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mardi 7 octobre 2025

Maria G. Lo Duca, Programmare l'insegnamento dell'italiano come L2

 

 

 

 https://www.youtube.com/watch?v=A3V7yK2VhNs

https://www.youtube.com/watch?v=6hqgMd8roeA 

 

Trascrizione da youtube

 

il mio intervento si chiama programmare l'insegnamento dell'italiano come lingua due tra direttive europee e ricerca linguistica ecco in prima battuta devo spiegare questo titolo programmare l'insegnamento dell'italiano come lingua 2 cosa vuol dire vuol dire definire i contenuti gli obiettivi di insegnamento definirli decidere che cosa vado a insegnare quando devo insegnare l'italiano come lingua seconda a un bambino a un adolescente a un adulto e diciamo per ragionare di questo tema io personalmente mi sono sempre mossa fra due numi tutelari diciamo in i miei numi tutelari sono stati da una parte le direttive europee che questo che compare del titolo e in modo specifico il quadro comune di riferimento per l'insegnamento delle lingue il framework in inglese che in italiano è diventato usuale diciamo ricordare come quadro comune di riferimento da una parte e dall'altra la ricerca linguistica ecco spiegato il titolo quindi programmare l'insegnamento muovendosi fra questi due fra questi due diciamo in questi due ambiti da una parte i suggerimenti della comunità europea dall'altro i suggerimenti della ricerca linguistica è il filo conduttore di tutto il mio ragionamento sarà non già diciamo una idea astratta di quello che io penso che sarebbe bello fare ma vi voglio raccontare un'esperienza concreta cioè l'esperienza da cui è nato questo sillabo è una diciamo una ricerca che ha coinvolto non soltanto me personalmente ma tutto un gruppo di lavoro che opera presso il centro linguistico di ateneo dell'università di padova che si compone di nuove persone poi poi le nominerò cioè c'è una diapositiva con tutti i nomi poi ebbe li dirò perché è giusto visto che hanno lavorato molto a questa impresa comune ecco quindi diciamo un ragionamento un ragionamento è anche un racconto di come abbiamo proceduto in concreto perché noi in concreto abbiamo dovuto affrontare al centro linguistico di padova questo problema io ero stata appena anti samo iniziato la mia carriera universitaria era però ho lavorato all'università per stranieri di siena e quindi li avevo diretto il centro linguistico insomma avevo avevo come dire maturato una certa esperienza nel campo quando sono arrivato a padova diciamo il prorettore alla didattica e il direttore del centro linguistico hanno pensato bene di sfruttare diciamo così questa mia competenza e di attivare dei corsi di lingua italiana per gli studenti erasmus che gli studenti che ogni semestre arrivano a padova per fare diciamo un semestre o alcuni due semestri di di università insomma padova come si usa fare negli scambi europei fino a quel momento vi parlo degli anni 2000 e circa fino a quel momento questi studenti andavano nelle scuole private a fare corsi di italiano per essere per poter essere in grado insomma di frequentare le lezioni i corsi universitari da quel momento in poi è invece il centro linguistico di padova ha deciso di attrezzarsi e mettere a punto insomma attuare dei corsi di lingua italiana naturalmente bisognava evidentemente decidere i contenuti di questi corsi che cosa insegniamo e quando lo insegniamo a che livello di competenza come vi ho detto come vi ho detto un uno dei numi tutelari diciamo è stato il quadro comune di riferimento dunque voi sapete che quadro comune di riferimento a una gestazione piuttosto lunga nel tempo perché diciamo che è stato disponibile in rete fin dal 1996 si andava in rete si scaricava questo documento in inglese poi è stato più volte ritoccato più volte migliorato diciamo e alla fine è stato pubblicato nel 2001 in inglese e in francese e in italiano è stato tradotto subito l'anno dopo nel 2002 io farò sempre riferimento all'edizione italiana insomma anche le citazioni sono sono tratte dall'edizione italiana è stato edito da dal dalla nuova italia o oxford firenze 2002 dunque non è che l'interesse europeo per l'insegnamento delle lingue nasce nel 1996 ma voi sapete che il consiglio d'europa si è sempre posto il problema dell'insegnamento delle lingue straniere perché nell'ottica della creazione diciamo di un cittadino europeo evidentemente si pone il problema di porre il cittadino europeo in condizioni di parlare le lingue degli altri di intendere le lingue degli altri insomma di interagire con con con gli altri cittadini europei e quindi diciamo fin dagli anni 70 il consiglio d europa si è mosso su progetti d l'insegnamento delle lingue elaborando tutta quella diciamo quella quella serie di ricerche di lavori noti col nome di livello soglia voce forse voi ne avete sentiti parla ne avete sentito parlare nel 1200 nel 1975 esce il livello soglia per l'inglese dove per livello soglia leggo la definizione che ne dà non regali dei parà tesi che ha scritto nell 81 il livello soglia per l'insegnamento dell'italiano come lingua straniera ecco allora galli dei parà tesi definisce il livello soglia quel livello di capacità predominante mente orale nel quale i discenti saranno in grado di sopravvivere dal punto di vista linguistico in un paese straniero e di stabilire e mantenere contatti sociali con parlanti della lingua straniera questo è il livello soglia diciamo è un livello che pone il cittadino europeo in grado di interagire a un livello fondamentalmente orale con gli altri cittadini europei quando avrete modo di guardare le diapositive vedrete tutta la lista delle lingue che sono state descritte per quanto riguarda il livello soglia si parta dal 75 con l'inglese e si arriva almeno con i dati che ho io ma potrebbero esserci delle delle aggiunte si arriva allo sloveno nel 2005 quindi sono stati praticamente descritti i livelli soglia di una ventina di lingue europee questo livello appunto che corrisponde nella nuova sistemazione rappresentata dal quadro comune europeo corrisponde al livello b1 b1 ecco io non so se voi conoscete già cos'è questo livello b1 ma insomma nel quadro comune europeo i livelli di competenza delle lingue sono descritti con una serie di scale molto alcune più generali altre invece più di dettaglio sono descritte in sei livelli il livello a b e c ognuno di questi livelli poi si articola in 2 livello a1 a2 poi livello b1 b2 livello c1 c2 diciamo che il livello soglia descritto nelle nei silla b degli anni 70 si colloca al livello b1 del quadro comune europeo dopo il quadro comune europeo naturalmente dopo la pubblicazione di quest'opera si poneva il problema di descrivere in concreto le diverse lingue perché il quadro comune per chi lo conosce è una come dire un opera che offre una cornice una struttura generale delle idee generali che poi però devono essere tradotte in programmi specifici in sillabe specifici per le diverse lingue ecco io troverete nelle diapositive il sito del consiglio d'europa che chi di voi fosse interessato insomma può andare a consultare in cui si vedono via via le pubblicazioni insomma che si che che il consiglio d'europa fa su questa materia ecco da questo sito per esempio si apprende che per l'inglese oltre a livello b1 che il livello soglia appunto che peraltro è molto vecchio che poi è stato anche però rivisto più recentemente abbiamo anche le descrizioni dei livelli a2 e b 2 mentre il livello a un no è in fase di avanzata elaborazione però potrebbe essere che lo abbiano già finito ecco bisogna controllare il sito per vedere a che punto sono per il tedesco e per lo spagnolo abbiamo tutti e sei i livelli sono stati descritti tutti e sei i livelli cioè dalla 1 hull c 2 per il francese il ceco e il greco la stesura dei suoi livelli e in fase di avanzata realizzazione sono prossimi al completamento per l'italiano non troverete nulla nel sito del consiglio d'europa per l'italiano noi nel nostro piccolo ci siamo abbiamo provato abbiamo costruito questo sillaro in cui abbiamo descritto tutti e sei i livelli naturalmente è un sillabo diciamo che si rivolge a un certo tipo di pubblico che è stato pensato per un certo tipo di pubblico cioè vi ho detto per studenti universitari in scambio quindi studenti che vivono una breve ma intensa esperienza italiana intensa perché vivono a padova quindi incontrano studenti compagni di corso fanno gli esami vanno a lezione ecco quindi hanno bisogno come capite bene e unti e un pubblico molto difficile perché hanno bisogno della vita quotidiana di andare al bar a chiedere un caffè ma hanno bisogno di leggere e capire un testo scientifico quindi diciamo è un pubblico credo tra i più difficili insomma è come vi dicevo questo sillabo è stato è stato prodotto a padova e permettetemi di ricordare i miei collaboratori cristina cappuccio elena maria d'uso ivana fra terra e luisa marigo che sono lettori di italiano al centro linguistico di ateneo luigi pescina e benedetta giatti che sono tecnici linguistici sempre al clan e infine debora silicani e fulvia virginio che invece sono collaboratori del master in didattica dell'italiano come lingua secondo attivo sempre a padova la facoltà di lettere e filosofia tutto quello che ho detto fin qui è una specie di cappello adesso entriamo nel merito che cos'è un sillabo ecco chiariamo subito le parole che usiamo ad evitare fraintendimenti e per evitare errori io ripeto ciò che ha scritto ciliberti nel suo manuale di glottodidattica del 1994 il sillabo e quella parte dell'attività curricolare che si riferisce alla specificazione e alla sequenziazione dei contenuti l'insegnamento fatta in termini di conoscenze e capacità quindi il sillabo e la specificazione quindi la selezione e la messa in sequenza dei contenuti di insegnamento questo è il suo sillabo il curricolo è invece secondo la ciliberti l'insieme di tutti gli aspetti di pianificazione di implementazione metodologica e di valutazione di un programma di insegnamento linguistico quindi il curricolo è qualcosa di più ampio che comprende il sillabo ma non si identifica con il sillabo il sillabo riguarda solo la scelta e la messa in sequenza dei contenuti il curricolo invece a che fare anche per esempio con la metodologia ok devo insegnare questo ho deciso che questo va insegnato a livello b1 come lo insegno questo come lo insegno non riguarda l'estensore di un sillaba fa a che fare con l'ammeto con le scelte metodologiche di questo non ragioneremo oggi perché evidentemente non c'era tempo non c'era modo di affrontare tutto quindi parliamo solo di come abbiamo fatto noi della strada che abbiamo percorso per ideare un sillabo naturalmente questa terminologia è quella che usa la ciliberti ed è quella a cui io stessa mi rifaccia noi ci siamo rifatti nulla vieta nulla esclude che altri autori possano usare queste parole in modo diverso ma siccome dobbiamo evitare le confuse la confusione delle lingue io ho preferito chiarire l'uso che faccio io di questi termini ecco che un uso del tutto legittimo perché appunto è stato fissato bene secondo me dalla ciliberti allora come si costruisce un sillabo beh naturalmente la prima cosa da fare è avere ben presente il pubblico di riferimento cioè per chi io costruisco un sillabo quali sono gli apprendenti ai quali io voglio insegnare la lingua italiana perché di questo si tratta quindi la loro età la scolarità e un adulto si che scuola fatto nel suo paese è analfabeta ce ne sono sapete oppure ha fatto solo il ciclo elemento quindi la scolarità e naturalmente i livelli di competenza in lingua due in italiano che cosa sa di italiano visto che devo ideare un programma di insegnamento per lui devo sapere che cosa già conosce dell'italiano devo conoscere anche bevo e se non li conosceva devo accertarvi di quali siano i bisogni linguistico comunicative di questo pubblico a cosa serve per che studia l'italiano perché è venuto in italia a studiare l'italiano voi capite che i bisogni linguistico comunicativi dello studente universitario saranno diversissimi dai bisogni e linguistico comunicative dell'immigrato che viene qui in cerca di lavoro e quindi io devo conoscere questi bisogni per poter adattare il mio sillabo solo così potrò definire gli obiettivi di insegnamento ecco è per definire due le due fondamentali operazioni che si compiono so quel che è già diceva appunto nella sua nella sua definizione di sillabo la ciliberti cioè la selezione degli obiettivi che cosa insegnare la selezione e la scelta la messa in sequenza di questi obiettivi che cosa prima che cosa dopo queste sono le due operazioni fondamentali una volta che ho selezionato gli obiettivi li devo mettere in una scala che sia che abbia una sua logica che risponda a certi obiettivi come vi ho detto prima le anime del sillabo sono state le direttive europee e la ricerca linguistica italiana sull'italiano beh quali studi di linguistica ci sono ci sono stati piu utili lo vedrete subito dalla spiegazione che segue che seguirà che ci sono stati molto utili gli studi di linguistica testuale che hanno diciamo descritto i db testuali i generi testuali che sono prodotti nelle nostre società ci sono stati molto utili e vedrete presto perché ci sono stati naturalmente utilissimi gli studi di linguistica descrittiva quelli che hanno descritto il sistema della lingua italiana contemporanea ovviamente che ci hanno informato sulle forme sulle strutture sui significati della lingua italiana voi sapete che l'italiano è attualmente una lingua molto molto ben descritta molto studiata e molto ben descritta nella negli anni 70 molti linguisti lamentavano la mancanza di opere grammaticali serie sull'italiano ecco dagli anni 70 ad oggi la situazione degli anni settanta del secolo scorso ad oggi in trent'anni la situazione veramente molto cambiata oggi noi abbiamo opere di grandissimo livello che hanno scandagliato diciamo così la nostra lingua tutti i livelli della nostra lingua e quindi e quindi è una letteratura indispensabile se se devo insegnare la lingua italiana evidentemente devo conoscere la letteratura che descrive questa lingua e non è la più facile delle operazioni perché sono opere non di facilissima lettura spesso diciamo che si allontanano per certi versi dalla tradizione grammaticale qui tutti noi siamo stati esposti nel nostro percorso scolastico dove ci sono delle categorie a cui non eravamo abituati e quindi diciamo è una lettura abbastanza complicata insomma però è indispensabile se dobbiamo insegnare questa lingua dobbiamo conoscere la descrizione le descrizioni più aggiornate che ne sono state fatte e infine un altro campo di studi che c'è stato molto utile è stato quello della linguistica acquisizione le la linguistica acquisizione le che su cui mi su cui che insomma che descriverò più avanti ma insomma lo dice la parola stessa è quel ramo quel filone della linguistica che si occupa di studiare come vengono acquisite le lingue se noi vogliamo dare un significato ampio al termine possiamo pensare anche all'acquisizione della lingua 1 cioè della lingua materna da parte dei bambini se vogliamo dare invece un significato più ristretto linguistica acquisizione le sia la limiti che acquisizione si occupa dall'acquisizione di una seconda lingua di una lingua 2 questi sono stati diciamo così i filoni di ricerca che ci sono stati piu utili come vi ho detto il punto di partenza è stato il quadro comune europeo beh dovevamo decidere la struttura del sillabo ecco come organizzavamo i contenuti da insegnare nei nostri corsi e siamo partiti allora da una affermazione del quadro comune che a pagina 16 dichiara si può affermare che la competenza linguistico comunicativa comprende diverse componenti linguistica sociolinguistica e pragmatica e poi spiega le competenze pragmatiche cosa sono le competenze pragmatiche cos'è la competenza pragmatica la realizzazione di funzioni e atti linguistici in scenari e copioni di scambi internazionali quindi diciamo la questa competenza pragmatica descrive e a che fare con la realizzazione di funzioni e atti linguistici in scenari di scambi internazionali i parlanti scambiano si scambiano delle informazioni bisogna essere in grado di scambiarsi informazioni di presentarsi di salutare di ringraziare eccetera e questa è la competenza pragmatica la competenza invece sociolinguistica a che fare con i quei fattori socioculturali dell'uso linguistico e quindi per esempio le regole di cortesia la codificazione linguistica di rituali sociali sono le norme che definiscono per esempio i rapporti tra i sessi i rapporti fra le generazioni i rapporti tra i ruoli tra i diversi ruoli occupati dai occupati dai parlanti sono tutte quelle possibilità che la lingua a quelle varietà ecco la sociolinguistica palla di varietà tutte le varietà della lingua e le quali si adattano alle diverse situazioni e questa è la competenza sotto linguistica e anche questa dovremmo formare negli apprendenti e poi naturalmente una competenza linguistica che si che a che fare con le conoscenze e le abilità leggo dal quadro comune riferito al lessico alla fonologia alla sintassi e ad altre dimensione del linguaggio visto come sistema quindi se noi vogliamo insegnare una lingua nel nostro caso l'italiano ha degli stranieri dobbiamo puntare a sviluppare questa competenza pragmatica cioè la capacità di usare la lingua in tutte le situazioni possibili di saper la capacità di saper scegliere il registro giusto nelle situazioni e fare in modo lo studente che entra da me ce ne sono straniera bussa entra ciao questo è una violazione di una norma sociolinguistica devo insegnargli che quando ci si rivolge al professore specialmente se non lo si conosce ma insomma di solito in italia non si usa questa formula di saluto devo insegnargli un debbo diciamo dotarlo di una competenza linguistica quindi la capacità di scegliere le parole giuste le strutture giuste la frase interrogativa se serve la negazione se serve che va messa prima o dopo il verbo primo dopo il soggetto eccetera ancora nel quadro comune leggo la comunicazione l'apprendimento implicano l'esecuzione di compiti nella misura in cui per portarli a termine si ricorre ad attività linguistiche e necessario un trattamento dei testi orali e scritti ecco perché entra il discorso della linguistica del testo quindi dice la comunicazione l'apprendimento implicano l'esecuzione di compiti noi possiamo insegnare una lingua dando dei compiti da svolgere questi compiti diciamo il risvolto linguistico dei compiti è dato dai testi per svolgere un compito io ho bisogno di usare la lingua e quindi di produrre dei dei testi ecco come presso tutte queste sollecitazioni del quadro comune vedrete entrano diciamo in una certa struttura la struttura del sillabo che poi alla fine abbiamo adottato infatti proprio perché mira a sviluppare le competenze pragmatiche le competenze socio linguistiche e le competenze linguistiche no questi tre tipi di competenze la struttura del sillabo noi abbiamo pensato che dovesse avere queste tre anime questi tre ambiti per cui il primo diciamo capitolo si chiama compiti comunicativi e funzioni linguistiche ed è diciamo il capitolo dedicato allo sviluppo della competenza pragmatica un secondo capitolo si chiama compiti e testi e mira allo sviluppo della competenza sociolinguistica un terzo capitolo che si chiama forme strutture significati voi capite mira a sviluppare le competenze linguistiche quindi per questo il sillabo si divide in queste tre parti proprio perché abbiamo pensato di dover è effettivamente diciamo rispettare queste indicazioni del quadro comune allora cominciamo dai compiti comunicativi e funzioni linguistiche cosa sono i compiti i compiti comunicativi beh sono chi di voi ha mai visto diciamo il sillabo del livello soglia di non regali dei pratesi che poi è stato adottato è stato diciamo così trasferito in moltissimi manuali di insegnamento dell'italiano lingua 2 saprà che esistono questi il quadro comune richiama compiti ma qui la terminologia ahimé è molto varia io leggo i compiti previsti per esempio per il livello a nel nostro sillabo così capite di cosa si tratta presentarsi e parlare di sé nome età corso di studio nazionalità residenza abituale indirizzo in italia numero di telefono puntini puntini questo è un compito cioè bisogna mettere in grado lo studente di presentarsi a parlare di sé di dire come si chiama da dove viene dove abita qual è il suo numero di telefono oppure chiedere ed esprimere informazioni personali oppure salutare e rispondere ai saluti convenevoli qui sono vari tipi di compiti oppure ringraziare rispondere ai ringraziamenti augurare e rispondere gli auguri scusarsi e rispondere alle scuse accettare o rifiutare un invito invitare qualcuno eccetera eccetera questi sono i compiti sono liste di esperienze che probabilmente i nostri studenti avranno bisogno di imparare a gestire i nostri studenti allora voi capite che in queste liste ci sono dei compiti che sono quasi universali probabilmente in tutte le culture umane c'è il compito del ringraziare no oppure dello scusarsi e rispondere alle scuse e poi ci sono invece dei compiti molto specifici particolari relativi al nostro gruppo di apprendenti quando per esempio diciamo non so in uno dei compiti uno dei compiti e non so raccogliere cos'era definire definire l'argomento di un testo complesso cioè riuscire a capire di cosa tratta un testo complesso e riassumerlo in una frase per esempio questo è un compito molto particolare però ai nostri studenti serve di un certo livello naturalmente dunque voi capite che queste liste di compiti sono qualcosa di molto soggettivo possono essere qualcosa di molto discutibile potremmo non essere d'accordo sulle scelte fatte noi diciamo abbiamo lavorato con un certo disagio a fare le liste dei compiti perché in realtà come dice il quadro comune i compiti sono innumerevoli ciascuno se voi provate a pensare tutti i momenti della nostra vita scanditi dall'inizio dalla dalla mattina appena ci svegliamo alla sera quando andiamo a dormire ognuno di noi svolge una quantità enorme di compiti ora bisogna selezionarne alcuni evidentemente quelli che ci sembrano utili necessari indispensabili a seconda dei livelli di competenza degli degli studenti ecco quindi i compiti e solo queste liste fondamentalmente i compiti comunicativi però sono nel nostro sillabo suddivisi e ordinati per funzioni linguistiche ci sono divisi in sottogruppi le funzioni linguistiche che a noi serviva nocera non ci facevano comodo per mettere ordine in questa materia sono sette sono sette troverete la diapositiva che le elenca ve li leggo comunicare dalla vita quotidiana queste è una funzione ancora al livello astratto sotto c'è tutta una lista di compiti quelli che vi ho letto prima comunicare nella vita quotidiana comporta presentarsi.
ringraziare scusarsi invitare invitare oppure rispondere a un invito eccetera eccetera poi regolare i rapporti sociali descrivere narrare argomentare esporre parlare scrivere riflettere sulla lingua italiana queste sono le sette funzioni linguistiche che a noi sono servite ci sono state utile per organizzare il materiale da dove vengono fuori queste funzioni vengono fuori dagli studi di tipologia testuale perché peccato non avere adesso la diapositiva era più semplice perché questi cinque funzioni che adesso vi leggo regolare rapporti sociali descrivere narrare argomentare ed esporre sono i cinque tipi di verres lì è la tipologia individuata ad averli quando berlin diciamo così organizzato e descritto i vari tipi di testo aggiunto alla trilogia di the bow grande wrestler narrare argomentare descrivere verleigh ha aggiunto esporre e regolare testo regolativo e test dispositivo quindi vedete sono questi i cinque tipi di verres lì che ricompaiono in questa forma come funzioni linguistiche ma da questi cinque tipi diversi restavano fuori due cose due ambiti di esperienze per noi fondamentali quello che abbiamo chiamato comunicare nella vita quotidiana che non trovava spazio nei cinque tipi diversi e quello che noi abbiamo chiamato parlare e scrivere riflettere sulla lingua italiana visto che diciamo dobbiamo insegnare una lingua visto che evidentemente nella nella nella classe si parla molto spesso della lingua che si vuole insegnare e si riflette sulle sue forme sulle sue strutture bene queste due funzioni che abbiamo aggiunto in realtà poi le abbiamo prese da un altro modello che il modello di jacobson vi ricordate jacobson che ha un modello a sei uscite è come il modello di jacobson c'è la funzione fatica che noi che per noi è diventato comunicare nella vita quotidiana c'è tutto ciò che serve a stabilire un contatto a stabilire ea mantenere un contatto con l'interlocutore quindi la funzione fatica di jacobson e la funzione metalinguistica jacobson parlava di funzione metalinguistica c'è la capacità che a ogni lingua di parlare di se stessa quindi le nostre funzioni linguistiche sono tratte appunto da questi due modelli verleigh e jacobson dunque nel sillabo abbiamo queste sette categorie generali che oggi ho appena detto per che sono per noi non le abbiamo chiamate funzioni linguistiche ogni funzione un numero variabile di compiti e i compiti sono quelli che vi ho detto prima per ogni compito o gruppo di compiti assini naturalmente un numero variabile di generi testuale per ogni ripeto per ogni compito gruppo di compiti affini un numero variabile di generi testuali adesso di vi leggerò qualcuno di questi di questi testi qualcuno di questi generi testuali ad esempio prendiamo il la funzione regolare rapporti sociali allora nel sillabo sotto regolare rapporti sociali nel livello a troviamo chiedere concedere il permesso di fare qualcosa e poi ci sono degli esempi posso potrei uscire secondo compito capire ordini e divieti ordinare o vietare a qualcuno di fare qualcosa in forme più o meno cortesi e poi ci sono degli esempi puoi potresti venire qui per favore ti prego vieni qui vieni qui altro compito dare comprendere semplici istruzioni altro compito capire fare semplici previsioni e programmi ecco sono i quattro compiti che definiscono per il livello ha la funzione di del regolare rapporti sociali dopo di che sotto questa questo elenco di compiti troviamo anche un elenco di testi di testi che nella vita reale realizzano questi compiti ad esempio questi testi sempre per il livello a sono divisi in brevi testi monologhi c orali brevi testi dialogici orali e brevi testi scritti e ci sono delle liste questi testi sono questi sono i prodotti terminali cioè solo la parte linguistica del compito non so messaggi in segreteria telefonica annunci pubblici alla stazione e l'aeroporto istruzioni registrate messaggi registrati di compagnie telefoniche di banche e di compagnia aeree oroscopi previsioni del tempo poi brevi testi dialogici orali conversazioni brevi testi scritti avvisi e divieti pubblici personali note promemoria messaggi di posta elettronica sms chat eccetera vari insomma vari generi testuali che realizzano concretamente diciamo nella nostra società quei compiti che sono elencati sotto questa funzione del regolare i rapporti sociali questa è tutta la parte diciamo così del sindaco che ha a che fare con la con la come dire con l'insegnamento con lo sviluppo delle competenze pragmatiche socio linguistiche adesso dobbiamo parlare invece di ciò che ha a che fare che riguarda le competenze linguistiche in senso stretto le competenze linguistiche in senso stretto sono elencate in 12 categorie sotto il titolo forme strutture significati di lego rapidamente i dodici le dodici categorie fonologia e scrittura nomi articoli aggettivi qualificativi verbi pronomi aggettivi pro nominali preposizioni avverbi congiunzioni frase semplice frase complessa forme e strutture testuali lessico e semantica lessicale questi sono diciamo gli argomenti linguistici che vengono presi in considerazione e su cui vengono dati degli indici dei contenuti specifici scorporati per livelli a differenza della prima parte del sillabo che divide che presenta diciamo il materiale scorporato in tre livelli a b e c la parte linguistica invece si cimenta sui sei livelli quindi praticamente questi argomenti queste categorie vengono disarticolate disaggregate e presentate per il livello a1 per esempio nel campo degli avverbi chi devo insegnare qualcosa a livello a1 se gli devo insegnare qualcosa che cosa ecco volevo anche dire che su tutta questa materia più prettamente linguistica il quadro comune si limita a poche indicazioni di massima cosa dice il quadro comune quando comune di leggo io poi ho stampato piccolissimo quindi devo riquadro comune si limita ad indicare virgolette alcuni parametri e alcune categorie di cui ci si avvale ampiamente nelle descrizioni grammaticali e si limita a fornire una scala esemplificativa del repertorio linguistico generale e della correttezza grammaticale nel contempo però dichiara l'ovvia impossibilità di elaborare una scala di progressione delle strutture grammaticali che sia applicabile a tutte le lingue ovvio questo il quadro comune non lo poteva fare non poteva fare una scala di progressione grammaticale che potesse valere per tutte le lingue europee questo è un compito che deve essere fatto lingue per lingua dagli utenti del del quadro comune lo dice gli utenti del quadro comune virgolette dovrebbero considerare e se opportuno specificare 1 su quale teoria grammaticale basano il loro lavoro 2 quali sono gli elementi grammaticali le categorie le classi le strutture i processi e le reciproche relazioni che gli apprendenti avranno bisogno di saranno preparati a saranno invitati a manipolare quindi è compito degli utenti del quadro comune chi sono gli utenti del quadro comune non certo gli studenti sono gli estensori dei sillabe quelli gli scrittori dei manuali quelli quelli che scrivono i manuali corsi di lingua gli insegnanti ecco quindi il quadro comune dice io posso darvi il quadro generale ecco dopo di che tocca a voi indicare la progressione lingua per lingua questo è un compito vostro dice che tocca agli utenti del quadro comune specificare su quale teoria grammaticale basano il loro lavoro su quale teoria grammaticale abbiamo basato noi il nostro lavoro su tutte il nostro è stato un atteggiamento eclettico non abbiamo sposato nessuna teoria linguistica a preferenza di altri ma abbiamo pensato che ogni teoria linguistica in realtà poi privilegia un aspetto all altro della lingua e quindi chiarisce soprattutto un aspetto della ii per esempio il modello generativo privilegia l'aspetto sintattico il modello testuale privilegia invece l'aspetto testuale il modello valentia lepri privilegia un livello semantico sintattico beh noi abbiamo preso da tutti un po da tutti quello che ci serviva senza preclusioni di tipo ideologico ecco abbiamo lavorato in questo modo abbiamo lavorato soprattutto sulla base delle grandi grammatiche italiane di cui vi parlavo prima troverete anche nei materiali che adesso distribuiamo la lista di una serie di grammatiche di riferimento provo a citare renzi salvi cardinaletti la grande grammatica italiana di consultazione in tre volumi la grammatica italiana di serianni nell'ultima edizione edita da garzanti si chiama italiano grammatica sintassi dubbi poi la grammatica italiana di base di trifone palermo nell'ultima edizione del 2007 patota che ha fatto due diverse grammatiche ma insomma l'ultima del 2006 salvi vanelli nuova grammatica italiana del 2004 sono grammatiche molto diverse fra di loro alcune più semplici perché più tradizionali tra virgolette una grammatica in cui troviamo un capitolo su l'aggettivo ci consola tutti sappiamo cos'è l'aggettivo andiamo lì nel capitolo se abbiamo bisogno di sapere qualcosa di più una grammatica in cui non troviamo mai queste categorie ma troviamo sempre categorie sintattiche quindi syntagma nominale syntagma aggettivale syntagma avverbiale forse ci ci ci disturba ccc mette in crisi non siamo abituati a muoverci su con queste categorie però però ci sono utili anche quelle che li dobbiamo conoscerle per vedere che cosa c'è che cosa ce ne possiamo fare io penso che l'atteggiamento nei confronti della ricerca deve essere sempre un atteggiamento umile nel contempo ma anche diciamo orgoglioso della propria specificità umile perché voglio imparare vediamo se c'è qualcosa di nuovo che mi può servire però attenzione mi deve servire cioè non è l'ultima moda l'ultima diciamo proposta editoriale o scientifica che mi deve far buttare a mare tutto quello che ho fatto fino al giorno prima quindi un atteggiamento di umiltà perché voglio imparare ma anche un atteggiamento diciamo un po che tiene fermo ecco quelli che sono i bisogni dell'insegnamento perché negli anni 70 80 io che ho vissuto sono abbastanza vecchia per aver vissuto tutta la vicenda un po di errori in questo in queste che in queste cose le abbiamo fatte insomma ci siamo buttati sull'ultimo libro che veniva pubblicato sull'ultima novità sull'ultima proposta e abbiamo fatto pasticci molte volte quindi essere informati ma sempre con diciamo l'occhio teso a quelle che sono però poi i bisogni dell'insegnamento ecco allora noi da questa letteratura grammaticale abbiamo preso non soltanto l'impostazione eclettica perché guardate che poi alla fine alla fine anche la grande grammatica di consultazione di renzi saldi cardinaletti che diciamo nella vulgata che che di solito se ne fa si diceva è una grammatica generativa in realtà per chi la conosce bene la studiata sa che non è affatto una grammatica generativa in modo rigido e aperta per esempio alla pragmatica e aperta alla tanti settori che il modello generativo in realtà non ha preso mai in considerazione quindi anche queste grammatiche oppure serianni e una grammatica tradizionale si e tradizionale ma ci sono dentro parecchie cose nuove rispetto alla tradizione ecco quindi in realtà sono eclettiche anche queste opere quindi l'impostazione eclettica e poi soprattutto l'informazione l'informazione aggiornata sulla sulle forme sulle strutture della lingua italiana insomma da questa letteratura noi abbiamo imparato come è fatta la nostra lingua quali sono le forme e le strutture centrali non marcate più produttive più frequenti e quindi evidentemente sono quelle che vanno insegnate per prime e invece le forme le strutture più marcate meno frequenti più marginali e che quindi evidentemente vanno insegnate dopo cioè nei livelli più alti abbiamo preso tanto anche dalla linguistica acquisizione le la linguistica acquisizione le voi sapete che studia l'acquisizione di una lingua uno o due ma insomma quella che in questo momento ci interessa quella che studia l'acquisizione di una lingua 2 studia l'acquisizione in contesto spontaneo cosa vuol dire è un ramo della linguistica che sceglie come sui soggetti di studio i soggetti privilegiati di studio gli immigrati quasi sempre adulti venuti in italia per motivi di lavoro che non hanno tempo di frequentare un corso di lingua questo è il soggetto ideale l'adulto chi viene in italia e che vive così giorno dopo giorno l'esperienza italiana ea poco a poco a poco a poco non si sa come nella sua testa comincia a scappare delle scintille piano piano emerge questa lingua ecco questo è il soggetto ideale per il linguista acquisizione le perché le diciamo i frammenti di italiano che emergono sono quelli che ci consentono di capire quale lavoro sta facendo la testa la mente il cervello di quel apprendente per acquisire questa nuova lingua gli errori che fa per noi sono importantissimi perché attraverso gli errori che fa noi capiamo qual è il lavorio mentale che ha potuto produrre quel quell'errore quando lo straniero faccio un esempio quando lo straniero mi dice io vado a lavorare a me posso dire cosa ha costruito una bella frase in italiano tutta perfetta non mi dice niente se io sono uno studioso un linguista acquisizione le questa frase non mi non è interessante ma se lo straniero mi dice io andò a lavorare ecco che io mi prendo il mio il mio taccuino me lo scrivo subito perché perché quello è la prova che la persona che di fronte la prendente che ho di fronte ha fatto che non è andata a scuola che nessuno gli ha insegnato come si forma il presente indicativo dei verbi della prima coniugazione ha fatto questo ragionamento se saltare vaio salto se mangiare fa io mangio se camminare fa io cammino andare vaio andò in quel momento quel apprendente a realizza ha capito ha acquisito la regola di formazione della prima persona dell'indicativo dei verbi italiani allora poi capite che gli errori che io colgo nella nel parlato diciamo così degli degli degli apprendenti che non subiscono che non vivono un'esperienza scolastica questa importante questi errori sono veramente fondamentali infatti attraverso questi errori questo ramo della linguistica è riuscita a individuare le forme le strutture che emergono per prime e notate bene emergono per prime indipendentemente dalla lingua uno di questi apprendenti il cinese il coreano l'arabo rumeno e l'ucraino diciamo a gli studi fatti fin qui dimostrano che acquisiscono l'italiano seguendo più o meno lo stesso percorso cioè acquisiscono per prime certe forme poi dopo certe altre poi dopo certe atri certo che cinese ci metterà un anno per acquisire la seconda forma che il rumeno ci mette una settimana non è quello l'importante il tempo può essere molto vario perché le lingue sono tipologicamente vicine o lontane quello che è interessante è che l'ordine di comparsa degli elementi grammaticali e lo stesso almeno almeno questi sono i risultati fin qui perché poi è una disciplina giovane la linguistica acquisizione le quindi diciamo le cose che sono state studiate non sono poi tantissime avrà una ventina d'anni la linguistica acquisizione pensate rispetto alle scienze alle discipline diciamo della della del mondo occidentale cosa volete che siano vent'anni nulla nulla ecco quindi per quello che è stato studiato questo è sicuramente un dato assai interessante e attraverso gli errori l'emergere di questi errori nel parlato di questi apprendenti studiati sono state disegnate delle sequenze acquisizioni lì cosa vuol dire sequenze acquisizione lì cioè è stato individuato un certo percorso per esempio ne cito una sola quando acquisiscono il paradigma del verbo italiano che voi sapete quanto è complesso ecco in prima battuta emerge una forma basica che potrebbe essere una terza persona dell'indicativo mangia canta che non ha valore temporale non ha valore di persona infatti spese accompagnata dal pronome pieno io mangia lui mangia quindi la persona espresso dal pro nome è il verbo esprime semplice va ha solo valore lessicale ecco in un secondo momento compare un passato prossimo che in realtà è un parte un participio passato senza ausiliare mangiato cantato per esprimere il passato perfettino c'è un'azione chiusa conclusa in un terzo momento compare l'imperfetto poi il futuro parecchio dopo parecchio dopo il congiuntivo forme del congiuntivo e del condizionale questa sequenza acquisizione le si ripete appunto in tutti gli apprendenti che sono stati studiati allora se questo è vero cioè se gli apprendenti imparano le strutture della grammatica di una lingua due in un ordine ricorrente indipendentemente dalla lingua 1 allora voi capite che per l'insegnamento per il grotto didatta questa è una cosa molto interessante perché perché naturalmente se noi conoscessimo questo ordine per l'italiano qual è l'ordine con cui emergono le forme le strutture nell'apprendimento spontaneo quale quest'ordine allora se noi abbiamo questo ordine non facciamo altro che trasferirlo in classe perché è chiaro che emergono prima le forme alle strutture più facili più produttive più frequenti più semplici più utili più funzionali eccetera no e allora prendiamo queste forme queste strutture e le insegniamo più prime e poi via via le altre quelle che compaiono più tardi e poi se quelle che compaiono ancora più tanti sembra sembra ovvio e infatti lo sa diciamolo ha affermato con molta forza uno studioso australiano molto importante che si chiama pillmann il quale ha ripetuto fino alla noia che non è insegnabile ciò che non è apprendibili cosa vuol dire vuol dire che è inutile che io insegno un qualcosa della lingua 2 per cui la prendente non è maturo non è pronto non ha già diciamo maturato i pre requisiti linguistici per accedere a questa nuova forma io posso insegnare diciamo una qualsiasi formano qualsiasi struttura di una lingua 2 solo nel momento in cui apprendente pronto per fare questo tipo di operazione cioè quando diciamo è maturo per ecco il quando è maturo per me lo dice appunto la ricerca acquisizione aria o meglio o meglio melo dovrebbe dire me lo direbbe la ricerca acquisizione le se anziché avere alle spalle vent'anni di ricerca avesse alle spalle due secoli di ricerca il problema è che noi ancora sappiamo pochissimo noi sappiamo soltanto alcuni micro si sono stati indagati alcuni micro sistemi dell'italiano ma noi insegnante dobbiamo insegnarla tutta la lingua né possiamo aspettare i tempi biblici della ricerca la ricerca è lenta e giusto che sia lenta perché deve verificare deve raccogliere i dati li deve verificare deve controllare se quello che ho trovato con questo gruppo di apprendenti è proprio la stessa cosa che trovo con questa il gruppo di apprendenti se è vero che per esempio la lingua 1 diciamo non influenza perché ci sono certi errori che invece sembrano influenzati dalla lingua 1 e su quali fenomeni la lingua 1 influisce quali insomma è una ricerca enorme è la ricerca acquisizione le ripeto a vent'anni alle spalle poi l'italiano lingua 2 diciamo è sorta come problema è come tema di ricerca ancora da poco quindi il problema è che noi possiamo prendere dalla ricerca acquisizione le soltanto quel poco che intanto la ricerca condizionale è riuscita a definire fondamentalmente relativi cioè alcuni frammenti della grammatica e dell'italiano relativi al al primo al primissimi livelli di competenza cioè praticamente non ci dice nulla ancora sui livelli alti di competenza quindi noi nel fare il sillabo abbiamo lavorato con i risultati della ricerca acquisizione le per il livello aa a 1 a 2 ma dopo b1 b2 c1 c2 abbiamo dovuto lavorare con qualcosa che ci veniva si dalla ricerca acquisizione ma soprattutto abbiamo dovuto diciamo lavorare con la ricerca linguistica cioè dalla ricerca linguistica abbiamo scelto e selezionato i contenuti linguistici che ci sembravano o più centrali del sistema dell'italiano più facili più produttivi eccetera eccetera poi faremo un esempio vi farò vedere come abbiamo lavorato solo su un esempio giusto per per farvi capire quindi somma alla fine alla fine anno ecco devo dire anche questo per per riconoscere il merito a chi ce l'ha che questa ricerca acquisizione le sull'italiano lingua 2 e stata condotta soprattutto dal all'interno del cosiddetto progetto di pavia prende questo nome questo progetto dal nome dell'università capofila diciamo che ha lanciato questo ma a questo progetto hanno collaborato varie università bergamo milano bicocca padova torino trento vercelli verona e l'università per stranieri di siena ecco quindi diciamo un progetto che che ancora è ancora in atto cioè la ricerca continua quindi per riassumere nel selezionare mettere in sequenza gli indici linguistici noi siamo stati attenti a considerazioni di ordine psicologi stico cioè siamo andati dal più facile al più difficile quindi abbiamo seguito laddove le avevamo le sequenze acquisizioni lì e poi ci siamo basati sulle difficoltà e sulle incertezze sistematiche dei nostri studenti evidentemente abbiamo tenuto presente considerazioni di ordine linguistico dalle forme e dalle strutture centrali non marcate più regolari e o più produttive meno complesse sul piano formale a quelle più complesse più marcate più meno produttive e così via e su questo ci ha aiutato la letteratura grammaticale per prime abbiamo insegnato le forme abbiamo insegnato abbiamo previsto di insegnare le forme le strutture dell'italiano unitario comune ea più alta diffusione e frequenza mentre sono state rimandate ai livelli superiori fenomeni troppo connotati sul piano di afasico e dia mesico cioè troppo formali o troppo informali questo per evitare diciamo così per evitare di come di appesantire la testa della prendente con una miriade una casistica troppo complessa quindi prima le forme dell'italiano unitario comune ecco poi le forme più formali o più informali e infine per prime le forme e le strutture più utili ad assolvere a certe funzioni irrinunciabili ecco sulla base appunto dei compiti che i nostri apprendenti dovranno svolgere per finire io avevo previsto una schermata una diapositiva che poi vedrete sul imperfetto proprio per fare un esempio minuscolo ecco per vedere come abbiamo proceduto l'imperfetto quando insegnarlo beh l'imperfetto compare precocemente nell'inter lingue delle degli apprendenti studiati è un tempo che compare abbastanza presto sia pure compare soprattutto con verbi stativi e col verbo essere io ero oppure io facevo io studiavo con verbi stativi quindi questo significa dicono gli studiosi che gli apprendenti sono sensibili ai valori nazionali dei verbi perché usa cioè le prime forme dell'imperfetto che emergono che compaiono sono sempre diverbi stativi allora l'abbiamo messo già in

 

 

 

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