privo di civiltà e quindi molto lesivo per la loro faccia positiva intesa come possibilità di essere attori protagonisti positivi della riforma del modo del lavoro. L'inutilità delle proposte venute fuori dal governo e sostenute da parte di Confindustria esplicitato dalle parole di Di Pietro rappresenta un ulteriore atto molto lesivo in termini di cortesia linguistica nei riguardi dell'operato del governo, il quale dovrebbe concedere dei benefici alla faccia positiva delle imprese sane e alle imprese creatrici di nuovi posti di lavoro. Questo enunciato intende dire che esistono molte imprese che non sono sane ossia non rispettano le regole della legalità compiendo un atto di minaccia per la faccia negativa delle altre aziende che rispettano al contrario le regole. Inoltre ci sono aziende sostenute dal governo che non soltanto non creano posti di lavori ma licenziano i loro operai causando un atto minaccia per la faccia collettiva del governo incapace di conferire benefici alla faccia positiva delle aziende meritorie compiendo un atto di minaccia per la faccia collettiva del popolo italiano secondo il pensiero espresso dall'onorevole Di Pietro.
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