vendredi 1 mai 2020

CULTURAL ANALYSIS FROM ITALIAN DIALOGUE IN HOTEL AND ASKING STREET INFORMATION


Buonasera, scusi, sono nella stanza numero 18.
● Ecco la Sua chiave, signor Lopez.
■ Senta, posso avere la sveglia alle 7 domani mattina?
● Certo. Allora, alle 7, stanza 18. Buonanotte.
■ Buonanotte


In this first turn of the dialogue we see how Mister Lopez informs of his room in order to avoid charging too high costs for the negative face of the receptionist. In this way, even the customer does not have to incur costs for his positive face by showing his adherence to a dimension of strong avoidance of uncertainty because clarity is necessary in his life. The receptionist reply will be "here's your key" as a way to enhance the positive face of the customer Mr. Lopez with a formal style. The allocutive form "Mr. Lopez" is appropriate but there is always the risk that Mr. Lopez wants to be allocuted as "Dr. Lopez" as is generally the case with many Italian customers. In other words, calling a client "Signor Lopez" can be almost always fine with a non-Italian client or with an Italian client within an informal type of accommodation while in a more formal or "raffinated" hotel structure with many Italians with academic qualifications a vague allocutive form such as "Signor Lopez" may seem very reductive and therefore a form of threat to there defence of a negative face. In practice it is a threat to his or her right of association with the other interlocutor. The customer replies with "hear" as a form of imperative politeness form in a very formal kind to index the social distance between the interlocutors. The customer's request is made to maintain a defence of his negative face because without the alarm clock for tomorrow morning he would risk losing appointments and therefore would pay for the absence of protection for his negative face and at the same time he could not enhance his positive face after a possible delay. The receptionist ratifies in a simple way not to charge any type of cost to the negative face of the customer. The simple answer from the receptionist is the best way to have few costs to suffer from the negative face of the customer. In fact, the presence of the final greeting involves the ratification and closing of the exchange. The same customer accepts this closure with the simple reply of the greeting received.


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■ Buongiorno, scusi, devo andare al Duomo, ma non so a quale fermata devo scendere.
● Sì, guardi, deve scendere alla prossima fermata.
■ Ah! Grazie.
● Prego!
■ Buona giornata!
● Arrivederci.



In this dialogue we see how the first turn of conversation indicates a request for information and therefore represents a very common linguistic form to enter into a another person's life. This action is performed with a "Good morning. I am sorry, I have to go to the Duomo" where "good morning" is a greeting of recognition and at the same time a form of strengthening the positive face of the other interlocutor since the greeting usually involves a certain responsibility towards the other interlocutor to put it in Levinas terms ( Ethics and infinite, 1982). So it is used to give a "positive face" before making a request for information with a mitigating value with the intent to report the costs incurred for one's negative face, at the same time it represents a form of adhesion to a cultural dimension of "weak avoidance of uncertainty ". In fact this uncertainty of not knowing in life is accepted through a spirit of cooperation in which relationships are important in harmony with the" collectivism "dimension. In other words, the person requesting the information, except for major reasons, could have found the information on the internet in order to protect his negative face and a widespread "individualism" dimension present in the contemporary world but probably this person acting in that way in that particular circumstances does not adhere to these dimensions. The other person offering a simple and concise answer ratifies the request without charging any additional costs to the negative face of this person in harmony with the maxim of manner (be relevant and short) in terms of cooperation maxims (Grice, 1975). Usually in the Italian context, requests for information are replicated with very long and articulated responses as a way to enhance the positive face of the person questioned. Finally we have a series of ritual greetings to perform this closing between the two people "Ah! Thank you. ● Please! ■ Have a good day! ● Goodbye" which symbolize the positive final progress of this dialogue.

I SEGNALI DEL DISCORSO: SCUSA

I SEGNALI DEL DISCORSO: SCUSA

scusa, scusami, scusatemi, mi scusi...
Hanno le forme dell'imperativo (scusa, scusami, scusatemi) o del congiuntivo (mi scusi...) e, all'interno di una frase, segnalano che si cerca di prendere la parola (scusate, io penso che dovremmo decidere ora...), oppure che si chiede qualcosa, un aiuto, ad esempio (senta, scusi, potrebbe aiutarmi a mettere su le valigie?), o comprensione (non riesco proprio a venire domani, scusami). Il significato o le sfumature di significato dipenderanno ogni volta dal contesto. Ad esempio la frase scusa, che cosa vuoi dire? potrà essere una vera richiesta di chiarimenti o un esplicito segnale di disaccordo (equivalente a "secondo me stai dicendo delle sciocchezze"). A volte, un elemento di disaccordo è espresso anche con il ma (ma scusa, che problema c'è se partiamo domani?)
Distinguiamo questi usi come segnali del discorso (o segnali discorsivi) dagli usi del verbo scusarsi seguito da se (scusami se insisto, ma i corsi ci saranno o no?; scusate se mi intrometto...) o da per (scusatemi per il mio inglese ma non lo parlo bene; scusateci per il ritardo) e dalle costruzioni chiedo/domando scusa come formula di cortesia "per dire o dare qualcosa che disturbi altri o interrompa ciò che stanno facendo" : chiedo scusa, ma dovrei passare; domando scusa, a quale ufficio mi dovrei rivolgere? (Sabatini, Coletti, Dizionario della lingua italiana xxxxxx).

Scusami e Mi dispiace a confronto
In un forum sulle lingue, una ragazza giapponese chiede se c'è una differenza tra scusami e mi dispiace
Xxxxxxxxxxxxx http://forum.wordreference.com/showthread.php?t=2204160
Modi di dire, proverbi e frasi convenzionali con scusarsi
Scusate se è poco!, è una formula antifrastica che esprime, appunto, un significato contrario, serve cioè a sottolineare qualcosa di eccessivo (ad esempio: ci impegneremo ad offrire a tutti un servizio equo e scusate se è poco!)
Il proverbio chi si scusa si accusa indica che chi cerca di giustificarsi senza essere stato accusato, dimostra così la propria colpevolezza.
Una frase convenzionale è scusate il disordine, che spesso è detta anche se è tutto in ordine, eccetto minimi dettagli. Esprime, in modo implicito, una "finta distrazione colpevolizzante": scusa il disordine, dice la signora ordinatissima all'amica disordinatissima che la va a trovare (M. Mizzau, E tu allora? Il conflitto nella comunicazione quotidiana, Il Mulino, 2002, p.111).

 http://lira.unistrapg.it/?q=node/837

ANALISI CULTURALE DEL DIALOGO IN ALBERGO E CHIEDERE INFORMAZIONI

Buonasera, scusi, sono nella stanza numero 18.
● Ecco la Sua chiave, signor Lopez.
■ Senta, posso avere la sveglia alle 7 domani mattina?
● Certo. Allora, alle 7, stanza 18. Buonanotte.
■ Buonanotte

 In questo primo di turno di parola vediamo come il signore Lopez informa della sua stanza in modo da evitare di fare pagare dei costi troppo elevati per la faccia negativa dell'addetto alla reception. In questo modo anche il cliente non deve subire dei costi per la sua faccia positiva mostrando la sua capacità di aderire ad una dimensione di forte evitamento dell'incertezza perché nel suo operato è necessaria la chiarezza. La replica dell'addetto sarà " ecco la sua chiave" come modo per valorizzare la faccia positiva del cliente signor Lopez con uno stile formale. La forma allocutiva " signor Lopez" è appropriata ma si corre sempre il rischio che il signor Lopez voglia essere agentivato come " dottor Lopez" come avviene generalmente con molti clienti italiani. In altri termini, chiamare un cliente " signor Lopez" può andare bene con un cliente non italiano quasi sempre o con un cliente italiano all'interno di una struttura ricettiva di tipo informale mentre in una struttura alberghiera più formale o " raffinata" con molti cittadini italiani con titoli scolastici un vago allocutivo come " signor Lopez" può sembrare molto riduttivo e pertanto una forma di minaccia alla sua difesa di faccia negativa. In pratica è una minaccia per il suo diritto di associazione o meno con l'altro interlocutore. Il cliente replica con " senta" come forma di imperativo di cortesia di tipo molto formale per indessicalizzare la distanza sociale tra gli interlocutori. La richiesta del cliente viene compiuta per mantenere una difesa della sua faccia negativa perché senza la sveglia per domani mattina rischierebbe di perdere degli appuntamenti e pertanto pagherebbe per l'assenza di tutela per la sua faccia negativa ma allo stesso tempo non potrebbe valorizzare la sua faccia positiva dopo un eventuale ritardo. L'addetto alla reception ratifica in modo semplice per non fare pagare nessun tipo di costo alla faccia negativa del cliente. La risposta semplice da parte dell'addetto alla reception è il modo migliore per avere pochi costi da subire da parte della faccia negativa del cliente. Infatti la presenza del saluto finale comporta la ratifica e la chiusura dello scambio. Lo stesso cliente accetta tale chiusura con la semplice replica del saluto ricevuto.





■ Buongiorno, scusi, devo andare al Duomo, ma non so a quale fermata devo scendere.
● Sì, guardi, deve scendere alla prossima fermata.
■ Ah! Grazie.
● Prego!
■ Buona giornata!
● Arrivederci.


In questo dialogo vediamo come il primo turno di parola indica una richiesta di informazioni e pertanto rappresenta una forma linguistica molto diffusa per entrare nella vita di un'altra persona. Tale azione viene compiuta con un " Buongiorno scusi, devo andare al Duomo" in cui "buongiorno" è un saluto di riconoscimento e allo stesso tempo una forma di potenziamento della faccia positiva dell'altro interlocutore poiché solitamente il saluto comporta una certa responsabilità verso l'altro interlocutore per dirla alla Levinas. Quindi viene utilizzato per dare "faccia positiva" prima di formulare una richiesta di informazione con valore di mitigazione con l'intento di segnalare i costi subiti per la propria faccia negativa ma allo stesso tempo rappresenta una forma di adesione ad una dimensione culturale di "debole evitamento dell'incertezza" perché si accetta l'incertezza del non sapere nella vita tramite uno spirito di cooperazione in cui le relazioni sono importanti in sintonia con la dimensione di tipo " collettivismo". In altri termini, la persona richiedente delle informazioni, tranne per causa maggiore, avrebbe potuto trovare le informazioni su internet per tutelare la sua faccia negativa e una diffusa dimensione di tipo " individualismo" presente nel mondo contemporaneo ma probabilmente questa persona non aderisce a queste dimensioni. L'altra persona offrendo una risposta semplice e concisa ratifica la richiesta senza fare pagare ulteriori costi alla faccia negativa di questa persona in sintonia con la massima di maniera ( sii pertinente e breve) in termini di massime di cooperazione per dirla alla Grice. Solitamente nel contesto italiano, le richieste di informazioni vengono replicate con delle risposte molto lunghe e articolate come modalità per valorizzare la faccia positiva della persona interrogata. Infine abbiamo una serie di saluti di rito per compiere questo commiato tra le due persone " Ah! Grazie. ● Prego!■ Buona giornata! ● Arrivederci" che simboleggiano l'andamento positivo di questo dialogo.


Cultural dimensions and linguistic politeness in theanalysis of the dialogue "introduce yourself"

Cultural dimensions and linguistic politeness in theanalysis of the dialogue "introduce yourself"



■ Ciao, io mi chiamo Carlos, e tu?
● Ciao, io sono Magdalena.
■ Di dove sei?
● Sono svizzera, vengo da Berna e tu?
■ Io sono spagnolo, di Barcellona.

The analysis of linguistic politeness and cultural dimensions in the light of this brief dialogue between two people is an excellent example for having elements of understanding of Italian society.

The first turn begins with a "ciao" intended as the will to create a friendly relationship, to strengthen one's own and others' positive face (desire to be appreciated). In other words, the speakers are foreigners and they need to make friends, therefore they cannot have a too formal style such as "Good moorning, this is Carlos, and you?". On the contrary, they instead need to produce a friendly "ciao, io ( I) as a way to underline my person as invested by this task of reducing social distances" and you "becomes a form of interest towards the positive face of the other interlocutor.

The other person ratifies Carlos' informal and friendly style by replying with "hello" in turn and specifying his person (I am Margdalena). The dialogue continues with a subsequent question from Carlos, which allows to highlight significantly Carlos's adherence to a "collectivism" cultural dimension, that is there is a national "in-group" and a foreign "out-group" or in other way around you are looking for other foreigners to establish your "in-group" towards a local community that becomes an "out-group". In fact this constitutes the foundation for a form of social distance with the other reference group that is "Italian" or "foreigners". In short, when we know "where are you from?" we can implies the possibility of hierarchizing people according to their nationality and this is in line with a cultural dimension of "strong avoidance of uncertainty" because I need clarity and to structure my relationships in the social space. In a way it is also a question in line with a short-term temporal orientation because there is a form of stability for the person as always equal to herself and you must be proud of your country. Ultimately, one is “restrained” in cultural term inside a one's national belonging, in many cases putting in crisis the need for free speech regarding the need of expression of other forms of identity adhesions by people who do not carry these typical identifications of the "in-group". This dialogue continues with the reply of Magdalena "I'm Swiss, I'm from Bern and you?"where the nation belonging is made explicit as a larger "in-group" and then membership of a given city as a local membership in order to avoid more uncertainty. Ultimately it is a form of rooting in a precise geographical context. Likewise Carlos replies by claiming to be Spanish as a national membership in term of "in-group" and to have a local membership with the city of Barcelona. The phrase "I am Spanish, from Barcelona" could highlight for further research in term of a better investigation on the nature of cultural relations between the Castilian world and the Catalan world.





















Dialogue about “How to show forms of interest”: analysis of cultural dimensions and linguistic politeness



Ciao a tutti!
● Ciao papà. Finalmente sei arrivato! Come mai così tardi?
■ C’era tanto traffico stasera. E Marion?
 Sono qui, buonasera, Signor Marchesi!
■ Buonasera, Marion, allora, come è andato il primo giorno di corso d’italiano?
 Bene, bene, grazie.



The dialogue begins with a very informal and inclusive form of greeting such as " ciao a tutti (hello everyone)" directed to the members of a family by the father. At the same time, this greeting offers a "positive face" to all members of the family by indicating from the father an adherence to a cultural dimension of "weak avoidance of uncertainty" with a tendency towards well-being. Furthermore, this "hello to everybody" emphasizes belonging as a "collectivism" and also "satisfied" cultural dimension because the simple oral formulation in Italian create a form of positive emotions.

The daughter's reply in the dialogue with "Hi Dad. You finally arrived! How come so late?" in which this statement allows us to see how the father's greeting is accompanied by a strong threat to the positive face of his daughter, who anxiously experiences the father's delay as we can see for example with the uses of the adverb "finally". Afterwards "How come so late?" expresses this full adhesion to a dimension of strong avoidance of uncertainty because it needs clarity and does not tolerate unexpected changes. The father's answer will be "there was a lot of traffic tonight"as if to say it is a normal fact the presence of traffic on some days and therefore shows to live in full cultural dimension of the "weak avoidance of uncertainty" living with little stress, low anxiety these events in adherence with the idea of taking life as it comes.

Then the father asks "what about Marion?" as a form of concern for the positive face of an external member of one's family through the addition of a conjunction like "and". Marion's reply: "I am here, good evening, Mr. Marchesi" signaling his presence with a formal greeting as happens when she indexes the "dad" with the allocutive "Signore Marchesi". In this way the identification of a non-family person is ratified and therefore as an "out-group" member within this family. The father's reply "Good evening Marion, so how did go the first day of Italian course?" In this way, the father enhances Marion's positive face by showing interest in the girl's daytime activities in order to emphasize her belonging to this new “ in-group” even if only temporarily.

The girl replies with "well, well, thank you" by positively ratifying the interest while remaining very friendly and without giving more details, which are often the best way to allow a form of adhesion to this new "in-group" as a way to adhere to the cultural dimension of "collectivism". In this dialogue they can contrast two cultural dimension such as the will to remain faithful to an "individualism" dimension with the drive of the new family to make you adhere to a "collectivism" dimension even against your will. Obviously this can create creating problems in term of interpretation about how to behave properly within a family context when you want to keep your “ individualism” cultural dimension inside a family which belong to a " collectivism" cultural approach. Certainly for that family this cultural dimension of "individualism" represent a form of treat in term of " positive face" because you don't know how to deal with a person who want to keep distance with the surrounding family context.



DIALOGO FORMA DI INTERESSAMENTO ANALISI

 Ciao a tutti!
● Ciao papà. Finalmente sei arrivato! Come mai così tardi?
■ C’era tanto traffico stasera. E Marion?
 Sono qui, buonasera, Signor Marchesi!
■ Buonasera, Marion, allora, come è andato il primo giorno di corso d’italiano?
 Bene, bene, grazie.

Il dialogo inizia con una forma di saluto molto informale ed inclusivo come " ciao a tutti" diretto verso i membri di una famiglia da parte del padre. Allo stesso tempo, questo saluto offre una " faccia positiva" a tutti i membri della famiglia indicando da parte del padre un' adesione ad una dimensione culturale di " debole evitamento dell'incertezza" con una tendenza al benessere. Inoltre, questo " ciao a tutti" enfatizza l'appartenenza come indicatore culturale di tipo "collettivismo" e anche di tipo " soddisfatti" perché la sua semplice formulazione è una forma di produzione di emozioni positive.
La replica della figlia nel dialogo " Ciao papà. Finalmente sei arrivato! Come mai così tardi?" permette di vedere come il saluto del papà viene accompagnato da una forte minaccia per la faccia positiva della figlia, la quale vive con ansia il ritardo del padre come quando usa ad esempio l'avverbio " finalmente". In seguito " Come mai così tardi?" esplicita questa piena adesione ad una dimensione di forte evitamento dell'incertezza perché ha bisogno di chiarezza e non tollera i cambiamenti non previsti. La risposta del padre sarà " c'era tanto traffico stasera" come per dire è un fatto normale la presenza del traffico in alcune giornate e quindi mostra di vivere in piena dimensione culturale di tipo " debole evitamento dell'incertezza" vivendo con poco stress, bassa ansietà questi eventi dimostrando di prendere la vita così come viene.
Poi il padre domanda " e Marion?" come forma di interessamento verso la faccia positiva di un elemento esterno della propria famiglia tramite l'aggiunta di una congiunzione come " e". La replica di Marion: " Sono qui, buonasera, Signor Marchesi" segnalando la sua presenza con un saluto di tipo formale come avviene quando indessicalizza il "papà" con l'allocutivo " Signore Marchesi". In questo modo viene ratificata l'identità di persona non "famigliare" e pertanto come membro "out-group" all'interno di questo nucleo famigliare. La replica del padre " Buonasera Marion, allora com'è andato il primo giorno di corso d'italiano?" In questo modo il padre valorizza la faccia positiva di Marion mostrando interessamento per le attività diurne della ragazza in modo da enfatizzare la sua appartenenza anche se solo temporanea a questo nuovo " in-group".
La ragazza replica con " bene, bene, grazie" ratificando positivamente l'interessamento rimanendo molto cordiale e senza fornire maggiori dettagli, i quali sono spesso il modo migliore per consentire una forma di adesione a questo nuovo "in-group" come modalità per segnalare "collettivismo". In questo dialogo possono contrastare la volontà di rimanere fedele ad una dimensione di tipo " individualismo" con quella di volere fare aderire una persona in una dimensione di tipo " collettivismo" contro la sua volontà e creando problemi di interpretazione sul come vivere all'interno di un contesto famigliare con una persona non membro naturale della famiglia.

LA SOCIETA' LIQUIDA DI BAUMAN IN UN ARTICOLO DI UMBERTO ECO


La società liquida è un articolo di Umberto Eco apparso sulla rivista "Espresso" il 29 Maggio 2015 che tratta i temi del libro " Stato di crisi" del sociologo Bauman.
Il titolo " la società liquida" sarebbe un modo per affermare come il mondo liquido rappresenti un'eterna minaccia per la tutela della propria faccia negativa inteso come perenne minaccia alla nostra possibilità di preservare il proprio spazio "territoriale". Infatti, gli eventi esterni non sono mai di mio controllo e pertanto mi ritrovo spesso ad aderire alla dimensione di tipo " vincolati".
La società liquida è una società senza riferimento " solido", ossia senza la possibilità di avere una adesione ad un " forte evitamento dell'incertezza" come dimensione caratterizzante di tutto il periodo post-bellico dagli anni 50 agli anni 80 nel continente europeo. Di conseguenza, molta popolazione si ritrova ad aderire alla stessa dimensione di "forte evitamento dell'incertezza" ma per motivi legati allo stress, all'ansietà e alla scarsa considerazione per il proprio benessere.
La società liquida elimina la possibilità di creare una dimensione culturale con un " orientamento temporale a lungo termine" perché annulla il concetto di "futuro". Inoltre, la popolazione viene spinta a vivere nella dimensione di tipo " vincolati" perché "le cose" non dipendono dal nostro volere, si vive con poca propensione a ricordare le emozioni positive e il ruolo della libertà di parola in questo contesto diventa sempre meno rilevante. In sostanza, la società liquida diventa l'ideologia dominante per rendere questa società sempre più aderente ad una " distanza sociale elevata" tra i suoi membri perché la legittimità dei dirigenti in senso ampio diventa irrilevante poiché le persone sono troppo preoccupate nel badare a se stesse ( sopravvivenza economica come unico paradigma mentale) o nel vivere nel loro egoismo narcisistico. Questa condizione di " soggettivismo" non è certo favorevole per potere immaginare di contestare le scelte errate compiute dalle precedenti generazioni. Insomma, la precarietà o " liquidità" che dirsi voglia ha aumentato quel senso di gerarchia di tipo " esistenziale" per via di motivi economici. Questa società spinge le persone a vivere con una dimensione di " debole evitamento dell'incertezza" perché sei costretto a vivere nell'ambiguità dell'assenza di futuro e nel dovere vivere accettando di prendere le giornate così come vengono. La società " liquida" descritta da Bauman spinge le persone ad aderire ad una dimensione culturale prettamente di tipo " individualismo" perché prevale un " io che deve badare solo a se stesso", "io" è la parola più importante del mio linguaggio. Tale situazione sociale spinge all'aumento della dimensione di tipo " mascolinità" perché in un mondo del genere il lavoro prevale sulla famiglia per via della sua scarsità. In aggiunta si è obbligati a vivere dentro un " orientamento temporale a breve termine" perché tutto ciò che conta si svolge in questo momento mentre molta popolazione vorrebbe avere un futuro aderendo ad un "orientamento temporale a lungo termine" per ottenere quella " solidità" di cui parla Bauman. Sfortunatamente, oggi si è costretti a vivere con la necessità di adattarsi in funzione delle circostanze dove ciò che è bene o male dipende dalle situazioni e tutto può cambiare in funzione dei cambiamenti. Umberto Eco menziona come la società liquida inizia a delinearsi dentro il concetto " umbrello" di post-modernismo, inteso come crisi delle "grandi narrazioni" per comprendere il mondo. Il post-modernismo viene descritto da Eco come un movimento con una visione ludica e ironica del passato e pertanto questo ha creato il terreno adatto per insediare una dimensione di " debole evitamento dell'incertezza". Allo stesso modo, il post-modernismo descritto da Eco è consapevole di essere un movimento " temporaneo" e quindi di rientrare nella dimensione culturale di movimento a  " breve orientamento temporale" perché questo movimento è come un traghetto della modernità verso l'ignoto, ossia verso un'adesione ad un " debole evitamento dell'incertezza" perché viviamo in tempi di caos. Umberto Eco menziona come il pensiero di Bauman metta in luce una serie di crisi, quali la crisi dello stato, delle ideologie, dei partiti e in definitiva di ogni forma di comunità utile per il riconoscimento sociale delle persone.
La crisi dello Stato può essere percepita come la crisi della faccia collettiva negativa delle persone volenterose di tutelare il proprio " spazio intimo-territoriale" di fronte ai cambiamenti della società. Questo è oggi molto difficile perché nel passato lo Stato consentiva di ottenere chiarezza nella propria vita come nella dimensione di " forte evitamento dell'incertezza", offrendo un bisogno emotivo di regole. Lo Stato era anche il luogo con un " orientamento a breve termine" perché lo Stato è un elemento di stabilità par excellence e non cambia mai la sua pelle. Inoltre, lo Stato può dare una sensazione di controllo della propria vita per conferire un'adesione ad una dimensione di tipo " soddisfatti" soprattutto nei contesti dell'Europa del Nord. Il concetto di crisi delle ideologie menzionate nell'articolo di Umberto Eco significa la fine di un "ombrello" di protezione per la propria faccia positiva che poteva trovare riconoscimento in una grande " narrazione" funzionale ai propri ideali e pertanto favorevole al proprio " in-group" di appartenenza. Pertanto, la fine dell'ideologia come " forte evitamento dell'incertezza"con il suo "collettivismo" tramite l'enfatizzazione delle proprie opinioni, di un " noi coscienzioso" sembra andato in crisi nella visione di Bauman.
Il tema della crisi dei partiti spinge alla fine di una società con "basso indice di distanza sociale" perché il potere dentro al partito doveva cercare qualche forma di legittimità ed era soggetto ai criteri del bene o male. Il partito era come una forma di famiglia allargata che offriva protezione in cambio di lealtà, enfatizzando l'appartenenza e le opinioni di tipo " in-group" come ritroviamo nella dimensione di tipo " collettivismo". L'articolo di Eco menziona la crisi della comunità da intendere come un luogo da interpretare con " bassa distanza sociale" perché le scelte dovevano essere legittimate ed è un luogo dove la gerarchia viene vista come un'ineguaglianza di ruolo; la comunità consente di avere un " debole evitamento dell'incertezza" perché si vive con controllo di sé, meno ansietà e con la tendenza al benessere personale e con una maggiore tolleranza verso le persone. Inoltre la comunità spinge alla dimensione culturale di tipo " collettivismo" con un " noi di tipo coscienzioso e con il mantenimento dell'armonia come dato prevalente. Allo stesso tempo, la comunità spinge verso una dimensione di tipo " femminile" perché ritroviamo più equilibrio tra lavoro e famiglia ( comunità come famiglia allargata). Il concetto di  "comunità" comporta la doppia presenza dell'adesione ad un orientamento temporale a lungo termine così come a breve termine poiché l'orientamento a lungo termine si ritrova con il parametro che vede gli eventi importanti collocarsi nel futuro della comunità mentre l'elemento a " breve termine" è l'importanza di essere al servizio degli altri. La comunità comporta anche la presenza della dimensione di tipo " soddisfatti" perché molte persone si dicono felici, con una maggiore sensazione di controllo della propria vita, con una libertà di parola più importante, con il tempo libero e i ricordi di emozioni positive più presenti dentro la vita di comunità.
L'assenza di comunità fa emergere un " individualismo" sfrenato in cui gli altri sono antagonisti, vale a dire per Bauman il "soggettivismo" è la causa centrale che ha condotto alla società " liquida".
Questa tesi è sicuramente tutta da verificare soprattutto nell'ambito dei paesi del sud europeo dove l'assenza di politiche sociali e di tutele sindacali dei lavoratori ha spinto le persone a vedere gli altri antagonisti.
In seguito nel contesto italiano abbiamo avuto anche la perdita della certezza del diritto oltre alla precarietà come viene riferito da Umberto Eco, il quale nota come la risposta italiana a questi problemi sia stato l'apparire ad ogni costo e il consumismo. In sintonia con Eco notiamo come il consumismo sia diventato oggi una forma di bulimia senza scopo perché gli oggetti sono rapidamente obsoleti nel giro di pochi anni. In definitiva, il consumismo per Eco è diventato " l'orgia del desiderio".
In questa descrizione vediamo come il soggettivismo come forma di " individualismo" può tradursi come il bisogno di parlare per sé,  in cui gli altri sono individui da combattere e i compiti da portare avanti sono più importanti delle relazioni. Nell'ambito del contesto politico italiano, abbiamo avuto anche una certa perdita di certezza del diritto, ossia è saltato quel forte evitamento dell'incertezza fondamentale per ottenere chiarezza nella vita. Tuttavia questa incertezza del diritto risaliva già da molti anni e quindi è stato più facile colpire un " corpo felicemente malato" come la giustizia italiana.
La soluzione per molti italiani è l'apparire inteso come forma radicale di affermare " io è la parola più importante del mio vocabolario" in sintonia con la dimensione di tipo "individualismo" mentre il consumismo rientra nel modo di essere della dimensione di tipo " orientamento temporale a breve termine" perché è cosa buona spendere soldi per la propria vita sociale. Il consumismo rappresenta un modo per essere in sintonia con la dimensione di tipo " soddisfatti" dando rilevanza al tempo libero e al ricordo di emozioni positive collegate al momento dell'acquisto.
Passando invece al tema della crisi dei partiti, vediamo come questi in Italia sono visti come un'opportunità per il singolo leader, il quale si deve adattare in funzione delle circostanze della " comunicazione". Tale situazione consente di capire meglio anche il comportamento di tipo " voltagabbana" presente in molti politici. In altri termini, il partito diventa un luogo di " debole evitamento dell'incertezza" perché si accetta di vivere nell'ambiguità con poco stress e con un sentimento di tendenza al benessere all'interno di questi partiti. Se tale dimensione non è più possibile dentro al partito si è spinti a creare un altro partito o a togliere il disturbo. Per Bauman non solo i singoli ma è la società che vive questo fenomeno di precarizzazione, ossia un fenomeno di completa assenza di " solido" nella propria vita come costrizione ad aderire ad una cultura di " debole evitamento dell'incertezza" con un'ampia tolleranza verso l'ambiguità, in cui l'individuo deve pensare soltanto a se stesso e con una capacità di adattarsi alle circostanze.
La domanda che si pone Eco nel suo articolo è la seguente: " Che cosa potrà sostituire questa liquefazione?". In altre parole, che cosa verrà dopo con l'intento di ridare un po' di faccia positiva collettiva alla maggioranza della popolazione che ha subito e continua a subire costi molto elevati durante questo periodo di " precarizzazione". Per Bauman questo " interregno" durerà abbastanza a lungo con la conseguenza di diventare un periodo da vivere come forte minaccia alla necessità di ridurre i costi per la faccia negativa delle persone e in contemporanea come assenza di potenziali benefici per un ripristino della faccia positiva delle persone coinvolte nella precarizzazione delle loro vite.
Per Bauman abbiamo molti movimenti di " indignazione" intesi come movimenti che sanno ciò che non vogliono ma non sanno cosa vogliono, in altri termini l'indignazione si raggiunge quando i limiti di adesione ad una data dimensione culturale vengono superati come quelli di tipo  " vincolati" perché esiste un limite al sentimento di abbandono così come esiste un limite all'incertezza con il " debole evitamento dell'incertezza" imposto da questa società "liquida-precarizzata". La stanchezza di vivere in piena incertezza, nell'ambiguità del proprio " futuro" evaporizzato diventa la ragione per diventare " indignati". Nell'articolo di Eco si mette in luce come per Bauman oggi si viva un mondo in totale assenza di direzione che possiamo tradurre come una vita a metà strada tra un "forte e debole evitamento dell'incertezza". La domande da rispondere per Eco è capire "come possiamo sopravvivere alla liquidità della vita?"  Per Bauman questo è possibile capendo che questa è una nuova società con nuovi strumenti da adoperare per la sua comprensione, vale a dire per capire questa società occorre aderire intellettualmente a questa dimensione di " orientamento temporale a lungo termine" con un'attitudine verso l'apprendimento di cose nuove e soltanto con perseveranza si potrà ritrovare una possibilità di ripotenziare il bisogno di faccia positiva di una moltitudini di persone.



La società liquida

Con questa idea Bauman illustra l’assenza di qualunque riferimento “solido” per l’uomo di oggi. Con conseguenze ancora tutte da capire

La società liquida

L'idea di modernità o società “liquida” è dovuta, come è noto, a Zygmunt Bauman. Per chi voglia capire le varie implicazioni di questo concetto può essere utile “Stato di crisi” (Einaudi, 18 euro) dove Bauman e Carlo Bordoni discutono di questo e altri problemi.

La società liquida inizia a delinearsi con quella corrente detta post-moderno (peraltro termine “ombrello” sotto cui si affollano diversi fenomeni, dall’architettura alla filosofia e alla letteratura, e non sempre in modo coerente). Il postmodernismo segnava la crisi delle “grandi narrazioni” che ritenevano di poter sovrapporre al mondo un modello di ordine, si è dedicato a una rivisitazione ludica o ironica del passato, e in vari modi si è intersecato con le pulsioni nichilistiche. Ma per Bordoni anche il postmodernismo è in fase decrescente. Esso era di carattere temporaneo, ci siamo passati attraverso senza neppure accorgercene, e sarà un giorno studiato come il pre-romanticismo. Serviva a segnalare un avvenimento in corso d’opera, ha rappresentato una sorta di traghetto dalla modernità a un presente ancora senza nome.

Per Bauman tra le caratteristiche di questo presente in stato nascente si può annoverare la crisi dello Stato (quale libertà decisionale rimane agli stati nazionali di fronte ai poteri delle forze supernazionali?). Scompare un’entità che garantiva ai singoli la possibilità di risolvere in modo omogeneo i vari problemi del nostro tempo, e con la sua crisi ecco che si sono profilate la crisi delle ideologie, e dunque dei partiti, e in generale di ogni appello a una comunità di valori che permetteva al singolo di sentirsi parte di qualcosa che ne interpretava i bisogni.

Con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno, da cui guardarsi. Questo “soggettivismo” ha minato le basi della modernità, l’ha resa fragile, da cui una situazione in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità. Si perde la certezza del diritto (la magistratura è sentita come nemica) e le uniche soluzioni per l’individuo senza punti di riferimento sono da un lato l’apparire a tutti costi, l’apparire come valore (fenomeni di cui mi sono sovente occupato nelle “Bustine”) e il consumismo. Però si tratta di un consumismo che non mira al possesso di oggetti di desiderio in cui appagarsi, ma che li rende subito obsoleti, e il singolo passa da un consumo all’altro in una sorta di bulimia senza scopo (il nuovo telefonino ci dà pochissimo rispetto al vecchio, ma il vecchio va rottamato per partecipare a quest’orgia del desiderio).

Crisi delle ideologie e dei partiti: qualcuno ha detto che questi ultimi sono ormai taxi sui quali salgono un capopopolo o un capobastone che controllano dei voti, scegliendoli con disinvoltura a seconda delle opportunità che consentono - e questo rende persino comprensibili e non più scandalosi i voltagabbana. Non solo i singoli, ma la società stessa vive in un continuo processo di precarizzazione.

Che cosa si potrà sostituire a questa liquefazione? Non lo sappiamo ancora e questo interregno durerà abbastanza a lungo. Bauman osserva come (finita la fede di una salvezza proveniente dall’alto, dallo stato o dalla rivoluzione), sia tipico dell’interregno il movimento d’indignazione. Questi movimenti sanno che cosa non vogliono ma non che cosa vogliono. E vorrei ricordare che uno dei problemi posti dai responsabili dell’ordine pubblico a proposito dei black bloc è che non si riesce più a etichettarli, come poteva avvenire con gli anarchici, coi fascisti, con le brigate rosse. Essi agiscono, ma nessuno sa più quando e in quale direzione. Neppure loro.

C’è un modo per sopravvivere alla liquidità? C’è, ed è rendersi appunto conto che si vive in una società liquida che richiede, per essere capita e forse superata, nuovi strumenti. Ma il guaio è che la politica e in gran parte l’intellighenzia non hanno ancora compreso la portata del fenomeno. Bauman rimane per ora una “vox clamantis in deserto”.




 

https://espresso.repubblica.it/opinioni/la-bustina-di-minerva/2015/05/27/news/la-societa-liquida-1.214625

PRESENTARSI IN ITALIANO ANALISI

Traccia 1

■ Ciao, io mi chiamo Carlos, e tu?
● Ciao, io sono Magdalena.
■ Di dove sei?
● Sono svizzera, vengo da Berna e tu?
■ Io sono spagnolo, di Barcellona.

L'analisi della cortesia linguistica e delle dimensioni culturali alla luce di un breve dialogo tra due persone è un ottimo esempio per avere degli elementi di comprensione della società italiana.
Il primo turno inizia con un " ciao" inteso come volontà di creare un rapporto di tipo amichevole, di potenziamento della propria e altrui faccia positiva ( desiderio di essere apprezzati). In altri termini, i parlanti sono stranieri e hanno bisogno di farsi degli amici, pertanto non possono avere uno stile troppo formale come ad esempio " salve, sono Carlos, e lei?". Al contrario, hanno invece bisogno di produrre un amichevole " ciao, io ( per sottolineare la mia persona come investita da questo compito di ridurre le distanze sociali ) " e tu" diventa una forma di interessamento verso la faccia positiva dell'altro interlocutore.
L'altra persona ratifica lo stile informale, amichevole di Carlos replicando con " ciao" a sua volta e precisando la sua persona ( io sono Margdalena). Il dialogo prosegue con una successiva domanda di Carlos, la quale consente di mettere in luce in modo significativo un'adesione da parte di Carlos ad una dimensione culturale di tipo "collettivismo", ossia esiste un "in-group" di tipo nazionale e un "out-group" straniero oppure si è alla ricerca di altri stranieri per costituire il proprio "in-group" nei confronti di una comunità locale che diventa "out-group". Di fatto questo costituisce le fondamento per una forma di distanza sociale con l'altro gruppo di riferimento che sia "italiano" o "straniero". Insomma sapere " di dove sei?" implica la possibilità di gerarchizzare le persone in funzione della loro nazionalità e questo è in sintonia con una dimensione culturale di " forte evitamento dell'incertezza" perché ho bisogno di chiarezza e di strutturare i miei rapporti nello spazio sociale. In un certo modo è anche una domanda in sintonia con un orientamento temporale a breve termine perché esiste una forma di stabilità delle persona come sempre uguale a se stessa e devi essere orgoglioso del proprio paese. In definitiva si è vincolati alla propria appartenenza nazionale mettendo in crisi in molti casi la necessità di libertà di parola con l'espressione di altre forme di adesioni identitarie da parte di persone non portatori di queste identificazioni tipiche del " in-group".
Il dialogo prosegue con " sono svizzera, vengo da Berna e tu?" Quindi viene esplicitata la nazione come " in-group" più grande e poi l'appartenenza ad una data città come appartenenza locale. In definitiva è una forma di radicamento in un preciso contesto geografico. Allo stesso modo Carlos replica affermando di essere spagnolo come appartenenza nazionale come "in-group" e di avere un'adesione locale con la città di Barcellona. La frase " io sono spagnolo, di Barcellona" potrebbe mettere in luce i rapporti tutti da indagare in un'altra sede sulla natura dei rapporti culturali tra il mondo castigliano e il mondo catalano.