Educazione linguistica e potere
La capacità di padroneggiare gli strumenti linguistici di una data comunità linguistica necessita di una qualche forma di addestramento, che possiamo definire come educazione linguistica.
Il vero problema con l'educazione linguistica riguarda il suo accesso per i membri di una data comunità. In società fortemente stratificate e con classi sociali molto diversificate, le diversità linguistiche sono funzionali alla conservazione dei dislivelli interni, le classi o gruppi egemoni devono necessariamente esercitare un controllo sull'apprendimento linguistico.
Come aveva notato Gramsci nei suoi quaderni dal carcere (Quaderno 29, 1975), il parlante continua ad essere sottoposto ad un controllo linguistico, in quanto oltre alla “grammatica immanente di ogni linguaggio, esiste anche una grammatica non scritta detta grammatica “normativa”, ed è costituita dal controllo reciproco, dall'insegnamento reciproco, dalla “censura” reciproca, che si manifestano con domande come : “cosa hai inteso, o cosa vuoi dire?”, “ Spiegati meglio”, con la caricatura e la presa in giro; tutto questo complesso di azioni e reazioni confluiscono a determinare un conformismo grammaticale, vale a dire a stabilire “norme” e giudizi di correttezza o di scorrettezza, ecc”.
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