https://www.youtube.com/watch?v=A3V7yK2VhNs
https://www.youtube.com/watch?v=6hqgMd8roeA
Trascrizione da youtube
il mio intervento si chiama programmare l'insegnamento dell'italiano
come lingua due tra direttive europee e ricerca linguistica ecco in
prima battuta devo spiegare questo titolo programmare l'insegnamento
dell'italiano come lingua 2 cosa vuol dire vuol dire
definire i contenuti gli obiettivi di insegnamento definirli decidere
che cosa vado a insegnare quando devo insegnare l'italiano come lingua
seconda a un bambino a un adolescente a un adulto e diciamo per
ragionare di questo tema io personalmente mi sono sempre
mossa fra due numi tutelari diciamo in i miei numi tutelari sono stati
da una parte le direttive europee che questo che compare del titolo e in
modo specifico il quadro comune di riferimento per l'insegnamento delle
lingue il framework in inglese che in italiano
è diventato usuale diciamo ricordare come quadro comune di riferimento
da una parte e dall'altra la ricerca linguistica ecco spiegato il titolo
quindi programmare l'insegnamento muovendosi fra questi due fra questi
due diciamo in questi due ambiti da una parte
i suggerimenti della comunità europea dall'altro i suggerimenti della
ricerca linguistica è il filo conduttore di tutto il mio ragionamento
sarà non già diciamo una idea astratta di quello che io penso che
sarebbe bello fare ma vi voglio raccontare un'esperienza
concreta cioè l'esperienza da cui è nato questo sillabo è una diciamo
una ricerca che ha coinvolto non soltanto me personalmente ma tutto un
gruppo di lavoro che opera presso il centro linguistico di ateneo
dell'università di padova che si compone di nuove
persone poi poi le nominerò cioè c'è una diapositiva con tutti i nomi
poi ebbe li dirò perché è giusto visto che hanno lavorato molto a questa
impresa comune ecco quindi diciamo un ragionamento un ragionamento è
anche un racconto di come abbiamo proceduto
in concreto perché noi in concreto abbiamo dovuto affrontare al centro
linguistico di padova questo problema io ero stata appena anti samo
iniziato la mia carriera universitaria era però ho lavorato
all'università per stranieri di siena e quindi li avevo diretto
il centro linguistico insomma avevo avevo come dire maturato una certa
esperienza nel campo quando sono arrivato a padova diciamo il prorettore
alla didattica e il direttore del centro linguistico hanno pensato bene
di sfruttare diciamo così questa mia competenza
e di attivare dei corsi di lingua italiana per gli studenti erasmus che
gli studenti che ogni semestre arrivano a padova per fare diciamo un
semestre o alcuni due semestri di di università insomma padova come si
usa fare negli scambi europei fino a quel momento
vi parlo degli anni 2000 e circa fino a quel momento questi studenti
andavano nelle scuole private a fare corsi di italiano per essere per
poter essere in grado insomma di frequentare le lezioni i corsi
universitari da quel momento in poi è invece il centro
linguistico di padova ha deciso di attrezzarsi e mettere a punto
insomma attuare dei corsi di lingua italiana naturalmente bisognava
evidentemente decidere i contenuti di questi corsi che cosa insegniamo e
quando lo insegniamo a che livello di competenza come
vi ho detto come vi ho detto un uno dei numi tutelari diciamo è stato
il quadro comune di riferimento dunque voi sapete che quadro comune di
riferimento a una gestazione piuttosto lunga nel tempo perché diciamo
che è stato disponibile in rete fin dal 1996
si andava in rete si scaricava questo documento in inglese poi è stato
più volte ritoccato più volte migliorato diciamo e alla fine è stato
pubblicato nel 2001 in inglese e in francese e in italiano è stato
tradotto subito l'anno dopo nel 2002 io farò sempre
riferimento all'edizione italiana insomma anche le citazioni sono sono
tratte dall'edizione italiana è stato edito da dal dalla nuova italia o
oxford firenze 2002 dunque non è che l'interesse europeo per
l'insegnamento delle lingue nasce nel 1996 ma voi sapete
che il consiglio d'europa si è sempre posto il problema
dell'insegnamento delle lingue straniere perché nell'ottica della
creazione diciamo di un cittadino europeo evidentemente si pone il
problema di porre il cittadino europeo in condizioni di parlare le
lingue degli altri di intendere le lingue degli altri insomma di
interagire con con con gli altri cittadini europei e quindi diciamo fin
dagli anni 70 il consiglio d europa si è mosso su progetti d
l'insegnamento delle lingue elaborando tutta quella diciamo
quella quella serie di ricerche di lavori noti col nome di livello
soglia voce forse voi ne avete sentiti parla ne avete sentito parlare
nel 1200 nel 1975 esce il livello soglia per l'inglese dove per livello
soglia leggo la definizione che ne dà non regali
dei parà tesi che ha scritto nell 81 il livello soglia per
l'insegnamento dell'italiano come lingua straniera ecco allora galli dei
parà tesi definisce il livello soglia quel livello di capacità
predominante mente orale nel quale i discenti saranno in grado
di sopravvivere dal punto di vista linguistico in un paese straniero e
di stabilire e mantenere contatti sociali con parlanti della lingua
straniera questo è il livello soglia diciamo è un livello che pone il
cittadino europeo in grado di interagire a un livello
fondamentalmente orale con gli altri cittadini europei quando avrete
modo di guardare le diapositive vedrete tutta la lista delle lingue che
sono state descritte per quanto riguarda il livello soglia si parta dal
75 con l'inglese e si arriva almeno con i dati
che ho io ma potrebbero esserci delle delle aggiunte si arriva allo
sloveno nel 2005 quindi sono stati praticamente descritti i livelli
soglia di una ventina di lingue europee questo livello appunto che
corrisponde nella nuova sistemazione rappresentata dal
quadro comune europeo corrisponde al livello b1 b1 ecco io non so se
voi conoscete già cos'è questo livello b1 ma insomma nel quadro comune
europeo i livelli di competenza delle lingue sono descritti con una
serie di scale molto alcune più generali altre invece
più di dettaglio sono descritte in sei livelli il livello a b e c
ognuno di questi livelli poi si articola in 2 livello a1 a2 poi livello
b1 b2 livello c1 c2 diciamo che il livello soglia descritto nelle nei
silla b degli anni 70 si colloca al livello b1 del
quadro comune europeo dopo il quadro comune europeo naturalmente dopo
la pubblicazione di quest'opera si poneva il problema di descrivere in
concreto le diverse lingue perché il quadro comune per chi lo conosce è
una come dire un opera che offre una cornice
una struttura generale delle idee generali che poi però devono essere
tradotte in programmi specifici in sillabe specifici per le diverse
lingue ecco io troverete nelle diapositive il sito del consiglio
d'europa che chi di voi fosse interessato insomma può
andare a consultare in cui si vedono via via le pubblicazioni insomma
che si che che il consiglio d'europa fa su questa materia ecco da questo
sito per esempio si apprende che per l'inglese oltre a livello b1 che
il livello soglia appunto che peraltro è molto
vecchio che poi è stato anche però rivisto più recentemente abbiamo
anche le descrizioni dei livelli a2 e b 2 mentre il livello a un no è in
fase di avanzata elaborazione però potrebbe essere che lo abbiano già
finito ecco bisogna controllare il sito per vedere
a che punto sono per il tedesco e per lo spagnolo abbiamo tutti e sei i
livelli sono stati descritti tutti e sei i livelli cioè dalla 1 hull c 2
per il francese il ceco e il greco la stesura dei suoi livelli e in
fase di avanzata realizzazione sono prossimi
al completamento per l'italiano non troverete nulla nel sito del
consiglio d'europa per l'italiano noi nel nostro piccolo ci siamo
abbiamo provato abbiamo costruito questo sillaro in cui abbiamo
descritto tutti e sei i livelli naturalmente è un sillabo diciamo
che si rivolge a un certo tipo di pubblico che è stato pensato per un
certo tipo di pubblico cioè vi ho detto per studenti universitari in
scambio quindi studenti che vivono una breve ma intensa esperienza
italiana intensa perché vivono a padova quindi incontrano
studenti compagni di corso fanno gli esami vanno a lezione ecco quindi
hanno bisogno come capite bene e unti e un pubblico molto difficile
perché hanno bisogno della vita quotidiana di andare al bar a chiedere
un caffè ma hanno bisogno di leggere e capire
un testo scientifico quindi diciamo è un pubblico credo tra i più
difficili insomma è come vi dicevo questo sillabo è stato è stato
prodotto a padova e permettetemi di ricordare i miei collaboratori
cristina cappuccio elena maria d'uso ivana fra terra e luisa
marigo che sono lettori di italiano al centro linguistico di ateneo
luigi pescina e benedetta giatti che sono tecnici linguistici sempre al
clan e infine debora silicani e fulvia virginio che invece sono
collaboratori del master in didattica dell'italiano
come lingua secondo attivo sempre a padova la facoltà di lettere e
filosofia tutto quello che ho detto fin qui è una specie di cappello
adesso entriamo nel merito che cos'è un sillabo ecco chiariamo subito le
parole che usiamo ad evitare fraintendimenti e
per evitare errori io ripeto ciò che ha scritto ciliberti nel suo
manuale di glottodidattica del 1994 il sillabo e quella parte
dell'attività curricolare che si riferisce alla specificazione e alla
sequenziazione dei contenuti l'insegnamento fatta in termini
di conoscenze e capacità quindi il sillabo e la specificazione quindi
la selezione e la messa in sequenza dei contenuti di insegnamento questo
è il suo sillabo il curricolo è invece secondo la ciliberti l'insieme
di tutti gli aspetti di pianificazione di implementazione
metodologica e di valutazione di un programma di insegnamento
linguistico quindi il curricolo è qualcosa di più ampio che comprende il
sillabo ma non si identifica con il sillabo il sillabo riguarda solo la
scelta e la messa in sequenza dei contenuti il curricolo
invece a che fare anche per esempio con la metodologia ok devo
insegnare questo ho deciso che questo va insegnato a livello b1 come lo
insegno questo come lo insegno non riguarda l'estensore di un sillaba fa
a che fare con l'ammeto con le scelte metodologiche
di questo non ragioneremo oggi perché evidentemente non c'era tempo non
c'era modo di affrontare tutto quindi parliamo solo di come abbiamo
fatto noi della strada che abbiamo percorso per ideare un sillabo
naturalmente questa terminologia è quella che usa
la ciliberti ed è quella a cui io stessa mi rifaccia noi ci siamo
rifatti nulla vieta nulla esclude che altri autori possano usare queste
parole in modo diverso ma siccome dobbiamo evitare le confuse la
confusione delle lingue io ho preferito chiarire l'uso
che faccio io di questi termini ecco che un uso del tutto legittimo
perché appunto è stato fissato bene secondo me dalla ciliberti allora
come si costruisce un sillabo beh naturalmente la prima cosa da fare è
avere ben presente il pubblico di riferimento cioè
per chi io costruisco un sillabo quali sono gli apprendenti ai quali io
voglio insegnare la lingua italiana perché di questo si tratta quindi
la loro età la scolarità e un adulto si che scuola fatto nel suo paese è
analfabeta ce ne sono sapete oppure ha fatto
solo il ciclo elemento quindi la scolarità e naturalmente i livelli di
competenza in lingua due in italiano che cosa sa di italiano visto che
devo ideare un programma di insegnamento per lui devo sapere che cosa
già conosce dell'italiano devo conoscere anche
bevo e se non li conosceva devo accertarvi di quali siano i bisogni
linguistico comunicative di questo pubblico a cosa serve per che studia
l'italiano perché è venuto in italia a studiare l'italiano voi capite
che i bisogni linguistico comunicativi dello studente
universitario saranno diversissimi dai bisogni e linguistico
comunicative dell'immigrato che viene qui in cerca di lavoro e quindi io
devo conoscere questi bisogni per poter adattare il mio sillabo solo
così potrò definire gli obiettivi di insegnamento ecco
è per definire due le due fondamentali operazioni che si compiono so
quel che è già diceva appunto nella sua nella sua definizione di sillabo
la ciliberti cioè la selezione degli obiettivi che cosa insegnare la
selezione e la scelta la messa in sequenza di
questi obiettivi che cosa prima che cosa dopo queste sono le due
operazioni fondamentali una volta che ho selezionato gli obiettivi li
devo mettere in una scala che sia che abbia una sua logica che risponda a
certi obiettivi come vi ho detto prima le anime
del sillabo sono state le direttive europee e la ricerca linguistica
italiana sull'italiano beh quali studi di linguistica ci sono ci sono
stati piu utili lo vedrete subito dalla spiegazione che segue che
seguirà che ci sono stati molto utili gli studi di
linguistica testuale che hanno diciamo descritto i db testuali i generi
testuali che sono prodotti nelle nostre società ci sono stati molto
utili e vedrete presto perché ci sono stati naturalmente utilissimi gli
studi di linguistica descrittiva quelli che
hanno descritto il sistema della lingua italiana contemporanea
ovviamente che ci hanno informato sulle forme sulle strutture sui
significati della lingua italiana voi sapete che l'italiano è
attualmente una lingua molto molto ben descritta molto studiata e
molto ben descritta nella negli anni 70 molti linguisti lamentavano la
mancanza di opere grammaticali serie sull'italiano ecco dagli anni 70 ad
oggi la situazione degli anni settanta del secolo scorso ad oggi in
trent'anni la situazione veramente molto cambiata
oggi noi abbiamo opere di grandissimo livello che hanno scandagliato
diciamo così la nostra lingua tutti i livelli della nostra lingua e
quindi e quindi è una letteratura indispensabile se se devo insegnare la
lingua italiana evidentemente devo conoscere la
letteratura che descrive questa lingua e non è la più facile delle
operazioni perché sono opere non di facilissima lettura spesso diciamo
che si allontanano per certi versi dalla tradizione grammaticale qui
tutti noi siamo stati esposti nel nostro percorso
scolastico dove ci sono delle categorie a cui non eravamo abituati e
quindi diciamo è una lettura abbastanza complicata insomma però è
indispensabile se dobbiamo insegnare questa lingua dobbiamo conoscere la
descrizione le descrizioni più aggiornate che ne
sono state fatte e infine un altro campo di studi che c'è stato molto
utile è stato quello della linguistica acquisizione le la linguistica
acquisizione le che su cui mi su cui che insomma che descriverò più
avanti ma insomma lo dice la parola stessa è quel
ramo quel filone della linguistica che si occupa di studiare come
vengono acquisite le lingue se noi vogliamo dare un significato ampio al
termine possiamo pensare anche all'acquisizione della lingua 1 cioè
della lingua materna da parte dei bambini se vogliamo
dare invece un significato più ristretto linguistica acquisizione le
sia la limiti che acquisizione si occupa dall'acquisizione di una
seconda lingua di una lingua 2 questi sono stati diciamo così i filoni
di ricerca che ci sono stati piu utili come vi ho
detto il punto di partenza è stato il quadro comune europeo beh
dovevamo decidere la struttura del sillabo ecco come organizzavamo i
contenuti da insegnare nei nostri corsi e siamo partiti allora da una
affermazione del quadro comune che a pagina 16 dichiara
si può affermare che la competenza linguistico comunicativa comprende
diverse componenti linguistica sociolinguistica e pragmatica e poi
spiega le competenze pragmatiche cosa sono le competenze pragmatiche
cos'è la competenza pragmatica la realizzazione di
funzioni e atti linguistici in scenari e copioni di scambi
internazionali quindi diciamo la questa competenza pragmatica descrive e
a che fare con la realizzazione di funzioni e atti linguistici in
scenari di scambi internazionali i parlanti scambiano si scambiano
delle informazioni bisogna essere in grado di scambiarsi informazioni
di presentarsi di salutare di ringraziare eccetera e questa è la
competenza pragmatica la competenza invece sociolinguistica a che fare
con i quei fattori socioculturali dell'uso linguistico
e quindi per esempio le regole di cortesia la codificazione linguistica
di rituali sociali sono le norme che definiscono per esempio i rapporti
tra i sessi i rapporti fra le generazioni i rapporti tra i ruoli tra i
diversi ruoli occupati dai occupati dai parlanti
sono tutte quelle possibilità che la lingua a quelle varietà ecco la
sociolinguistica palla di varietà tutte le varietà della lingua e le
quali si adattano alle diverse situazioni e questa è la competenza sotto
linguistica e anche questa dovremmo formare negli
apprendenti e poi naturalmente una competenza linguistica che si che a
che fare con le conoscenze e le abilità leggo dal quadro comune riferito
al lessico alla fonologia alla sintassi e ad altre dimensione del
linguaggio visto come sistema quindi se noi vogliamo
insegnare una lingua nel nostro caso l'italiano ha degli stranieri
dobbiamo puntare a sviluppare questa competenza pragmatica cioè la
capacità di usare la lingua in tutte le situazioni possibili di saper la
capacità di saper scegliere il registro giusto nelle
situazioni e fare in modo lo studente che entra da me ce ne sono
straniera bussa entra ciao questo è una violazione di una norma
sociolinguistica devo insegnargli che quando ci si rivolge al professore
specialmente se non lo si conosce ma insomma di solito
in italia non si usa questa formula di saluto devo insegnargli un debbo
diciamo dotarlo di una competenza linguistica quindi la capacità di
scegliere le parole giuste le strutture giuste la frase interrogativa se
serve la negazione se serve che va messa prima
o dopo il verbo primo dopo il soggetto eccetera ancora nel quadro
comune leggo la comunicazione l'apprendimento implicano l'esecuzione di
compiti nella misura in cui per portarli a termine si ricorre ad
attività linguistiche e necessario un trattamento dei
testi orali e scritti ecco perché entra il discorso della linguistica
del testo quindi dice la comunicazione l'apprendimento implicano
l'esecuzione di compiti noi possiamo insegnare una lingua dando dei
compiti da svolgere questi compiti diciamo il risvolto
linguistico dei compiti è dato dai testi per svolgere un compito io ho
bisogno di usare la lingua e quindi di produrre dei dei testi ecco come
presso tutte queste sollecitazioni del quadro comune vedrete entrano
diciamo in una certa struttura la struttura
del sillabo che poi alla fine abbiamo adottato infatti proprio perché
mira a sviluppare le competenze pragmatiche le competenze socio
linguistiche e le competenze linguistiche no questi tre tipi di
competenze la struttura del sillabo noi abbiamo pensato che
dovesse avere queste tre anime questi tre ambiti per cui il primo
diciamo capitolo si chiama compiti comunicativi e funzioni linguistiche
ed è diciamo il capitolo dedicato allo sviluppo della competenza
pragmatica un secondo capitolo si chiama compiti e testi
e mira allo sviluppo della competenza sociolinguistica un terzo
capitolo che si chiama forme strutture significati voi capite mira a
sviluppare le competenze linguistiche quindi per questo il sillabo si
divide in queste tre parti proprio perché abbiamo pensato
di dover è effettivamente diciamo rispettare queste indicazioni del
quadro comune allora cominciamo dai compiti comunicativi e funzioni
linguistiche cosa sono i compiti i compiti comunicativi beh sono chi di
voi ha mai visto diciamo il sillabo del livello
soglia di non regali dei pratesi che poi è stato adottato è stato
diciamo così trasferito in moltissimi manuali di insegnamento
dell'italiano lingua 2 saprà che esistono questi il quadro comune
richiama compiti ma qui la terminologia ahimé è molto varia io
leggo i compiti previsti per esempio per il livello a nel nostro
sillabo così capite di cosa si tratta presentarsi e parlare di sé nome
età corso di studio nazionalità residenza abituale indirizzo in italia
numero di telefono puntini puntini questo è un compito
cioè bisogna mettere in grado lo studente di presentarsi a parlare di
sé di dire come si chiama da dove viene dove abita qual è il suo numero
di telefono oppure chiedere ed esprimere informazioni personali oppure
salutare e rispondere ai saluti convenevoli
qui sono vari tipi di compiti oppure ringraziare rispondere ai
ringraziamenti augurare e rispondere gli auguri scusarsi e rispondere
alle scuse accettare o rifiutare un invito invitare qualcuno eccetera
eccetera questi sono i compiti sono liste di esperienze
che probabilmente i nostri studenti avranno bisogno di imparare a
gestire i nostri studenti allora voi capite che in queste liste ci sono
dei compiti che sono quasi universali probabilmente in tutte le culture
umane c'è il compito del ringraziare no oppure
dello scusarsi e rispondere alle scuse e poi ci sono invece dei compiti
molto specifici particolari relativi al nostro gruppo di apprendenti
quando per esempio diciamo non so in uno dei compiti uno dei compiti e
non so raccogliere cos'era definire definire
l'argomento di un testo complesso cioè riuscire a capire di cosa tratta
un testo complesso e riassumerlo in una frase per esempio questo è un
compito molto particolare però ai nostri studenti serve di un certo
livello naturalmente dunque voi capite che queste
liste di compiti sono qualcosa di molto soggettivo possono essere
qualcosa di molto discutibile potremmo non essere d'accordo sulle scelte
fatte noi diciamo abbiamo lavorato con un certo disagio a fare le liste
dei compiti perché in realtà come dice il quadro
comune i compiti sono innumerevoli ciascuno se voi provate a pensare
tutti i momenti della nostra vita scanditi dall'inizio dalla dalla
mattina appena ci svegliamo alla sera quando andiamo a dormire ognuno di
noi svolge una quantità enorme di compiti ora bisogna
selezionarne alcuni evidentemente quelli che ci sembrano utili
necessari indispensabili a seconda dei livelli di competenza degli degli
studenti ecco quindi i compiti e solo queste liste fondamentalmente i
compiti comunicativi però sono nel nostro sillabo
suddivisi e ordinati per funzioni linguistiche ci sono divisi in
sottogruppi le funzioni linguistiche che a noi serviva nocera non ci
facevano comodo per mettere ordine in questa materia sono sette sono
sette troverete la diapositiva che le elenca ve li leggo
comunicare dalla vita quotidiana queste è una funzione ancora al
livello astratto sotto c'è tutta una lista di compiti quelli che vi ho
letto prima comunicare nella vita quotidiana comporta presentarsi.
ringraziare scusarsi invitare invitare oppure rispondere a un invito
eccetera eccetera poi regolare i rapporti sociali descrivere narrare
argomentare esporre parlare scrivere riflettere sulla lingua italiana
queste sono le sette funzioni linguistiche che a
noi sono servite ci sono state utile per organizzare il materiale da
dove vengono fuori queste funzioni vengono fuori dagli studi di
tipologia testuale perché peccato non avere adesso la diapositiva era
più semplice perché questi cinque funzioni che adesso
vi leggo regolare rapporti sociali descrivere narrare argomentare ed
esporre sono i cinque tipi di verres lì è la tipologia individuata ad
averli quando berlin diciamo così organizzato e descritto i vari tipi di
testo aggiunto alla trilogia di the bow grande
wrestler narrare argomentare descrivere verleigh ha aggiunto esporre e
regolare testo regolativo e test dispositivo quindi vedete sono questi i
cinque tipi di verres lì che ricompaiono in questa forma come funzioni
linguistiche ma da questi cinque tipi diversi
restavano fuori due cose due ambiti di esperienze per noi fondamentali
quello che abbiamo chiamato comunicare nella vita quotidiana che non
trovava spazio nei cinque tipi diversi e quello che noi abbiamo chiamato
parlare e scrivere riflettere sulla lingua
italiana visto che diciamo dobbiamo insegnare una lingua visto che
evidentemente nella nella nella classe si parla molto spesso della
lingua che si vuole insegnare e si riflette sulle sue forme sulle sue
strutture bene queste due funzioni che abbiamo aggiunto
in realtà poi le abbiamo prese da un altro modello che il modello di
jacobson vi ricordate jacobson che ha un modello a sei uscite è come il
modello di jacobson c'è la funzione fatica che noi che per noi è
diventato comunicare nella vita quotidiana c'è tutto
ciò che serve a stabilire un contatto a stabilire ea mantenere un
contatto con l'interlocutore quindi la funzione fatica di jacobson e la
funzione metalinguistica jacobson parlava di funzione metalinguistica
c'è la capacità che a ogni lingua di parlare di
se stessa quindi le nostre funzioni linguistiche sono tratte appunto da
questi due modelli verleigh e jacobson dunque nel sillabo abbiamo
queste sette categorie generali che oggi ho appena detto per che sono
per noi non le abbiamo chiamate funzioni linguistiche
ogni funzione un numero variabile di compiti e i compiti sono quelli
che vi ho detto prima per ogni compito o gruppo di compiti assini
naturalmente un numero variabile di generi testuale per ogni ripeto per
ogni compito gruppo di compiti affini un numero variabile
di generi testuali adesso di vi leggerò qualcuno di questi di questi
testi qualcuno di questi generi testuali ad esempio prendiamo il la
funzione regolare rapporti sociali allora nel sillabo sotto regolare
rapporti sociali nel livello a troviamo chiedere concedere
il permesso di fare qualcosa e poi ci sono degli esempi posso potrei
uscire secondo compito capire ordini e divieti ordinare o vietare a
qualcuno di fare qualcosa in forme più o meno cortesi e poi ci sono
degli esempi puoi potresti venire qui per favore ti
prego vieni qui vieni qui altro compito dare comprendere semplici
istruzioni altro compito capire fare semplici previsioni e programmi
ecco sono i quattro compiti che definiscono per il livello ha la
funzione di del regolare rapporti sociali dopo di che sotto
questa questo elenco di compiti troviamo anche un elenco di testi di
testi che nella vita reale realizzano questi compiti ad esempio questi
testi sempre per il livello a sono divisi in brevi testi monologhi c
orali brevi testi dialogici orali e brevi testi
scritti e ci sono delle liste questi testi sono questi sono i prodotti
terminali cioè solo la parte linguistica del compito non so messaggi in
segreteria telefonica annunci pubblici alla stazione e l'aeroporto
istruzioni registrate messaggi registrati di compagnie
telefoniche di banche e di compagnia aeree oroscopi previsioni del
tempo poi brevi testi dialogici orali conversazioni brevi testi scritti
avvisi e divieti pubblici personali note promemoria messaggi di posta
elettronica sms chat eccetera vari insomma vari
generi testuali che realizzano concretamente diciamo nella nostra
società quei compiti che sono elencati sotto questa funzione del
regolare i rapporti sociali questa è tutta la parte diciamo così del
sindaco che ha a che fare con la con la come dire con l'insegnamento
con lo sviluppo delle competenze pragmatiche socio linguistiche adesso
dobbiamo parlare invece di ciò che ha a che fare che riguarda le
competenze linguistiche in senso stretto le competenze linguistiche in
senso stretto sono elencate in 12 categorie sotto
il titolo forme strutture significati di lego rapidamente i dodici le
dodici categorie fonologia e scrittura nomi articoli aggettivi
qualificativi verbi pronomi aggettivi pro nominali preposizioni avverbi
congiunzioni frase semplice frase complessa forme e
strutture testuali lessico e semantica lessicale questi sono diciamo
gli argomenti linguistici che vengono presi in considerazione e su cui
vengono dati degli indici dei contenuti specifici scorporati per livelli
a differenza della prima parte del sillabo
che divide che presenta diciamo il materiale scorporato in tre livelli a
b e c la parte linguistica invece si cimenta sui sei livelli quindi
praticamente questi argomenti queste categorie vengono disarticolate
disaggregate e presentate per il livello a1 per
esempio nel campo degli avverbi chi devo insegnare qualcosa a livello
a1 se gli devo insegnare qualcosa che cosa ecco volevo anche dire che su
tutta questa materia più prettamente linguistica il quadro comune si
limita a poche indicazioni di massima cosa dice
il quadro comune quando comune di leggo io poi ho stampato piccolissimo
quindi devo riquadro comune si limita ad indicare virgolette alcuni
parametri e alcune categorie di cui ci si avvale ampiamente nelle
descrizioni grammaticali e si limita a fornire una
scala esemplificativa del repertorio linguistico generale e della
correttezza grammaticale nel contempo però dichiara l'ovvia
impossibilità di elaborare una scala di progressione delle strutture
grammaticali che sia applicabile a tutte le lingue ovvio questo
il quadro comune non lo poteva fare non poteva fare una scala di
progressione grammaticale che potesse valere per tutte le lingue europee
questo è un compito che deve essere fatto lingue per lingua dagli
utenti del del quadro comune lo dice gli utenti del
quadro comune virgolette dovrebbero considerare e se opportuno
specificare 1 su quale teoria grammaticale basano il loro lavoro 2 quali
sono gli elementi grammaticali le categorie le classi le strutture i
processi e le reciproche relazioni che gli apprendenti
avranno bisogno di saranno preparati a saranno invitati a manipolare
quindi è compito degli utenti del quadro comune chi sono gli utenti del
quadro comune non certo gli studenti sono gli estensori dei sillabe
quelli gli scrittori dei manuali quelli quelli
che scrivono i manuali corsi di lingua gli insegnanti ecco quindi il
quadro comune dice io posso darvi il quadro generale ecco dopo di che
tocca a voi indicare la progressione lingua per lingua questo è un
compito vostro dice che tocca agli utenti del quadro
comune specificare su quale teoria grammaticale basano il loro lavoro
su quale teoria grammaticale abbiamo basato noi il nostro lavoro su
tutte il nostro è stato un atteggiamento eclettico non abbiamo sposato
nessuna teoria linguistica a preferenza di altri
ma abbiamo pensato che ogni teoria linguistica in realtà poi privilegia
un aspetto all altro della lingua e quindi chiarisce soprattutto un
aspetto della ii per esempio il modello generativo privilegia l'aspetto
sintattico il modello testuale privilegia invece
l'aspetto testuale il modello valentia lepri privilegia un livello
semantico sintattico beh noi abbiamo preso da tutti un po da tutti
quello che ci serviva senza preclusioni di tipo ideologico ecco abbiamo
lavorato in questo modo abbiamo lavorato soprattutto
sulla base delle grandi grammatiche italiane di cui vi parlavo prima
troverete anche nei materiali che adesso distribuiamo la lista di una
serie di grammatiche di riferimento provo a citare renzi salvi
cardinaletti la grande grammatica italiana di consultazione
in tre volumi la grammatica italiana di serianni nell'ultima edizione
edita da garzanti si chiama italiano grammatica sintassi dubbi poi la
grammatica italiana di base di trifone palermo nell'ultima edizione del
2007 patota che ha fatto due diverse grammatiche
ma insomma l'ultima del 2006 salvi vanelli nuova grammatica italiana
del 2004 sono grammatiche molto diverse fra di loro alcune più semplici
perché più tradizionali tra virgolette una grammatica in cui troviamo un
capitolo su l'aggettivo ci consola tutti sappiamo
cos'è l'aggettivo andiamo lì nel capitolo se abbiamo bisogno di sapere
qualcosa di più una grammatica in cui non troviamo mai queste categorie
ma troviamo sempre categorie sintattiche quindi syntagma nominale
syntagma aggettivale syntagma avverbiale forse
ci ci ci disturba ccc mette in crisi non siamo abituati a muoverci su
con queste categorie però però ci sono utili anche quelle che li
dobbiamo conoscerle per vedere che cosa c'è che cosa ce ne possiamo fare
io penso che l'atteggiamento nei confronti della
ricerca deve essere sempre un atteggiamento umile nel contempo ma anche
diciamo orgoglioso della propria specificità umile perché voglio
imparare vediamo se c'è qualcosa di nuovo che mi può servire però
attenzione mi deve servire cioè non è l'ultima moda l'ultima
diciamo proposta editoriale o scientifica che mi deve far buttare a
mare tutto quello che ho fatto fino al giorno prima quindi un
atteggiamento di umiltà perché voglio imparare ma anche un atteggiamento
diciamo un po che tiene fermo ecco quelli che sono i
bisogni dell'insegnamento perché negli anni 70 80 io che ho vissuto
sono abbastanza vecchia per aver vissuto tutta la vicenda un po di
errori in questo in queste che in queste cose le abbiamo fatte insomma
ci siamo buttati sull'ultimo libro che veniva pubblicato
sull'ultima novità sull'ultima proposta e abbiamo fatto pasticci molte
volte quindi essere informati ma sempre con diciamo l'occhio teso a
quelle che sono però poi i bisogni dell'insegnamento ecco allora noi da
questa letteratura grammaticale abbiamo preso
non soltanto l'impostazione eclettica perché guardate che poi alla fine
alla fine anche la grande grammatica di consultazione di renzi saldi
cardinaletti che diciamo nella vulgata che che di solito se ne fa si
diceva è una grammatica generativa in realtà per
chi la conosce bene la studiata sa che non è affatto una grammatica
generativa in modo rigido e aperta per esempio alla pragmatica e aperta
alla tanti settori che il modello generativo in realtà non ha preso mai
in considerazione quindi anche queste grammatiche
oppure serianni e una grammatica tradizionale si e tradizionale ma ci
sono dentro parecchie cose nuove rispetto alla tradizione ecco quindi in
realtà sono eclettiche anche queste opere quindi l'impostazione
eclettica e poi soprattutto l'informazione l'informazione
aggiornata sulla sulle forme sulle strutture della lingua italiana
insomma da questa letteratura noi abbiamo imparato come è fatta la
nostra lingua quali sono le forme e le strutture centrali non marcate
più produttive più frequenti e quindi evidentemente
sono quelle che vanno insegnate per prime e invece le forme le
strutture più marcate meno frequenti più marginali e che quindi
evidentemente vanno insegnate dopo cioè nei livelli più alti abbiamo
preso tanto anche dalla linguistica acquisizione le la linguistica
acquisizione le voi sapete che studia l'acquisizione di una lingua uno o
due ma insomma quella che in questo momento ci interessa quella che
studia l'acquisizione di una lingua 2 studia l'acquisizione in contesto
spontaneo cosa vuol dire è un ramo della linguistica
che sceglie come sui soggetti di studio i soggetti privilegiati di
studio gli immigrati quasi sempre adulti venuti in italia per motivi di
lavoro che non hanno tempo di frequentare un corso di lingua questo è il
soggetto ideale l'adulto chi viene in italia
e che vive così giorno dopo giorno l'esperienza italiana ea poco a poco
a poco a poco non si sa come nella sua testa comincia a scappare delle
scintille piano piano emerge questa lingua ecco questo è il soggetto
ideale per il linguista acquisizione le perché
le diciamo i frammenti di italiano che emergono sono quelli che ci
consentono di capire quale lavoro sta facendo la testa la mente il
cervello di quel apprendente per acquisire questa nuova lingua gli
errori che fa per noi sono importantissimi perché attraverso
gli errori che fa noi capiamo qual è il lavorio mentale che ha potuto
produrre quel quell'errore quando lo straniero faccio un esempio quando
lo straniero mi dice io vado a lavorare a me posso dire cosa ha
costruito una bella frase in italiano tutta perfetta
non mi dice niente se io sono uno studioso un linguista acquisizione le
questa frase non mi non è interessante ma se lo straniero mi dice io
andò a lavorare ecco che io mi prendo il mio il mio taccuino me lo
scrivo subito perché perché quello è la prova che
la persona che di fronte la prendente che ho di fronte ha fatto che non
è andata a scuola che nessuno gli ha insegnato come si forma il
presente indicativo dei verbi della prima coniugazione ha fatto questo
ragionamento se saltare vaio salto se mangiare fa
io mangio se camminare fa io cammino andare vaio andò in quel momento
quel apprendente a realizza ha capito ha acquisito la regola di
formazione della prima persona dell'indicativo dei verbi italiani allora
poi capite che gli errori che io colgo nella nel
parlato diciamo così degli degli degli apprendenti che non subiscono
che non vivono un'esperienza scolastica questa importante questi errori
sono veramente fondamentali infatti attraverso questi errori questo ramo
della linguistica è riuscita a individuare
le forme le strutture che emergono per prime e notate bene emergono per
prime indipendentemente dalla lingua uno di questi apprendenti il
cinese il coreano l'arabo rumeno e l'ucraino diciamo a gli studi fatti
fin qui dimostrano che acquisiscono l'italiano
seguendo più o meno lo stesso percorso cioè acquisiscono per prime
certe forme poi dopo certe altre poi dopo certe atri certo che cinese ci
metterà un anno per acquisire la seconda forma che il rumeno ci mette
una settimana non è quello l'importante il tempo
può essere molto vario perché le lingue sono tipologicamente vicine o
lontane quello che è interessante è che l'ordine di comparsa degli
elementi grammaticali e lo stesso almeno almeno questi sono i risultati
fin qui perché poi è una disciplina giovane la
linguistica acquisizione le quindi diciamo le cose che sono state
studiate non sono poi tantissime avrà una ventina d'anni la linguistica
acquisizione pensate rispetto alle scienze alle discipline diciamo della
della del mondo occidentale cosa volete che siano
vent'anni nulla nulla ecco quindi per quello che è stato studiato
questo è sicuramente un dato assai interessante e attraverso gli errori
l'emergere di questi errori nel parlato di questi apprendenti studiati
sono state disegnate delle sequenze acquisizioni
lì cosa vuol dire sequenze acquisizione lì cioè è stato individuato un
certo percorso per esempio ne cito una sola quando acquisiscono il
paradigma del verbo italiano che voi sapete quanto è complesso ecco in
prima battuta emerge una forma basica che potrebbe
essere una terza persona dell'indicativo mangia canta che non ha valore
temporale non ha valore di persona infatti spese accompagnata dal
pronome pieno io mangia lui mangia quindi la persona espresso dal pro
nome è il verbo esprime semplice va ha solo valore
lessicale ecco in un secondo momento compare un passato prossimo che in
realtà è un parte un participio passato senza ausiliare mangiato
cantato per esprimere il passato perfettino c'è un'azione chiusa
conclusa in un terzo momento compare l'imperfetto poi
il futuro parecchio dopo parecchio dopo il congiuntivo forme del
congiuntivo e del condizionale questa sequenza acquisizione le si ripete
appunto in tutti gli apprendenti che sono stati studiati allora se
questo è vero cioè se gli apprendenti imparano le strutture
della grammatica di una lingua due in un ordine ricorrente
indipendentemente dalla lingua 1 allora voi capite che per
l'insegnamento per il grotto didatta questa è una cosa molto
interessante perché perché naturalmente se noi conoscessimo questo
ordine per
l'italiano qual è l'ordine con cui emergono le forme le strutture
nell'apprendimento spontaneo quale quest'ordine allora se noi abbiamo
questo ordine non facciamo altro che trasferirlo in classe perché è
chiaro che emergono prima le forme alle strutture più
facili più produttive più frequenti più semplici più utili più
funzionali eccetera no e allora prendiamo queste forme queste strutture e
le insegniamo più prime e poi via via le altre quelle che compaiono più
tardi e poi se quelle che compaiono ancora più
tanti sembra sembra ovvio e infatti lo sa diciamolo ha affermato con
molta forza uno studioso australiano molto importante che si chiama
pillmann il quale ha ripetuto fino alla noia che non è insegnabile ciò
che non è apprendibili cosa vuol dire vuol dire
che è inutile che io insegno un qualcosa della lingua 2 per cui la
prendente non è maturo non è pronto non ha già diciamo maturato i pre
requisiti linguistici per accedere a questa nuova forma io posso
insegnare diciamo una qualsiasi formano qualsiasi struttura
di una lingua 2 solo nel momento in cui apprendente pronto per fare
questo tipo di operazione cioè quando diciamo è maturo per ecco il
quando è maturo per me lo dice appunto la ricerca acquisizione aria o
meglio o meglio melo dovrebbe dire me lo direbbe la
ricerca acquisizione le se anziché avere alle spalle vent'anni di
ricerca avesse alle spalle due secoli di ricerca il problema è che noi
ancora sappiamo pochissimo noi sappiamo soltanto alcuni micro si sono
stati indagati alcuni micro sistemi dell'italiano
ma noi insegnante dobbiamo insegnarla tutta la lingua né possiamo
aspettare i tempi biblici della ricerca la ricerca è lenta e giusto che
sia lenta perché deve verificare deve raccogliere i dati li deve
verificare deve controllare se quello che ho trovato
con questo gruppo di apprendenti è proprio la stessa cosa che trovo con
questa il gruppo di apprendenti se è vero che per esempio la lingua 1
diciamo non influenza perché ci sono certi errori che invece sembrano
influenzati dalla lingua 1 e su quali fenomeni
la lingua 1 influisce quali insomma è una ricerca enorme è la ricerca
acquisizione le ripeto a vent'anni alle spalle poi l'italiano lingua 2
diciamo è sorta come problema è come tema di ricerca ancora da poco
quindi il problema è che noi possiamo prendere
dalla ricerca acquisizione le soltanto quel poco che intanto la ricerca
condizionale è riuscita a definire fondamentalmente relativi cioè
alcuni frammenti della grammatica e dell'italiano relativi al al primo
al primissimi livelli di competenza cioè praticamente
non ci dice nulla ancora sui livelli alti di competenza quindi noi nel
fare il sillabo abbiamo lavorato con i risultati della ricerca
acquisizione le per il livello aa a 1 a 2 ma dopo b1 b2 c1 c2 abbiamo
dovuto lavorare con qualcosa che ci veniva si dalla
ricerca acquisizione ma soprattutto abbiamo dovuto diciamo lavorare con
la ricerca linguistica cioè dalla ricerca linguistica abbiamo scelto e
selezionato i contenuti linguistici che ci sembravano o più centrali del
sistema dell'italiano più facili più produttivi
eccetera eccetera poi faremo un esempio vi farò vedere come abbiamo
lavorato solo su un esempio giusto per per farvi capire quindi somma
alla fine alla fine anno ecco devo dire anche questo per per riconoscere
il merito a chi ce l'ha che questa ricerca acquisizione
le sull'italiano lingua 2 e stata condotta soprattutto dal all'interno
del cosiddetto progetto di pavia prende questo nome questo progetto dal
nome dell'università capofila diciamo che ha lanciato questo ma a questo
progetto hanno collaborato varie università
bergamo milano bicocca padova torino trento vercelli verona e
l'università per stranieri di siena ecco quindi diciamo un progetto che
che ancora è ancora in atto cioè la ricerca continua quindi per
riassumere nel selezionare mettere in sequenza gli indici
linguistici noi siamo stati attenti a considerazioni di ordine
psicologi stico cioè siamo andati dal più facile al più difficile quindi
abbiamo seguito laddove le avevamo le sequenze acquisizioni lì e poi ci
siamo basati sulle difficoltà e sulle incertezze
sistematiche dei nostri studenti evidentemente abbiamo tenuto presente
considerazioni di ordine linguistico dalle forme e dalle strutture
centrali non marcate più regolari e o più produttive meno complesse sul
piano formale a quelle più complesse più marcate
più meno produttive e così via e su questo ci ha aiutato la letteratura
grammaticale per prime abbiamo insegnato le forme abbiamo insegnato
abbiamo previsto di insegnare le forme le strutture dell'italiano
unitario comune ea più alta diffusione e frequenza
mentre sono state rimandate ai livelli superiori fenomeni troppo
connotati sul piano di afasico e dia mesico cioè troppo formali o troppo
informali questo per evitare diciamo così per evitare di come di
appesantire la testa della prendente con una miriade
una casistica troppo complessa quindi prima le forme dell'italiano
unitario comune ecco poi le forme più formali o più informali e infine
per prime le forme e le strutture più utili ad assolvere a certe
funzioni irrinunciabili ecco sulla base appunto dei compiti
che i nostri apprendenti dovranno svolgere per finire io avevo previsto
una schermata una diapositiva che poi vedrete sul imperfetto proprio
per fare un esempio minuscolo ecco per vedere come abbiamo proceduto
l'imperfetto quando insegnarlo beh l'imperfetto
compare precocemente nell'inter lingue delle degli apprendenti studiati
è un tempo che compare abbastanza presto sia pure compare soprattutto
con verbi stativi e col verbo essere io ero oppure io facevo io studiavo
con verbi stativi quindi questo significa
dicono gli studiosi che gli apprendenti sono sensibili ai valori
nazionali dei verbi perché usa cioè le prime forme dell'imperfetto che
emergono che compaiono sono sempre diverbi stativi allora l'abbiamo
messo già in
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