samedi 5 décembre 2020

Aggettivi concordanza con nomi ( esercizi)

 Completa con la desinenza giusta.

 1. Marco è italian......  

2. Questo mobile è antic......

 3. Gianni e Lucia sono simpatic .....

.4. Isabella è alt.....

.5. Riccardo è antipatic....

.. 6. Jun è giappones.....

.7. La Divina Commedia è un’opera famos....

..8. Ron e Sam sono ingles.....

.9. Roma è una città caotic.....

.10. Emma e Luciana sono allegr......

 

 Completa con l’aggettivo più appropriato.

 1. Anna è una ragazza carina e ..................... A allegri B allegre C allegra 

 

2. Giovanni scrive delle poesie molto ...................A veloci B belle C antipatiche

 3. Luca guida una macchina ...................A giovane B vivace C veloce

 

 4. Francesca e Giovanni abitano in un palazzo ........................A antipatico B affascinante C giovane

 5. In questa università ci sono degli studenti veramente ...........................A cattive B intelligenti C intelligente

 6. È caldo, mi metto dei pantaloni .....................A cortoB frescoC leggeri 

 

7. Anna è una ragazza molto .................. A lunga B alta C grandi

 8. Marina è la ragazza con i capelli ................... A lungo B lungi C lunghi

 

 Fai il plurale delle frasi : 

1-La pizza è calda ........................................................ 

2-Il pesce è crudo .......................................................

..3-La maestra è gentile .......................................................

..4-Il posto è occupato .........................................................

.5-La macchina è nuova .........................................................

..6-Il bambino è bello .......................................................

..7-Il caffè è dolce ........................................................

.8-L’arancia è fresca ......................................................

..9-Lacasa è piccola .......................................................

..10-Il fiore è giallo ...........................................................

....11–La bistecca è fredda ............................................................

...12–Il negozio è chiuso ............................................................... 

13–Il tavolo è sporco ...............................................................

 14–Il film è noioso ...............................................................

 15–Il taxi è giallo ..............................................................

 16–L’albero è grande ................................................................ 

17–La piazza è deserta ................................................................

.18–Il mercato è affollato ................................................................. 

19–Il ristorante è caro ...............................................................

..20–La città è grande ................................................................

.21–Il bar è aperto ..............................................................

..22–La pizza è cara ................................................................

.23–Il libro è pesante ................................................................. 

24–La borsa è leggera ...............................................................

..25–Il carrello è pieno .............................

 

 Fai il plurale delle frasi: 

1-IO SONO STANCO .....................................................................

 2-TU HAI POCHI SOLDI ...................................................................

.3-LUI E’ BUONO ...................................................................

 4-TU SEI ALTO ...................................................................

.5-LUI HA LA MACCHINA ...................................................................

.6-IO HO LA FEBBRE ...................................................................

..7-TU SEI SPAGNOLO ...................................................................

.8-LUI E’ TRISTE ....................................................................

.9-TU SEI ALLEGRO .................................................................... 

10-LUI HA I DOCUMENTI 

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Come sono? Parla con un compagno e dite che cosa pensate di questi personaggi famosi.

 Leonardo Di Caprio • Madonna • Il presidente della Repubblica italiano • Meryl Streep- • Ryan Gosling • Scarlett Johansson • Il presidente degli Stati Uniti • Adele-Michael Jordan • Roberto Benigni

alto- povero-intelligente-paziente- serio-famoso-triste-affascinante-sportivo-simpatico-romantico..

 

 Esempio: Secondo me Meryl Streep è ricca e simpatic....

 

 

 Completa il testo con l’aggettivo appropriato. Attenzione alla concordanza.

 ESTROVERSE – ITALIANA – RISERVATO – FELICE- EDUCATE – ALLEGRI – INGLESE – ATLETICO 

Anna è una ragazza di Milano, lei è ................................ 

Vive con la sua amica Susan, una ragazza ................................ che studia storia all’università. Anna e Susan sono due ragazze ................................ e ................................ e amano uscire con gli amici. Luca è il fidanzato di Anna, lui è un ragazzo ................................ e molto ................................ Anna e Luca sono una coppia ................................ Loro sono sempre ............

 

 NTERVISTA: COM’È? COME SONO? 

Completa le frasi con degli aggettivi. 

1. Io sono ... 

2. Mio fratello/mia sorella è ...

 3. I miei genitori sono ..

.4. Il mio fidanzato/la mia fidanzata è ...

 5. I miei compagni di classe sono ...

 6. Il mio/ la mia insegnante di italiano è ... 

7. La mia casa è .... 

8. La mia università è ..

.9. Il mio/ la mia coinquilina è ... 

10. La mia città ..

 https://cpiavenezia.edu.it/wp-content/uploads/2017/02/esercizi-di-italiano-2017.pdf

 

Preposizioni semplici a, di, in e da con esercizi

 

La preposizione A esprime il complemento di luogo, ovvero risponde alla domanda "dove?" o "verso dove?" e si usa con i verbi di stato o di movimento.

Per esempio:

Sono a casa.

Vado a scuola.

Alcuni esempi:

a casa, a scuola, a teatro, a pranzo, a cena, a colazione, a letto.

Si usa davanti ai nomi di città:

Abito a Milano.

Studio a Londra.

ATTENZIONE!

La preposizione A diventa AD davanti alla vocale – a –. Davanti alle altre vocali può diventare AD o restare A. Per esempio:

Vado a Udine / ad Udine

Vado ad Amburgo.

Alcuni verbi vogliono la preposizione A davanti all’infinito che li segue:

Vado a fare la spesa. (andare)

 

Vieni a prendermi in stazione? (venire)

Mi aiuti a fare questo esercizio? (aiutare)

Ho imparato a nuotare quando ero piccolo. (imparare)

Restiamo a mangiare da te stasera. (restare)

Mi sono abituato a vivere in città. (abituarsi)

Non riesco a ricordare il suo numero di telefono. (riuscire)

Marta mi ha mandato a comprare la pizza. (mandare)

Sbrigati a prepararti, siamo già in ritardo! (sbrigarsi)

Sono seguiti dalla preposizione A anche quei verbi che indicano l’inizio e la continuazione di un’azione:

Ho cominciato a leggere quel libro. (cominciare)

Continua a piovere. (continuare)

Ho iniziato a cucinare mezz’ora fa. (iniziare)

Mi metto a studiare tra poco. (mettersi)

Anche la preposizione IN esprime il complemento di luogo e quindi risponde alla domanda "dove?" o "verso dove?", in particolare si usa con i verbi di stato o di movimento davanti a:

– nomi di nazione:

Sono in Italia.

Vado in Marocco.

– nomi di grandi isole e regioni:

Abito in Sicilia.

Lavoro in Normandia.

– nomi delle vie:

Abito in via San Vitale 10.

– nomi di negozi o luoghi che finiscono in -ia.

Per esempio: in pizzeria, in gelateria, in macelleria, in salumeria, in profumeria, in periferia etc.

Esistono tuttavia alcune eccezioni:

in banca, in piscina, in biblioteca, in discoteca, in palestra, in ufficio, in chiesa, in campagna, in montagna, in edicola, in centro, in periferia, in vacanza etc.

 

Preposizioni semplici a, di, in e da



Esercizio: DI o DA? I signori Rossi comprano dei cucchiai DI / DA argento.

 I signori Bianchi tornano DI / DA Tokyo domani mattina.

 Questo non è il maglione DI / DA Carla, ma è DI / DA Gianni. 

DI / DA pomeriggio noi prendiamo spesso una tazza DI / DA tè.

 Io amo molto le tazzine DI / DA caffè DI / DA porcellana. 

 DI / DA mattina tu e Ada pulite la cucina, DI / DA sera voi lavate i piatti, le pentole e i bicchieri. 

Hai letto questo libro DI / DA economia? 

I turisti leggono sempre una guida DI / DA Firenze

 La mamma ha lavato la tuta DI / DA ginnastica verde DI / DA Fabrizio. 

Noi aspettiamo qui DI / DA tre ore, ma Karen non è ancora arrivato. 

1. Lucia è una ragazza siciliana…... Siracusa. 

2. I miei nonni sono sposati …….quarant'anni. 

3. Dopo pranzo vado …..Antonio a prendere un caffè. 

4. Vorrei costruire una casa…... legno.

 5. Giorgio vuole fare sempre tutto …...solo.

 6. L'Amarone è un vino…... intenditori. 

7. Non ho portato il libro …….Storia. 

8. Oggi ho mangiato due piatti …….spaghetti. 

9. Il cane….. mia sorella è molto intelligente.

 10. Il treno che viene……. Venezia arriva alle 18. 

11. …...bambino giocavo con i lego.

 12. Sono più alto….. mio fratello. 

13. Il goal all'ultimo minuto è stato segnato …..un giocatore della Spal. 

14. Ho voglia…... rivederti.





Preposizioni semplici a, di, in e da



Leggi le frasi e scegli la preposizione semplice corretta.



1.

  1. Questa sera vado __________ casa di Giovanni.

 a

 da

 di



2.

  1. Ogni mattina andiamo al lavoro __________ bicicletta.

 di

 in

 da



3.

  1. __________ chi è questa macchina?

 Da

 Di

 A



4.

  1. Siamo bloccati in aeroporto __________ ieri.

 da

 di

 in



5.

  1. Hai visto il meteo __________ domani in Italia?

 a

 da

 di



6.

  1. C’è troppo sole, mettiti un cappello __________ testa.

 da

 in

 a



7.

  1. Vanno __________ montagna tutte le domeniche.

 a

 in

 di



8.

  1. Chiara impartisce lezioni di italiano __________ Mark.

 a

 da

 di



9.

  1. Passo __________ te più tardi.

 a

 da

 di



10.

  1. Preparati, ti porto __________ cena fuori.

 di

 in

 a







Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Siamo in Roma.

    • Siamo da Roma.

    • Siamo a Roma

  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • Abito a Bologna, in via Alfieri 7.

    • Abito in Bologna, a via Alfieri 7.

    • Abito a Bologna, a via Alfieri 7.

  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • Lavoro a Spagna, in Madrid.

    • Lavoro da Spagna, in Madrid.

    • Lavoro in Spagna, a Madrid.

  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • Abbiamo comimciato studiare l’italiano da poco.

    • Abbiamo cominciato di studiare l’italiano da poco.

    • Abbiamo cominciato a studiare l’italiano da poco.

  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Vivo a centro.

    • Vivo in centro.

    • Vivo da centro.

  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • Provate a leggere con attenzione.

    • Provate di leggere con attenzione.

    • Provate leggere con attenzione.

  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Vado in letto presto stasera.

    • Vado di letto presto stasera.

    • Vado a letto presto stasera.

  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • Non riusciamo venire a teatro domani.

    • Non riusciamo di venire in teatro domani.

    • Non riusciamo a venire a teatro domani.

  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Vengo a Ancona tra due giorni.

    • Vengo ad Ancona tra due giorni.

    • Vengo in Ancona tra due giorni.

  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Aiuto mia sorella per fare i compiti.

    • Aiuto mia sorella a fare i compiti.

    • Aiuto mia sorella in fare i compiti.

Elena abita Milano.

Quel ragazzo viene  Parigi.

Domani parto Milano e vado Londra.

Le macchine Ferrari sono colore rosso.

Il mio orologio è oro.



La mia amica studia  Francia.

Oggi vado a pranzo Luigi.

  Genova Nizza ci sono 200 Km.

Al mattino vado scuola, al pomeriggio vado piscina, alla sera vado discoteca.


 

Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.
    • Siamo in Roma.
    • Siamo da Roma.
    • Siamo a Roma
  • 2. Scegli la frase senza errori.
    • Abito a Bologna, in via Alfieri 7.
    • Abito in Bologna, a via Alfieri 7.
    • Abito a Bologna, a via Alfieri 7.
  • 3. Scegli la frase senza errori.
    • Lavoro a Spagna, in Madrid.
    • Lavoro da Spagna, in Madrid.
    • Lavoro in Spagna, a Madrid.
  • 4. Scegli la frase senza errori.
    • Abbiamo comimciato studiare l’italiano da poco.
    • Abbiamo cominciato di studiare l’italiano da poco.
    • Abbiamo cominciato a studiare l’italiano da poco.
  • 5. Scegli la frase senza errori.
    • Vivo a centro.
    • Vivo in centro.
    • Vivo da centro.
  • 6. Scegli la frase senza errori.
    • Provate a leggere con attenzione.
    • Provate di leggere con attenzione.
    • Provate leggere con attenzione.
  • 7. Scegli la frase senza errori.
    • Vado in letto presto stasera.
    • Vado di letto presto stasera.
    • Vado a letto presto stasera.
  • 8. Scegli la frase senza errori.
    • Non riusciamo venire a teatro domani.
    • Non riusciamo di venire in teatro domani.
    • Non riusciamo a venire a teatro domani.
  • 9. Scegli la frase senza errori.
    • Vengo a Ancona tra due giorni.
    • Vengo ad Ancona tra due giorni.
    • Vengo in Ancona tra due giorni.
  • 10. Scegli la frase senza errori.
    • Aiuto mia sorella per fare i compiti.
    • Aiuto mia sorella a fare i compiti.
    • Aiuto mia sorella in fare i compiti. 

vendredi 4 décembre 2020

Uses of prepositions "di" and "da" in Italian language

 

Simple prepositions in the Italian language

Let’s start with the most common uses of simple prepositions:

The preposition “di”

  1. Can indicate who is the owner of something
  2. Can express the material of which an object is made
  3. Can introduce the origin of someone or something (verb to be + di)
  4. Can indicate the age of someone or something
  5. Is used when before an adjective there is an indefinite pronoun

Examples:

Italian grammar, simple prepositions

The preposition “a”

  1. Is used with names of cities and small islands (or what the Italians consider to be small islands!)
  2. Is used to introduce a time, a month, an age

Examples:

Italian grammar, simple prepositions

The preposition “da”

  1. Can indicate an origin
  2. Is used with verbs indicating where a movement has started
  3. Can express who does something
  4. Indicates the function of an object
  5. Introduces a period of time begun in the past and not yet concluded
  6. Indicates a particular moment in time, or a condition in the past
  7. is used when, before an infinitive verb, there is an indefinite pronoun
  8. Is often used together with the preposition A in the expression “da…a…” to indicate a well-defined period of time

Examples:

Italian grammar, simple prepositions

The preposition “in”:

  1. Is used with the names of nations, continents, regions, streets, and big islands
  2. Is used with means of transport (however, we say “andare a piedi”
  3. Is used with names of places that end up in -ia

Examples:

Italian grammar, simple prepositions

Some uses of prepositions "di" and "da"

 

 

(A) A very common use of "di" is to state the city of origin

together with the verb "to be" (essere):

Examples:

Io sono di Roma, e tu, di dove sei?

Tu sei di qui, del paese?

 

(I'm from Rome and you, where are you from?)

(Are you from here, from this village?)

 

 

 

(B) With all other verbs, the preposition "da" is used to express origin: in the question, to ask where someone comes from. In the answer, to say "vengo" da ... (I come from...)

 

Examples:

Da dove vieni? Io vengo dall'Italia.

Vivo in città ma vengo dalla campagna.

 

(Where do you come from? I come from Italy)

(I live in the city but am originally from the country)

 

 

 
 

(C) "da" may also be used

 

1. to express distance from one point to another:

 

Quanto è lontano il mare da qui?

Quanto dista questo quartiere dal centro della città?

 

(How far is the sea from here?)

(How far is this suburb from the city centre?)

 

2. to express difference:

L'Australia è molto diversa dall'Italia

 

(Australia is very different from Italy)

 

 

 

Other special uses of "di" and "da"

 

 

(D) "Di" is followed by a verb in the infinitive and it answers the question "who?" or "what?"

 

Examples:

Mi dimentico sempre di fare il letto la mattina.

(Che cosa mi dimentico? Mi dimentico di fare il letto)

 

(I always forget to do my bed in the morning. What do I forget? To do my bed)

 

Ho intenzione di cominciare a fare sport .

Ricordati di pagare la bolletta del telefono!

 

(I want to start doing some sport)

(Remember to pay the phone bill!)

 

 

 

(E) "Da" is followed by a verb in the infinitive, expressing what must be done or how it must be done.

 

Examples:

Questa è la strada da seguire.

Che cosa c'è ancora da fare? Ci sono tutti i piatti da lavare.

Rimane ancora molto da studiare prima dell'esame.

 

(This is the road to follow)

(What is it still to be done? There's the washing up to do)

(There remains a lot to do before the examination)

 

 

 

(F) "Da" followed by a verb in the infinitive, used to express the consequence of a given action.

 

Examples:

Non puoi essere così stupido da credere a lei e non a me!

Spero che tu sia abbastanza responsabile da non fare niente di pericoloso.

Nessuno sarebbe così ingenuo da comprare un prodotto così scadente.

 

(You can't be so stupid to believe her and not me!)

(I hope you are responsible enough to avoid doing anything dangerous)

(Nobody would be so naive to buy such a lousy product)

 

 

Other common uses of "di"

 

 

1. Questo libro è di Luigi ("di" is used to state possession)

This is Luigi's book

2. Vorrei una bottiglia di acqua minerale (used to specify what)

I would like a bottle of mineral water

3. Questo è un vestito di cotone (used to state type of material)

This is a cotton dress

4. Un signore di 50 anni (used to state age)

A 50 years old gentleman

5. Un pesce di due metri e di 30 chili (used to state measure, weight, etc.)

A 2 metre and 30 kilo fish

6. Mi hanno molto parlato di te (used to state person or object in question)

They told me a lot about you

7. Io sono molto più alto di te (used to make a comparison)

(I am much taller than you)

 

 

Other common uses of "da"

 

 

1. Vorrei comprare un vestito da sera ("da" states the purpose)

I would like to buy an evening dress

2. Da piccolo ero magro, da grande invece sono quasi grasso (states stage or condition)

When I was little I was thin, now that I am a grown up I'm almost fat

3. Un biglietto da 100 euro e tre da 10 euro (states price, amount)

One 100 euro note and three 10 euro notes

4. Non ci vedo più dalla fame (states cause)

I'm made blind from hunger

5. Il film Mediterraneo è stato girato dal regista G. Salvatores (states agent or cause of an action)

The movie Mediterraneo was made by director G. Salvatores

 

 

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preposizioni DI e DA con esercizi

La preposizione italiana DI 

 

Questi sono gli usi principale della preposizione DI in italiano: 

1. Indicare il possesso Es. 1: “Questo libro è DI Mario” Es 2: “Questo è il computer DI Giulia”

 2. Indicare la CITTÀ DI ORIGINE (solo con il verbo ESSERE!) Es. 1: “Io sono DI Ferrara”. Es. 2: “Pablo è di Buenos Aires”. La preposizione DI si usa in combinazione con il verbo ESSERE per indicare la città in cui una persona è nata. 

3. Indicare il materiale di cui qualcosa è fatto Es. 1: “Questa maglia è DI lana” Es. 2: “Vorrei una casa DI legno” 

4. Indicare un argomento Es. 1: “Questo è un libro DI storia romana” Es. 2: “Noi parliamo DI filosofia” 5. Indicare il modo in cui facciamo qualcosa Es. 1: “Vado in ufficio DI corsa” Es. 2: “Oggi sono DI fretta” 

 

La preposizione italiana DA 

Questi sono gli usi principale della preposizione DA in italiano:

 1. Indicare l’origine o la provenienza di qualcosa o di qualcuno (con verbi differenti da ESSERE) Es. 1: “Io vengo DA Ferrara” Es 2: “Il treno arriva DA Milano” 

2. Indica il movimento verso una persona Es. 1: “Vado DA Giovanni” – Significa che vado a casa di Giovanni Es. 2: “Domani vado DAL barbiere” Nel secondo caso la preposizione DA è combinata con l’articolo IL e insieme formano la preposizione articolata DAL.

 3. Indicare una durata di tempo Es. 1: “Conosco Mattia DA 5 anni” Es. 2: “Lavoro qui DA 10 giorni” 4. Indicare la funzione di qualcosa Es. 1: “Lo spazzolino DA denti” – Lo spazzolino ha la funzione di lavare i denti Es. 2: “Gli occhiali DA sole” – Gli occhiali che hanno la funzione di proteggere gli occhi dal sole. 

5. Indicare una causa o la persona che compie l’azione (frasi passive) Es. 1: “Marco è apprezzato DA tutta la famiglia” – DA introduce le persone che compiono l’azione di apprezzare: la famiglia Es. 2: “La pasta è stata mangiata DA mio fratello” 

6. Indicare il valore di qualcosa Es. 1: “Questa è una casa DA 1 milione di Euro” Es. 2: “Ho comprato una maglia DA pochi Euro”Questi sono gli usi principali delle preposizioni italiane DI e DA. Scegli un uso di queste preposizioni e crea delle frasi per esercitarlo. 

 Esercizio: DI o DA? I signori Rossi comprano dei cucchiai DI / DA argento.

 I signori Bianchi tornano DI / DA Tokyo domani mattina.

 Questo non è il maglione DI / DA Carla, ma è DI / DA Gianni. 

DI / DA pomeriggio noi prendiamo spesso una tazza DI / DA tè.

 Io amo molto le tazzine DI / DA caffè DI / DA porcellana. 

 DI / DA mattina tu e Ada pulite la cucina, DI / DA sera voi lavate i piatti, le pentole e i bicchieri. 

Hai letto questo libro DI / DA economia? 

I turisti leggono sempre una guida DI / DA Firenze

 La mamma ha lavato la tuta DI / DA ginnastica verde DI / DA Fabrizio. 

Noi aspettiamo qui DI / DA tre ore, ma Karen non è ancora arrivato. 

1. Lucia è una ragazza siciliana Siracusa. 

2. I miei nonni sono sposati quarant'anni. 

3. Dopo pranzo vado Antonio a prendere un caffè. 

4. Vorrei costruire una casa legno.

 5. Giorgio vuole fare sempre tutto solo.

 6. L'Amarone è un vino intenditori. 

7. Non ho portato il libro Storia. 

8. Oggi ho mangiato due piatti spaghetti. 

9. Il cane mia sorella è molto intelligente.

 10. Il treno che viene Venezia arriva alle 18. 

11. bambino giocavo con i lego.

 12. Sono più alto mio fratello. 

13. Il goal all'ultimo minuto è stato segnato un giocatore della Spal. 

14. Ho voglia rivederti.

Analisi pragmatica dell'articolo un pd in cerca di se stesso di Ivo Diamanti.



Analisi pragmatica dell'articolo un " PD in cerca di se stesso" di Ivo Diamanti.


" Un pd in cerca di se stesso" è un articolo scritto da Ilvo Diamanti il 20 Gennaio 2020 sul giornale la Repubblica. L'intento esplicito da parte di Ilvo Diamanti di mappare il paese per ridare un senso perduto all'Italia può essere inteso come una forma di minaccia per il bisogno di faccia negativa per il PD mentre per l'autore Diamanti è un modo per massimizzare la faccia positiva di colui che offre uno strumento di analisi per il Pd. "Un pd in cerca di se stesso" è un titolo con la presenza di un articolo indeterminato come forma di minaccia al bisogno di faccia positiva della dirigenza del partito democratico che vuole immaginare la presenza di un unico pd. Il titolo crea una scena culturale nuova enunciando con questo titolo un atto linguistico di tipo "espressivo" raccontando la sua realtà in merito al pd.  

All'inizio dell'articolo viene affermato che il dibattito nel pd è aperto, acceso come modalità per massimizzare il bisogno di faccia positiva di un partito avvezzo da tanti anni a subire molti costi di fronte al suo bisogno "perenne" di difesa della sua faccia collettiva negativa come partito. La faccia collettiva del pd come riconoscimento del suo operato è messo in crisi dal fatto che anche una regione " rossa" come l'Emilia-Romagna è in bilico. Quindi il bisogno di aderire ad una dimensione culturale con un "forte evitamento dell'incertezza" da parte del Pd è un fenomeno in crisi perché ormai i cittadini preferiscono in politica guadagnare faccia positiva aderendo ad una dimensione culturale con un debole evitamento dell'incertezza. Questo cambiamento culturale ha reso il Pd un partito incerto, in altri termini è un partito capace di vivere a pieno agio nell'ambiguità strategica del palazzo ma incapace di muoversi sul terreno pratico del confronto politico con la cittadinanza. Questo colloca il partito democratico in una dimensione culturale di tipo "vincolati" perché non riesce a rinnovarsi per creare una dimensione culturale con un orientamento temporale a lungo termine. Il Pd come partito è incerto su tutto anche a casa sua ossia in Emilia-Romagna. Questo enunciato formulato da Ilvo Diamanti mette in discussione la stessa adesione ad una dimensione di tipo " collettivismo" come tratto tipico delle cosiddette "regioni rosse". Il partito democratico viola costantemente la massima di relazione ( sii rilevante) e soprattutto la massima di qualità ( dici il vero). Ad esempio, nell'ambito dell'immigrazione, la politica del pd non è sicura dei suoi valori. Per valori intendiamo una sinistra come possibilità di ridistribuzione delle ricchezze come prassi per riguadagnare faccia positiva in un contesto culturale come quello italiano fondato storicamente sulla dimensione culturale di "forte evitamento dell'incertezza" e di mantenimento del mio " in-group" come tratto tipico della dimensione di tipo " collettivismo". I messaggi politici della sinistra sembrano come una violazione della Massima di relazione ( sii rilevante) perché questi messaggi non sono pertinenti per gli elettori di sinistra. Il tema culturale dei "confini" nella vita politica italiana significano prevalentemente come il paese sia diviso in gruppi di tipo " in-group - out-group" come tratto tipico di un paese aderente ad una dimensione culturale di tipo " collettivismo". Il confine della sinistra mette in luce un'adesione ad una massima di maniera ( sii perspicace) e una massima di quantità ( sii informativo). Questo confine è sicuramente una minaccia per il bisogno di faccia positiva del Pd perché non consente il passaggio verso una dimensione culturale con un orientamento temporale a lungo termine poiché si resta sempre nella stessa dimensione temporale a breve termine. In termini storici, il partito democratico rappresenta il riassunto dell'incontro tra post-comunisti e post-democristiani, il quale viene vissuto oggi con grande disorientamento da parte della sua classe dirigenziale così come da parte del suo elettorato. Da questo disorientamento nasce un Pd in sintonia soltanto con un "orientamento temporale a breve termine" perché il passato è stato importante per mostrare la presenza di un passato del Pd capace di abbinare una dimensione culturale con un orientamento temporale a lungo termine mostrando una capacità di adattamento nelle varie circostanze. Questo incontro tra ex Pc e ex Dc è stato un modo per riconquistare una difesa del loro bisogno di faccia negativa per manifestare una capacità di valorizzare apparentemente il loro bisogno di faccia positiva da parte delle entrambe classi dirigenziali. Oggi il Pd è in sintonia con la dimensione culturale di tipo "vincolati" perché non riesce a collegarsi nuovamente con un orientamento temporale a lungo termine perché vige una poca propensione alla perseveranza per raggiungere obiettivi veri a lungo termine. In definitiva, manca una capacità di compiere degli investimenti su se stessi e soprattutto sulle future generazioni. Insomma, il partito democratico non recepisce il bisogno di rispettare la massima di quantità perché il Pd non rende il suo contributo informativo e viola costantemente la massima di relazione perché il suo apporto è irrilevante.In questo modo paga costi molto elevati nel tentativo vano di proteggere la sua faccia negativa di fronte ai suoi numerosi elettori. Il disorientamento è stato possibile perché il pd si è abituato a vivere nella dimensione di debole evitamento dell'incertezza diventando un partito a proprio agio nell'ambiguità e caos all'interno delle istituzioni. Con questi presupposti risulta difficile passare ad una dimensione culturale sia di forte evitamento dell'incertezza e soprattutto con un orientamento temporale a lungo termine. Il Pd è prigioniero di se stesso come sostiene Diamanti, ossia il problema del pd è il pessimo rapporto con il territorio perché questo partito di sinistra vive in piena adesione  con una dimensione culturale fatta di alta distanza sociale tra il potere politico e la popolazione. Questo dato è possibile perché il pd non sente il bisogno di legittimare il proprio potere e la gerarchia sociale è da percepire come di tipo esistenziale perché anche il Pd si può capire come un partito di tipo autocratico e fondato sulla cooptazione.

 La politica si mostra come intollerante verso il territorio perché le sue istanze non coincidono con i bisogni dei gruppi economici che mantengono in piedi il sistema partitocratico italiano. In questi ultimi anni, il pd ha sentito di perdere il suo dovere di difendere la sua faccia negativa evitando la relazione con il territorio. Insomma questo pessimo rapporto con il territorio segnala una grossa crisi di identità perché il pd si colloca nella massima di maniera ( sii perpiscace) perché il pd non evita l'oscurità né l'ambiguità in un partito che vuole rimanere legato ad un debole evitamento dell'incertezza come tratto di un partito in sintonia con la dimensione culturale con un orientamento temporale a breve termine in cui il partito vuole essere sempre uguale a se stesso come unico modo per mantenere faccia positiva di fronte ai suoi veri elettori o "grandi elettori".

Nell'articolo di Ilvo Diamanti viene esplicitato come "la sinistra" non abbia valori mentre "la destra" domina la scena con la sua comunicazione politica. In altri termini, la sinistra perde la possibilità di guadagnare faccia positiva e rimane nel non rispetto della massima di relazione perché il pd non è rilevante agli occhi dei suoi potenziali elettori. Il pd non è capace di esprimere un atto linguistico di tipo " commissivo" in modo da impegnarsi  per un nuovo futuro. La paura della promessa è la resa della politica poiché avere dei valori significa aderire ad una dimensione culturale fatta di "forte evitamento dell'incertezza" perché c'è bisogno di chiarezza e di strutturare il proprio agire politico. Di fondo, occorre creare un " noi di tipo coscienzioso" per creare delle regole come tratto della dimensione di tipo " collettivismo" con l'aggiunta dei "valori" per creare un orientamento temporale a lungo termine costituito dalla capacità di adattarsi alle nuove circostanze e di perseverare nello sforzo collettivo di investimento per il futuro del paese. Al contrario, Il pd come partito vive continuamente nella dimensione di tipo " vincolati" perché ha il sentimento che le cose non dipendono da lui e possiede poca volontà per creare delle future emozioni positive da parte della sua parte politica. La destra si colloca nel campo della comunicazione come modalità di ottenere velocemente benefici per la sua faccia collettiva di tipo positiva. La sua comunicazione viene realizzata con un grosso grado di imposizione e pertanto fa pagare dei costi molti elevati al bisogno di tutela della propria faccia negativa da parte del pd. La massima di quantità ( sii informativo) nel campo della destra viene rispettata perché rende il suo contributo informativo quanto richiesto dal suo elettorato con una sua comunicazione capace di generare un atto linguistico di tipo " assertivo" e "dichiarativo" perché capace di creare la realtà in funzione di ciò che si crede vero. In pratica, la destra risulta capace di esercitare un suo potere all'interno di un determinato ambito della comunicazione politica e istituzionale. Questa comunicazione è incentrata sulla presenza di un "altro" per creare un "out-group" come tratto tipico della dimensione di tipo "collettivismo" perché si cerca l'adesione al proprio messaggio in cambio di lealtà, enfatizzando l'appartenenza e dividendo il mondo tra " in-group e out-group". Questa comunicazione ha la possibilità di creare un orientamento temporale a lungo termine perché si adatta sempre alle varie circostanze. Questa capacità porta a collocare questa comunicazione nella dimensione di tipo " soddisfatti" perché si crea falsamente una sensazione di controllo della propria vita, con una tendenza a ricordare delle emozioni positive. Questo stile comunicativo è molto potente in un quotidiano costituito da temi quali la sfiducia e la paura verso gli altri come strumenti per instaurare nuovi confini. Queste emozioni, disponibili per la comunicazione della destra, sono legate al bisogno di riconquistare faccia positiva da parte di tanta classe medio-bassa italiana dopo avere pagati tanti costi per il loro semplice bisogno di tutela della loro faccia negativa. Tutto questo contesto istituzionale è reso possibile dalla presenza di una eccessiva distanza sociale tra il ceto politico in generale e i cittadini meno rappresentati, con una massima di relazione ( sii rilevante ai miei occhi) quasi sempre violata perché il loro contributo è sempre irrilevante in termini di ricostruzione della fiducia, serenità e tranquillità come parametri culturali per ridare faccia positiva collettiva alla popolazione italiana. Questa stessa popolazione, in senso ampio, denuncia con l'uso di atti linguistici di tipo "espressivo" il suo orientamento psichico per ristabilire i contatti sociali all'interno di una comunità che intende a modo suo aderire ad una dimensione culturale di tipo forte evitamento dell'incertezza perché vive il suo quotidiano con molto stress, nervosismo, intolleranza verso le idee altrui e poca considerazione al proprio star bene. In questo modo, In Italia prevale nella società una dimensione culturale di tipo " individualismo" perché tutti sono tenuti a badare a se stessi e si vuole difendere la propria privacy ad ogni costo per non perdere la faccia negativa come ultimo baluardo della propria dignità di " persona". Inoltre, in questo contesto, spesso gli altri sono percepiti come " out-group" come tratto in sintonia con una dimensione di tipo " collettivismo". Nella società italiana prevale un orientamento temporale a breve termine perché tutto sembra essere avvenuto già nel passato, in cui la stabilità della persona come sempre uguale a se stesso è una cosa buona e ricercata da tanti ( leggesi un paese di anziani sin da giovanissimi). Di fondo, la società accetta di vivere nella dimensione di tipo " vincolata" perché pochi si dicono felici, le cose non dipendono da noi, con poca propensione nel ricordare le emozioni positive e la libertà di parola non è molto importante. All'interno di un tale contesto culturale si collocano "i social media" come strumenti tecnologici usati contro le mediazioni della politica intesa come democrazia rappresentativa. Purtroppo, l'uso dei social media spinge a creare che si parli sempre con gli altri ma in definitiva si rimane sempre da solo. In sintesi, viviamo una dicotomia in questo mondo odierno: da un lato abbiamo l'assenza di mediazione tra la cittadinanza e il mondo dei social mentre dall'altra parte si è sempre in connessione con gli altri ma rimanendo da solo. In questo mondo virtuale si pensa di ottenere faccia positiva perché si è attore della propria comunicazione come forma di potenziamento delle persone rendendo il proprio contributo rilevante in termini di massima di relazione ma con una scarsa attenzione al valore informativo dai propri enunciati, ossia con una forma di violazione della massima di quantità. L'assenza di mediazione risulta dalla volontà di ridurre la distanza sociale tra la gente e la politica perché la cittadinanza cerca una forma di legittimità in modo da diventare competente agli occhi della politica come tratto presente nella dimensione culturale detta di "debole dell'evitamento dell'incertezza".

 Questa assenza di mediazione consente di aderire ad una dimensione culturale di tipo "soddisfatti" perché si ha l'impressione di avere il controllo della propria vita e si offre una maggiore libertà di parola con l'uso dei social media. La contraddizione risiede nel vivere apparentemente sempre nella dimensione di tipo " collettivismo" ma alla fine si finisce per essere sempre di più in una dimensione di tipo " individualismo" dove si rimane individui senza realmente fare nascere un " noi coscienzioso". Questo rapporto con i social media rappresenta una grossa minaccia al bisogno di faccia positiva dei cittadini. In conclusione, il pd potrebbe ritrovare faccia positiva cercando di riallacciare il rapporto con il territorio per ridurre la distanza sociale tra il potere e il ceto politico nei vari territori vicini alla storia del pd. Se questa capacità di riguadagnare faccia positiva per ridare forza alla massima di relazione non verrà realizzata allora sarebbe meglio secondo Ilvo Diamenti perdere totalmente la faccia collettiva del pd violando tutti i principi di cooperazione e collocandosi effettivamente nella dimensione di tipo " vincolati" per rinascere " altro" e " altrove" per creare una vera adesione ad una dimensione culturale fatta da "un orientamento temporale a lungo termine" per ridare uno spazio politico e di senso al popolo della sinistra italiana. Questo sarebbe il modo più pregnante per aderire nuovamente ad una massima di cooperazione valida tra la politica e gli elettori di sinistra.  

 webgrafia

 https://www.c3dem.it/wp-content/uploads/2020/01/un-pd-in-cerca-di-se-stesso-i.diamanti.pdf