Cosa facciamo quando conversiamo ?
Nella comunicazione quotidiana usiamo il linguaggio per vari motivi : lamentarci, fare delle richieste, fare dei complimenti, esprimere il nostro accordo o disaccordo sulle cose.
Usiamo un linguaggio appropriato attraverso vari indicatori come ad esempio:
La situazione, la relazione tra le persone, il genere dei partecipanti.
Poniamo la nostra situazione a queste caratteristiche :
Il tono di voce, la risata, i gesti del proprio corpo.
Esercizio : Cosa fanno queste persone quando devono comunicare ?
Rifiutano, ringraziano, fanno un complimento, fanno una richiesta di ulteriore informazioni, fanno un invito.
1) situazione A : Una email inviata da parte di uno studente al suo professore
Prof. Carl,
Oggi c’è stato il test. La ringrazio moltissimo per avermi permesso di fare questo test. Inoltre, volevo chiederle se potevo sapere il numero di assenze che ho fatto durante questo semestre. Grazie Mille
A voi di scrivere la risposta del professore Carl cercando di fare capire che non potete chiedere al professore questo tipo di domande
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2) situazione
due amici universitari si incontrano in facoltà
Carlo: ascolta, vedi che il prossimo venerdì è il mio compleanno, faccio 21 anni e come sai faccio una festa a casa mia alle 8 di sera, sei invitato, e a casa mia, non puoi mancare, devi venire.
Jorge : haia haia, venerdi alle 8. complicato! È che esco dal lavoro alla 8 e mezza, perché lavoro di sera.
Scrivete la reazione di Carlo offrendo una possibilità per Jorge di venire alla festa
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
3) Altra situazione
Uno studente parlando con un altro studente:
Che figo questa macchina. È nuova! È troppo forte, sembra un gioiello.
Rispondete a queste affermazioni dimostrando di essere in disaccordo con l’altro studente.
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..
Lezione tradotta dal materiale didattico dal sito dell’Indiana University.
vendredi 9 avril 2010
Gioco pedagogico per insegnare comunicazione cross-culturale
Un artefatto culturale “mostrami e dimmi”: un gioco pedagogico
per insegnare comunicazione cross-culturale
Questo gioco pedagogico è stato concepito per un corso di management da parte di studiosi di rilievo internazionale nel campo degli studi culturali applicati al management ((Kluckholn and Strodtbeck, 1961; Hofstede, 1980; 1991; Schein, 1985; Hall and Hall, 1990; Schneider and Barsoux, 2003; Trompenaars, 1994; Trompenaars and Hamden-Turner, 1998; Hamden-Turner and Trompenaars, 2000). Questo gioco rientra in un più grande progetto di ricerca nel quale ogni studente dovrebbe identificare le forze e/o fattori di una data nazione dal punto di vista culturale tramite lo studio delle sue usanze e pratiche. Durante il corso, gli studenti saranno portati a studiare la storia del paese, le risorse del paese, le caratteristiche dell’ambiente, la religione e il sistema politico. La difficoltà di questo tipo di progetto per gli studenti consiste nella vastità dell’argomentazione e quindi nella difficoltà di percepire un reale apprendimento da parte degli stessi studenti. Per questo motivo, il gioco pedagogico dell’’”artefatto culturale” rappresenta in modo semplice e significativo la cultura da studiare per gli studenti. Il lavoro da parte degli studenti vedrà ogni gruppo mostrare il proprio artefatto e poi realizzare una presentazione su tre tematiche:
- Che cosa rappresenta l’artefatto ?
- Quali valori e credenze rappresenta questo artefatto per la nazione scelta ?
- Quali assunti sottostanti sono presenti in associazione con questo artefatto ?
Questo esercizio offre l’opportunità per gli studenti di realizzare in modo semplice un compito che gli permette a modo loro di entrare in questa realtà complessa delle diversità culturali. Questo esercizio comporta il vantaggio che può essere adoperato in lavori di gruppo cosi come in lavori di tipo individuali oppure di organizzazione del lavoro.
A.Lezioni frontali
Per rendere questo esercizio più significativo e per aumentare l’apprendimento da parte degli studenti sarà proposta una lezione sul concetto di artefatto culturale di Schneider e Barsoux (2003) con i tre piani della cultura. Nei lavori di Schneider e Barsoux, la cultura consiste di tre piani: ad un primo livello vediamo gli artefatti e comportamenti, ad un secondo piano abbiamo le credenze e i valori, e al terzo piano incontriamo le implicazioni sottostanti. Gli artefatti e i comportamenti vengono collocati sul piano superficiale della cultura ( come i surfisti e i nuotatori) e questi elementi vengono facilmente individualizzati tramite l’”osservazione”. Gli artefatti e i comportamenti sono facilmente visibili ma gli artefatti sono anche degli elementi percepibili materialmente.
Un esempio di artefatto è l’amburger da McDonalds per rappresentare gli Stati Uniti, in quanto rappresenta il valore del pragmatismo e di fare le cose degli americani. Un esempio di comportamento visto di buon occhio in occidente è quello di “una persona che durante la conversazione guarda negli occhi” il proprio interlocutore ( la connotazione sottostante è quella di una personalità abbordabile, onesta, aperta e con fiducia nei propri mezzi). In altre culture, come ad esempio in Giappone, Corea del sud questo comportamento viene associato con delle cattive connotazioni come quella della rudezza, mancanza di rispetto ed impertinenza.
I valori sono invece come i pesci nel mare, in quanto non sono sempre visibili e vengono collocati al secondo livello della cultura. Occorre svolgere delle interviste e osservazioni per capire quello che le persone vivono come dei fatti come ad esempio che “la terra sia rotonda” come credenza diffusa tra le persone mentre i valori sono le cose come dovrebbero essere ( le persone possono scegliere e credere liberamente la propria religione).
Gli assunti rappresentano spesso qualcosa di subcosciente, sottostante ai due livelli che abbiamo citato prima. Gli assunti rispondono alla domanda del “perché” le persone si comportano in questo modo e fanno quello che fanno e credono in quello che credono. In pratica, gli assunti sono una riflessione su tutto quello che viene vissuto come scontato all’interno di una società, ossia la sua visione del mondo.
B. Preparazione in classe
La presentazione dell’artefatto culturale per ogni gruppo dura 15 minuti e viene valutata: la qualità della presentazione e l’articolo presentato
L’autenticità dell’artefatto ( la cosa reale è meglio della fotografia)
Il significato culturale e il suo elemento di significatività dell’artefatto all’interno di quella comunità.
C. I risultati
Gli studenti rispondono molto bene a questo esercizio e la realizzazione avviene con piacere da parte degli studenti. Di notevole rilievo per l’insegnante è l’aumento di coinvolgimento da parte degli studenti in questa tematica per il proseguo dei loro studi attraverso un filtro positivo verso questo esercizio.
per insegnare comunicazione cross-culturale
Questo gioco pedagogico è stato concepito per un corso di management da parte di studiosi di rilievo internazionale nel campo degli studi culturali applicati al management ((Kluckholn and Strodtbeck, 1961; Hofstede, 1980; 1991; Schein, 1985; Hall and Hall, 1990; Schneider and Barsoux, 2003; Trompenaars, 1994; Trompenaars and Hamden-Turner, 1998; Hamden-Turner and Trompenaars, 2000). Questo gioco rientra in un più grande progetto di ricerca nel quale ogni studente dovrebbe identificare le forze e/o fattori di una data nazione dal punto di vista culturale tramite lo studio delle sue usanze e pratiche. Durante il corso, gli studenti saranno portati a studiare la storia del paese, le risorse del paese, le caratteristiche dell’ambiente, la religione e il sistema politico. La difficoltà di questo tipo di progetto per gli studenti consiste nella vastità dell’argomentazione e quindi nella difficoltà di percepire un reale apprendimento da parte degli stessi studenti. Per questo motivo, il gioco pedagogico dell’’”artefatto culturale” rappresenta in modo semplice e significativo la cultura da studiare per gli studenti. Il lavoro da parte degli studenti vedrà ogni gruppo mostrare il proprio artefatto e poi realizzare una presentazione su tre tematiche:
- Che cosa rappresenta l’artefatto ?
- Quali valori e credenze rappresenta questo artefatto per la nazione scelta ?
- Quali assunti sottostanti sono presenti in associazione con questo artefatto ?
Questo esercizio offre l’opportunità per gli studenti di realizzare in modo semplice un compito che gli permette a modo loro di entrare in questa realtà complessa delle diversità culturali. Questo esercizio comporta il vantaggio che può essere adoperato in lavori di gruppo cosi come in lavori di tipo individuali oppure di organizzazione del lavoro.
A.Lezioni frontali
Per rendere questo esercizio più significativo e per aumentare l’apprendimento da parte degli studenti sarà proposta una lezione sul concetto di artefatto culturale di Schneider e Barsoux (2003) con i tre piani della cultura. Nei lavori di Schneider e Barsoux, la cultura consiste di tre piani: ad un primo livello vediamo gli artefatti e comportamenti, ad un secondo piano abbiamo le credenze e i valori, e al terzo piano incontriamo le implicazioni sottostanti. Gli artefatti e i comportamenti vengono collocati sul piano superficiale della cultura ( come i surfisti e i nuotatori) e questi elementi vengono facilmente individualizzati tramite l’”osservazione”. Gli artefatti e i comportamenti sono facilmente visibili ma gli artefatti sono anche degli elementi percepibili materialmente.
Un esempio di artefatto è l’amburger da McDonalds per rappresentare gli Stati Uniti, in quanto rappresenta il valore del pragmatismo e di fare le cose degli americani. Un esempio di comportamento visto di buon occhio in occidente è quello di “una persona che durante la conversazione guarda negli occhi” il proprio interlocutore ( la connotazione sottostante è quella di una personalità abbordabile, onesta, aperta e con fiducia nei propri mezzi). In altre culture, come ad esempio in Giappone, Corea del sud questo comportamento viene associato con delle cattive connotazioni come quella della rudezza, mancanza di rispetto ed impertinenza.
I valori sono invece come i pesci nel mare, in quanto non sono sempre visibili e vengono collocati al secondo livello della cultura. Occorre svolgere delle interviste e osservazioni per capire quello che le persone vivono come dei fatti come ad esempio che “la terra sia rotonda” come credenza diffusa tra le persone mentre i valori sono le cose come dovrebbero essere ( le persone possono scegliere e credere liberamente la propria religione).
Gli assunti rappresentano spesso qualcosa di subcosciente, sottostante ai due livelli che abbiamo citato prima. Gli assunti rispondono alla domanda del “perché” le persone si comportano in questo modo e fanno quello che fanno e credono in quello che credono. In pratica, gli assunti sono una riflessione su tutto quello che viene vissuto come scontato all’interno di una società, ossia la sua visione del mondo.
B. Preparazione in classe
La presentazione dell’artefatto culturale per ogni gruppo dura 15 minuti e viene valutata: la qualità della presentazione e l’articolo presentato
L’autenticità dell’artefatto ( la cosa reale è meglio della fotografia)
Il significato culturale e il suo elemento di significatività dell’artefatto all’interno di quella comunità.
C. I risultati
Gli studenti rispondono molto bene a questo esercizio e la realizzazione avviene con piacere da parte degli studenti. Di notevole rilievo per l’insegnante è l’aumento di coinvolgimento da parte degli studenti in questa tematica per il proseguo dei loro studi attraverso un filtro positivo verso questo esercizio.
ATTIVITA' DIDATTICA
Testo : Due cuori e una capanna
Dovete sapere che il concetto di amore romantico è una costruzione di tipo socioculturale. In un certo senso, si tratta di un sentimento di seconda mano in quanto soltanto nel Medio Evo si è sviluppato questa idea di amore, accompagnato dalle nozioni di galanteria e di onore cavalleresco. Nel Medio Evo questo sentimento veniva riservato soltanto ai nobili e durante il Rinascimento avrà una maggiore diffusione. Tuttavia è soltanto nel 19 secolo tramite la diffusione dei mass media che ognuno ha avuto l’impressione di potere avere il diritto/dovere di sposarsi con chi voleva. In altre culture, anche in questo momento, il concetto di amore romantico rimane ancora debole, anche se ha guadagnato molto terreno in questi ultimi anni un po’ dappertutto.
Attività in coppia: scegliete la citazione che vi piace di più
Alcune citazioni sull’amore :
« Conosco solo un dovere, quello di amare »
Albert Camus
La peggiore sofferenza è quella di non potere più amare »
Fedor Mikhaïlovitch Dostoïevski
L'amore fa vedere le cose diversamente da come sono.
Friedrich Wilhelm Nietzsche
Meglio amare e perdere piuttosto che non aver mai amato.
Proverbio
Quando si è amati non si dubita di niente. Quando si ama si dubita di tutto.
Colette
L’amore è la parola usata per rappresentare la passione sessuale nella giovinezza, la quotidianità dei quaranttanni e la dipendenza reciproca della terza età.
John Ciardi
Un uomo incontra una ragazza, e quindi ?
Bertold Brecht
Amore, non è guardarsi a vicenda , è guardare insieme nella stessa direzione.
Antoine de Saint-Exupery
Riflessione sulla propria cultura
1. Scegliete tra queste citazioni sull’amore o prendete altre citazioni che conoscete e spiegate perché siete d’accordo oppure non con la visione dell’amore veicolata dalla citazione scelta.
2. Come viene considerato l’amore romantico nella vostra cultura ?
Cercate tra i capolavori artistici (quadri, romanzi, teatro, canzoni e film) della cultura italiana quelli che possono aver esercitato un’influenza maggiore sull’opinione pubblica.
Nel campo delle relazioni uomo-donna, vi sentite sempre liberi/e di essere con chi volete quando, dove e come vi pare ? sentite di vivere delle restrizioni ? vi piacerebbe cambiare qualcosa in questo ambito ?
Secondo voi chi sono le persone che possono prendere delle decisioni sulle frequentazioni/amicizie dei giovani ? Quali sono i consigli ai quali dareste maggiore peso in una situazione come questa ?
Attività didattiche
Cercate delle risposte a queste domande svolgendo delle breve interviste con i vostri amici o conoscenti :
Credi o non credi nel colpo di fulmine ? Credi che l’amore nascerà da un’amicizia e crescerà con il tempo ?
Scegliete alcune canzoni d’amore italiane e cercate di tradurle nella vostra lingua materna, osservate se conservano oppure non il loro significato ?
Quali indicatori sulle attitudini e i valori relativo all’amore potete scoprire nelle parole di queste canzoni ?
Attività extra-scolastica
Fate una ricerca nell’ambito delle canzoni tradizionali, spesso ricco di informazioni di tipo culturale sui valori, comportamenti e i modi tradizionali di corteggiare qualcuno nella vostra cultura.
Dovete sapere che il concetto di amore romantico è una costruzione di tipo socioculturale. In un certo senso, si tratta di un sentimento di seconda mano in quanto soltanto nel Medio Evo si è sviluppato questa idea di amore, accompagnato dalle nozioni di galanteria e di onore cavalleresco. Nel Medio Evo questo sentimento veniva riservato soltanto ai nobili e durante il Rinascimento avrà una maggiore diffusione. Tuttavia è soltanto nel 19 secolo tramite la diffusione dei mass media che ognuno ha avuto l’impressione di potere avere il diritto/dovere di sposarsi con chi voleva. In altre culture, anche in questo momento, il concetto di amore romantico rimane ancora debole, anche se ha guadagnato molto terreno in questi ultimi anni un po’ dappertutto.
Attività in coppia: scegliete la citazione che vi piace di più
Alcune citazioni sull’amore :
« Conosco solo un dovere, quello di amare »
Albert Camus
La peggiore sofferenza è quella di non potere più amare »
Fedor Mikhaïlovitch Dostoïevski
L'amore fa vedere le cose diversamente da come sono.
Friedrich Wilhelm Nietzsche
Meglio amare e perdere piuttosto che non aver mai amato.
Proverbio
Quando si è amati non si dubita di niente. Quando si ama si dubita di tutto.
Colette
L’amore è la parola usata per rappresentare la passione sessuale nella giovinezza, la quotidianità dei quaranttanni e la dipendenza reciproca della terza età.
John Ciardi
Un uomo incontra una ragazza, e quindi ?
Bertold Brecht
Amore, non è guardarsi a vicenda , è guardare insieme nella stessa direzione.
Antoine de Saint-Exupery
Riflessione sulla propria cultura
1. Scegliete tra queste citazioni sull’amore o prendete altre citazioni che conoscete e spiegate perché siete d’accordo oppure non con la visione dell’amore veicolata dalla citazione scelta.
2. Come viene considerato l’amore romantico nella vostra cultura ?
Cercate tra i capolavori artistici (quadri, romanzi, teatro, canzoni e film) della cultura italiana quelli che possono aver esercitato un’influenza maggiore sull’opinione pubblica.
Nel campo delle relazioni uomo-donna, vi sentite sempre liberi/e di essere con chi volete quando, dove e come vi pare ? sentite di vivere delle restrizioni ? vi piacerebbe cambiare qualcosa in questo ambito ?
Secondo voi chi sono le persone che possono prendere delle decisioni sulle frequentazioni/amicizie dei giovani ? Quali sono i consigli ai quali dareste maggiore peso in una situazione come questa ?
Attività didattiche
Cercate delle risposte a queste domande svolgendo delle breve interviste con i vostri amici o conoscenti :
Credi o non credi nel colpo di fulmine ? Credi che l’amore nascerà da un’amicizia e crescerà con il tempo ?
Scegliete alcune canzoni d’amore italiane e cercate di tradurle nella vostra lingua materna, osservate se conservano oppure non il loro significato ?
Quali indicatori sulle attitudini e i valori relativo all’amore potete scoprire nelle parole di queste canzoni ?
Attività extra-scolastica
Fate una ricerca nell’ambito delle canzoni tradizionali, spesso ricco di informazioni di tipo culturale sui valori, comportamenti e i modi tradizionali di corteggiare qualcuno nella vostra cultura.
CULTURAL ARTEFACT: THE CASE OF FRENCH BAGUETTE
La baguette come esempio di artefatto culturale della Francia
La scelta di un artefatto per parlare della cultura di una nazione come la Francia è venuta fuori durante un tratto di viaggio nell’autobus della città di Tours, distante due ore da Parigi con il treno regionale. La mia domanda di partenza è la seguente: che cos’è la baguette nel contesto culturale francese?
La mia osservazione di questo oggetto di culto della popolazione francese, vissuto come una parte del proprio corpo in modo intimo e tenuto “ sotto braccio” da tanti francesi rappresenta il migliore rituale della vita di un francese. Di fatto, il popolo francese è prigioniero del compromesso tra rapidità del pranzo e desiderio di non perdere la possibilità di maggiore qualcosa di fragrante e tenero come la baguette del proprio “boulanger”. La baguette, accompagnata dall’acquisto presso il proprio “boulanger” inteso come il luogo di scambio di cortesia formale che serve a riappacificare l’anima del francese. Questo cibo è vissuto come l’accompagnatore di tutte le bontà esagonali, vale a dire il formaggio e il vino. Questo cibo, frutto del compromesso tra il mangiar bene e il mangiar veloce rappresenta secondo me un’ottima sintesi del “conflitto” interiore presente nell’animo del cittadino francese.
La baguette come exemple d’objet culturel de la France
Le choix d’un objet pour parler d’une culture comme celle française est tombé durant un trajet d’autobus dans la ville de Tours, ville qui se trouve à deux heures de Paris en TER. Ma toute première question est la suivante : qu’est- ce que la baguette représente dans le contexte culturelle français ?
Mon observation parmi les habitants français de cet objet de culte, vécu comme une partie intime du propre corps et porté sous « le bras » par beaucoup de français représente le meilleur rituel de la vie des français. En autre terme, je veux dire que le peuple français répond à son emprisonnement entre le déjeuner rapide et le désir de ne pas renoncer à la possibilité de pouvoir manger quelques choses qui soient à la fois fragrant et savoureux comme sa baguette qu’on achète auprès de son « boulanger » de confiance. La baguette et « son » boulanger représente l’endroit d’échange de l’interaction poli qui joue le rôle d’apaisement de l’âme du français. Selon moi, cette nourriture, résultat d’un long compromis entre bien manger « son pain » et le devoir de « manger vite » , représente très bien la synthèse du « conflit » intérieur toujours présent dans l’âme du citoyen français.
La scelta di un artefatto per parlare della cultura di una nazione come la Francia è venuta fuori durante un tratto di viaggio nell’autobus della città di Tours, distante due ore da Parigi con il treno regionale. La mia domanda di partenza è la seguente: che cos’è la baguette nel contesto culturale francese?
La mia osservazione di questo oggetto di culto della popolazione francese, vissuto come una parte del proprio corpo in modo intimo e tenuto “ sotto braccio” da tanti francesi rappresenta il migliore rituale della vita di un francese. Di fatto, il popolo francese è prigioniero del compromesso tra rapidità del pranzo e desiderio di non perdere la possibilità di maggiore qualcosa di fragrante e tenero come la baguette del proprio “boulanger”. La baguette, accompagnata dall’acquisto presso il proprio “boulanger” inteso come il luogo di scambio di cortesia formale che serve a riappacificare l’anima del francese. Questo cibo è vissuto come l’accompagnatore di tutte le bontà esagonali, vale a dire il formaggio e il vino. Questo cibo, frutto del compromesso tra il mangiar bene e il mangiar veloce rappresenta secondo me un’ottima sintesi del “conflitto” interiore presente nell’animo del cittadino francese.
La baguette come exemple d’objet culturel de la France
Le choix d’un objet pour parler d’une culture comme celle française est tombé durant un trajet d’autobus dans la ville de Tours, ville qui se trouve à deux heures de Paris en TER. Ma toute première question est la suivante : qu’est- ce que la baguette représente dans le contexte culturelle français ?
Mon observation parmi les habitants français de cet objet de culte, vécu comme une partie intime du propre corps et porté sous « le bras » par beaucoup de français représente le meilleur rituel de la vie des français. En autre terme, je veux dire que le peuple français répond à son emprisonnement entre le déjeuner rapide et le désir de ne pas renoncer à la possibilité de pouvoir manger quelques choses qui soient à la fois fragrant et savoureux comme sa baguette qu’on achète auprès de son « boulanger » de confiance. La baguette et « son » boulanger représente l’endroit d’échange de l’interaction poli qui joue le rôle d’apaisement de l’âme du français. Selon moi, cette nourriture, résultat d’un long compromis entre bien manger « son pain » et le devoir de « manger vite » , représente très bien la synthèse du « conflit » intérieur toujours présent dans l’âme du citoyen français.
jeudi 8 avril 2010
esercizio di antropologia: Indovinate di chi stiamo parlando?
Usanze tribali
Usero’ a modo di racconto questo anedotto che vi potrà sembrare a prima vista distante ma che invece caretterizza molto bene un sensazione che tanti stanno vivendo. Ecco la storia:
i membri di questa tribù praticano alcuni rituali periodici finora poco intelligibili per gli osservatori esterni alla loro tribù di appartenenza. Uno di questi rituali viene celebrato in genere ad intervalli di due o quattro anni, ma avvolte succede che passa meno tempo tra un rito all’altro. Questo rito, di solito, viene celebrato durante le giornate festive o che diventeranno festive per la popolazione più giovane di quella comunità. Abbiamo la presenza di un gruppo di iniziati che viene scelto da parte di altri iniziati definiti come quelli della “prima ora” per vivere in prima persona questo evento importantissimo per questa tribù. Questi iniziati che adesso chiamero’ “privilegiati” vivono segregati e sono oggetto di omaggi ed adorazione da parte dei “fedeli” cui vengono lasciati vedere soltanto saltuariamente. Prima del rituale vivono un intenso periodo di preparazione mentale e fisica durante il quale devono aver un comportamento inappuntabile. In questo dato periodo dovranno alternare dei lunghi periodi di “orazione” ad intensi esercizi fisici che possono andare dalle strette di mano, al presenziare dei banchetti in loro omaggio oppure nel compiere dei viaggi all’interno della contea di loro appartenenza. Dopo aver osservato questo lungo periodo di preliminari arrivano i famigerati giorni del rituale che li porteranno a diventare alcuni di loro la “voce oratoria” di quei “osservatori esterni” di cui parlavo all’inizio del mio racconto.
Ecco come io ho vissuto queste elezioni campane come un racconto di Malinowski immerso tra gli abitanti del Pacifico indiano. A voi di capire i personaggi e i vari ruoli interpretati in questo racconto.
Usero’ a modo di racconto questo anedotto che vi potrà sembrare a prima vista distante ma che invece caretterizza molto bene un sensazione che tanti stanno vivendo. Ecco la storia:
i membri di questa tribù praticano alcuni rituali periodici finora poco intelligibili per gli osservatori esterni alla loro tribù di appartenenza. Uno di questi rituali viene celebrato in genere ad intervalli di due o quattro anni, ma avvolte succede che passa meno tempo tra un rito all’altro. Questo rito, di solito, viene celebrato durante le giornate festive o che diventeranno festive per la popolazione più giovane di quella comunità. Abbiamo la presenza di un gruppo di iniziati che viene scelto da parte di altri iniziati definiti come quelli della “prima ora” per vivere in prima persona questo evento importantissimo per questa tribù. Questi iniziati che adesso chiamero’ “privilegiati” vivono segregati e sono oggetto di omaggi ed adorazione da parte dei “fedeli” cui vengono lasciati vedere soltanto saltuariamente. Prima del rituale vivono un intenso periodo di preparazione mentale e fisica durante il quale devono aver un comportamento inappuntabile. In questo dato periodo dovranno alternare dei lunghi periodi di “orazione” ad intensi esercizi fisici che possono andare dalle strette di mano, al presenziare dei banchetti in loro omaggio oppure nel compiere dei viaggi all’interno della contea di loro appartenenza. Dopo aver osservato questo lungo periodo di preliminari arrivano i famigerati giorni del rituale che li porteranno a diventare alcuni di loro la “voce oratoria” di quei “osservatori esterni” di cui parlavo all’inizio del mio racconto.
Ecco come io ho vissuto queste elezioni campane come un racconto di Malinowski immerso tra gli abitanti del Pacifico indiano. A voi di capire i personaggi e i vari ruoli interpretati in questo racconto.
conversation versus silence inside talkative culture
Unità didattica: Conversazione e …..silenzio
Testo
Le convenzioni in materia di conversazione sono spesso all’origine di molti problemi di comprensione interculturale. Molte sono le culture che considerano come “normale” di cominciare una conversazione tra persone che si conoscono e che si trovano nello stesso spazio e luogo, anche quando non ci sono legami in comune tra di loro. Il silenzio viene considerato come imbarazzante e fastidioso. Alcune culture considerano come normale cominciare una conversazione tra sconosciuti che si ritrovano nello stesso spazio, come ad esempio all’interno del treno. Al contrario, alcune culture considerano come inaccettabile di cominciare a parlare con degli sconosciuti, ad eccezione di qualche scambio a proposito del tempo o dell’orario. Anche in questo caso, il genere e l’età giocano un ruolo importante. Al di là che sia buona o cattiva cosa cominciare una conversazione, ci sono delle regole molto rigide per determinare la scelta dei temi da affrontare, cosi come la persona che deve o può cominciare a discutere. Queste regole sono molto flessibili da paese a paese e in alcuni casi è molto difficile sapere quello che viene accettato oppure no. In questo caso risulta molto utile imparare alcune strategie di conversazione per ottenere un esito positivo nella vostra comunicazione interculturale, ad esempio con la richiesta di domande per chiarificare in caso di dubbi sul senso, l’utilizzo e le connotazioni. Occorre essere prudenti se non vi sentite sicuro che quello che state dicendo è accettabile per l’altro uditore.
Attività di produzione orale
Osservate i seguenti temi e decidete se sono accettabili nella vostra cultura per iniziare una conversazione con una persona della vostra età che incontrate per la prima volta durante una serata di tipo informale come una festa tra amici.
Età: potete chiedere all’altra persona la sua età?
Problemi di famiglia: potete parlare di problemi o conflitti riguardanti la vostra famiglia? Potete domandare a qualcuno se sia sposato o non?
Relazioni: potete parlare della vostra vita privata? (potete aggiungere altri parametri a vostro piacimento)
Salute: potete parlare di problemi legati alla vostra salute?
Politica sul piano nazionale (partiti): potete criticate la politica del governo, dell’opposizione, di alcuni uomini politici oppure fare elogio di questi politici?
Politica sul piano internazionale: potete parlare di relazioni internazionali?
Umorismo:potete raccontare delle barzellette? Quali sono i temi tabu?
Lavoro: potete chiedere il lavoro del vostro interlocutore? Potete parlare del vostro lavoro.
Denaro: potete domandare il prezzo delle cose oppure il suo salario?
Attività di produzione scritta
Scrivi un breve riassunto a proposito del dibattito svolto in classe?
Parlare o stare zitti
Produzione orale
La prossima volta che discutete tra amici o tra colleghi cercate di capire il ruolo ricoperto dal silenzio
pensando a queste domande :
Qual è la tua reazione di fronte al silenzio?
È accettato nella tua cultura star insieme senza parlare?
Il silenzio viene visto come un elemento naturale della conversazione oppure viene considerato come imbarazzante e fastidioso?
Secondo te quanto tempo può durare il silenzio tra le persone?
Chi interrompe il silenzio?
Il silenzio rappresenta un arma in caso di disaccordo?
Esistono delle norme particolari nella tua cultura per determinare “chi e quando parlare”?
Ad esempio, l’età, la posizione sociale e il genere sono dei fattori determinanti?
Tono di voce
Video di Di Pietro con la Mussolini per evidenziare un tono di voce inutilmente alto.
Mi sentite.
In alcune culture sembra che non sia fastidioso parlare con un tono di voce alto anche quando gli interlocutori sono seduti l’uno accanto all’altro all’interno di uno spazio pubblico. In questo aneddoto avvenuto durante un volo aereo abbiamo notato un inglese che stava ascoltando un olandese seduto giusto dietro di lui mentre stava raccontando la sua vita da insegnante ad un altro passeggero appena conosciuto. L’altro passeggero stava ascoltando con grande interesse questo monologo (dando di tanto in tanto qualche segno di confermo tipo si, uhm) fino all’arrivo del volo. L’inglese, con grande stupore, nota soltanto alla fine del volo che l’olandese stava parlando con qualcuno seduto cinque file più indietro. Al contrario, dopo un soggiorno in un paese del sud europeo avrete forse l’impressione che tutti stanno parlando a bassa voce (bisbigliando) come durante un funerale. Attraverso del materiale proveniente da you tube cercheremo di capire chi parla il più forte e il meno forte in Europa durante dei dibattiti televisivi scelti durante la lezione?
Riflettiamo insieme
Secondo voi, le persone della vostra cultura parlano molto o meno forte di altre culture?
Nelle culture che meglio conoscete, le persone che parlano molto forte sono tollerate, ignorate o considerate come fastidiose.
Secondo voi, quali sono le ragioni che spingono le persone di alcune culture a parlare piu’ forte o meno forte? ( ad esempio: senso di vita, fiducia in sé, prevalenza della parola all’esterno e non all’interno? Parlare lentamente per fare sentire tutto il pensiero, tranquillità dei luoghi)
Stringersi la mano
Quali gesti compiono le persone nella vostra cultura quando s’incontrano tra di loro ?
Quando incontri qualcuno per la prima volta guardi fissa negli occhi ? solo un po’?
Nell’ambito della gestualità, del contatto oculare, della sfera privata e del contatto fisico, ci sono dei comportamenti che vi danno fastidio nella vostra cultura o nelle altre culture?
Breve storiella.
Contatto fisico tra uomini.
Un tecnico proveniente dall’Europa centrale venuto per lavorare qualche mese in Arabia Saudita sembrava molto stupito dal contatto fisico tra gli uomini sauditi. In una lettera alla sua famiglia scrive: “ questi si tengono l’uno accanto all’altro, si toccano la schiena, le spalle, il collo e anche le anche. Avvolte si abbracciano anche quando camminano per strada. In modo abbastanza seccato si domandò: “ non è che sono tutti omosessuali?”
La sfera privata
Spesso si può notare che le persone provenienti da culture diverse sembrano « inseguirsi » dentro una stanza durante una conversazione di tipo informale. Sembra che mentre uno si spinga in avanti, l’altro vada indietro sistematicamente per conservare una distanza fisica. Infatti, sembra che questo inseguimento sia dovuto alla differenza di volume della propria “bolle di protezione” di cui ogni persona necessita. In altre parole, l’ampiezza della sfera privata è differente. I concetti di sfera « privata » e di sfera « pubblica » non è soltanto lo spazio richiesto per vivere in pace nel proprio ambiente, ma anche lo spazio da rispettare sul piano dell’arredamento e dello sviluppo urbano. Pensando alla vostra cultura e ad altre culture provate a comparare le stanze di un appartamento, di una stanza considerata come “pubblica” (destinata agli invitati) e quelle definite come private come la propria camera da letto, il ripostiglio, lo scantinato e la soffitta.
Andare dritto al sodo.
Lamentele e critiche.
Una chimica ungherese di 40 anni lavorava per una multinazionale. Questa persona parlava correntemente l’inglese, il francese e il tedesco. Da più di 10 anni utilizzava queste lingue in modo quotidiano nel suo lavoro sia per la comunicazione formale che informale. Tuttavia impiegò alcuni anni prima di scoprire le ragioni delle sue difficoltà con i suoi colleghi madrelingua: sembrava troppo franca o troppo diretta con loro, soprattutto quando esprimevano delle lamentele o delle critiche. Condividendo questo suo sentimento con i suoi colleghi di lavoro si rese conto di questa realtà. Tuttavia, i colleghi che non avevano imparato un’altra lingua straniera, non sapevano che pur parlando bene la loro lingua, la collega non poteva conoscere il modo di comportarsi di quella comunità linguistica. I suoi colleghi avevano interpretato questo comportamento come contraddittorio e pensavano semplicemente che la chimica fosse una persona sgradevole. Per fortuna, questa storia andò a finire a buon fine e ci offre alcune lezioni da conservare ben in mente. (tratto da Hollo’ e Lazar, 2000).
Per esprimere le proprie opinioni, la tendenza nella vostra cultura è quella di essere piuttosto diretti o indiretti? Potreste dire francamente ad un vostro collega di studio o di lavoro che non siete d’accordo con lui o che non amate il suo modo di comportarsi? Potreste dire ad una vostra collega che non vi piace il suo nuovo taglio di capelli? Siete mai rimasti colpiti dal fatto che voi o persone di vostra conoscenza fossero più diretti del previsto all’interno di una conversazione sia di tipo formale che informale?
Attività e progetti
La prossima volta che vi troverete in un luogo pubblico esaminate attentamente le persone che vi circondano e cercate di osservare delle differenze di culture, di età e di sesso osservando il modo di iniziare una conversazione con una persona sconosciuta. Se capite bene la lingua scrivete un riassunto del contenuto e del tema di conversazione. Raccontate alla classe quello che avete constate. Quale consiglio concreto dareste ad un cittadino dell’Europa del Nord all’interno di una conversazione in un treno in Italia, in Spagna o in Grecia se gli vengono poste delle domande sul perché del suo viaggio, sulla sua vita personale o la storia del suo paese.
Vi capita spesso che delle persone sconosciute comincino una conversazione con voi durante un lungo viaggio in treno? Se questa cosa non è frequente nella vostra cultura come reagireste a questo comportamento? Organizzate un role-play basato su questa sceneggiatura nel treno all’interno della vostra cultura oppure di quella che state studiando la lingua. Provate ad indicare la distanza fisica tra i viaggiatori, la durata di silenzio dopo l’arrivo di un nuovo passeggero nello scompartimento, chi comincia a parlare e quali saranno le prime parole? Chi metterà un termine alla conversazione?
Prendete il testo a proposito delle lamentele e delle critiche e provate a spiegare quello che è successo tra i colleghi? Quale è stata la conclusione a “lieto fine” e come si è giunti a tale conclusione?
Fate delle domande in merito alla comunicazione non verbale riguardante la lingua che state studiando.
Pensate all’uso dello spazio tra le persone, in quanto la distribuzione dello spazio traduce il potere e il dominio (basta pensare alla costruzione dei palazzi dei politici, delle chiese e dei monarchi come prova del loro potere oppure alla dimensione ridotta delle case popolari e di spazio pubblico tra le persone.
Verificate la dimensione dello spazio personale concesso agli impiegati in un ufficio. Gli uffici e i tavoli dei dirigenti sono o non sono più grandi di quelli degli impiegati?
Qual è la distanza fisica tra voi e il vostro dirigente se dovreste domandare un aumento oppure lamentarvi per le condizioni di lavoro?
Oppure altra possibilità: comparate le aule scolastiche: come viene distribuito lo spazio per il professore? Qual è la dimensione di spazio tra studenti? Inoltre possiamo osservare anche la libertà concessa a chi esercita l’autorità nell’utilizzo del suo spazio. Ad esempio, un insegnante può rimanere nella sua cattedra, camminare per l’aula e anche sedersi sul tavolo di uno studente mentre tutto questo non è permesso allo studente.
Testo
Le convenzioni in materia di conversazione sono spesso all’origine di molti problemi di comprensione interculturale. Molte sono le culture che considerano come “normale” di cominciare una conversazione tra persone che si conoscono e che si trovano nello stesso spazio e luogo, anche quando non ci sono legami in comune tra di loro. Il silenzio viene considerato come imbarazzante e fastidioso. Alcune culture considerano come normale cominciare una conversazione tra sconosciuti che si ritrovano nello stesso spazio, come ad esempio all’interno del treno. Al contrario, alcune culture considerano come inaccettabile di cominciare a parlare con degli sconosciuti, ad eccezione di qualche scambio a proposito del tempo o dell’orario. Anche in questo caso, il genere e l’età giocano un ruolo importante. Al di là che sia buona o cattiva cosa cominciare una conversazione, ci sono delle regole molto rigide per determinare la scelta dei temi da affrontare, cosi come la persona che deve o può cominciare a discutere. Queste regole sono molto flessibili da paese a paese e in alcuni casi è molto difficile sapere quello che viene accettato oppure no. In questo caso risulta molto utile imparare alcune strategie di conversazione per ottenere un esito positivo nella vostra comunicazione interculturale, ad esempio con la richiesta di domande per chiarificare in caso di dubbi sul senso, l’utilizzo e le connotazioni. Occorre essere prudenti se non vi sentite sicuro che quello che state dicendo è accettabile per l’altro uditore.
Attività di produzione orale
Osservate i seguenti temi e decidete se sono accettabili nella vostra cultura per iniziare una conversazione con una persona della vostra età che incontrate per la prima volta durante una serata di tipo informale come una festa tra amici.
Età: potete chiedere all’altra persona la sua età?
Problemi di famiglia: potete parlare di problemi o conflitti riguardanti la vostra famiglia? Potete domandare a qualcuno se sia sposato o non?
Relazioni: potete parlare della vostra vita privata? (potete aggiungere altri parametri a vostro piacimento)
Salute: potete parlare di problemi legati alla vostra salute?
Politica sul piano nazionale (partiti): potete criticate la politica del governo, dell’opposizione, di alcuni uomini politici oppure fare elogio di questi politici?
Politica sul piano internazionale: potete parlare di relazioni internazionali?
Umorismo:potete raccontare delle barzellette? Quali sono i temi tabu?
Lavoro: potete chiedere il lavoro del vostro interlocutore? Potete parlare del vostro lavoro.
Denaro: potete domandare il prezzo delle cose oppure il suo salario?
Attività di produzione scritta
Scrivi un breve riassunto a proposito del dibattito svolto in classe?
Parlare o stare zitti
Produzione orale
La prossima volta che discutete tra amici o tra colleghi cercate di capire il ruolo ricoperto dal silenzio
pensando a queste domande :
Qual è la tua reazione di fronte al silenzio?
È accettato nella tua cultura star insieme senza parlare?
Il silenzio viene visto come un elemento naturale della conversazione oppure viene considerato come imbarazzante e fastidioso?
Secondo te quanto tempo può durare il silenzio tra le persone?
Chi interrompe il silenzio?
Il silenzio rappresenta un arma in caso di disaccordo?
Esistono delle norme particolari nella tua cultura per determinare “chi e quando parlare”?
Ad esempio, l’età, la posizione sociale e il genere sono dei fattori determinanti?
Tono di voce
Video di Di Pietro con la Mussolini per evidenziare un tono di voce inutilmente alto.
Mi sentite.
In alcune culture sembra che non sia fastidioso parlare con un tono di voce alto anche quando gli interlocutori sono seduti l’uno accanto all’altro all’interno di uno spazio pubblico. In questo aneddoto avvenuto durante un volo aereo abbiamo notato un inglese che stava ascoltando un olandese seduto giusto dietro di lui mentre stava raccontando la sua vita da insegnante ad un altro passeggero appena conosciuto. L’altro passeggero stava ascoltando con grande interesse questo monologo (dando di tanto in tanto qualche segno di confermo tipo si, uhm) fino all’arrivo del volo. L’inglese, con grande stupore, nota soltanto alla fine del volo che l’olandese stava parlando con qualcuno seduto cinque file più indietro. Al contrario, dopo un soggiorno in un paese del sud europeo avrete forse l’impressione che tutti stanno parlando a bassa voce (bisbigliando) come durante un funerale. Attraverso del materiale proveniente da you tube cercheremo di capire chi parla il più forte e il meno forte in Europa durante dei dibattiti televisivi scelti durante la lezione?
Riflettiamo insieme
Secondo voi, le persone della vostra cultura parlano molto o meno forte di altre culture?
Nelle culture che meglio conoscete, le persone che parlano molto forte sono tollerate, ignorate o considerate come fastidiose.
Secondo voi, quali sono le ragioni che spingono le persone di alcune culture a parlare piu’ forte o meno forte? ( ad esempio: senso di vita, fiducia in sé, prevalenza della parola all’esterno e non all’interno? Parlare lentamente per fare sentire tutto il pensiero, tranquillità dei luoghi)
Stringersi la mano
Quali gesti compiono le persone nella vostra cultura quando s’incontrano tra di loro ?
Quando incontri qualcuno per la prima volta guardi fissa negli occhi ? solo un po’?
Nell’ambito della gestualità, del contatto oculare, della sfera privata e del contatto fisico, ci sono dei comportamenti che vi danno fastidio nella vostra cultura o nelle altre culture?
Breve storiella.
Contatto fisico tra uomini.
Un tecnico proveniente dall’Europa centrale venuto per lavorare qualche mese in Arabia Saudita sembrava molto stupito dal contatto fisico tra gli uomini sauditi. In una lettera alla sua famiglia scrive: “ questi si tengono l’uno accanto all’altro, si toccano la schiena, le spalle, il collo e anche le anche. Avvolte si abbracciano anche quando camminano per strada. In modo abbastanza seccato si domandò: “ non è che sono tutti omosessuali?”
La sfera privata
Spesso si può notare che le persone provenienti da culture diverse sembrano « inseguirsi » dentro una stanza durante una conversazione di tipo informale. Sembra che mentre uno si spinga in avanti, l’altro vada indietro sistematicamente per conservare una distanza fisica. Infatti, sembra che questo inseguimento sia dovuto alla differenza di volume della propria “bolle di protezione” di cui ogni persona necessita. In altre parole, l’ampiezza della sfera privata è differente. I concetti di sfera « privata » e di sfera « pubblica » non è soltanto lo spazio richiesto per vivere in pace nel proprio ambiente, ma anche lo spazio da rispettare sul piano dell’arredamento e dello sviluppo urbano. Pensando alla vostra cultura e ad altre culture provate a comparare le stanze di un appartamento, di una stanza considerata come “pubblica” (destinata agli invitati) e quelle definite come private come la propria camera da letto, il ripostiglio, lo scantinato e la soffitta.
Andare dritto al sodo.
Lamentele e critiche.
Una chimica ungherese di 40 anni lavorava per una multinazionale. Questa persona parlava correntemente l’inglese, il francese e il tedesco. Da più di 10 anni utilizzava queste lingue in modo quotidiano nel suo lavoro sia per la comunicazione formale che informale. Tuttavia impiegò alcuni anni prima di scoprire le ragioni delle sue difficoltà con i suoi colleghi madrelingua: sembrava troppo franca o troppo diretta con loro, soprattutto quando esprimevano delle lamentele o delle critiche. Condividendo questo suo sentimento con i suoi colleghi di lavoro si rese conto di questa realtà. Tuttavia, i colleghi che non avevano imparato un’altra lingua straniera, non sapevano che pur parlando bene la loro lingua, la collega non poteva conoscere il modo di comportarsi di quella comunità linguistica. I suoi colleghi avevano interpretato questo comportamento come contraddittorio e pensavano semplicemente che la chimica fosse una persona sgradevole. Per fortuna, questa storia andò a finire a buon fine e ci offre alcune lezioni da conservare ben in mente. (tratto da Hollo’ e Lazar, 2000).
Per esprimere le proprie opinioni, la tendenza nella vostra cultura è quella di essere piuttosto diretti o indiretti? Potreste dire francamente ad un vostro collega di studio o di lavoro che non siete d’accordo con lui o che non amate il suo modo di comportarsi? Potreste dire ad una vostra collega che non vi piace il suo nuovo taglio di capelli? Siete mai rimasti colpiti dal fatto che voi o persone di vostra conoscenza fossero più diretti del previsto all’interno di una conversazione sia di tipo formale che informale?
Attività e progetti
La prossima volta che vi troverete in un luogo pubblico esaminate attentamente le persone che vi circondano e cercate di osservare delle differenze di culture, di età e di sesso osservando il modo di iniziare una conversazione con una persona sconosciuta. Se capite bene la lingua scrivete un riassunto del contenuto e del tema di conversazione. Raccontate alla classe quello che avete constate. Quale consiglio concreto dareste ad un cittadino dell’Europa del Nord all’interno di una conversazione in un treno in Italia, in Spagna o in Grecia se gli vengono poste delle domande sul perché del suo viaggio, sulla sua vita personale o la storia del suo paese.
Vi capita spesso che delle persone sconosciute comincino una conversazione con voi durante un lungo viaggio in treno? Se questa cosa non è frequente nella vostra cultura come reagireste a questo comportamento? Organizzate un role-play basato su questa sceneggiatura nel treno all’interno della vostra cultura oppure di quella che state studiando la lingua. Provate ad indicare la distanza fisica tra i viaggiatori, la durata di silenzio dopo l’arrivo di un nuovo passeggero nello scompartimento, chi comincia a parlare e quali saranno le prime parole? Chi metterà un termine alla conversazione?
Prendete il testo a proposito delle lamentele e delle critiche e provate a spiegare quello che è successo tra i colleghi? Quale è stata la conclusione a “lieto fine” e come si è giunti a tale conclusione?
Fate delle domande in merito alla comunicazione non verbale riguardante la lingua che state studiando.
Pensate all’uso dello spazio tra le persone, in quanto la distribuzione dello spazio traduce il potere e il dominio (basta pensare alla costruzione dei palazzi dei politici, delle chiese e dei monarchi come prova del loro potere oppure alla dimensione ridotta delle case popolari e di spazio pubblico tra le persone.
Verificate la dimensione dello spazio personale concesso agli impiegati in un ufficio. Gli uffici e i tavoli dei dirigenti sono o non sono più grandi di quelli degli impiegati?
Qual è la distanza fisica tra voi e il vostro dirigente se dovreste domandare un aumento oppure lamentarvi per le condizioni di lavoro?
Oppure altra possibilità: comparate le aule scolastiche: come viene distribuito lo spazio per il professore? Qual è la dimensione di spazio tra studenti? Inoltre possiamo osservare anche la libertà concessa a chi esercita l’autorità nell’utilizzo del suo spazio. Ad esempio, un insegnante può rimanere nella sua cattedra, camminare per l’aula e anche sedersi sul tavolo di uno studente mentre tutto questo non è permesso allo studente.
scenari di pragmatica
Attività didattica
Obiettivo: realizzare un role-play che metta in evidenza le differenze culturali attraverso le strategie linguistiche scelte.
Durata per ogni scenario: 15-20 minuti
Materiale: distribuire per ogni gruppo copia dello scenario da realizzare nel role-play
Scenario numero 1: “ridare dei soldi indietro”
Immagina che una delle tue amiche che conosci da alcuni anni ha l’abitudine di chiedere in prestito dei soldi e di restituirli soltanto dopo un certo periodo di tempo. Sembra che di fatto lei sia in ritardo non solo con te nel ridarti i soldi che gli avevi prestato ma anche con altre persone. Due settimane fa, lei ti ha chiesto in prestito 20 euro e ancora una volta non ti ha ridato i soldi subito come ti aveva promessa. Hai deciso di aspettare ancora qualche giorno, ma adesso sei tu che ti trovi nella situazione di avere veramente bisogno di soldi. Adesso devi chiedere alla tua amica di ridarti i soldi prestati. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 2: “chiedere dei soldi in prestito”
Immagina che tu abbia dimenticato di fare colazione e adesso ti prepari a fare pranzo presso la mensa dell’Università. Quando stai cercando i tuoi soldi per pagare, ti rendi conto che hai dimenticato di portare con te il tuo portafoglio. A causa del tuo impiego del tempo, hai giusto il tempo per mangiare ma non abbastanza tempo per poter tornare a casa prima della lezione per prendere i tuoi soldi. Proprio in quel momento, ti avvedi che c’è un tuo/tua collega del tuo corso che conosci già da qualche anno che si è seduto vicino. Hai deciso di chiedergli in prestito i soldi per il pranzo. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 3: “prendersi un giorno di permesso”
Immagina di essere un dottorando che lavora per un progetto di ricerca di un(a) professore(ssa) con il/la quale hai avuto molte lezioni prima di fare questo progetto. Il tuo lavoro si dovrebbe svolgere nella stanza del professore ogni martedì e giovedì. Purtroppo, il prossimo martedì hai un importante colloquio con un eventuale datore di lavoro. Il colloquio di lavoro coincide con il tuo orario di lavoro, quindi devi prenderti un giorno di permesso per potere andare al colloquio. Devi chiedere al tuo professore il permesso di prenderti un giorno di permesso. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 4: “compiti a casa più lunghi del previsto”
Immagina che tu abbia avuto un raffreddore la scorsa settimana. Quest’ultimo è stato abbastanza forte da farti rimanere a casa a riposare ma non abbastanza forte da farti andare a vedere un dottore. Sebbene il tuo raffreddore sia sparito ora, non ti sarà possibile consegnare in tempo il compito per domani di una tua lezione. Il tuo professore donna ha detto chiaramente che non ci saranno scuse valide per chi consegna in ritardo i compiti di casa senza una ragione valida. Sebbene, tu non hai un certificato medico per scusarti, non ti puoi permetterti di prendere uno zero per il tuo compito. Immagina che tu conosca il professore soltanto per le poche ore svolte in classe. Tu vuoi chiedere alla professore(ssa) di lasciarti consegnare il compito in ritardo. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 5: “ Essere puntuali”
Immagina che tu sei un professore all’università. Nella tua classe, l’attività di gruppo e la partecipazione attiva è un elemento importante. Dall’inizio del semestre, uno tuo studente maschio è continuamente in ritardo. Soltanto alcune volte è arrivato puntuale alla lezione. Altri studenti nella classe sembrano essere disturbati dai ritardi dello studente. Dopo la classe, tu devi chiedergli di arrivare puntuale alle prossime lezioni. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 6: “presentazione”
Immagina che tu sei un professore all’università. Per il tuo corso, tu richiedi una presentazione personale sul materiale trattato in classe. La presentazione vale per 40% del voto finale e richiede anche la dimostrazione di alcuni esperimenti. Oggi è il primo giorno delle presentazioni, ma a causa di un problema tecnico con il materiale da presentare sarà necessario fare lezioni al posto delle presentazioni, in modo da coprire il tempo prima di riprendere le varie presentazioni. Comunque, l’ultima a presentare i lavori è una studentessa la quale ha portato con se vari strumenti e attrezzatura elettronica. Quindi, tutto questo materiale non servirà per la presentazione di oggi.
Come professore, tu vuoi chiedere a lei di posticipare la presentazione per la prossima lezione. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Obiettivo: realizzare un role-play che metta in evidenza le differenze culturali attraverso le strategie linguistiche scelte.
Durata per ogni scenario: 15-20 minuti
Materiale: distribuire per ogni gruppo copia dello scenario da realizzare nel role-play
Scenario numero 1: “ridare dei soldi indietro”
Immagina che una delle tue amiche che conosci da alcuni anni ha l’abitudine di chiedere in prestito dei soldi e di restituirli soltanto dopo un certo periodo di tempo. Sembra che di fatto lei sia in ritardo non solo con te nel ridarti i soldi che gli avevi prestato ma anche con altre persone. Due settimane fa, lei ti ha chiesto in prestito 20 euro e ancora una volta non ti ha ridato i soldi subito come ti aveva promessa. Hai deciso di aspettare ancora qualche giorno, ma adesso sei tu che ti trovi nella situazione di avere veramente bisogno di soldi. Adesso devi chiedere alla tua amica di ridarti i soldi prestati. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 2: “chiedere dei soldi in prestito”
Immagina che tu abbia dimenticato di fare colazione e adesso ti prepari a fare pranzo presso la mensa dell’Università. Quando stai cercando i tuoi soldi per pagare, ti rendi conto che hai dimenticato di portare con te il tuo portafoglio. A causa del tuo impiego del tempo, hai giusto il tempo per mangiare ma non abbastanza tempo per poter tornare a casa prima della lezione per prendere i tuoi soldi. Proprio in quel momento, ti avvedi che c’è un tuo/tua collega del tuo corso che conosci già da qualche anno che si è seduto vicino. Hai deciso di chiedergli in prestito i soldi per il pranzo. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 3: “prendersi un giorno di permesso”
Immagina di essere un dottorando che lavora per un progetto di ricerca di un(a) professore(ssa) con il/la quale hai avuto molte lezioni prima di fare questo progetto. Il tuo lavoro si dovrebbe svolgere nella stanza del professore ogni martedì e giovedì. Purtroppo, il prossimo martedì hai un importante colloquio con un eventuale datore di lavoro. Il colloquio di lavoro coincide con il tuo orario di lavoro, quindi devi prenderti un giorno di permesso per potere andare al colloquio. Devi chiedere al tuo professore il permesso di prenderti un giorno di permesso. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 4: “compiti a casa più lunghi del previsto”
Immagina che tu abbia avuto un raffreddore la scorsa settimana. Quest’ultimo è stato abbastanza forte da farti rimanere a casa a riposare ma non abbastanza forte da farti andare a vedere un dottore. Sebbene il tuo raffreddore sia sparito ora, non ti sarà possibile consegnare in tempo il compito per domani di una tua lezione. Il tuo professore donna ha detto chiaramente che non ci saranno scuse valide per chi consegna in ritardo i compiti di casa senza una ragione valida. Sebbene, tu non hai un certificato medico per scusarti, non ti puoi permetterti di prendere uno zero per il tuo compito. Immagina che tu conosca il professore soltanto per le poche ore svolte in classe. Tu vuoi chiedere alla professore(ssa) di lasciarti consegnare il compito in ritardo. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 5: “ Essere puntuali”
Immagina che tu sei un professore all’università. Nella tua classe, l’attività di gruppo e la partecipazione attiva è un elemento importante. Dall’inizio del semestre, uno tuo studente maschio è continuamente in ritardo. Soltanto alcune volte è arrivato puntuale alla lezione. Altri studenti nella classe sembrano essere disturbati dai ritardi dello studente. Dopo la classe, tu devi chiedergli di arrivare puntuale alle prossime lezioni. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
Scenario numero 6: “presentazione”
Immagina che tu sei un professore all’università. Per il tuo corso, tu richiedi una presentazione personale sul materiale trattato in classe. La presentazione vale per 40% del voto finale e richiede anche la dimostrazione di alcuni esperimenti. Oggi è il primo giorno delle presentazioni, ma a causa di un problema tecnico con il materiale da presentare sarà necessario fare lezioni al posto delle presentazioni, in modo da coprire il tempo prima di riprendere le varie presentazioni. Comunque, l’ultima a presentare i lavori è una studentessa la quale ha portato con se vari strumenti e attrezzatura elettronica. Quindi, tutto questo materiale non servirà per la presentazione di oggi.
Come professore, tu vuoi chiedere a lei di posticipare la presentazione per la prossima lezione. Come pensi di compiere questa azione linguistica?
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