mardi 24 novembre 2020

pratique didactique

 

"Au début, il y avait l'acte linguistique dans une scène culturelle".

L'étude de la dimension conversationnelle, sociolinguistique et finalement sociopragmatique sont mes horizons pédagogiques pour donner du sens à cet enseignement des langues compris comme une compréhension d'une autre culture. Par culture, j'entends le moyen de communication le plus utilisé pour agir linguistiquement de manière pertinente au sein d'une communauté linguistique. Ce travail de compréhension extra-linguistique, à l'aide du matériel didactique en classe, est rendu possible à partir de l'analyse du texte ou du dialogue comme lieu d'interprétation des relations sociales présentes entre les interlocuteurs. En traitant du texte didactique, j'utilise l'analyse des actes de langage avec leur force illocutoire et perlocutoire, sans oublier le rôle du plan locutoire, comme première méthode de rencontre avec l'unité de travail. Ces actes de langage utilisent une certaine «force» de communication en accord avec la théorie de la politesse linguistique car l'accomplissement d'un acte de langage est lié avec un certain degré d'imposition, le degré d’imposition entre les interacteurs ainsi que le pouvoir relatif entre eux. De plus, ces actes de langage prononcés par les locuteurs sont souvent exécutés en lien avec une prévalence dans une culture donnée à valoriser la face positive de celui qui reçoit votre message ou avec l'intention de préserver la face négative de l'interlocuteur. La capacité à utiliser des stratégies de communication en harmonie avec ces deux concepts de «face-work» sont des éléments centraux pour toute analyse conversationnelle pour comprendre les relations présentes dans un dialogue. Tenter de mettre en évidence ces éléments représente une manière très fructueuse, à mon avis, d'approcher le texte du point de vue de la «linguaculture» à étudier. Le souci purement morphologique peut trouver une réponse à travers l'analyse linguistique des formes verbales utilisées par les actes de langage constitués principalement autour d'un verbe compris dans sa capacité sémantique et pragmatique à donner du sens. L'apprentissage des stratégies langagières où les actes de parole sont utilisés en assonance avec la face négatif ou positif du locuteur ainsi que le degré d'imposition, la distance sociale entre les participants et le pouvoir relatif entre les interlocuteurs. Ces éléments de méthodologie sont mes outils opérationnels préférés pour comprendre l'enseignement des langues étrangères. De plus, la possibilité d'étendre le champ sémantique présent au sein du texte ou du dialogue reste un point important lors du développement de l'unité de travail.

Dans le cadre du choix du matériel pédagogique utilisé par moi pour faire cette transition vers la dimension culturelle, je préfère travailler avec des proverbes, des expressions idiomatique, des textes publicitaires, des slogans (au sens large), des rituels et des mythes présente dans une société, les textes sur le cinéma, le sport et la télévision. Ces exemples de matériels pédagogiques ont pour fonction d'aider l'étudiant en termes de «motivation» à aborder la langue à l'aide de textes culturellement mais aussi linguistiquement significatifs. De cette manière, nous démontrons que nous restons fidèles à notre défi de garder ensemble la dimension culturelle avec la dimension linguistique. Les stratégies didactiques à mettre en place sont liées à la compréhension de ces matériels culturels avec des exercices structurés, des choix multiples, des activités emboîtement, la définition de phrases, des activités de reformulation de proverbe ou de cloze ou d'autres jeux ludiques. Voilà quelques éléments de base de ma manière d'appréhender le travail d'un «professeur de langues étrangères » dans le but de former des jeunes capables de confronter leurs horizons culturels et de s'ouvrir au monde sans peur et sans frontières culturelles préétablies.

 

 

 

blog didactique: icebergitalia.blogspot.com

https://unimore.academia.edu/EdoardoNatale




















lundi 23 novembre 2020

analisi del dialogo In giro per Roma

 

 

 

Unità 4 – In giro per Roma


GIANNA

Allora, eccoci a Piazza Venezia: sul lato ovest c’è il Palazzo di Venezia, che fu inizialmente…


LORENZO

A Venezia! Dai, giriamo così, per favore, senza guida!


GIANNA

Ma scusa, siamo a Roma solo per due giorni e dobbiamo capire cosa vediamo. Per esempio, lo sapevi che il leone di San Marco di Palazzo Venezia viene dalle mura di Padova?


LORENZO

Guarda, adesso che lo so sono un’altra persona! Dai, andiamo!


GIANNA

Stupido!


GIANNA

Ed ecco piazza del Campidoglio: fu progettata da Michelangelo l’intera piazza alla metà del Cinquecento, quando… Ma Lorenzo! Non mi ascolti proprio!!


LORENZO

Sì… uff!


GIANNA

La sua costruzione iniziò nel 72 sotto l’imperatore Vespasiano e suo figlio Tito lo completò… Lorenzo! Mi stai ascoltando?


LORENZO

Eh? Sì, sì sto ascoltando… Suo figlio Tito… Vai vai!


GIANNA

Ma sei davvero impossibile! Basta con questi video!


LORENZO

Su Piazza Navona so qualcosa anch’io e... senza guida! In epoca romana era un anfiteatro!


GIANNA

No, uno stadio. Lo costruì l’imperatore Domiziano nell’85 dopo Cristo.


LORENZO

Uhm, sì. E quella è la famosa fontana dei Quattro Fiumi.


GIANNA

Sì, di Gian Lorenzo Bernini. Lorenzo, smettila di guardare le turiste!


GIANNA

Ed eccoci davanti a Castel S.Angelo. Pensa che fu un monumento romano, cioè la tomba di Adriano. Poi fu una fortezza. Lorenzo? Ma non mi ascolti proprio mai!?


GIANNA

Lorenzo, ma lo sapevi che Piazza di Spagna si chiama così perché nel ’700 c’era l’ambasciata spagnola?


LORENZO

Ah sì? Dov’era?


GIANNA

Guarda, là. Ma Lorenzo! La finisci di andartene di qua e di là? Uffa!


LORENZO

“La guida si arrabbia con lo studente indisciplinato”. È il titolo della foto.


GIANNA

Studente, sì, ma delle elementari! Cancellala!


LORENZO

No!


GIANNA

Cancellala! Dammela!

samedi 21 novembre 2020

corpus di articoli di Ilvo Diamanti

 https://ricerca.repubblica.it/repubblica/topic/persone/i/ilvo+diamanti

 

https://sentichiparla.it/politica/populismo-ilvo-diamanti/

 http://www.demos.it/mappe.php

 

 https://www.ilpost.it/tag/ilvo-diamanti/

 

Oltre il populismo cosa c’è? L’analisi di Ilvo Diamanti


Popolocrazia. È questo il titolo del libro di Marc Lazar e Ilvo Diamanti presentato dal politologo italiano, in dialogo con Ferruccio De Bortoli, durante il Salone Internazionale del Libro di Torino.

È un discorso quello di Diamanti che prende in considerazione l’evoluzione delle forme di stato dei paesi occidentali. Dalla nascita delle democrazie liberali ottocentesche, passando per il parlamentarismo e la sconfitta dei totalitarismi novecenteschi, per arrivare al ventesimo secolo con la “democrazia del pubblico” di Bernard Manin. Giunge poi a oggi, all’ascesa dei movimenti populisti che affermandosi sempre di più hanno dato vita a una nuova trasformazione: “Esiste un’evoluzione, o devoluzione, della democrazia in senso populista. Vuol dire che le istituzioni stesse, il funzionamento della democrazia, i modelli di partito, la competizione eccetera, hanno incorporato il populismo e ne hanno fatto una componente specifica”.

Questo significa, secondo Diamanti, che oggi chiunque desideri vincere le elezioni deve ispirarsi a un modello comunicativo di stampo populista. È una tendenza a cui tutti i leader, nella competizione elettorale, si stanno adeguando. Gli esempi vanno da Donald Trump negli Stati Uniti a Emmanuel Macron in Francia. Quest’ultimo, spiega, “ha attuato un modello apertamente populista. Ha fatto un partito personale, si chiama En Marche, E e M come Emmanuel Macron, e ha adottato una strategia frontale: contro le élite, la politica tradizionale e via dicendo, proprio lui banchiere Rothschild e ministro dei governi precedenti”.

La democrazia è legata ai modelli di comunicazione

Il politologo sottolinea come l’affermarsi della popolocrazia sia possibile, proprio in questo determinato momento storico, grazie all’enorme diffusione e utilizzo di Internet: “La democrazia è legata ai modelli di comunicazione perché è il rapporto fra ‘demos’ e ‘crathos’, popolo e governo”. Se un tempo erano i grandi partiti di massa a compiere questa azione, con l’avvento della televisione si è dato vita alla “democrazia del pubblico” in cui noi siamo spettatori e fruitori ultimi di una comunicazione verticale. Oggi, con la Rete, “non c’è più democrazia mediata, ma immediata. Questo è uno dei progetti fondativi del populismo, quello di andare oltre la democrazia rappresentativa perché qualsiasi mediatore è contraddittorio rispetto alla possibilità e il diritto di cittadini di decidere loro in via diretta”.

Questo tipo di mutamenti riflettono le trasformazioni reali della società. Diamanti invita a dare uno sguardo all’impronta sociale e territoriale che sta emergendo dalle ultime votazioni in Europa. Se una volta l’emergere del populismo era riconducibile a un’impronta abbastanza precisa come quella della lotta di classe, oggi questa operazione non è più possibile. La classica ripartizione destra e sinistra, con la rispettiva rappresentanza di interessi, da una parte classe operaia e dall’altra imprenditoria, è venuta quasi a mancare. La frattura sulla quale oggi si gioca la partita è quella centro – periferia: “Andate a vedere qual è la geografia del populismo. In Francia il voto alla Le Pen cresce in misura direttamente proporzionale alla distanza dalle città. Uguale per la Brexit. Il voto alle presidenziali americane? Molto simile. In Italia storicamente sono i centri più piccoli e poi le periferie”. Diamanti ci tiene a precisare come periferia non significhi necessariamente “periferia degradata” bensì il “sentirsi periferici rispetto ai centri, ai luoghi e ai gruppi che contano”.

Questo è un paese con una democrazia erosa, una popolocrazia

A proposito dell’Italia, il politologo evidenzia come sia un paese senza centro, “né politico, né territoriale”. Basta guardare la distribuzione del voto che per la prima volta è ripartito in maniera così omogenea. Diamanti non utilizza mezzi termini per esprimere la sua opinione a riguardo: “Non è soltanto un problema di populismi, è proprio un problema di paese. Questo è un paese con una democrazia erosa, una popolocrazia. Un problema molto serio con cui dovremo fare i conti a lungo”.

Le prospettive per il futuro, secondo Diamanti, sono tutt’altro che rosee, tanto che arriva a parlare di “fine progressiva della società e del rapporto tra società e istituzioni”. Per farlo, riprende una ricerca tratta dal libro di Tito Boeri “Populismo e Welfare State”, che evidenzia come l’indice di populismo sia inversamente proporzionale all’indice di stato sociale e come questo sia direttamente proporzionale all’esistenza della società, ossia corpi intermedi, sistemi di relazioni, gruppi e associazioni. “Se noi ci rassegniamo a una politica che sia individualizzata, in cui le relazioni avvengono soltanto per via mediale…la politica ha pensato che fosse meglio utilizzare come medium prima la televisione e poi la rete. Se ti rassegni a questo, ti rassegni alla morte della politica e alla morte della società. Poi altro che popolocrazia, ci avviamo verso un tempo di nullocrazia”.

vendredi 20 novembre 2020

Strumenti di analisi in linguistica pragmatica

 Alcuni strumenti utili per potere analizzare dei dialoghi nell'ambito della linguistica pragmatica.


Partendo dall'analisi di un dialogo viene offerta un insieme di strumenti utili per compiere un'analisi di tipo pragmatica. Trovarsi di fronte ad un dialogo potrebbe essere utile partire dall'analisi del verbo come modo per categorizzare gli atti linguistici intesi come il cuore dell'agire linguistico-sociale del emittente e ricevente. Partendo dal verbo possiamo collocare l'atto linguistico di tipo rappresentativo\assertivi ( il parlante con l'uso del verbo sostiene, comunica, annuncia) quando il locutore parla in funzione delle sue credenze e conoscenza. Poi abbiamo degli atti direttivi ( pregare, ordinare, consigliare) in cui il locutore si impegna nel fare un'azione futura. Atti espressivi con verbi come ringraziare, salutare, augurare, denunciare, ossia il locutore esprime il suo orientamento nel volere mantenere i contatti sociali. Atti dichiarativi con verbi come nominare, rilasciare, battezzare dove il locutore esercita un certo suo potere all'interno di un determinato ambito istituzionale. 

I parlanti quando proferiscono degli atti linguistici coinvolgono spesso la nozione di diritto e dovere interazionale all'interno del dialogo tra i vari partecipanti, vale a dire il diritto\dovere di pronunciare o meno un dato atto linguistico. Un altro elemento utile di analisi può essere l'analisi dello stile comunicativo dei parlanti partendo da concetti quali parlanti con uno stile di tipo diretto o indiretto, affermato o umile, caloroso o freddo, coinvolgente o distante. Inoltre è molto importante tenere il compito o scopo dell'interazione come cruciale per svolgere l'analisi. In seguito trovo molto utile le massime di cooperazione di Grice suddivise in 4 massime per cogliere il senso degli enunciati: - massime di quantità ( dire le cose informative) - massime di qualità ( dire le cose vere) - massime di relazione ( dire le cose pertinenti) - massime di maniere ( sii perspicace, evita l'oscurità, l'ambiguità, sii breve, sii ordinato). Proseguendo con gli strumenti di analisi, un ruolo essenziale viene ricoperto dalla cortesia linguistica con la sua suddivisione in cortesia positiva e negativa con i suoi concetti di faccia positiva e negativa. In altri termini, la faccia positiva rappresenta il bisogno di essere apprezzati e riconosciuti mentre la faccia negativa rappresenta il bisogno di mantenere la nostra autonomia e la distanza nei confronti dell'altro interlocutore. Questi due parametri dipendono da tre fattori quali ad esempio: la distanza sociale tra le persone, il grado di imposizione presente in quella data e il potere ( esplicitato o implicito) presente tra le persone. Tutti questi elementi trovano una cornice nel metodo di Hymnes denominato SPEAKING dove si prende in conto lo scopo della comunicazione e la situazione. Questa situazione possiede alcuni elementi descritti con questo metodo.

 L'acronimo SPEAKING si costituisce con S come scena fisica o luogo fisico della situazione e scena culturale

 P partecipanti all'evento linguistico ( parlante-mittente, ricevente, ascoltatore, uditorio, destinatario esplicito, implicito o collettivo

 E scopi risultati, fini 

A forma del messaggio ( dialogo, orale, narrativo)

 K chiave di lettura dell'evento e questione 

I strumenti per compiere tale evento ( voce, telefono, skype, messaggistica istantanea)

 N le norme presenti in questo evento linguistico

 G genere di questo evento linguistico ( barzelletta, romanza, articolo)

 

 

 Dialogo " Finalmente a Roma"

 

 Questo è il titolo di un dialogo che indica un'uscita della dimensione culturale di tipo " vincolati" per rientrare in una dimensione di tipo " soddisfatti". Questo titolo segnala un ritorno alla faccia positiva dopo momenti precedenti in cui si era scivolati verso una dimensione culturale di tipo " vincolati" e con costi elevati per la propria faccia negativa. 

Lorenzo inizia il dialogo con una domanda retorica per evitare di pagare dei costi per il suo bisogno di tutelare la propria faccia negativa. Questa domanda di tipo retorico pone distanza tra sé e l'interlocutore come effetto di tutela della sua faccia negativa. La verifica compiuta da parte di Lorenzo con il menzionare il contenuto presente nel sito internet è un modo per richiamare la sua adesione ad una massima di qualità, la quale non viene rispettata dall'albergo. Questa non rappresentazione del reale è una minaccia per la difesa della sua faccia negativa. " Mi dispiace, signore" come replica del receptionist è una replica minima per accertare la perdita di faccia positiva dell'albergo in modo minimo. Quindi anche l'albergo non intende pagare costi per questo problema. La replica breve significa ratificare una non volontà di pagare dei costi da parte del receptionist per questa perdita di faccia negativa da parte del cliente. In tal modo, l'albergatore mostra in definitiva poca attenzione per il bisogno di riconoscimento dell'interlocutore. Nella replica successiva, Gianna compie una domanda retorica perché vuole implicitamente ottenere una qualche soluzione dall'albergo. La domanda retorica è un modo per non aderire alla descrizione del reale offerta dal receptionist perché non intendo aderire a questa violazione della massima di qualità e neanche intendo pagare tali costi. Lorenzo afferma " senta" come verbo con forza direttiva per vedere il locutore aderire alla mia proposta, la quale consiste nel tentativo di ridurre i costi per la propria faccia negativa. Infatti la richiesta di lasciare i propri bagagli in un albergo non dovrebbe neanche essere una richiesta ma un servizio offerto da parte del receptionist il quale non offre nessuna alternativa dopo il suo turno di parola.

 

 Il receptionist ratifica in modo breve senza concedere benefici per la faccia negativa di Lorenzo, il quale vorrebbe ottenere una qualche riparazione da parte del receptionist. Quest'ultimo si mostra in sintonia con una dimensione culturale con un debole evitamento dell'incertezza mentre il cliente in questo dato evento linguistico aderisce ad un bisogno di adesione di forte evitamento dell'incertezza per evitare di perdere la faccia positiva andando in giro per la città di Roma con una valigia. La stessa ratifica di Lorenzo è di tipo breve restando in sintonia con l'adesione ad una massima di quantità in cui viene detto il necessario per rendere il proprio contributo sufficientemente pertinente. Tale replica breve consente il mantenimento di una scarsa disponibilità nel mettere in gioco la propria faccia in termini di costi. Il receptionist replica con un saluto come forma di riconoscimento e con una offerta di scusa finale come forma di riparazione per la faccia negativa coinvolta di Lorenzo e Gianna. 

Dopo questo primo impatto con l'albergo, Gianna mette in discussione la massima di qualità a proposito della presenza reale di internet e tv in camera d'albergo. Questa sarebbe un altro costo molto elevato per la faccia negativa di Lorenzo e Gianna in qualità di clienti. Il riferimento al sito serve per legittimare la scarsa attenzione alla massima di qualità offerta da questo albergo. Il sito internet era un modo per rimanere in adesione alla dimensione culturale di un forte evitamento dell'incertezza e soprattutto di essere in sintonia con una dimensione culturale di tipo " soddisfatti". Lorenzo replica mostrando di avere una consuetudine nel dovere perdere la faccia quando si tratta di alberghi che non rispettano la massima di qualità. Questo ha lo scopo di preparare il terreno giustificando forse un probabile disservizio come forma di mitigazione di fronte ad una forma di minaccia per il bisogno di qualche beneficio per la faccia di Gianna e Lorenzo. Il raccontare come verbo descrive una realtà dei fatti in questo genere di replica. Gianna ratifica la prassi di aderire ad una dimensione culturale di tipo " vincolati" in cui i benefici per la propria faccia positiva sono sempre ridotti al minimo. Questo rappresenta la situazione di vita per Lorenzo in termini di atti linguistici di tipo descrittivo.

Lorenzo risponde mettendo in luce l'assenza di adesione da parte dell'hotel in termini di massima qualità. Non si afferma la verità e pertanto si fa perdere la faccia negativa del cliente. L'enunciato in merito alle 4 fermate a Roma Termini è un modo per descrivere una realtà in funzione alle proprie credenze. E' una descrizione che conferma l'abitudine a pagare dei costi per la loro difesa in termini di faccia negativa. Gianna concorda nel fatto che l'albergo abbia violato la massima di qualità ma la zona in cui si trova è " bella" come modo per riguadagnare faccia positiva per la coppia. Questo è un modo per rientrare in una dimensione di tipo " soddisfatti" con Gianna che usa avverbi come " be, forse" con la funzione di mitigare questi atti linguistici. Lorenzo mette l'accento sul bisogno di approfittare della città come modalità per guadagnare faccia positiva aderendo ad una dimensione culturale di tipo " soddisfatti". Infatti Lorenzo esprime un atto linguistico di tipo direttico come "Da dove cominciamo" per spingere Gianna ad aderire a questa realtà in modo da ottenere dei benefici per la loro faccia positiva e nello stesso tempo ad aderire ad una dimensione culturale con un debole evitamento dell'incertezza ed essere " soddisfatti" per il fatto di trascorrere la giornata a Roma. Gianna enuncia il possesso della guida come modo per mostrare la sua adesione alla dimensione di forte evitamento dell'incertezza e nell'ottenere dei benefici alla sua faccia positiva. Questo enunciato di tipo rappresentativo esprime la visione della realtà di Gianna. Lorenzo risponde con " dovevo immaginarlo" come atto espressivo per conferire dei benefici alla faccia positiva di Gianna massimizzando il suo bisogno di faccia positiva ma allo stesso tempo è un modo per pagare dei costi per la sua faccia negativa mostrandosi in adesione ad una dimensione di debole evitamento dell'incertezza come modalità di vita per essere " soddisfatti" in termini di dimensione culturale. Insomma deve subire dei costi compiendo tale riconoscimento. Infatti, Lorenzo agentivizza Gianna nominandola " miss precisione" per esercitare il suo potere di descrivere il comportamento di Gianna. Questo è un modo per fare ridurre i benefici conferiti alla faccia positiva di Gianna. Gianna esprime una domanda sulle foto compiute in modo retorico implica in modo diretto da parte di Gianna come modo per evitare di subire i costi per la sua faccia negativa dovuto alla volontà di fargli delle fotografie da parte di Lorenzo. Probabilmente il momento, il luogo ossia la scena fisica e culturale non è opportuna per Gianna per subire gli scatti fotografici prodotti da parte di Lorenzo. Queste fotografie rappresentano per Gianna una minaccia per la faccia negativa di Gianna che vorrebbe probabilmente spostarsi in un altro luogo. Per tale motivo non avviene la ratifica sull'evento delle foto in questo momento. Lorenzo non ha il diritto secondo Gianna di fargli pagare tali costi per la sua faccia positiva. Infatti Gianna pronuncia " ma dai per favore" come richiesta per smettere di pagare tali costi con un certo grado di imposizione. Lorenzo per ottenere dei benefici ha bisogno di ottenere il diritto di chiedere a Gianna di pagare dei costi in termini di faccia positiva perché lei non si trova " bella" in fotografia. Quindi è una forma di minaccia per il bisogno di riconoscimento di Gianna per aderire ad una dimensione culturale di tipo " soddisfatti" mentre la replica di Gianna evidenzia la sua indisponibilità nel pagare tali costi e aderendo ad una dimensione di tipo " vincolati" in questo momento. Lorenzo non mitiga i costi della replica di Gianna notificando con " eh, beh" come modalità di accettare la descrizione del reale imposta da Gianna. Gianna propone di prendere l'autobus come atto rappresentativo della realtà poiché lei vuole andare in centro in autobus come modo per riguadagnare faccia positiva. Lorenzo non ratifica subito questa rappresentazione del reale perché vuole andare in centro in metrò perché è più facile come forte evitamento dell'incertezza da parte sua in termini di dimensione culturale. Gianna continua la sua descrizione per spingere in questa direzione. Lorenzo ratifica con un semplice " ok" breve per non concedere troppi benefici alla faccia positiva di Gianna e così lui subisce pochi danni alla sua faccia negativa. In questo modo anche l'accordo viene segnalato senza mostrare un vero riconoscimento verso la visione del reale offerta da Gianna.  




Unità 3 – Finalmente a Roma!


LORENZO

Ma come le stanze non sono pronte? Sul sito scrivete alle 12 e poi fino alle due non è possibile entrare?


RECEPTIONIST

Mi dispiace, signore, C’è stato un problema…


GIANNA

E che facciamo adesso?


LORENZO

Senta, possiamo almeno lasciare i bagagli qui e andare a fare un giro, intanto?


RECEPTIONIST

Certo, signore. Li lasci pure qui.


LORENZO

Bene. Allora noi andiamo. Arrivederci.


RECEPTIONIST

Arrivederci e scusate per l’inconveniente.


GIANNA

Speriamo che almeno in camera ci sia davvero la connessione in rete e la tv satellitare! Nel sito dell’albergo sembravano così belle le loro camere!


LORENZO

Mah, speriamo! Ti ho raccontato di quella volta che nella mia non funzionava l’aria condizionata? O di quando mancava l’acqua calda in bagno?


GIANNA

Sì sì, lo so che capitano tutte a te!


LORENZO

Beh, del resto anche questi dicevano “a due passi al centro” e guarda qui dove siamo! Quattro fermate da Termini e abbiamo anche dovuto cambiare linea!


GIANNA

Beh, forse non siamo proprio in centro, ma la zona non è male!


LORENZO

Beh, comunque godiamoci Roma! Allora, da dove cominciamo?


GIANNA

Guarda, ho qui con me una guida bellissima dei posti più belli di Roma.


LORENZO

Ah, dovevo immaginarlo! Miss precisione non poteva venire senza una guida!


GIANNA

Ma che cominci già con le foto? Ma dai, per favore!


LORENZO

Non guardare! Quelle spontanee sono le più belle!


GIANNA

Ma dai, non adesso! Fai vedere! Ah, sono orribile, come sempre!


LORENZO

E beh!


GIANNA

Vediamo se c’è un autobus che ci porta fino in centro.


LORENZO

Perché non prendiamo il metrò? È più facile, no?


GIANNA

Sì, ma con lautobus è più bello, vedi la città! Dai, aspettiamo un attimo. Ce nè uno che porta proprio in Piazza Venezia.


LORENZO

Ok.



lundi 16 novembre 2020

analisi pragmatica di un dialogo

 Il titolo di questo dialogo descrive una situazione come realtà.


Il dialogo inizia con " ah lorenzo" come modalità per nominare e avvicinare l'altro interlocutore con una funzione di tipo fatica e per ridurre la distanza emotiva del momento. " scusa ti dispiace" sono elementi linguistici per mitigare e rendere la richiesta quanto più felice possibile perché la richiesta è formulata in modo da preservare la faccia negativa dell'altro interlocutore. Inoltre la richiesta viene giustificata con un secondo enunciato per rendere più difficile un eventuale rifiuto. " certo nessun problema" è una ratifica svolta in modo breve per evitare sia i costi che i benefici nella richiesta compiuta precedentemente. Accidenti è una rinuncia di un disappunto ed è una grossa minaccia per il bisogno di faccia positiva di Gianna perché non si ama pagare i costi inflitti dalla nostra azione.

Lorenzo replica con "come non funziona" come forma di enunciato che non ratifica la perdita di faccia positiva da parte di Gianna poiché mette in discussione la realtà descrittiva della ragazza. Quindi è una forma di minaccia per la faccia positiva di Gianna, la quale afferma " non lo so" perché non intende pagare i costi per l'attacco di Lorenzo rivolto alla sua faccia positiva e propone un'alternativa per evitare un disaccordo. Gli enunciati di Gianna sembrano come atti linguistici proferiti da parte di chi ha paura di perdere la faccia positiva all'interno dell'interazione. La ratifica breve da parte di Lorenzo può essere intesa come un segno di poca considerazione per il bisogno di mitigare i costi per la sua faccia positiva. Lorenzo chiede " quante carte hai" come atto linguistico di verifica o di chiarimento come adesione alla dimensione culturale di "forte evitamento dell'incertezza" presente in molta cultura italiana. Gianna non ratifica offrendo una spiegazione della sua situazione del momento. Pertanto la domanda di Lorenzo appare come non pertinente in termini di massima di relazione ( Grice,1975). Lorenzo ricambia la richiesta dicendo che ora è lui che deve chiedere a Gianna di aspettarlo in una ottica di relazione paritetica tra i due parlanti. Gianna riconosce l'atto linguistico di Lorenzo come nuova rappresentazione del reale con il suo intento di "cercare lavoro" ma pone una certa distanza sociale tramite l'uso dell'avverbio " finalmente", il quale segnala un attacco al bisogno di riconoscimento alla sua faccia positiva. Cercare lavoro significa volere aderire ad una dimensione culturale con un orientamento temporale a lungo termine. Questo " finalmente" in un certo senso pone in discussione questa descrizione del reale offerta da Lorenzo. Lorenzo ratifica la visione di Gianna e aggiunge che cercare lavoro deve essere compiuto in modo rapido da parte sua per cercare di evitare l'incertezza presente in quella situazione in termini di dimensione culturale. Tale obiettivo ha la funzione di evitare una minaccia per il suo bisogno di faccia positiva. Per aumentare il suo bisogno di faccia positiva propone a Gianna di sedersi ad un bar per concentrarsi sulla lettura degli annunci di lavoro. Questo comportamento segnala da parte di Lorenzo la volontà di aderire ad una dimensione culturale di forte evitamento dell'incertezza. Gianna ratifica proponendo come soluzione di recarsi presso il " solito caffè" come atto in sintonia con il bisogno di forte evitamento dell'incertezza e di non creazione di ulteriori costi per la sua faccia negativa. Lorenzo indicando una ipotetica opportunità di lavoro con un tono un po' ironico mostra che non intende pagare troppi costi per la difesa della sua faccia negativa da preservare in sintonia con il suo bisogno di evitare l'incertezza in termini culturali. Un suo tentativo di valorizzare la sua ricerca di faccia positiva viene segnalato affermando la sua " bella presenza" come stringa lessicale per ottenere faccia positiva durante l'interazione con Gianna. 

Gianna replica con " ma va" non ratificando il tentativo ironico di ottenere dei benefici per il suo bisogno di faccia positiva da parte di Lorenzo. Questo rifiuto viene compiuto con un registro famigliare-colloquiale per sancire la non-serietà di questi propositi. Lorenzo legge tali requisiti che rappresentano sempre una forma di ostacolo per il raggiungimento di maggiori benefici per la sua faccia positiva. Per evitare troppi costi usa un condizionale come " potrei" come forma di mitigazione dei costi per la sua faccia positiva. Gianna ratifica con " sì certo però qui tra i requisiti dice laurea triennale". Questo è un ostacolo che minaccia la faccia negativa di Lorenzo, il quale cerca di aderire ad una dimensione culturale con un debole evitamento dell'incertezza mentre i requisiti sono un modo per segnalare un forte evitamento dell'incertezza da parte di chi ha redatto l'annuncio.

La replica di Lorenzo " vabbè sono dettagli" come forma di adesione ad una dimensione culturale di tipo debole evitamento dell'incertezza poiché non intende fare pagare dei costi alla sua faccia positiva. L'intento di telefonare è quello di valorizzare la propria faccia per ottenere dei benefici utili per il suo bisogno di trovare subito un lavoro. Nella telefonata di Lorenzo si vede un primo enunciato con funzione di giustificazione della propria telefonata. Poi si nota come nella richiesta di comunicare con il responsabile del negozio Lorenzo vuole ottenere dei benefici per la propria faccia positiva mostrando di aderire ad una società con alto indice di distanza sociale in cui le relazioni di lavoro sono di natura asimmetriche. Le risposte di Lorenzo invece rappresentano un'adesione alla massima di qualità ma non sono in linea con la massima di maniera perché la risposta " con il computer me la cavo benone" non evita l'ambiguità. In seguito la domanda sull'esperienza è una domanda che avrà la forza di fare pagare dei costi in termini di faccia positiva a Lorenzo, il quale offre una risposta ampiamente in assonanza con la massima di qualità parlando sinceramente sulla propria situazione universitaria. Di fronte a questa massima di qualità offerta da Lorenzo, l'interlocutore replica con un enunciato in sintonia con una massima di quantità in cui si enuclea che si cercano soltanto dei laureati. Lorenzo ratifica in modo breve per ridurre l'impatto in termini di costi per la sua faccia negativa. Gianna minimizza la situazione post-telefonata, in adesione ad una dimensione culturale di debole evitamento dell'incertezza,per ridare faccia positiva a Lorenzo dopo i costi subiti durante il colloquio telefonico. Questo comportamento linguistico di Gianna consente un ulteriore tentativo di potenziare la faccia positiva di Lorenzo mettendo in risalto il bisogno di aderire ad una dimensione di debole evitamento per trovare un lavoro. In seguito Gianna proferisce un atto linguistico come " non ti arrendere subito" con il suo valore di tipo direttivo per mettere in rilievo quello che l'altro interlocutore ( Lorenzo) dovrebbe fare per riguadagnare faccia. La ragazza Gianna mette in avanti un comportamento linguistico tipico di chi aderisce ad un orientamento temporale a lungo termine. Lorenzo concorda con questa dimensione culturale a lungo termine implicita per colui che cerca un lavoro. Tale adesione da parte di Lorenzo consente alla fine di ottenere dei benefici per la sua faccia positiva.











 

 

 

Unità 2 – Lorenzo cerca lavoro


GIANNA

Ah Lorenzo, scusa, ti dispiace se ci fermiamo un attimo al bancomat? Devo prelevare un centinaio di euro, non ho più contanti con me.


LORENZO

Certo, nessun problema.


GIANNA

Accidenti, non funziona! Ma si può...!?


LORENZO

Come, non funziona?


GIANNA

Non lo so. Cerchiamo un altro sportello, tanto qui è pieno di banche.


LORENZO

Ok.


LORENZO

Ma quante carte hai?


GIANNA

Ma no, è che ho aperto un nuovo conto in questa banca… Ma mi sa che chiuderò l’altro. Con i pochi soldi che ho, due banche sono troppe.


LORENZO

Ah, mi devi scusare tu, adesso. Prendo un attimo un giornale.


GIANNA

Ah, hai deciso di cercare lavoro, finalmente!


LORENZO

Sì, stavolta devo trovarlo, e pure presto! Senti, ti dispiace se ci sediamo in un bar? Voglio leggerlo un attimo con calma.


GIANNA

Certo certo. Beh, andiamo al nostro solito caffè, no? È qui vicino…


LORENZO

Eh dai! ... Guarda qui: importante ditta di calzature… Cerca un addetto alle relazioni esterne. Buona presenza… Beh, quella c’è, no?


GIANNA

Ma va’…!


LORENZO

Requisiti: buona conoscenza dell’inglese… Programmi informatici… Beh, potrei provare a chiedere un colloquio, no?


GIANNA

Sì, certo, però qui tra i requisiti dice pure: “laurea anche triennale”.


LORENZO

Vabbè, sono dettagli! Gli scriverò una mail dopo. Anzi, sai che faccio? Li chiamo subito! Allora… 02… Sì, buongiorno, senta, ho appena letto il vostro annuncio su “Il lavoro” e vorrei… Sì, certo, grazie. Mi passa il responsabile. C’è la musica… Buongiorno, mi chiamo Lorenzo Sorrentino e telefono per il vostro annuncio… Sì, esatto. Beh, sì, l’inglese lo so molto bene perché ho fatto una vacanza studio in Scozia. Con il computer me la cavo benone, ho anche un diploma ECDL. Esperienza? Beh no, sinceramente devo ancora finire l’università e… Sì sì, sono studente… Leggermente fuori corso, diciamo così… Tre anni, fuori corso. Ma mi mancano solo due esami e ho finito la tesi, e… Ah, capisco. Sì, capisco, certo. Grazie lo stesso, arrivederLa.

Vogliono solo laureati.


GIANNA

Dai, non fa niente. Cerchiamo tra gli altri annunci. Guarda quanti ce ne sono! Non ti arrendere subito! Chi la dura la vince!


LORENZO

Sì, hai ragione. Allora…


Analisi di un dialogo alla luce della cortesia linguistica

Analisi di un dialogo alla luce della cortesia linguistica.

 

L'analisi di questo dialogo prende le mosse dal bisogno di usare i metodi della pragmatica linguistica in senso ampio per analizzare i dialoghi presenti nei manuali di lingua italiana per stranieri. In questo caso viene realizzata un'analisi su un dialogo intitolato " un esame difficile" collocato all'interno del libro Progetto Italiano 2.

 

 Angelo, Angelo come richiamo della persona con funzione fatica poiché chiamare a sé una persona serve per ridurre la distanza sociale facendo ricorso alla cortesia linguistica.

Che c'è Matteo? Perché gridi così? Questo enunciato potrebbe essere interpretato con un effetto di ridimensionato dell'eccesso di cortesia positiva. Pertanto è una forma di minaccia per il diritto di associazione da parte di Angelo. Poi questa è una domanda retorica intesa come una Massima di maniera secondo Grice (1975) con un forte evitamento dell'incertezza.

La replica di Matteo sarà " finalmente ti trovo" è un modo per non pagare altri costi per la propria faccia positiva. Il verbo " senti" rappresenta il modo di fare una richiesta esplicita con un certo grado di imposizione. Inoltre questa richiesta viene realizzata con una verifica come forma di mitigazione.

Ad esempio la replica dello studente Matteo " a pieno voti" illustra una conferma come forma di valorizzazione della propria faccia. E' una forma di accettazione dell'adesione alla richiesta e pertanto è un modo per ottenere dei benefici per la propria persona.

La replica con " caspita, bravo" come forma di complimento con la possibilità di concedere faccia positiva a questo rappresenta una forma di minaccia per la faccia negativa di Matteo. L'atto linguistico della richiesta viene compiuto con una giustificazione. Tale richiesta viene compiuta con una giustificazione. Tale richiesta viene realizzata creando una contestualizzazione di tipo giustificativa e poi con l'uso dell'avverbio " assolutamente" come grado di imposizione per rendere più complicato la possibilità di rifiutare tale richieste. Angelo risponde con " Purtroppo" come avverbio di tipo negativa nella sua funzione di rammarico. Quindi l'informazione del suo rifiuto viene offerta subito all'interno del dialogo creando subito una forma di minaccia per la faccia positiva dell'interlocutore, il quale aveva creato un certo contesto per rendere più forte il suo atto linguistico. L'atto commissivo della " promessa" precede il rifiuto perché l'impegno della promessa è stato offerto in anticipo. Il pronome " li" ricopre la funzione di mitigazione evitando la ripetizione del soggetto del contendere in modo tale da evitare di fare pagare troppi costi alla faccia positiva dell'altro interlocutore. Il dialogo prosegue con " porca miseria. E adesso che si fa?" Il suo rifiuto rappresenta una grossa minaccia per la faccia positiva di Matteo. La domanda retorica serve per ottenere qualche suggerimento da parte dell'altro interlocutore. Angelo formula un primo atto linguistico come forma di giustificazione del suo comportamento. Scusami è un atto commissivo espresso perché non si intende pagare dei costi elevati per la mia faccia positiva, ossia Angelo non intende proprio pagare troppi costi. Poi propone una alternativa come forma di interessamento e quindi di valorizzazione della faccia positiva dell'altro mostrando di cercare di minimizzare i vantaggi per se stessi e cercando di avvertire i benefici dell'altro interlocutore. Le domande di tipo retoriche sono dei segnali di forte evitamento dell'incertezza da parte dell'interlocutore. Pronto Buongiorno dopo la forma di identificazione del parlante viene segnalato una forma di interessamento per valorizzare la faccia positiva della persona interpellata. Matteo Baretti non viene riconosciuto subito e questo è una forma di minaccia per la faccia positiva di Matteo. Poi in seguito avviene la giustificazione per riparare al mancato riconoscimento iniziale e poi il saluto di rito di interessamento di tipo fatico-ritualistico " come va?" " bene, bene" ratifica l'interessamento e poi si entra nel merito indicando l'elemento che mette in crisi la propria faccia negativa, ossia il rischio di perdita della faccia. Il riconoscimento è importante per la valorizzazione della propria faccia positiva. Il rischio è legato alla nominalizzazione del tema come la letteratura del 900. Stella risponde con una richiesta di verifica per comprendere la forza concreta della richiesta. Quindi è una richiesta di conferma. Si ratifica e poi si giustifica la propria telefonata con una forma di massimizzazione dei propri interessi con una spiegazione di tipo esplicita. Il verbo sapere " so" è un elemento di conferma della propria richiesta in modo da creare un grado di imposizione più elevato in modo da rendere più difficile rifiutare una richiesta: la richiesta viene svolta con un condizionale per mitigare l'atto linguistico come una possibilità e non certo una certezza nella richiesta. Quindi è una richiesta fatta con uno stile da cortesia positiva mitigata dal condizionale. Stella risponde con " incredibile" inteso come effetto stupore in termini di valorizzazione della propria persona perché sono tanti interessanti ai propri appunti. È una forma di valorizzazione della propria persona. La giustificazione del proprio stupore offrendo elementi di contestualizzazione: la stessa richiesta fatta da parte di altre persone come forma di rifiuto in modo indiretto come forma di mitigazione nel rispondere all'atto linguistico delle richieste da parte di Matteo. La conseguenza è il rifiuto ma viene di nuovo una soluzione alternativa per evitare una totale incertezza. Questo dell'incertezza da sconfiggere è un tratto molto presente nella cultura italiana. Le rassicurazioni sono una modalità per concedere faccia positiva all'interlocutore. Inoltre sono elementi in sintonia con la massima di relazione e con il bisogno di rendere il proprio contributo rilevante come atto linguistico. Matteo risponde con un " meno male" come modo per evitare di ratificare dei costi elevati per la sua faccia negativa. La sua richiesta compiuta con un basso grado di distanza sociale perché sono tra " pari" è realizzata con un grado di imposizione abbastanza forte perché è una richiesta che intende avere una sola risposta positiva, vale a dire una risposta positiva. Inoltre vuole evitare un forte evitamento dell'incertezza per avendo accettato di telefonare e pertanto deve accettare un debole evitamento dell'incertezza. " non ne so proprio niente, è una forma di accettazione nel pagare dei costi per la propria faccia negativa. La minimizzazione delle richiesti compiute da parte di Matteo spinge ad una risposta positiva da parte di Matteo ma serve un atto linguistico d'impegno per modificare il futuro con la promessa di restituire gli appunti rapidamente. La restituzione è una forma di riparazione per recuperare la faccia perduta. Matteo afferma " non ti preoccupare non ci sono rischi" come forma di evitare la minaccia nei confronti della sua faccia positiva perché il rischio è minimo con la promessa che rappresenta una forma di valorizzazione e responsabilità per la propria faccia positiva. Il " grazie mille" è un modo di accettare di pagare dei costi interazionali offrendo un ringraziamento come atto espressivo per accettare l'offerta di Stella.
Il dialogo tra lo studente e il professore Giannini rappresenta una situazione interazionale con molta distanza sociale e con un grado di imposizione elevato nell'ambito culturale italiano. Il prof Giannini inizia con la congiunzione " allora" per collocare l'inizio di un evento linguistico e per segnare un confine linguistico con la situazione contestuale precedente. L'enunciato è una forma di minaccia al bisogno di faccia negativa da parte dello studente. Lo studente viene indessicalizzato come signor Baretti e la domanda rientra nell'atto linguistico come forma di verifica per evitare di compiere un falso passo iniziale. Lo studente Matteo ratifica e paga il prezzo della minaccia per la sua faccia negativa. Va bene sarà la ratifica compiuta in modo breve. Dunque è una congiunzione per segnalare l'inizio effettivo del colloquio con una domanda molto ampia per consentire all'interlocutore di potere guadagnare faccia positiva, ossia vuol fare guadagnare dei benefici allo studente. Lo studente inizia con una esitazione " .... e" perché sta per perdere la faccia positiva nuovamente. Lo studente adopera il titolo onorifico " professore" come tentativo di mitigare e guadagnare un po' di benevolenza nei confronti del professore. Lo studente compie un atto commissivo come " mi scusi" e produce un'affermazione che descrive la situazione in preparazione da parte dello studente. L'uso dell'avverbio " affatto" indica una distanza notevole tra la domanda del professore e il candidato studente. Il professore replica con uno stupore nella risposta mostrando la replica dello studente come non pertinente in termini di massima di relazione perché non sono atti pertinenti alla situazione. Il professore afferma che " ve ne ho parlato più volte" come forma di massima di pertinenza e non intendo pagare dei costi per la mia faccia negativa con le affermazioni dello studente. Lo studente risponde con " davvero non me l'ha detto nessuno". Questa espressione dello stupore permette di mettere distanza tra sé e la situazione come tentativo di ridurre i costi da subire in questo genere di interazione di tipo asimmetrico. Lo studente affermando " non me l'ha detto nessuno" non intende pagare costi per la sua faccia positiva e voglio fare pagare dei costi ad una terza persona non nota usando una massima di maniera infelice perché non è pertinente come risposta dimostrando di rifiutare i propri doveri interazionali. Il professore risponde con una domanda retorica per fare capire l'infelicità dell'atto linguistico di tipo giustificativo e inutile. La spiegazione del docente è un tentativo di fare pagare dei costi alla faccia dello studente. Questa è la forza illocutiva nel dire questo. Lo studente afferma " nessuno mi ha detto" quindi è una risposta di tipo indiretto come atto linguistico di tipo espressivo perché mostra il suo stato emotivo di fronte alle domande del docente. Il docente continua affermando " andiamo avanti" intesa come non volontà di perdere troppo tempo vista la distanza sociale tra i due interlocutori. Il tema successivo è espresso senza la domanda per evitare di perdere la faccia negativa da parte del docente con la semplice richiesta " Antonio Tabucchi" per rendere minimo il suo atto di richiesta. Lo studente Matteo replica offrendo come risposta il rifiuto di pagare dei costi per la propria faccia positiva di fronte alle sue risposte cariche di costi molto elevati per la sua faccia positiva. Inoltre sono risposte che non seguono la massima di maniera perché non sono pertinenti e sono atti infelici perché non rispettano il patto comunicativo tra un docente e uno studente all'esame. Lo studente deve rendere il suo contributo informativo al massimo in sintonia con la massima di quantità. Lo studente usando nel suo enunciato il verbo " notare" compie un atto linguistico di tipo espressivo perché descrive e forse denuncia la sua situazione di non preparazione dicendo: " nessuno, me l'ha fatto notare, non è colpa mia" questo enunciato è un atto espressivo per mostrare una non disponibilità nell'accettare di pagare dei costi per la sua faccia positiva. La sua replica non è pertinente rendendo di fatto la sua massima di relazione non valida. Il suo comportamento linguistico è quello di coloro che non vogliono pagare dei costi da subire per le sue repliche. Poi queste giustificazioni rientrano in una non adeguata adesione con la massima di quantità rendendo il mio contributo informativo quanto richiesto. Le risposte dello studente non sono informative e quindi sono una forma di minaccia elevata per la faccia negativa del docente che non vuole essere associato con il comportamento non pertinente da parte dello studente. Lo studente afferma " non capisce" intesa come non volontà di pagare i costi descrivendo la sua non preparazione con un atto linguistico rappresentativo formulando un enunciato in funzione alle conoscenze e alle sue credenze. Quindi questo atto è in sintonia con la massima di qualità enunciando la sua verità. Lo studente Matteo colloca la responsabilità nei confronti di una persona come modo per segnalare la sua adesione alla dimensione di tipo " vincolati". Le informazioni di Matteo non sono pertinenti per il docente e rappresentano tanti atti di minaccia al suo bisogno di difesa della sua faccia negativa e al suo diritto di non associazione con lo studente. Il professore chiede " gli appunti di chi?" come forma di chiarificazione richiesta per fare pagare un po' meno i costi alla sua faccia negativa. Lo studente informa del proprietario degli appunti in sintonia con una massima di qualità. Il professor ratifica di conoscere questa persona mostrando di conoscere anche il legame tra gli appunti e il docente. In questo modo lo studente capisce che ha compiuto un atto linguistico infelice perché minaccia in modo severo la faccia positiva del docente.

samedi 14 novembre 2020

ESSERE O AVERE COME USARLO IN ITALIANO

ESSERE vs AVERE Non sei sicuro in quale contesto usare il verbo “essere” e in quale il verbo “avere”? Scoprilo con noi!  

 

 NELLA PRESENTAZIONE Immagina di aver appena conosciuto qualcuno e di aver bisogno di fare le presentazioni… 1) Usa il verbo “essere” per: dire il nome di qualcuno → Io sono Maria. Lui è Davide, il mio fidanzato.  esprimere la nazionalità → Io sono italiana. Loro sono americani. indicare la professione → Tu sei medico e tuo fratello è ingegnere, giusto? 2) Usa il verbo “avere” per: dire l’età di qualcuno → Carlo ha 38 anni, mentre tu hai 29 anni.   

NELLA DESCRIZIONE Immagina di dover descrivere il tuo migliore amico o la casa dei tuoi sogni… Come fai? 1) Usa il verbo “essere“: davanti ad aggettivi per descrivere qualcosa o qualcuno → Marco è bellissimo. / Queste scuse sono pessime! 2) Usa il verbo “avere“: davanti a nomi per descrivere qualcosa o qualcuno → Paolo ha gli occhi azzurri. / Davide e suo fratello hanno i capelli biondi.   NELLE SENSAZIONI Immagina di dover esprimere quello che provi… 1) Usa il verbo “essere” per: esprimere sensazioni emotive, emozioni → Siamo tristi per quello che è successo. / E‘ sempre felice di vederla. 2) Usa il verbo “avere” per: esprimere sensazioni fisiche, bisogni → Ho fame! / Ho sonno! / Ho sete!   AL POSTO DI ALTRI VERBI Immagina di voler sostituire un verbo… 1) Usa il verbo “essere” per: sostituire il verbo “trovarsi (in un luogo)” → Io sono a casa, Michele è a Parigi. 2) Usa il verbo “avere” per: sostituire il verbo “possedere” → Ha una bellissima casa. / I coniugi De Santis hanno un cane di nome Po.   Non sai con quali verbi usare “essere” e con quali, invece, usare “avere” come ausiliare? Nessun problema, vediamolo insieme! Usiamo “essere” come ausiliare: Di se stesso → Sono stato a Roma ieri. Con i verbi di movimento (andare, venire, partire, tornare, arrivare…) → Sono andata al supermercato questa mattina. / Mario è partito poco fa.  Con i verbi di stato (nascere, morire, ingrassare, dimagrire, rimanere, stare…) → Dante Alighieri è nato a Firenze. / Siamo ingrassati a causa delle prelibatezze della nonna! Con verbi riflessivi → Mi sono svegliata alle 7 stamattina. Con verbi impersonali → E’ successa una cosa fantastica! Usiamo “avere” come ausiliare in tutti gli altri casi! Esempi: Ho mangiato un tiramisù delizioso in quel bar. Davide ha avuto una promozione al lavoro. Abbiamo fatto una gita a Matera lo scorso weekend. Leonardo da Vinci ha dipinto La Gioconda. Avete mandato l’e-mail al professore?   ATTENZIONE! I verbi correre, passeggiare, nuotare, camminare, pattinare… richiedono comunque l’ausiliare “avere”, anche se esprimono una sorta di movimento!  Esempi: Ieri ho corso tutto il giorno! Abbiamo passeggiato lungo via Condotti. Sembrate stanchi: avete camminato molto? Ora che sai usare i verbi ESSERE e AVERE, impara come usare il verbo BISOGNARE! Vediamo se hai appreso i contenuti di questa lezione! Prova a fare gli esercizi! Rocco e Matteo italiani La nuova direttrice 32 anni Mio figlio gli occhi verdi Il tuo appartamento grandissimo! I miei genitori due macchine sportive Mio fratello e la sua fidanzata a Pechino! I nostri figli nati a Palermo Tu mai andato alla Mostra del Cinema di Venezia? Giuseppe mangiato a casa di Francesca Essere is usually followed by an adjective or a noun: Siete studenti? [noun] Daniela è medico. [noun] Tu e Anna siete cugini? [noun] Siete gentili! [adjective] Gli amici di Paul sono italiani. [adjective] Are you students? [noun] Daniela is a doctor. [noun] Are you and Anna cousins? [noun] You are kind! [adjective] Paul’s friends are Italian. [adjective] Avere is normally followed by a noun (or a noun accompanied by an adjective): 8 The verb avere, followed by a noun, is also used in a number of idiomatic expressions which correspond to English expressions using ‘to be’ followed by an adjective or an adverbial phrase: Hai il libro? Non ho tempo. Abbiamo molti amici. Hanno una casa grande. Paolo e io abbiamo una macchina. Have you got the book? I haven’t time. We have a lot of friends. They have a big house. Paolo and I have got a car. avere caldo avere fame avere freddo avere paura avere ragione avere sete avere sonno avere torto avere fretta to be hot to be hungry to be cold to be afraid to be right to be thirsty to be sleepy to be wrong to be in a hurry Abbiamo fame. Avete ragione! Marina ha fretta. (Lei) ha sete, Signora? Non hai freddo, Claudia? We are hungry. You’re right! Marina is in a hurry. Are you thirsty(, Madam)? Aren’t you cold, Claudia? Unit 4 31 Complete the following sentences using the correct form of essere. Example: Alberto ————— a Roma: è 1 (noi) ————— italiani. 2 (tu) ————— scozzese? 3 (io) non ————— felice. 4 Gli studenti ————— in biblioteca. 5 (voi) ————— molto gentili. 6 Lei ————— medico? 7 La cena ————— pronta. 8 I libri ————— sulla scrivania. 9 Tu e Jim ————— amici. 10 Paolo e io ————— giovani. 11 Gli impiegati ————— gentili. 12 (voi) ————— simpatici. 13 Enrico non ————— biondo. 14 Gli italiani ————— allegri. 15 (tu) ————— amica di Giulia? 16 Laura ————— magra. 17 L’esercizio ————— difficile. 18 (io) ————— straniero. 19 Tu e Billy ————— stranieri. 20 (Lei) ————— stanca, Signora? Exercise 2 Complete the following sentences using the correct form of avere. Example: Jenny e John ————— una figlia: hanno 1 (noi) non ————— tempo. 2 (Lei) ————— la macchina? 3 (io) ————— molti amici. 4 I Signori Illy ————— due figli. 5 (voi) ————— i libri? 6 Sandro ————— sempre fretta. 7 Il professore ————— molti studenti. 8 (tu) ————— il libro? 9 Marco e io ————— sete. 10 Quanti anni (tu) —————? 11 (voi) ————— il biglietto? 12 Domenico ————— un fratello. 13 (noi) ————— un esame. 14 (loro) non ————— figli. 15 (tu) ————— l’indirizzo di Luca? 16 Carlo non ————— la televisione. 17 I nostri amici ————— dei problemi. 18 (tu) ————— molto lavoro. 19 (io) ————— 16 anni. 20 Professore, ————— tempo?