mercoledì 21 dicembre 2011

CORTESIA LINGUISTICA E ARTICOLO 18

Lavoro:Di Pietro,art.18 atto civilta'
Fare chiarezza su soldi distribuiti 'a pioggia' ad imprese

ROMA, 20 DIC - ''Non ha alcun senso cancellare l'articolo 18 che e' un atto di civilta' per lavoratori e imprese. Non serve mettere gli uni contro le altre ma piu' imprese sane e piu' posti di lavoro''. Lo afferma il leader Idv Antonio Di Pietro. ''Bisogna fare chiarezza - chiede Di Pietro - sui 45-50 miliardi che vengono distribuiti a pioggia sulle imprese senza sapere che fine fanno e che cosa producono. Quei soldi devono essere usati per rilanciare il sistema delle imprese sane''.

Dato il contesto nel quale s'inscrive questo titolo notiamo come il titolo scelto per evidenziare le parole dell'onorevole Di Pietro serva a fare pagare un costo alla faccia positiva di Confindustria e alla Ministra Fornero sulla loro proposta di modificare l'articolo 18 del codice del lavoro inteso come atto di minaccia per la faccia collettiva del mondo operaio.
Il sintagma "fare chiarezza" offre una minaccia per la faccia positiva di chi distribuisce i contributi dello stato senza verificare l'impatto di tali finanziamenti e pertanto compie un atto di minaccia alla faccia positiva del Ministero in quanto istituzione e soltanto in modo indiretto all'attuale Ministra Fornero. L'espressione "non ha alcun senso" è di nuovo un atto di minaccia molto forte per la faccia positiva di confindustria e del Ministro Fornero in quanto implica le loro decisioni come appartenente ad un modo di pensare privo di civiltà e quindi molto lesivo per la loro faccia positiva intesa come possibilità di essere attori protagonisti positivi della riforma del modo del lavoro. L'inutilità delle proposte venute fuori dal governo e sostenute da parte di Confindustria esplicitato dalle parole di Di Pietro rappresenta un ulteriore atto molto lesivo in termini di cortesia linguistica nei riguardi dell'operato del governo, il quale dovrebbe concedere dei benefici alla faccia positiva delle imprese sane e alle imprese creatrici di nuovi posti di lavoro. Questo enunciato intende dire che esistono molte imprese che non sono sane ossia non rispettano le regole della legalità compiendo un atto di minaccia per la faccia negativa delle altre aziende che rispettano al contrario le regole. Inoltre ci sono aziende sostenute dal governo che non soltanto non creano posti di lavori ma licenziano i loro operai causando un atto minaccia per la faccia collettiva del governo incapace di conferire benefici alla faccia positiva delle aziende meritorie compiendo un atto di minaccia per la faccia collettiva del popolo italiano secondo il pensiero espresso dall'onorevole Di Pietro.

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