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domenica 24 novembre 2019

POESIE ESTEMPORANEE, CONTRASTO POETICO

Esempio di poesie estemporanee in sintonia con la tradizione della poesia italiana in ottava rima.
Il modello presentato è quello di una poesia che debba essere recitata in pubblico in modo estemporaneo per dare forza ad un poetare a braccio come avveniva nel passato in alcune regioni italiane quali la Toscana, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Lazio.


 Tutta colpa del dialetto

Non mi piace parlare il dialetto
perché mi fa sentire solo un allievo
o forse mi tocca sentir il mio difetto.
Questo certo non offre nessun sollievo
e per questo non mi sento benedetto
di fronte a tutto questo che ricevo
pertanto provo a vivere ragionevolmente
un sentimento che porto colpevolmente.

Ad ogni modo difetto

Questo luogo mi pare amichevole
e non per questo mi sento un architetto
ma non vedo tutto come incantevole
perche alla fine trovo sempre il difetto
che mi pare sempre molto notevole
e questo lo detto e lo ammetto
per non pensarci sopra stasera bevo
e questo mi procura spesso un poco di sollievo.


Scocca il passo.

Ad ogni passo sulla mia strada sento una minaccia
che rappresenta il male nella sua forma di antipasto
questo assillo sempre presente mi schiaccia
e cerco in ogni modo di uscire da questo guasto
continuando a camminare come se fossi ad una caccia
e mi ripeto spesso che il mondo infondo e' vasto
e pertanto devo provare a cambiare il mio sguardo
per permettermi di non essere più codardo.

Parole prese al volo

Alla fine il mio mondo è quello che guardo
mentre tu senti il mondo che ti schiaccia
vivo il mio tempo senza traguardo.
Tu invece hai sempre voglia di metterci la faccia.
Potrà mai essere che io sono sempre in ritardo
e tu hai capito che la vita si mangia come una focaccia.
Capisco che parlare con te non vale un pasto
e che la prossima volta eviterò questo contrasto.

Nuovo disegno

Sentivo dei nuovi rumori fuoriuscire dal palazzo
e all'improvviso mi catapultai nel mio credo,
e trovai nel mio pensare cose piene di imbarazzo,
c quando ti trovi ad una festa senza il tuo corredo
e ti domandi come mai mediti cose da strapazzo.
Forse ora è tutto quello che possiedo
ma sento che in questo nuovo regno
tutto il mio vivere ha trovato un nuovo disegno.

Il silenzio dei tuoi occhi

Al silenzio non mi rassegno
pur essendo ancora un vecchio ragazzo
vivo, ascolto e penso con il mio ingegno
con la speranza che l'amore sia pazzo
o altrimenti distruggi ogni forma del suo segno.
Se pertanto non ho il diritto di entrare nel tuo palazzo,
alla volontà del mio destino è ciò in cui credo
e annusare i tuoi occhi è quel poco che io chiedo.

A malapena

In questo mondo non sono mai salito in scena
per rimanere sempre fedele al mio lato “ stupendo”.
Ho vissuto sempre per cosi dire a malapena
perché solo in questo modo mi “ difendo”
pur sapendo che così facendo mi arrecò tanta pena.
Per ora proseguo nel mio classico “ attendo”
pur conscio di non aver mai consenso
mi pare giusto e buono cercare il senso.

Cena

In una vita dove non mi sorprendo
vorrei tanto non aver paura di ciò che penso;
per ora lo star al mondo mi pare orrendo
perché ai tanti viene privato ogni compenso
e per questo che il capo lo appendo
perché questo è un atto che dà consenso
e per finirne una volta per sempre con questa cantilena
abbiate il coraggio di non pensare sempre alla vostra “ cena”.

Nella locanda

Se non leggo questo testo vivo con il bavaglio
ma poi per sentirmi meglio voglio solo andare in locanda
dove ogni atto alla fine sembra pur sempre uno sbaglio
e per non pensarci sopra ordino anch'io una bevanda
che come risposta alla vita mi pare un pessimo bagaglio
dove però è facile trovare una propria banda
che possa concederci un nuovo canto
per non farmi sentire così affranto.

La mente mente.

Ad ogni passo che faccio una domanda
e questo non perché sia un santo
forse lo spirito apprezza questa bevanda
magari per vivere qualche momento d'incanto
la mia mente si sente capobanda
e in questo cogitare la mente non ha rimpianto
perché di fatto lei non sarà mai il mio bersaglio
in un mondo dove solo lei è il mio ammiraglio.

Uscire dalla pineta
Il mio andare è sempre incerto
e tutto il mio tempo è sempre teso.
Forse mi ritrovo spesso ad essere incerto
o per meglio dire senza peso.
Avrei voluto esser un esperto
ma mi sento di esser solo un incompreso
e cerco ancora quella cometa
che mi faccia uscire dal buoi della pineta.

Non essere preso

Forse era meglio nascere analfabeta
o per meglio dire vivere sempre allo scoperto.
Cerco con ansia e trepidezza la meta
e vedo soltanto ogni giorno un gran deserto
e così facendo sento sempre una grossa seta
mentre guardo la vita come un gran concerto
sostengo per me il mio sentire “ arreso”
pur provando ad ogni modo di non essere “ preso”.

Il prezzo della solitudine

Non vivo certo per avvertire un sentimento di grandezza
ma per aver con me un po' di euforia
che porterebbe sicuramente un minimo di saggezza
e perché non dedicarmi alla ricerca della famosa “ armonia”
anzi credo che ciò che conta veramente sia una carezza
per aver sempre con sé un po' di compagnia.
Per ora langue tutto questo in un gran pettegolezzo
al quale bisognerà dare prima o poi un prezzo.

 Tutto storto
il percorso da fare mi sembra molto storto
e ogni giorno mi sento scosso
di fronte all'assenza completa di ogni conforto
ho paura di diventare solo carne ed osso
senza sentire in arrivo nessun porto
ma soltanto qualcosa di molto grosso
che ogni giorno appare aver un costo
ma che agli occhi in verità rimane nascosto.

Vivere composto

Mi alzo di fronte a voi un po' commosso
anche se mi vedete molto composto
il mio volto tradisce un po di rosso
di quel pudore come nel calore di Agosto
che ti porti aspramente addosso
perché ti senti come un arrosto
alla ricerca di un nuovo orto
per sentire dentro mai più il morto.

Dov'è l'ingresso

In nostro cammino cerca sempre l'ingresso
e questo non e' sempre un buon pretesto
soprattutto quando hai in mente un espresso
per non sentir il tuo tempo soltanto disonesto.
Hai già avuto modo di capire l'eccesso
ma continui a non capire tutto questo
che forse era meglio un lavoro in portineria
piuttosto che dover vivere questa porcheria.

Silenziosa macelleria

Mi sento muto quando protesto
e peggio ancora il tutto viene represso
e non consola sentirsi tanto modesto
se alla fine non ti senti sottomesso
in un tempo dove tutto e' molesto
si e' perso ogni senso di progresso
e alla fine per evitare questa macelleria
bisognerà pure che io giochi alla lotteria.


Senza motivi

Tanto per dire non c'è un buon motivo
che mi dia un senso di giustizia.
Sento il mondo come nocivo
ed è per questo vivo in avarizia
ma senza mezzi sii comprensivo
di fronte a qualcuno senza malizia.
Non giudicarmi come pidocchio
ma prova a mutare questo ranocchio.

Oltre lo scoglio

Queste righe non sono un imbroglio
e non vengono da un campagnolo
ma portano con sé un germoglio
come nel richiamo dell'usignolo
che supera a fatica ogni scoglio
quando ritrova il gusto per il volo
che è per lui il suo modo
per evitare di finire nel brodo.










1 commento:

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