mercoledì 28 aprile 2010

articolo di societa'

Da dove viene la Lega?
Figlia della frustrazione democristiana e del fisco oppressore dello stato, figlia di una cultura contadina chiusa al discorso del politichese, alleata contro il pagamento delle tasse. Sfrutta lo Stato come si è stati storicamente sfruttati dallo Stato. Tutto questo mondo culturale condiviso in modo omogeneo è diventato un peso molto forte all’interno di una classe politica italiana frantumata, divisa e dalle infinite “correnti”.
La loro unità e semplicità verso il burocratese, il loro sentimento di essere “in-group” di fronte al resto del paese visto come “out-group”, il loro dialetto come elemento di chiusura e non ponte verso la comprensione della comunità locale. Invece, la Lega dovrebbe impiegare il dialetto per facilitare i rapporti e non per chiudere in faccia il bisogno di interazione delle persone straniere con la popolazione locale.
Dato che la lega e sfortunatamente molta popolazione italiana intende soltanto il criterio economista, allora possiamo sostenere la tesi che questo clima di chiusura e di rigetto del “prossimo” (tanto per usare una categoria tanto cara ai cattolici come amano dirsi i leghisti) o dell’”altro” ( se vi sentite dei laici non tolleranti) sono dei clamorosi autogol clamorosi per lo sviluppo economico di tutta l’area geografica interessata dal voto leghista. In pratica, come volete ad esempio che l’università di Padova e le sue tante imprese innovative possano attrarre uno straniero per un lavoro di lungo periodo se poi si trova a vivere in un contesto di cultura di “chiusura” lontana dalla cultura dell’informalità e della “coolness” che si diffonde in tutto il mondo “mondializzato” tramite uno stile comunicativo inclusivo. Invece, da noi appare evidente uno stile d’interazione di tipo differenzialista e diffidente verso tutto quello che non appare collegato al territorio locale. Questo esempio dell’università di Padova può essere allargato a quasi tutte le realtà italiane. In pratica possiamo prendere l’esempio del calcio europeo dove le squadre migliori sono quelle che si sono internazionalizzate maggiormente come indice di eccellenza ma anche come un indicatore dell’andamento storico dell’umanità. Le squadre che si sono aperte agli inserimenti dei tanti stranieri hanno fatto emergere con il loro modello lo sviluppo del calcio spettacolo cosi tanto di moda oggigiorno. Quindi solo i territori disposti ad aprirsi e a modificare le proprie abitudini come unica speranza di raccogliere questa avventura dell’incontro con gli stranieri sia nella vita civile che professionale.
Il dilemma che tocca la Lega è quello di aderire in pieno a questo modello economico liberista ma allo stesso tempo, questo partito è alla ricerca di un’identità forte per affrontare l’ingegneria sociale che permea i territori dove abitano i leghisti. Purtroppo, occorre avvertire che questa identità forte non si ottiene seguendo dei moduli universitari per avere dei “crediti” per prendere una laurea e diventare “flessibile e poco esigente sul mercato del lavoro” ma non sono per niente utili per analizzare e inventare delle soluzioni per vivere meglio la complessità sociale. Quindi, da un lato abbiamo la Dea sicurezza che cerca di incutere paura ma allo stesso tempo questa Dea sicurezza si scontra con il modello economico di tipo liberista che spinge le persone a muoversi e cercare un futuro migliore in quei posti capaci di creare dei posti di lavori ad alto valore aggiunto. Queste grosse contraddizioni stanno emergendo in pieno in tutta Europa e nel nord del paese e malauguratamente non riesco a vedere nessun partito e/o uomo politico capace di analizzare questa situazione da questo punto di vista per il futuro dell’umanità.
In Italia, le derive xenofobe ed identitarie hanno il campo libero data l’assenza totale di “opposizione” culturale e di idee politiche nel contesto politico-culturale italiano troppo preoccupato a sopravvivere che a pensare al vivere dei propri cittadini.
Quello che sconforta chi scrive è il fatto che la risposta europea data per la crisi della Grecia sarà probabilmente la stessa per il paese che vivrà lo scontro interraziale come credo che avverrà nel prossimo futuro nello spazio europeo.

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