mercoledì 28 aprile 2010

articolo di societa'

Il potere di risvegliare la propria coscienza
Quando intravedo quali sono gli intenti della Ministra della Pubblica Istruzione mi rendo sempre più conto dell’abisso culturale e sociale nel quale si trova inabissata l’Italia. Questa premessa nasce dal dibattito incentrato sulla realizzazione di graduatorie regionali per il personale insegnante per la scuola pubblica italiana. La mia critica si incentra sul fatto che fare delle graduatorie regionali senza fare dei concorsi per stabilizzare il personale docente nella scuola italiana è un modo “political correct” (traduzione non esistente in italiano) di sostenere una politica di reclutamento razzista e di estromissione nei confronti dei docenti meridionali costretti per svolgere il loro lavoro di lasciare il loro territorio per andare a supplire alle mancanze locali. Questo approccio è figlio della politica culturalmente chiusa della lega Nord, la quale vede nella diversità un attacco all’identità provinciale dei territori del nord, prigioniere di un modello di “star insieme” incapace di includere i tanti nuovi modi di star insieme presenti sul territorio. L’unico anti-corpo a questa situazione secondo la mia analisi è costituita dalla presenza dei figli dei immigrati presenti da numerosi in Italia. Questa seconda generazione definita in modo erroneo “generazione Ballotelli” , intesa come generazione che non si fa etichettare come ribella, sportiva e modaiola mentre il suo comune denominatore nell’etica dello sforzo e del sacrificio nel proprio impegno scolastico o lavorativo sempre spinti a dare il meglio di loro nella loro vita quotidiana. In questi nuovi cittadini riesco a porre qualche brandello di speranza all’interno di un corpo malato chiamato “Italia”, la quale trova una sua strada di speranza nel ripiegamento di se stessa e nell’evitare ogni forma di relazione interculturale con i suoi nuovi italiani, unici cittadini ancora avidi di “italianità”.
Davanti a questo barlume di speranza che intravedo in questi ragazzi, la risposta della Lega tramite l’intermediazione della Ministra Gelmini si dirige in modo paradossale verso una strada da razzismo del differenzialismo come nella tradizione un po’ germanica e quella peggiore di stampo segregazionista alla sudafricana detta “apartheid”. Davanti allo scempio quotidiano perpetrato dalla cecità politica del governo Berlusconi dobbiamo anticipare delle risposte alternative nel campo dell’Istruzione. In altri termini, le regioni del Sud, implicitamente attaccate come la causa della mobilità del loro corpo docente verso le regioni del Nord, dovrebbero puntare a stabilizzare sul proprio territorio i tanti docenti affinché di creare un vasto cantiere di sviluppo della conoscenza nei loro territorio come modalità di risposta alla competizione mondiale nel quale ogni territorio è immerso. Mi rendo conto che tale “messa in atto” è di tipo storica ed immane per una programmazione economica che passi per l’investimento del capitale umano come unica via di salvezza per un mezzogiorno indietro nella battaglia mondiale del progresso umano ed economico. In pratica, questa attuazione di un modello economico in linea con il capitale umano occorre investire nella qualità della comunicazione tra le persone appartenenti a gruppi sociali diversi affinché tutti possano riconoscersi in un obbiettivo più grande di loro, ossia mettere a tacere la Lega con una programmazione economica di ampio respiro nel campo culturale ed economico mettendo al centro dell’”attenzione mondiale il Mezzogiorno per ottenere quella rispettabilità e forza che ti permette di parlare a “testa alta” con i politici settentrionali.
Questo lavoro è immane ma va fatto con la “calma forza” di chi sa qual è il suo cammino da percorrere facendo del mezzogiorno il luogo di benessere culturale ed economico fondato sulla qualità dell’ospitalità, della convivialità e dell’economia ecologica.

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