Archives du blog

mardi 7 octobre 2025

M.G. Lo Duca, La frase minima o nucleare nel modello valenziale

 

https://www.youtube.com/watch?v=pxv-kGBQejo


Trascrizione dell'intervento


M.G. Lo Duca, La frase minima o nucleare nel modello valenziale


mi è stato dato il compito di eh diciamo guardare da vicino con voi ehm la frase minima o frase nucleare nel modello valenziale che è il modello è uno dei modelli naturalmente di cui si servono i grammatici e i linguistici e i linguisti per analizzare il sistema delle lingue ed è un modello che trova concordi molte scuole di linguistica, anche diverse, praticamente hanno accettato questa modalità di lettura, diciamo così, della frase. Ehm è ehm un modello che poi, insomma, vedremo nel corso del dell'intervento della lezione. Io però vorrei partire da una ricerca fatta lo scorso anno qui in accademia dalla collega Valeria Saura, la quale l'anno scorso ha si prese alla briga di, diciamo, reperire le grammatiche scolastiche più adottate in Italia e guardare un attimo che cosa dicono queste grammatiche a proposito della frase. Vorrei partire da qui perché così entriamo subito, diciamo, nel vivo della questione. Ho qui i suoi appunti, la sua schedatura di queste grammatiche. Partirei dalle grammatiche per la scuola media. Lei aveva, diciamo, schedato le quattro grammatiche più adottate. Bene, in queste quattro grammatiche la frase viene definita così. leggo da Sensini eh del 1998. La frase minima è la forma base della frase semplice. È composta di due elementi, un soggetto e un predicato. Il suo significato consiste nella relazione che viene stabilita tra questi due elementi, quindi un soggetto ed un predicato. Questa è la definizione di frase. Nella grammatica di Asnaghi Manzo Nicolaci Rocco della Cedam del 2003, la frase minima, leggo costituisce la forma base della frase semplice. Essa comunica un messaggio di senso compiuto attraverso i due elementi che la compongono, vale a dire il soggetto e il predicato. La Palazzo Ghilardi della Leser 2004. La frase minima è composta da due elementi essenziali, un soggetto e un predicato. Rigato Bruni rigato della scuola del 2001. La frase minima si compone di soggetto e predicato. Quindi vedete una straordinaria unanimità di definizione della frase. Eh, l'unanimità però non sempre vuol dire correttezza, ahimè, perché è facile, diciamo, mettere in crisi queste definizioni. Basterà che noi leggiamo i primi esempi che ho riportato sotto il punto uno nel materiale che vi è stato distribuito. Tutti con l'asterisco. Ce l'avete tutti? Sì, sì. L'asterisco nelle nella ricerca grammaticale moderna significa frase a grammaticale. Allora, in questa serie di piccolissime frasi composte da soggetto e predicato, effettivamente io penso che voi siate d'accordo con me nel dire che queste frasi sono tutte a grammaticali. Maria sembra Maria sembra. Punto. Maria Carezza. Punto. Soggetto è predicato. Il libro appartiene soggetto è predicato. Maria distribuisce soggetto è predicato. Sono tutte frasi minime, no? costituite da due elementi, un soggetto che la grammatica tradizionale definiva ciò di cui si parla. È un predicato che la grammatica tradizionale definiva ciò che si dice del soggetto. Ora, evidentemente, quelle definizioni hanno qualcosa che non torna. A dire il vero, la grammatica tradizionale, almeno la prima frase, l'aveva salvata. Maria Sembra ci aveva detto la grammatica tradizionale che poiché sembrare un verbo copulativo, parlava poco fa il professor Sabattini dei verbi copulativi, questi verbi fungono solo da copula, da legame tra un soggetto e un predicato nominale. Dunque si potrebbe si potrebbe facilmente obiettare, certo che Maria sembra e grammaticale perché manca la parte nominale. La copula è da sola, diciamo, non riesce a predicare nulla di nessuno, ha bisogno perché la copula serve a attribuire un significato, una qualità, un modo di essere al soggetto. Ora, se questa qualità, questo modo di essere non è stato espresso nella frase, evidentemente Maria sembra, Maria è, Maria diventa. Sono tutte frasi agrammaticali perché manca il nome del predicato. Bene, possiamo ritenerci soddisfatti di questa spiegazione. Ma nel caso di Maria carezza, qui abbiamo un verbo predicativo pieno, accarezzare, no? che esprime un contenuto semantico ben preciso perché non funziona. Qui non c'è bisogno di mettere il nome del predicato. Oppure il libro appartiene, è la stessa cosa, oppure Maria distribuisce e la sono tutti verbi predicativi, cioè verbi che hanno un contenuto pieno, semanticamente pieni e che tuttavia danno luogo a frasi a grammaticali. È questo il motivo per cui evidentemente nel modello tradizionale c'è qualcosa che non va. va ripensato, va sostituito, va sostituito. E quindi la nostra idea è che il modello valenziale offra una chiave di lettura semplice e potente della struttura della frase, evitando tutte queste anomalie, tutte queste, diciamo, difficoltà. Cosa dice il modello valenziale? Il modello valenziale non parla di soggetto predicato, parla di verbo predicato e di tutti gli argomenti necessari al alla realizzazione del programma semantico del verbo predicato. Quindi è vero, ci sono delle frasi minime composte da soggetto e predicato. Maria sogna, Maria dorme, è nato un bambino. Sono i verbi intransitivi, no? quelli che praticamente sono gli intransitivi di un certo tipo, cioè quelli sono quelli che esauriscono, diciamo così, il significato senza bisogno di senza aver bisogno di altri elementi aggiuntivi. In questo caso è vero, potremmo anche dire che la frase minima si compone di soggetto e predicato, ma è solo un caso. Tutti i verbi transitivi, che sono una grandissima quantità, un grandissimo numero, tutti i verbi transitivi hanno un complemento oggetto e pare che di questo complemento oggetto non si possa fare a meno se non a certe particolari condizioni. Per cui accarezzare, che è un verbo transitivo, eh ha bisogno ha bisogno dell'elemento complemento oggetto nel modello valenziale che si deve attenier, probabilmente ve ne ha già parlato il professor Sabatini, è che comunque trovate alla fine nella bibliografia trovate il libro, diciamo, che ha dato, come dire, che che ha esposto in maniera È un libro postumo, è un saggio postumo quello deenier del 1959 lui era già morto quando è stato pubblicato e che è stato recentemente pubblicato in italiano nel 2001, quindi è stato tradotto e pubblicato, eh quindi è più facilmente accessibile. Adesso ecco nel modello valenziale, diciamo così, ehm si parte da una considerazione speciale per il verbo predicato. Il verbo. Dunque, perché perché lo chiamo verbo predicato? Perché, diciamo, nella terminologia grammaticale per verbo si intende eh diciamo la categoria lessicale, verbo, nome, aggettivo, articolo. Predicato, diciamo l'uso, il termine predicato, ehm viene riservato quando il verbo viene considerato per le sue proprietà sintattiche, per la funzione che svolge nella frase, quindi verbo predicato in questo senso. Beh, il ragionamento di Taniere è molto semplice e guardate che intuitivamente facilissimo. Bambini, per mia per un mio esperimento, diciamo, bambini molto piccoli, capiscono immediatamente di cosa si tratta. Ogni verbo rappresenta un evento. Perché questo evento abbia luogo occorrono degli attori, degli attori, dei partecipanti all'evento. Perché abbia luogo l'evento dell'accarezzare, appunto, ci vuole qualcuno che accarezza e qualcuno che viene accarezzato o qualcosa che viene accarezzato. Maria accarezza il gatto, altrimenti, diciamo, l'evento dell'accarezzare non può aver luogo. Con i bambini si fa molto presto, si chiama un bambino e si dice: "Adesso facciamo la recita del baciare". Si chiama un bambino, si porta qui davanti, dice: "Adesso facciamo la recita del baciare, forza, rappresentiamo il baciare." Il bambino dice, "E cosa devo baciare? Chi devo?" Dico, "Quello che vuoi tu?" Allora, prende l'amico, ecco, il bacio ha bisogno che ci siano due persone oppure un gatto che viene baciato da qualcuno, insomma. comunque gli elementi necessari, obbligatori, perché si realizzi, diciamo così, il significato del verbo, perché si realizzi l'evento del baciare, dell'accarezzare, tutti i verbi transitivi possiamo mettere, diciamo, in questa categoria è è sicuramente, diciamo, un uno scenario, un dramma, come diceva Tenier, un piccolo dramma, diceva lui, che ha bisogno di due attori E ci sono verbi transitivi che hanno bisogno di tre attori. Distribuire un verbo transitivo. Io distribuisco i libri, ma se mi fermo qui, se mi fermo qui e non ho aiuti contestuali che mi che mi dicano a chi distribuisco i libri, perché questo è un altro capitolo, lo vedremo dopo, ma in astratto perché avvenga la distribuzione di qualcosa, perché si distribuisca, ci vuole qualcuno che distribuisce, l'oggetto che viene distribuito e il destinatario. Così lo stesso discorso vale per spedire, per esempio, per regalare, per dare, per mettere. Im mettere invece abbiamo bisogno di un agente, colui che mette, di un oggetto o anche di una persona e di un luogo. Dove lo metto? Maria mette i fiori dove? nel vaso, sul tavolo. Quindi, insomma, nel modello di Tenier la frase non è soggetto e predicato, la frase minima non è verbo, soggetto, cioè soggetto e predicato, ma è verbo predicato e un numero vario di elementi obbligatori necessari, ripeto, alla realizzazione dell'evento rappresentato dal verbo. Esistono anche verbi che non hanno bisogno di attori, che si fanno da sé e sono i verbi meteorologici. Piove, se direbbe Tenier usando la sua metafora della scena, se devo su scena rappresentare la pioggia, farò cadere l'acqua dall'alto, ma non ci sarà in scena nessun attore responsabile di questa azione. Piove, nevica, fa freddo, fa caldo. Sono i verbi anche nelle lingue in cui questi verbi hanno un soggetto, per esempio l'inglese, il tedesco, in realtà è un soggetto neutro e è un soggetto che non ha le vere caratteristiche del soggetto. Quindi, nel modello di Tenier, una frase minima è costituita dal verbo predicato e da tutti gli elementi necessari a eh saturare, perché anche questa è una metafora che lui ha usato, saturare le valenze del verbo. È una metafora tratta dal linguaggio della chimica. Io vi ho vi ho riportato qui alcune citazioni che ho tratto direttamente dal suo libro. Vedete quando dice, per esempio, si può parag si può paragonare il verbo a una specie di atomo, ecco, vedete? munito di uncini che può esercitare la sua attrazione su un numero più o meno elevato di attanti. Ecco, Tenier li chiamava attanti questi uncini, questi che noi invece oggi chiamiamo più spesso argomenti o valenze. lui li chiamava tanti. Ecco, nella, diciamo, nella terminologia corrente a tanti argomenti e valenze sono sinonimi, non presso tutti i linguisti, ahimè, perché questa è una maledizione della grammatica moderna che le scuole di linguistica, i grammatici, insomma, spesso usano terminologie differenti per la nostra maggiore confusione. Allora, diciamo che io li userò con voi come sinonimi, ecco, però ci sono alcuni che usano a attanti da una parte e valenze o argomenti dall'altra per designare sì gli stessi gli elementi obbligatori, diciamo, che entrano in una frase minima, però diciamo col termine a tanti eh si rimanda soprattutto alla sfera del significato, mentre col termine di valenza e argomenti si rimanda soprattutto alla sfera della sintassi. Che cosa ciò voglia dire? Lo spiegherò magari più avanti. Comunque per adesso mettiamoci d'accordo. Quelli che Tenier chiamava tanti, noi chiamiamo indifferentemente attanti valenze e argomenti del verbo. Quindi, come vedete, nella sempre nel punto due, alla fine del punto 2, io ho riportato alcuni verbi sulla base, diciamo, divisi sulla base della valenza, quindi verbi zerovalenti, verbi monovalenti, con una sola valenza, il soggetto, verbi bivalenti, trivalenti Eh, forse, ma su questo, su questo forse non siamo tutti d'accordo, che esistano anche dei verbi tetravalenti, cioè a quattro argomenti obbligatori. Io penso che esistano, anche se sono un numero molto limitato, e sono i verbi del tipo trasferire, tradurre. Io traduco qualcosa da una lingua ad un'altra, io trasferisco qualcosa o qualcuno da un posto all'altro. Quindi mh sono non sono moltissimi, sono un numero abbastanza ristretto, comunque penso che ehm effettivamente eh si può parlare anche di verbi detravalenti. Dunque, ho detto a un certo punto che questi elementi questi elementi, diciamo, argomenti, questi questi argomenti, queste valenze sono necessari necessari a realizzare la frase, sono necessari e quindi non possono mancare. Tuttavia dovremo un po' riflettere su questo su questo che ho detto su quello che ho detto. Cosa vuol dire che non possono mancare? Cosa vuol dire? Lo vedre, ci arriviamo guardando assieme questa serie di esempi che io ho riportato così, eh in modo tale da vedere in che modo si applica questo tipo di modello a delle frasi della lingua. Allora, nel caso della prima stringa il bambino piange, il bambino dorme e qui abbiamo esattamente, diciamo, il caso di verbi monovalenti e che quando il verbo è monovalente, cioè ha una sola valenza, la valenza è il soggetto. La valenza è il soggetto. Nel caso della seconda riga, il bambino è, sembra, è diventato, si comporta. Vedete, qui siamo di fronte a verbi culativi, quindi diciamo tutte le soluzioni date sono agrammaticali proprio perché manca la parte nominale. Io sono sicura che mentre voi sarete senz'altro d'accordo che il verbo essere, il verbo sembrare, il verbo diventare vadano considerati verbi copulativi, forse vi torna nuovo che comportarsi sia da considerarsi un verbo cupulativo. perché è tornato nuovo anche a me che quando all'epoca abbiamo fatto il dizionario, ahimè, mi è capitato, mi sono capitati i verbi che cominciavano con la C e quindi mi sono imbattuta in questo comportarsi e in quel caso dovevamo decidere quanti argomenti obbligatori ha questo verbo. Ora, a me pare che non non ci siano dubbi che in realtà il verbo comportarsi è un vero non è un verbo predicativo, ma è un verbo culativo, perché, diciamo, deve essere eh m come dire completato da un elemento eh in questo caso avverbiale o modale, cioè un elemento che mi dà delle informazioni sul comportamento di Maria. Maria si è comportata bene, Maria si è comportata in modo perfetto, Maria si è comportata da gran signora. Io posso, diciamo così, utilizzare eh posso ricorrere a varie soluzioni grammaticali. Posso usare un avverbio bene, oppure posso usare quello che la che l'analisi logica grammaticale definirebbe un complemento di modo. In che modo si è comportata? O e quindi da gran No, con grande coraggio, per esempio, oppure un complemento predicativo, no? Si è comportata da gran signora. è un complemento predicativo, da signora, si riferisce al soggetto. Non c'è, secondo me, soluzione se non quella di considerare il verbo comportarsi ed alcuni verbi correlati anche sul piano del significato. Sentirsi, sentirsi bene, male, in gran forma, sentirsi come un leone. Non c'è altra soluzione che considerarli dei verbi copulativi, perché e questo lo scopriamo adesso, un argomento può essere rappresentato anche da un elemento avverbiale, bene, male. Come come ho detto prima, una frase minima si compone del verbo predicato e degli elementi necessari a realizzare il suo programma semantico. Baciare, no? c'è l'atto del baciare, però questo programma semantico poi si realizza attraverso delle degli elementi sintattici, un soggetto e un complemento oggetto. Il modello valenziale, infatti, ha proprio questa caratteristica di essere un modello che tenta di coniugare assieme semantiche e sintassi. E quando noi abbiamo, diciamo, concepito l'idea, in realtà l'idea è stata di Sabatini, poi ha chiamato un po' di persone ad aiutarlo su questa idea, di descrivere le voci verbali, no, attraverso il modello valenziale, ci siamo accorti di cosa? ci siamo accorti che, beh, nei nei vocabolari tradizionali certi verbi che hanno, diciamo, che sono polisemici sono descritti attraverso una molteplicità di di accezioni. Ci sono verbi, il verbo fare a decine e decine di accezione, no? Cioè di significati diversi. Bene, applicando il modello valenziale ci si accorge che la struttura [Musica] argomentale influenza la semantica e la semantica influenza la struttura argomentale. Cioè sono due poli diversi, le due facce della stessa medaglia, insomma, di cui parlava Sossur a suo tempo. La semantica è la forma, il significato e ciò attraverso cui questo significato viene realizzò che realizza questo significato linguisticamente. Quindi diciamo che i due piani nel modello valenziale sono entrambi presenti. È vero, il diciamo il piano del significato e il piano della sintassi. è un modello che proprio ehm viene definito un modello semantico sintattico. Ecco, allora, nel caso, dunque, nel caso della terza, della terza fila di esempi, questi verbi copulativi risultano saturati, diciamo così, da un elemento un elemento necessario a m, come dire, a chiudere la frase e a rendere grammaticali queste sequenze. Il bambino prende afferrato voleva. Qui abbiamo dei verbi a due argomenti, dei verbi, diciamo così, che hanno bisogno di un complemento oggetto e quindi evidentemente sono grammaticali perché manca un elemento obbligatorio, il complemento oggetto non è espresso. Lo stesso ticasi della degli degli esempi in Il bambino ha messo il libro, il bambino dà la caramella. Anche qui si tratta di sequenze grammaticali perché manca un elemento necessario. Ma allora, quando noi diciamo che gli argomenti sono elementi necessari, obbligatori, vogliamo dire che devono sempre essere presenti nella superficie in superficie della frcia che devono sempre essere realizzati linguisticamente. Ecco, una collega fa segno di no. È vero. E infatti, vedete, c'è subito l'esempio disturbo. Noi siamo qui, entra qualcuno di là e chiede disturbo. Qui vedete non c'è nessun elemento obbligatorio realizzato, c'è solo il verbo predicato. Manca l'esplicitazione del soggetto, manca l'esplicitazione dell'oggetto. Il verbo disturbare prevede che ci sia qualcuno che disturba e qualcuno o una situazione che venga disturbata. dunque, diciamo

https://www.youtube.com/watch?v=drSCk6zMXWk

l'obbligatorietà della struttura argomenta le riguarda come dire il programma astratto del verbo ma nella realizzazione concreta della lingua a certe condizioni a certe condizioni è possibile diciamo o mettere sottintendere diceva la grammatica tradizionale soggetto sottinteso sottintendere qualcuno degli elementi necessari veramente la grammatica tradizionale parlava solo di soggetto sottinteso ma in questo caso nel caso di disturbo sicuramente dovremo parlare di soggetto sottinteso è oggetto sottinteso allora il soggetto sottinteso ci viene dato dalla morfologia del verbo perché l'italiano può far a meno di esprimere il soggetto pronominale a differenza di altre lingue per esempio come l'inglese l'italiano può fare a meno di esprimere questo soggetto pronominale perché l'italiano ha una ricca morfologia verbale la morfologia del verbo ci dice qual è la persona dunque non c'è bisogno di aggiungere altro disturbo non può che essere io e quindi non c'è bisogno di dirlo ma c'è è evidentemente questo disturbo può essere pronunciato in una particolare situazione dove siano presenti delle persone evidentemente questa frase significa disturbo voi disturbo te che parli e quindi diciamo che l'argomento necessario richiesto dal verbo disturbare e semplicemente sottointeso perché la situazione è sufficiente a disambigua re diciamo l'oggetto oppure nell'altro esempio prenda non faccia complimenti anche qui certo che fuori contesto prenda questa frase non si capisce cosa vuol dire però a tavola quando la padrona di casa offre per la seconda volta diciamo ai suoi ospiti non so il pezzo di focaccia un pezzo di prenda la focaccia prende le patate prende quello che quello che è quello che viene evidentemente presentata e quindi presente nella situazione non c'è bisogno di dire cosa bisogna prendere il caso è semplificato nella nella nell'esempio solo successivo non riuscivo a parcheggiare è diverso allora nel programma semantico diciamo del verbo parcheggiare evidente che ci vogliono due argomenti chi parcheggia è qualcosa che viene parcheggiato tipicamente un veicolo si parcheggia un veicolo ora può succedere che un certo oggetto diventi come di talmente tipico di un certo verbo che non c'è bisogno di dirlo viene incorporato in un certo senso del significato del verbo e quindi io posso dire non riuscivo a parcheggiare scuse mi sono in ritardo non c'è bisogno di dire la macchina perché scontato e questo capita con qualche verbo per esempio ecco gli altri esempi che trovate qui sotto ai apparecchiato se la mamma dice alla figlia è apparecchiato non tradire la tavola data la situazione il verbo apparecchiare che pure un verbo a due argomenti perché uno ha parecchia qualcosa può essere usato in una modalità che la grammatica tradizionale chiamava assoluta vi ricordate assoluto uso assoluto cioè senza complemento oggetto quindi ci sono questi casi cui l'oggetto può non essere espresso oppure la gallina sta covando è ovvio che la calligari na articolando le uova non c'è bisogno di dire sta covando le uova ma se covare viene usato in senso figurato maria sta covando un'influenza ecco che li l'oggetto deve essere espresso obbligatoriamente perché se io dico maria sta covando dico una frase da suscitare il riso forse o comunque una frase che suscita la perplessità di chi ascolta quindi solo quando diciamo così l'oggetto il secondo argomento è talmente tipico talmente diciamo insomma è stato incorporato quasi del significato del verbo in questi casi se ne può fare a meno si può fare e allora potremmo chiederci ma allora che non sia il caso di considerarli dei verbi intransitivi mette lo siamo chiesti ma abbiamo fatto il dizionario dirigevo che per questi verdi e noi ci siamo chiesti se per esempio dovessimo considerarli dei verbi transitivi in qualche contesto e intransitivi ma non in realtà credo non abbiamo avuto il coraggio li aveva considerati sempre verbi a due argomenti quindi transitivi con la possibilità abbastanza sistematica di sottintendere l'oggetto diretto quando l'ho detto diretto è rappresentato da un oggetto prototipico ho parcheggiato la macchina o apparecchiato la tavola alla gallina cova le uova e così via altro caso oggi professore ha distribuito le pagelle ora il verbo distribuire credo siamo tutti d'accordo è un verbo a tre argomenti qualcuno distribuisce qualcosa a qualcuno però qui manca il terzo argomento manca tuttavia diciamo il contorno linguistico lo scenario che viene evocato e molto trasparente e chiaro che un professore distribuisce le pagelle agli studenti oppure non so oggi hanno distribuito i certificati elettorali ai cittadini ecco quindi non è che quindi il verbo distribuire o il verbo consegnare diventano verbi a due argomenti rimangono verbi a tre questa è una cosa perché i miei studenti del corso non riescono mai a capire poi io gli do la frase non so in cui manca in superficie un argomento e loro immediatamente mi dicono verbo a un argomento a due argomenti invece no il verbo rimane diciamo ha una sua struttura logica semantica logica sintattica che poi si realizza linguisticamente si può realizzare anche con l'assenza di qualcuno degli elementi se questi elementi sono recuperabili attraverso la morfologia del verbo attraverso la situazione attraverso le conoscenze condivise la conoscenza del mondo per cui si sa che un professore distribuisce le pagelle a studenti più difficile spiegare perché sia grammaticale oggi il professore ha distribuito gli studenti cioè non è poi così difficile l'oggetto diretto non può mancare perché probabilmente la spiegazione che io vi do cosa distribuito possono essere tante cose può aver distribuito voti può aver distribuito pagelle può aver distribuito compiti può aver distribuito avvisi oppure vedete l'altro l'ultimo esempio hai spedito la lettera spedire è sicuramente un verbo a tre argomenti però se io dico a mio figlio gli dall incarico di spedire una lettera lui torna siccome so che lui poi si dimentica di fare le cose hai spedito la lettera non c'è bisogno di dire a chi si tratta di quella lettera che andava ha spedito alla persona cui era diretta l'oggetto diretto però se noi proviamo a eliminare l'oggetto diretto non funziona e spedito a tuo padre ecco qui dovremmo capire un po di più come mai pare che insomma il verbo possa come dire assumere su di sé il significato dell'oggetto diretto meno del del destinatario insomma voglio dire questo ci sono casi chiari i casi che vi ho presentato sono quelli chiari ci sono molti casi dubbi molti casi dubbi in cui non è ben chiaro quando e perché sa che condizioni si può sottintendere un argomento obbligatorio perché in realtà questa indagine sui verbi italiani e e iniziata da relativamente poco tempo e quindi probabilmente abbiamo ancora molte cose da studiare da approfondire ultima ultima diciamo altre questioni che possono essere diciamo così affrontate che devono essere affrontate sono quelle relative alla conformazione strutturale di ogni verbo predicato cmt qui abbiamo parlato il verbo spedire un verbo a tre argomenti abbiamo detto il verbo baciare un verba due argomenti ma la domanda è ogni verbo a una sola struttura argomenta le quindi a un solo programma semantico ci sono verbi che hanno un solo cioè che sono abbastanza specializzati il dizionario né da una al massimo due accezioni e quindi linea ci sono problemi ma ci sono molti i verbi polisemici verbi che hanno più di un significato e quello che dicevo prima questi verbi polisemici poi ribellano avere strutture argomentarli differenti cioè la loro semantica si realizza sul piano sintattico in modo diverso vedete l'esempio gli esempi che sono riportati nel punto 5 il verbo scendere allora nell'esempio maria scende le scale diciamo evidentemente questo esempio richiama un verbo scendere a due argomenti un soggetto animato che scende le scale ma nel caso il livello del fiume scende qui abbiamo un altro scenario nella nostra testa lo scendere le scale e un evento che si realizza in un certo tipo il livello del fiume che sceglie la febbre che scende voi capite che evoca uno scenario diverso sul piano del significato ecco sul piano della struttura argomenta le diventa verbo monovalente cioè un solo argomento il soggetto quello quello che ci dice in più il modello valentia le e che cambia diciamo il quadro semantico di questi verbi sono proprio due verbi che evocano scene diverse nella nostra testa quando noi li usiamo e quindi conseguentemente cambia anche la loro sintassi oppure prendere maria preso la valigia qui abbiamo soggetto agente che volontariamente fa qualcosa e quindi prende afferra acchiappa la valigia il rampicante appreso vedete in questo caso il verbo diventa monovalente intransitivo appunto non ha bisogno di altri argomenti e cambia però totalmente il significato bruciare e diminuire appartengono ad una stessa categoria sono verbi anche questi vedete hanno la doppia possibilità transitiva intransitiva cioè mono argomenta le b argomenta le monovalente bivalente però però l'evento è lo stesso non cambia maria maria brucia la legna e la legna brucia l'evento rimane sempre quello del per bruciare soltanto che del primo esempio nel primo caso abbiamo cioè nella forma transitiva c'è una semantica si dice causativa c'è un soggetto agente e causa del fatto che la legna brucia un soggetto agente che volontariamente agisce perché la legna bruci la variante intransitiva la legna brucia invece una semantica si dice in coattiva cosa vuol dire vuol dire che l'evento sembra prodotti da se non viene indicato più un agente la legna brucia vedete gli altri casi il governo ha diminuito o ha aumentato le tasse le tasse sono diminuite le tasse sono aumentate sono cosiddetti verbi negativi negativi in cui sono verbi particolari perché nella variante intransitiva il soggetto è rappresentato da ciò che nella variante transitiva rappresenta il complemento oggetto chiaro maria brucia la legna questa legna che subisce l'azione di un soggetto agente diventa il soggetto della frase diciamo del verbo bono argomenta le la legna brucia e questo evento del bruciare diciamo sembra essersi avviene senza che gli importi o ci sia cpc che ha dato sapere chi è responsabile di questa azione questa possibilità diciamo così dei verbi che possono avere appunto doppia struttura argomentare e dunque vedete molto molto frequente in italiano ci sono molti i verbi altro esempio negare allora il verbo negare è un verbo a due argomenti maria nega l'evidenza l'argomento può essere rappresentato anche da una frase maria nega di aver paura maria nega che suo padre sia stato arrestato non importa l'importante che quell argomento venga saturato da qualcosa vedete che adesso sta invadendo lievemente il campo che sarà poi del professor sabatini affronterà proprio questo tema gli argomenti possono essere espressi anche realizzati proprio da frasi no le subordinate ecco nega l'evidenza nega di aver paura nega che suo padre sia stato arrestato cosa vuol dire negare in questo ok in questo esempio in questi casi cosa vuol dire qual è il significato di negare dire di no dire di no negli altri esempi invece maria ha negato il proprio aiuto al collega il verbo negare non significa dire di no non dare quindi cambia il suo significato e naturalmente cambia anche la sua struttura argomenta le in questo secondo significato il verbo negare diventa verbo a tre argomenti chi nega la cosa negata e a chi viene negato e notate che mentre nella prima struttura il verbo negare può avere al posto dell'argomento diciamo così nominale al posto di un sintetico nominale può avere un oggettiva nega l'evidenza nega di aver paura nella seconda variante il verbo negare non può sostituire l'oggetto diretto con una oggettiva maria negato il proprio aiuto al collega non posso dire maria annegato di aiutare il collega assolutamente non è possibile negare i propri quindi vedete che la semantica influenza la sintassi al punto 6 vi ho riportato pari pari l'ho copiato una modalità di descrizione che ho preso da sabatini coletti e come vedete ho riportato il verbo abbagliare semplicemente perché era uno dei primi verbi così che erano elencati e che sembravano di un certo interesse allora vedrete come è stata diciamo rappresentato il significato di questo verbo si dice che un verbo transitivo quindi rimane la terminologia tradizionale però tra parentesi si dice transitivo cioè costituito da un soggetto da un verbo ed è un argomento e poi ci dà un significato colpito qualcuno con una luce intensa eccetera eccetera e poi si fanno degli esempi degli esempi viene sempre rispettata la struttura argomenta le cioè si ripete sempre il verbo viene data all'infinito e questo però se per una questione proprio di ridurre lo spessore del dizionario capite anziché dire maria abbaglia qualcuno è più semplice mettere il verbo all'infinito quindi si evita di di dire il soggetto a un secondo significato figurato e poi io ho portato questo esempio ho riportato questo esempio proprio perché vorrei riflettere con voi siete d'accordo voi con questa sistemazione per cui questo verbo viene dato come transitivo in prima battuta e poi come intransitivo con ausiliare avere console quindi soggetto verbo costruzione col significato di emettere una luce intensa tanto da confondere la vista il sole di mezzogiorno abbaglia sono verbi non è mica solo a tagliare per esempio affascinare maria affascina tutti tutti quelli che la conoscono rimangono al fascino maria colpisce l'acido corrode vedete questi verbi cos'hanno in comune hanno in comune il fatto che in realtà quando vengono usati in questo modo cioè senza oggetto espresso in realtà l'oggetto diciamo così che sottintendono è un oggetto generalizzato quindi il sole abbaglia vuol dire il sole abbaglia tutti quanti l'acido corrode corrode ogni cosa volevo avviarvi rapidamente a concludere questo mio ragionamento introduttivo tornare alle grammatiche scolastiche da dove sono partiti perché prima non vi ho mica detto tutta la verità vi ho taciuto una cosa importante se vi ho taciuto che nella stessa ricerca la collega valeria saura aveva analizzato anche delle grammatiche per la scuola secondaria superiore bene mentre per la scuola media diciamo l'opinione unanime della presentazione del concetto di frase era soggetto e predicato per la superiore sensini sempre lo stesso autore che per la media diceva una cosa del 2003 quindi quattro anni dopo dice la frase minima e la forma base della frase semplice costituita da un predicato cioè un verbo di modo finito che contiene un informazione e da tutti gli elementi assolutamente indispensabili per dare al predicato e quindi alla frase un senso compiuto fogliato lecce 2004 notate le date 2004 il verbo regola la struttura della frase determinando quanti e quali elementi devono accompagnarlo per rendere con per renderla completa verbo più argomenti formano il nucleo della frase però ci sono anche quelli che continuano a parlare di soggetto predicato in particolare panebianco pisoni le gianni varani della zanichelli del 2002 si parla ancora di soggetto predicato e anche nel libro di tavoni della lemonnier si parla ancora di soggetto e predicato ecco però allora il fatto che in due testi del 2003 del 2004 si parli della frase minima costituita dal verbo e dai suoi elementi gli argomenti obbligatori vuol dire probabilmente che qualcosa finalmente sta arrivando anche a scuola nelle drammatiche scolastiche e quindi bene ha fatto la crusca e la sovrintendenza regionale a organizzare un corso di questo tipo perché diciamo queste chiamiamole novità che non sono poi novità teoriche insomma vengano vengano diventino vengano a conoscenza e anche diventino non basta la conoscenza perché per insegnare una cosa per adottare un certo modello grammaticale non basta sapere che c'è ma bisogna veramente diciamo imparare a lavorare sulla lingua sulla base di queste categorie nuove quindi qualcosa probabilmente sta cambiando nell'editoria scolastica e io mi fermerei qui non prima non prima di avervi di avervi esortato alla prudenza vedete vi ho detto prima scuole diverse di linguistica usano spesso gli stessi termini per indicare concetti diversi uno potrebbe essere uno potrebbe pensare che per esempio nel modello generativo in realtà diciamo domina ancora il discorso del soggetto del predicato vedete che nelle nei materiali che vi ho distribuito al punto 8 si riporta la definizione di frase minima nella tradizione delle grammatica generativa vi ricordate l'albero qui non c'è una donna una lavagna ma insomma l'albero della della grammatica generativa frase sopra poi sotto syntagma verbale syntagma nominale e syntagma verbale ecco uno potrebbe pensare che quindi è soggetto e predicato no attenzione in realtà non è il soggetto è il predicato come vedete la struttura ad albero io al computer non l'ho saputa fare quindi qui delle belle filatelia delle tirate voi le l le frecce ecco diciamo che nella nel modello generativo la frase è costituita sempre dal sindaco ma verbale che costituito dal verbo e dai suoi argomenti

Aucun commentaire:

Enregistrer un commentaire