giovedì 22 aprile 2010

La cultura nell’insegnamento della lingua

La cultura nell’insegnamento della lingua: culturalizzare senza stereotipare.

Come smascherare gli stereotipi dietro il lessico dell’altro.

Certamente, tale studio necessità di due grosse competenze che sono: la prima conoscere bene il mondo culturale dell’altro e l’altra competenza è quella di tipo di semantica, dove il ricercatore si vede costretto ad analizzare la prassi discorsiva dell’altro in modo da percepire quali visioni, quale percezione o immagine ci sia dietro il linguaggio. Questo rappresenta un approccio molto utile per demistificare i falsi stereotipi da quelli che hanno maggiore riscontro nel reale. Questo esercizio risulta ad essere molto importante per la costruzione di uno spazio dialogico nel mondo e ancora prima in Europa. Ecco da dove parte l’idea di questo tipo di lavoro testuale per sconfiggere la mancanza di conoscenza reciproca.
L’apprendimento della cultura attraverso l’insegnamento della lingua non è certamente cosa facile.
Certamente, la conoscenza della propria cultura e soprattutto l’analisi di quest’ultima è difficile da creare. Cosa bisogna fare: una grammatica culturale. Certamente la richiesta rientra tra i primi ambiti da analizzare nella nostra ricerca socioculturale. Quindi, fare richiesta di aiuto, di scusa sono alcuni elementi utili per il nostro lavoro. Infatti, possiamo dire che l’analisi degli elementi socioculturali non sono secondari alla classica riflessione grammaticale. Creare una grammatica culturale della società italiana non è cosa facile. Sicuramente, ci servirà la capacità di costituire dei sociotipi, ossia un’analisi accurata lontani dai numerosi stereotipi che si porta dietro la nostra cultura. Il nostro compito sarà quello di scegliere i propri ambiti di ricerca: per esempio si potrebbe iniziare con l’analisi del rapporto tra gli italiani e gli stranieri, suddivisi in turisti o stranieri residenti in Italia. Questo potrebbe rappresentare un ottimo inizio di lavoro. Definire il campo d’azione, le scene da studiare, i dati da elaborare e le conclusioni da trarre dopo tale ricerca effettuata sul campo. Si partirà da alcuni presupposti teorici che verranno messi in discussione dall’esperienza.
La nostra teoria parte dall’idea che gli italiani hanno un atteggiamento di formale distacco dalle persone non italiane. Tale atteggiamento spesso cambia notevolmente quando si parla di straniero turista. Forse l’idea di fondo è che il turista porta soldi all’economia locale mentre lo straniero venuto in Italia per motivi di lavoro, viene percepito come un uomo venuto dal basso, data la sua migrazione in terra italiana. Questa percezione del migrante come uomo povero, dal basso prestigio sociale è dovuta all’esperienza italiana della migrazione, fatta di uomini costretti a partire per motivi lavorativi. Quindi, viene meno nell’immaginario italiano la necessità di lasciare il proprio paese per motivi di libertà, di cultura, di lavoro e per necessità di proteggere la propria vita.
Questi sono punti non sono molto presenti nell’analisi del fenomenologia rapporto italiano=straniero=turista. Questa è la prospettiva dalla quale vorrei partire per proseguire il mio lavoro sugli elementi socioculturali italiani. Ovviamente, tutte queste ricerche partono sempre dalla consapevolezza della location della vostra scrittura. Pertanto, il mio lavoro non vorrà essere esauriente ma vorrà mettere in luce le varie differenze, li dove sono presenti, nell’intera Italia.

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