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sabato 26 ottobre 2019

attivita' di conversazione in classe di lingua italiana per stranieri

Attività di conversazione generale tratte dal sito Caffescuola.com

 Vero, vero, falso

 L'insegnante scrive alla lavagna tre fatti della propria vita (presente, passata o futura) e spiega agli studenti che due di questi sono veri, uno è falso. Per esempio scrive: • ho avuto una fidanzata americana • sono un bravo cantante • il mio dolce preferito è il tiramisù Il docente chiede agli studenti di preparare, a coppie, alcune domande da fargli per scoprire quale sia il fatto falso. Dichiara che lui non è obbligato a dire la verità. Gli studenti lo interrogano e, finite le domande, l'insegnante chiede agli studenti quale sia secondo loro la frase falsa, che verrà votata per alzata di mano. Alla fine il docente rivela la soluzione. Poi ogni studente scrive su un foglio o sul proprio quaderno due fatti veri e uno falso della propria vita. A turno ogni studente dice alla classe le proprie frasi e l'insegnante le scrive alla lavagna. Gli altri studenti gli fanno delle domande per scoprire quale sia quella falsa. Il docente incoraggia facendo lui stesso delle domande. Se il tempo a disposizione è poco, gli studenti fanno l'attività in coppia anziché in plenum.




Riscaldamento ad inizio lezione

 L'insegnante chiede agli studenti di parlare, a coppie, di uno dei seguenti argomenti:

• chi hanno visto ieri e di cosa hanno parlato;
• che cosa hanno mangiato stamattina;
• com'è stato il tragitto da casa a scuola stamattina; • con chi hanno parlato al telefono l'ultima volta e di cosa; • qual è l'ultimo piatto che hanno cucinato; • un luogo interessante che hanno visitato nel fine settimana; • qual è l'ultima cosa che hanno comprato; • dove hanno comprato i vestiti che hanno addosso; • qual è stato il loro primo: lavoro / bicicletta / amico / casa / giocattolo / animale domestico / nuotata / vacanza / ricordo / giorno di scuola / bevanda alcolica / automobile / volo aereo...



Indizi disegnati

 Il docente disegna alla lavagna un indizio relativo a qualcosa che ha fatto il giorno prima, come una scarpa di tango, un bicchiere di vino, un libro. Gli studenti devono fargli delle domande per scoprire esattamente cosa abbia fatto, dove e con chi. Devono essere domande molto precise, con risposta sì o no. Per esempio: Hai studiato a casa? Hai visto un tuo amico? Sei andato in discoteca? Non vanno bene domande generiche a risposta aperta come Cosa hai fatto? o Dove sei stato? Quando è stato scoperto cosa abbia fatto l'insegnante, gli studenti fanno un proprio disegno relativo al giorno precedente, e l'attività prosegue in coppia o in plenum alla lavagna. Variante: la stessa struttura del gioco può essere utilizzata per praticare il futuro, se l'oggetto è relativo ad esempio a un sogno nel cassetto, o a un progetto non ancora realizzato.

L'oggetto invisibile Il docente pensa ad un oggetto e lo disegna nell'aria di fronte alla classe. Il primo studente che indovina cosa sia, guadagna un punto. Chi ha vinto (o a turno) deve disegnare un nuovo oggetto di fronte alla classe. Varianti: dopo aver disegnato in aria l'oggetto, lo studente lo “utilizza”. Per esempio, se disegna un bicchiere, subito dopo fa finta di prenderlo in mano e di bere un po' di acqua. Si può giocare a coppie, a gruppi e limitando il campo semantico degli oggetti da disegnare (oggetti della casa, vestiti, alimenti, ...)


. Correzione degli errori a fine lezione Durante la lezione l'insegnante evita di correggere immediatamente gli errori degli studenti, a meno che non compromettano la comunicazione, ma ne prende attentamente nota sul proprio quaderno. A fine lezione scrive alla lavagna le frasi con gli errori più significativi che ha sentito, e chiede alla classe, frase per frase, di correggerli.

 Lista di parole

All'inizio della prima lezione di un livello principiante assoluto l'insegnante chiede ad ogni studente di stilare in segreto una lista di 10 parole conosciute in italiano, o meno se non ne conosce abbastanza. Come pizza, mafia, spaghetti, etc. Poi in plenum si controllano le parole e si assegnano i punti: - 3 punti per ogni parola scritta da un solo studente; - 2 punti per ogni parola scritta da due studenti; - 1 punto per ogni parola scritta da più di due studenti. Chi ottiene il numero maggiore di punti vince un piccolo premio, come una caramella.


Ho una barchetta piena di...

L'insegnante prepara e mostra una barchetta di carta agli studenti e dice, per esempio: - Ho una barchetta piena di mele. Passa poi la barchetta a uno studente che deve dire la frase precedente aggiungendo un altro tipo di frutto, per esempio: - Ho una barchetta piena di mele e di pere. Si continua così per un numero di parole che l'insegnante ritiene opportuno. Quando uno studente si dimentica di una parola o ne confonde l'ordine viene aiutato dai compagni o dall'insegnante. Varianti: per facilitare l'attività, l'insegnante scrive alla lavagna l'iniziale di ogni parola detta. Anziché con la frutta il gioco può essere fatto con qualsiasi campo semantico, per ripassare ad esempio i vestiti, i negozi, i nomi di parentela, etc.


La stella della memoria

 L'insegnante disegna alla lavagna una stella e scrive sulle cinque punte le parole vista, udito, tatto, olfatto, gusto.

Chiede alla classe di copiare la stella su un foglio di carta e di scrivere una o più parole per ogni punta, relativamente a un ricordo di un'esperienza memorabile relativa a quel senso. Per esempio per la vista potrebbero scrivere Tramonto in Egitto, o Fuochi d'artificio a Venezia. In gruppi di due o tre persone gli studenti si mostrano l'un l'altro le proprie stelle e si fanno domande circa ciò che hanno scritto, come: • Cosa vuol dire? • Cosa ti è successo? • Dov'eri? • Come ti sei sentito? • Com'era? / Di cosa sapeva? / ... Alla fine ogni gruppo racconta alla classe qualcosa di particolarmente interessante emerso nella loro conversazione. L'insegnante chiede agli studenti di parlare a coppie di quale sia, secondo loro, il senso più importante e quello meno importante, e perché. Il docente chiede poi agli studenti se secondo loro esista un sesto senso. Ne hanno avuto esperienza personale? Che parole si potrebbero associare al sesto senso? Discussione in plenum.


Risultati immagini per stella con cinque punti



L'insegnante spiega cosa sia Taboo mostrando una carta che ha preparato in precedenza, come nell'esempio:

Giardino
fiori
erba



 Scopo del gioco è far indovinare ai membri della propria squadra la parola scritta in cima alla carta, senza però pronunciare una delle cosiddette parole tabù, ossia le tre parole scritte sotto. Lo studente legge la propria carta in silenzio e può rispondere alle domande dei compagni come vuole, basta che non pronunci le tre parole vietate, o i loro derivati. L'insegnante divide la classe in due squadre, e chiede ad ogni partecipante di scrivere una parola da indovinare, con le relative parole vietate sotto. L'insegnante ritira le carte e chiede a un membro di una squadra di venire alla lavagna, poi gli consegna una delle carte preparate dalla squadra avversaria. Lo studente deve far indovinare questa parola ai componenti della propria squadra, rimasti seduti, senza utilizzare le parole tabù e senza gesticolare. Ogni parola indovinata vale un punto. Se vengono pronunciate le parole vietate il turno passa alla squadra avversaria. L'insegnante chiama a turno tutti gli studenti, passando da una squadra all'altra. Varianti: anziché far preparare le carte agli studenti, l'insegnante può portarne di già fatte, con il lessico che intende ripassare. Se gli studenti sono pochi e non è possibile giocare a squadre, ogni studente prepara una carta e la passa al compagno alla sua destra. Chi riceve la carta cerca di far indovinare la parola a tutti gli altri studenti, escluso chi l'ha scritta, che in quel turno rimane in silenzio.



L'insegnante scrive alla lavagna le parole Fra un anno... e disegna sotto un triangolo. Poi su ogni vertice scrive le domande: • Dove vorresti essere? • Con chi vorresti essere? • Cosa vorresti fare?

 Il docente invita uno studente a fargli le domande alla lavagna, a cui risponde, e poi chiede alla classe di fargli altre domande di approfondimento, le più utili le aggiunge sotto il triangolo (Dove si trova questo luogo? Perché vorresti essere con lei? ...). L'insegnante chiede agli studenti di disegnare il proprio triangolo, scrivendo ai vertici poche parole che indichino le proprie risposte, per esempio: New York, Maria, cena romantica. Il docente divide gli studenti a coppie o a gruppi di tre, i quali si mostrano l'un l'altro i triangoli e si fanno domande di approfondimento. Quando tutti hanno discusso per un po', l'insegnante chiede ad ogni gruppo quale sia l'attività più interessante emersa, con gli studenti e lui stesso che fanno delle domande per approfondire il tema.


L'insegnante chiede agli studenti se sappiano giocare a Battaglia Navale e illustra le regole del gioco alla lavagna. Divide gli studenti a coppie e consegna ad ogni studente un foglio con le tabelle del gioco. Spiega che anziché dichiarare lettere e numeri, per colpire una nave nemica è necessario dire il soggetto e il verbo al tempo verbale da ripassare. Ad esempio anziché dire B-2, il giocatore deve dire TU STAI. Per rendere il gioco più interessante gli studenti possono dire, oltre al soggetto e al verbo, una frase completa, come TU STAI BENE. Variante: si può cercare di colpire due navi contemporaneamente, per esempio, nel ripassare il periodo ipotetico, dichiarando due verbi: Se tu avessi più pazienza, io sarei più tranquillo.


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